Allegato A
Seduta n. 478 del 16/6/2004


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(Sezione 5 - Modalità di gestione dei centri di identificazione di Otranto e Borgo Mezzanone)

RUSSO SPENA e MASCIA. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
Medici senza frontiere, fondata a Parigi nel 1971, è un'organizzazione umanitaria indipendente di soccorso medico, che fornisce assistenza umanitaria alle vittime di guerre, esodi, catastrofi; nel 1999 Medici senza frontiere è stata insignita del Nobel per la pace; dal 1999 Medici senza frontiere lavora in Italia, offrendo assistenza a immigrati e richiedenti asilo;
il ministero dell'interno, attraverso le prefetture di Lecce e di Foggia, ha negato ai volontari di Medici senza frontiere il permesso di accedere ai centri di identificazione per i richiedenti asilo di Otranto (Lecce) e di Borgo Mezzanone (Foggia);
il rifiuto arriva a poche settimane dall'estromissione dell'associazione umanitaria dal centro di permanenza temporanea di Lampedusa e a quattro mesi dalla presentazione di un rapporto, in cui Medici senza frontiere denunciava carenze e violazioni nei centri di permanenza temporanea e di identificazione per immigrati; dalla presentazione del rapporto il ministero dell'interno ha tagliato ogni comunicazione con l'associazione;
ufficialmente, il diniego del ministero dell'interno all'ingresso dei volontari di Medici senza frontiere nei due centri è giustificato ai sensi di quanto disposto dall'articolo 21, comma 7, del decreto del Presidente della Repubblica n. 394 del 199, in relazione ai centri di permanenza temporanea;
la normativa invocata si riferisce esclusivamente ai centri di permanenza temporanea, vale a dire ai centri creati per il trattenimento degli stranieri non in regola con le norme sul soggiorno in Italia e destinatari di provvedimenti di espulsione;
quelli di Otranto e di. Borgo Mezzanone non sono centri di permanenza temporanea, ma centri di identificazione: i centri di identificazione hanno finalità completamente diverse dai centri di permanenza temporanea e sono stati introdotti dalla cosiddetta «legge Bossi-Fini», per accogliere e identificare gli stranieri che arrivano in Italia in fuga da guerre e persecuzioni e che vogliono presentare domanda di asilo nel nostro Paese;
l'assimilazione ufficiale dei centri di identificazione ai centri di permanenza temporanea sarebbe un precedente davvero preoccupante;


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dal 1999 i volontari di Medici senza frontiere hanno visitato regolarmente i due centri (Otranto e Borgo Mezzanone), al fine di monitorare gli standard dì accoglienza per i richiedenti asilo e di raccogliere dagli ospiti informazioni circa la situazione nei Paesi di provenienza, Paesi in cui spesso Medici senza frontiere gestisce progetti di assistenza medica e umanitaria;
«fino alla presentazione del rapporto sui centri di permanenza temporanea - secondo Giuseppe De Mola, responsabile delle attività di Medici senza frontiere nel Sud Italia - le nostre richieste di accesso al centro hanno sempre avuto esito positivo. Purtroppo, già nel rapporto presentato nel mese di gennaio 2004 avevamo paventato il rischio di un'assimilazione dei centri di identificazione ai centri di permanenza temporanea, in particolare proprio riguardo il centro di Otranto, dove sono regolarmente accolti, in regime di trattenimento, richiedenti asilo e stranieri irregolari in attesa di notifica di provvedimento di espulsione e di trasferimento nel vicino centro di permanenza temporanea «Regina Pacis»;
a Borgo Mezzanone gli ospiti del centro, al rilascio del primo permesso di soggiorno per «richiesta asilo», sono liberi di entrare e uscire dalla struttura e molte associazioni locali sono state autorizzate all'ingresso dalla stessa prefettura di Foggia -:
considerata l'assenza di regolamento di attuazione della legge n. 189 del 2002, che disciplinerebbe il funzionamento e la predisposizione dei centri di identificazione, sulla base di quale normativa siano stati istituiti i centri di identificazione di Otranto e di Borgo Mezzanone e se il Ministro interrogato non ritenga opportuno rendere note le modalità di gestione dei due centri, con particolare riferimento alle modalità di accesso da parte di organizzazioni umanitarie, per altro previsto per gli stessi centri di permanenza temporanea. (3-03472)
(15 giugno 2004)