Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 478 del 16/6/2004
Back Index Forward

Pag. 12


...
(Rivalutazione dei canoni per le concessioni d'uso del demanio marittimo - n. 3-03471)

PRESIDENTE. L'onorevole Franz ha facoltà di illustrare l'interrogazione Anedda n. 3-03471 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 4), di cui è cofirmatario.

DANIELE FRANZ. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la questione che poniamo all'attenzione del Governo riguarda l'aumento dei canoni dovuti dai gestori degli stabilimenti balneari. Infatti, qualora non si provveda all'emanazione di un decreto interministeriale entro il 30 giugno 2004, scatterà l'aumento previsto dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, quantificato nella misura del 300 per cento.
Chiediamo, quindi, lumi al Governo su tale decreto interministeriale, sui gettiti consolidati e su quelli previsti; chiediamo, altresì, se non si ritenga di affrontare il tema della rivalutazione dei canoni ad un tavolo tempestivamente convocato e aperto alle regioni, a cui, è bene non dimenticarlo, è stata trasferita la gestione di dette aree.

PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, professor Lunardi, ha facoltà di rispondere.

PIETRO LUNARDI, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si rappresenta che la questione evidenziata consegue ad un atto legislativo di iniziativa del Ministero dell'economia e delle finanze, cioè la legge n. 326 del 2003.
In relazione a quanto prospettato dagli onorevoli interroganti, si fa presente quanto segue. La novità normativa ha posto l'amministrazione di fronte ad un percorso praticamente vincolato allo strumento del decreto interministeriale, nei tempi - il 30 giugno - e negli obiettivi (140 milioni di euro).
A seguito dei contatti tenuti con i competenti uffici della amministrazione finanziaria, è risultato possibile perseguire l'obiettivo imposto dalla legge dei 140 milioni di euro di maggiore entrata, provvedendo a rivalutare sostanzialmente del 250 per cento le tabelle del decreto ministeriale n. 342 del 1998, nell'importo aggiornato al 2003 a seguito degli adeguamenti ISTAT.
A tal fine è stata predisposta la bozza del relativo decreto interministeriale che, proprio in questi giorni, è al vaglio della Conferenza unificata Stato-regioni-autonomie locali.
Negli incontri tecnici nel frattempo tenutisi, i rappresentanti delle regioni e dei comuni hanno peraltro ribadito la loro contrarietà nei riguardi di un provvedimento che intervenga esclusivamente sull'entità dei canoni, senza affrontare i temi ancora aperti e ribaditi in un documento della Conferenza dei presidenti del 29 aprile 2004, con particolare riferimento all'individuazione di una quota degli introiti da devolvere alle regioni e agli enti locali.
Per venire incontro a tali aspettative, i Ministeri dell'economia e delle finanze e delle infrastrutture e dei trasporti hanno ipotizzato che all'adozione del provvedimento, necessaria per non far decorrere l'indiscriminato aumento del 300 per cento, non segua immediatamente la fase della riscossione e che questa venga differita al versamento della rata per il 2005.
Ciò con contemporaneo insediamento di un gruppo di lavoro Stato-regioni-enti locali, i cui risultati potrebbero comportare una generale rivisitazione del tema attraverso una revisione della normativa che garantisca reciproca soddisfazione.
In seno alla Ragioneria generale dello Stato, infine, è stato possibile riscontrare che le entrate accertate sul capitolo 2612, articolo 4 (proventi dei beni del demanio marittimo) in base ai dati relativi al consuntivo


Pag. 13

per gli anni 2001, 2002 e 2003 ammontano in aggregato a: 49.624.741 per il 2001, 46.886.079 per il 2002 e 54.701.211 per il 2003.
Peraltro, il dato relativo all'anno 2003 è suscettibile di modificazione all'esito della definitiva consuntivazione.
Conclusivamente, si può ipotizzare la costituzione di un gruppo di lavoro con le regioni e gli enti locali, onde pervenire ad una soluzione che non penalizzi né i soggetti istituzionali, né gli imprenditori, né l'utenza, facendo salve, nel limite del possibile, le esigenze di bilancio ed attuando nei fatti il principio di leale collaborazione.

PRESIDENTE. L'onorevole Franz ha facoltà di replicare.

DANIELE FRANZ. Signor Presidente, ringrazio il ministro per la sua risposta puntuale. Mi soffermerò sull'ultima parte di tale risposta perché credo che potrebbe essere cosa assolutamente buona se si continuasse a cercare, anche con maggiore tenacia, la via alternativa di cui lei ha parlato. Infatti, pur condividendo con lei le preoccupazioni per la situazione di bilancio e per l'esigenza di fare cassa, credo sia assolutamente inopportuno colpire in maniera così gravosa uno dei comparti economici trainanti, quello del turismo. Non mi riferisco solo agli addetti ai lavori, che lei ha onestamente citato, ma anche agli utenti su cui inesorabilmente finirebbe per ricadere tale aumento che, qualora tutti pagassero, farebbe sicuramente cassa ma colpirebbe in maniera abbastanza indiscriminata.
Dunque, mi fa piacere che vi sia tale disponibilità ed auguro a lei ed ai suoi colleghi il migliore lavoro possibile.

Back Index Forward