Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 478 del 16/6/2004
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(Modalità di gestione dei centri di identificazione di Otranto e Borgo Mezzanone - n. 3-03472)

PRESIDENTE. L'onorevole Russo Spena ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-03472 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 5).

GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, signor ministro, riteniamo che il diritto d'asilo, tra i principi fondativi della nostra Carta costituzionale e delle convenzioni internazionali, sia una delle grandi identità civili che caratterizzano il nostro Stato di diritto. L'asilo è accoglienza dovuta a coloro che nel loro paese subiscono torture, stupri, pena di morte per le opinioni che professano, per il loro credo religioso. Va accolto chi fugge dalle situazioni di guerra e di persecuzione.
Perché mai, allora, i centri di identificazione dei richiedenti asilo in Italia sono assimilati sempre più a strutture carcerarie? Perché mai ai volontari ed ai Medici senza frontiere, un'organizzazione sanitaria insignita del premio Nobel, è stato negato dal Ministero, attraverso le prefetture di Lecce e di Foggia, il permesso di accedere ai centri di identificazione dei richiedenti asilo di Otranto e di Borgo Mezzanone?

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, la risposta è molto semplice: le prefetture applicano la legge vigente, varata non da questo Governo e da questo Parlamento, ma quando era in maggioranza il centrosinistra.
La legge vigente, attraverso il regolamento 31 agosto 1999 n. 394, stabilisce che nelle strutture di Otranto e di Borgo Mezzanone possano entrare: gli appartenenti alla forza pubblica, i giudici competenti, l'autorità di pubblica sicurezza, i familiari conviventi, i difensori delle persone trattenute od ospitate, i ministri di culto, il personale delle rappresentanze diplomatiche e consolari, il personale delle associazioni di volontariato, di cooperazione e di solidarietà sociale ammesso a svolgervi attività di assistenza sulla base di


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apposite convenzioni stipulate con le prefetture ed altri soggetti che hanno concordato progetti di assistenza. Inoltre, 945 parlamentari, deputati e senatori, possono sempre accedere ai centri per verificare le condizioni di trattenimento. Ciò in attesa che un regolamento, previsto dalla legge Bossi-Fini, dia una specificità particolare ai centri che dovrebbero essere tenuti in piedi solo per l'identificazione. Oggi quelli di cui parliamo sono ancora centri di trattenimento.
Poiché essi hanno quella configurazione giuridica, è prevista un'ampia possibilità di accesso; ricordo infatti che tutti i deputati e i senatori del luogo, di qualsiasi colore politico, possono entrarvi e verificarne le condizioni. Com'è noto, Medici senza frontiere ha collaborato, in occasione del verificarsi dell'epidemia della SARS, in spirito di leale collaborazione con le prefetture ed è stata anche invitata ad effettuare segnalazioni per migliorare le situazioni nelle quali vi fossero delle carenze. Il fatto che poi il rapporto sia stato mandato alla stampa e non agli organi che avevano chiesto esplicitamente all'organizzazione Medici senza frontiere di dare indicazioni per il miglioramento, non credo deponga molto a favore del rapporto di lealtà che si era costituito. Evidentemente, le regole valgono per tutti e vengono applicate dalle prefetture - che non potrebbero fare altrimenti -, con ampia possibilità di verifica delle condizioni di trattenimento.

PRESIDENTE. L'onorevole Russo Spena ha facoltà di replicare.

GIOVANNI RUSSO SPENA. Devo dire che il ministro nella sua risposta mi dà perfettamente ragione e ciò aumenta in qualche modo lo sconcerto. Egli ha dato lettura di tutte le categorie di persone che, in base alla normativa vigente, possono entrare in tali centri e giustamente ha letto anche - forse trascurando di sottolinearlo - che possono entrarvi le associazioni di volontariato, com'è certamente Medici senza frontiere, un'organizzazione indipendente fondata a Parigi nel 1971, di grande autorevolezza internazionale e nazionale, che fornisce assistenza umanitaria alle vittime di guerra, esodi e catastrofi.
Anche la seconda parte della risposta ci dà ragione, perché il ministro dice che Medici senza frontiere ha dato fastidio alla politica ufficiale del Governo, che peraltro è sbagliata e incostituzionale su questo punto. Questo perché Medici senza frontiere ha denunciato, con grande scientificità, le gravi situazioni che si verificano a Lampedusa - dal cui centro è stata anche estromessa -, ad Otranto, a Borgo Mezzanone e in altre parti d'Italia, presentando una documentazione molto fitta e molto densa. Ciò, proprio per evitare alcune storture, come situazioni di razzismo istituzionale e di xenofobia, che si verificavano in quei centri e che indubbiamente vanno superate; peraltro, si tratta di aspetti sui quali si sta pronunciando proprio in questo periodo la Corte costituzionale.
Nel rapporto presentato a gennaio, Medici senza frontiere aveva documentato il rischio di assimilazione dei centri di identificazione con i centri di permanenza temporanea, che sono invece una sorta di galera etnica, di carceri amministrative. I centri di identificazione per i richiedenti asilo sono strutture per le persone che fuggono da situazioni di persecuzioni e torture e che dunque, dal punto di vista costituzionale, oltre che umano e civile, vanno tutelate nella maniera più alta dal nostro Governo e dalle nostre istituzioni.
In conclusione, dico che evidentemente Medici senza frontiere deve essere riammessa, così come dico fin d'ora che noi siamo per la chiusura di strutture inutili e incostituzionali, come i centri di permanenza temporanea.

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