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PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per la giustizia, onorevole Valentino, ha facoltà di
GIUSEPPE VALENTINO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, con riferimento all'interrogazione dell'onorevole Buemi, si fa presente che il 12 giugno 2002 è entrato in vigore il decreto-legge 10 giugno 2002, n. 107, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'11 giugno
2002 e convertito, con modificazioni, nella legge 1o agosto 2002, n. 173, che, all'articolo 4, sancisce la proroga automatica ex lege fino alla data di entrata in vigore del regolamento di cui all'articolo 4, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 2001, n. 328, in materia di procedure elettorali e funzionamento degli organi degli ordini professionali regolamentati e, in ogni caso, non oltre il 3 giugno 2004 (termine prorogato al 31 dicembre 2004 con decreto-legge n. 158 del 24 giugno 2004, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 147 del 25 giugno 2004), della composizione comunque vigente alla data di entrata in vigore dello stesso decreto, dei consigli provinciali, regionali e nazionali degli ordini di dottore agronomo e dottore forestale, architetto, assistente sociale, attuario, biologo, chimico, geologo, ingegnere e psicologo.
PRESIDENTE. L'onorevole Buemi ha facoltà di
ENRICO BUEMI. Signor Presidente, non avevo dubbi che, dal punto di vista giuridico, la situazione fosse regolare. Il problema è politico, nel senso che ormai sono trascorsi due anni dall'entrata in vigore della legge che sospendeva le attività elettorali degli ordini professionali citati e due anni, effettivamente, rappresentano un periodo particolarmente lungo, che sottrae agli ordini professionali una legittimazione democratica che, invece, è indispensabile per gestire in maniera corretta le importanti funzioni che tali ordini svolgono (prerogative di intervento disciplinare, orientamento professionale dei propri iscritti, qualificazione professionale, interlocuzione con le istituzioni, designazione di rappresentanze importanti in organismi di ogni genere).
giuridica, ma di illegittimità democratica. Infatti, non vi è alcun motivo che giustifichi una ulteriore protrazione nel tempo di tale stato.
In ossequio a quanto disposto dal citato articolo 4 del decreto-legge 10 giugno 2002, n. 107, doverosamente e con immediatezza, la competente Direzione generale ha provveduto a comunicare all'Ordine degli ingegneri di Roma che l'entrata in vigore della norma imponeva la sospensione delle operazioni elettorali che presso lo stesso erano effettivamente in corso.
Attenendosi alle indicazioni di questo Ministero, l'Ordine degli ingegneri di Roma ha sospeso le operazioni elettorali.
Con l'entrata in vigore del decreto-legge 24 giugno al 2003, n. 147, convertito dalla legge 1o agosto 2003, n. 200, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 2 agosto 2003 ed entrata in vigore il 3 agosto 2003, la disciplina citata è stata in parte modificata.
Invero, il comma 2-bis dell'articolo 16 della legge 1o agosto 2003, n. 200 - introdotto solo in sede di conversione del decreto-legge - ha sancito la validità delle operazioni elettorali in corso.
In conformità alla nuova normativa, il competente ufficio ministeriale, al quale spetta istituzionalmente il controllo sull'operato degli ordini professionali, non avendo avuto notizia dal Consiglio dell'ordine degli ingegneri di Roma della prosecuzione delle elezioni sospese, ha sollecitato, con nota del 9 settembre 2003, l'indizione del ballottaggio per il rinnovo di tale consiglio.
L'Ordine degli ingegneri di Roma ha risposto in data 5 novembre 2003, comunicando che le votazioni avrebbero avuto inizio il 7 gennaio 2004 e che sarebbero terminate il 31 gennaio 2004, non essendo praticabili in una data precedente in vista delle festività natalizie.
Come preannunciato dall'Ordine degli ingegneri di Roma, le votazioni si sono svolte nei giorni stabiliti, portando così a termine le operazioni di ballottaggio sospese.
Questa è la questione e non si comprende perché non si provveda al riguardo. Non si tratta di predisporre regolamenti particolarmente complicati; si tratta di superare una situazione che, così com'è, è inaccettabile.
Proprio questa mattina ho ricevuto l'ennesima sollecitazione da parte di un ordine professionale - mi riferisco a quello degli psicologi - che, trovandosi nella stessa situazione di quello degli ingegneri, chiede provvedimenti adeguati a rimuovere questa condizione, non di illegittimità
Quindi - signor sottosegretario - la mia insoddisfazione è totale. Pur comprendendo le difficoltà dell'attuale fase politica del Governo, pur comprendendo le difficoltà più generali che toccano il paese in questo momento, pur comprendendo le difficoltà internazionali che riguardano il nostro paese come tanti altri, credo che le istituzioni democratiche debbano continuare a funzionare e che, ovviamente, le elezioni di questi ordini, che hanno importanti poteri di intervento, debbano avere un loro compimento, giungendo alla nuova nomina degli organismi che ormai da tempo necessitano di essere rinnovati.
Pertanto, mi dichiaro profondamente insoddisfatto e attendo un provvedimento rapido di risposta alle sollecitazioni provenienti non soltanto da parte mia, ma anche da parte di migliaia di professionisti italiani, che attendono di essere governati maniera democratica.


