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della valenza turistica delle loro aree, con conseguente aumento del gettito in favore delle casse dello Stato;
la legge 24 novembre 2003, n. 326, ha stabilito che, qualora entro il 30 giugno 2004 non sia stabilito, con un decreto interministeriale da emanarsi da parte del Ministro dell'economia e delle finanze e del Ministro interrogato, un aumento dei canoni dovuti dai gestori degli stabilimenti balneari, dovrà applicarsi, comunque, un aumento di detti canoni, nella misura del 300 per cento, a partire dal 1o gennaio 2004;
l'aumento di cui alla legge n. 326 del 2003, tuttavia, andrebbe a colpire indiscriminatamente tutte le regioni, assumendo una valenza punitiva per quelle regioni che hanno gia provveduto alla riclassificazione
la rivalutazione della tariffa andrebbe piuttosto calibrata in relazione alle diverse tipologie di utilizzo ed ai differenti regimi giuridici dei beni del demanio e, comunque, dovrebbe fare seguito alla riclassificazione della valenza turistica da parte di tutte le regioni;
appare evidente, infine, che l'aumento del 300 per cento danneggerebbe pesantemente gli utenti, gravando negativamente sui bilanci delle famiglie -:
quale sia stato il gettito derivante dai canoni per le concessioni. d'uso del demanio marittimo da parte dei gestori di stabilimenti balneari nel periodo 1999-2001 e quale quello previsto a seguito degli aumenti di cui in premessa e se non ritenga opportuno affrontare il tema della rivalutazione dei canoni nell'ambito di un tavolo di lavoro al quale partecipino le regioni, cui è stata trasferita la gestione e che meglio conoscono le realtà territoriali e le caratteristiche socio-economiche delle aree interessate, nonché al fine di affrontare il tema dei canoni, con riferimento anche agli altri utilizzi delle aree demaniali, con un'operazione di perequazione che si fondi su dati di consistenza e di gettito certi. (3-03471)
(15 giugno 2004)