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PRESIDENTE. L'onorevole Fassino, al quale ricordo che ha un minuto di tempo a disposizione, ha facoltà di
PIERO FASSINO. Signor Presidente, sarò molto sintetico. La gravità delle torture e dei fatti accaduti in questi giorni è evidente a tutti ed è evidente a tutti che la vicenda irachena non è più quella di prima e un dovere di trasparenza e di chiara assunzione di responsabilità compete a ciascuno di noi.
ANDREA GIBELLI. Tempo!
PRESIDENTE. Onorevole Fassino, la terza questione dovrà porla in fase di replica.
ANTONIO MARTINO, Ministro della difesa. Signor Presidente, ringrazio l'onorevole interrogante. In premessa alle molteplici domande di questa e delle seguenti interrogazioni che afferiscono alle vicende delle torture praticate nei confronti di catturati iracheni, ribadisco che il Governo è rimasto sorpreso e sdegnato nell'apprendere notizie di cui era completamente all'oscuro e per fatti inimmaginabili ed imprevedibili che fermamente condanna (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale, dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro e del deputato Sgarbi)!
PRESIDENTE. L'onorevole Fassino ha facoltà di
PIERO FASSINO. Signor Presidente, dico chiaramente che le risposte sono deludenti ed insoddisfacenti (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale).
NINO STRANO. Parlaci del decapitato!
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, guardate che tutto il tempo sottratto all'onorevole Fassino verrà recuperato. Finché presiedo io quest'Assemblea, tutti parleranno nei tempi e secondo regole uguali
per tutti. Per cui vi prego di far parlare l'onorevole Fassino, a cui do nuovamente la parola.
PIERO FASSINO. Trovo la risposta del ministro deludente e insoddisfacente, perché non mi pare che colga la gravità della situazione e neanche che tenga conto di dati di fatto, notizie e dichiarazioni, che possono essere letti oggi su importanti quotidiani di questo paese, che attestano...
ILARIO FLORESTA. Smentite ieri sera stessa!
PRESIDENTE. Onorevole Floresta, la richiamo. La prossima volta sarò costretto ad espellerla dall'aula.
PIERO FASSINO. ...che attestano un quadro ben diverso da quello che il ministro ha delineato. Penso che in questo modo voi non soltanto dimostriate di non voler accertare effettivamente la gravità dei fatti, ma soprattutto sottovalutiate la gravità di una situazione che può produrre degenerazioni ed esporre a rischi ancora più gravi in primo luogo i nostri soldati e il personale civile e militare italiano che è lì. Io penso che le torture segnino un salto di qualità, che è grave sottovalutare. La vicenda irachena non è più quella di prima dopo quelle immagini, non soltanto per noi, ma per milioni e milioni di donne e di uomini, che hanno visto quelle immagini e che da esse hanno desunto un giudizio di grave allarme. Un'ombra morale è gettata su tutta quella vicenda.
Pongo al ministro tre questioni. La prima. L'Italia, presente in Iraq con il terzo contingente militare come quantità ed impegno, era a conoscenza della pratica delle torture e dei maltrattamenti nelle carceri irachene e nelle carceri gestite dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna? Pongo questa domanda perché, da notizie apparse sulla stampa e da alcune dichiarazioni, emerge che c'erano tutti i presupposti per sapere. Vorremmo sapere se ciò risponda al vero.
In secondo luogo, cosa si è fatto per rappresentare alle autorità statunitensi ed inglesi (posto che a noi pare che vi fossero i presupposti per sapere), la gravità...
Il ministro della difesa, onorevole Martino, al quale ricordo che ha tre minuti di tempo a disposizione, ha facoltà di
Desidero subito sottolineare che nessun rapporto della Croce rossa internazionale è stato mai trasmesso al Governo, conformemente alla regola che i risultati delle visite ispettive della Croce rossa formano oggetto di rapporti e valutazione riservati ed esclusivi fra il comitato e le autorità dei paesi sotto la cui giurisdizione ricadono i siti oggetto dell'ispezione. Né tantomeno altre organizzazioni internazionali ci hanno mai fornito informazioni su simili episodi. Quanto ad un documento di Amnesty International del luglio dello scorso anno reperibile su Internet, la materia fu oggetto di contatti diretti tra la stessa organizzazione e le autorità americane; su di essa riferì in Parlamento il 3 luglio 2003 il sottosegretario Boniver. Sottolineo anche e comunque che gli episodi risulterebbero avvenuti in siti dislocati in località al di fuori dell'area di responsabilità del contingente italiano e pertanto non da questo accessibili.
Quanto al comportamento dei nostri militari, esso rispetta i principi e le norme del diritto internazionale umanitario unitamente alle regole di ingaggio contemplate dalle direttive della difesa aderenti alla legislazione nazionale ed internazionale.
Sull'ipotesi di disporre controlli a sorpresa nelle carceri irachene da parte di militari italiani, sottolineo che l'accertamento delle condizioni e del trattamento dei soggetti nelle carceri attraverso visite ispettive è un compito proprio del comitato internazionale della Croce rossa. Sulla questione del ruolo delle organizzazioni internazionali e dell'ONU in particolare, il Governo è costantemente impegnato in tutti i fori internazionali, in seno all'Unione europea, negli incontri con l'amministrazione americana e con il Governo del Regno Unito, nonché, da ultimo, con la Federazione russa, con la Francia e con la Spagna affinché le Nazioni Unite svolgano in Iraq un ruolo attivo ed incisivo a favore della ricostruzione politica.
Chiediamo che vi sia il trasferimento effettivo di poteri ad un governo iracheno credibile e legittimato da una specifica risoluzione del Consiglio di sicurezza. Questa linea ha ricevuto una conferma nei fatti e registriamo favorevolmente il crescente coinvolgimento dell'inviato speciale del Segretario generale, Brahimi, nella formazione degli assetti iracheni che assumeranno responsabilità e poteri il 1o luglio prossimo. Brahimi è stato in Italia meno di un mese fa e ha ricevuto ampio sostegno ed incoraggiamento a creare le condizioni per rispettare il percorso elettorale e costituzionale in Iraq.
Il ministro degli affari esteri si è fatto interprete di questa linea in occasione dei recenti colloqui con il segretario di Stato americano Powell e con Kofi Annan (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale).
In ogni caso, penso che, proprio perché le risposte del ministro non sono soddisfacenti, noi riteniamo che il Governo, nella persona del Presidente del Consiglio, debba venire in aula al più presto (Commenti dei deputati del gruppo di Forza Italia e di Alleanza nazionale). Il Presidente del Consiglio andrà a Washington il 19 maggio (in questo contesto non si tratta di una visita rituale o formale); riteniamo che sia indispensabile che, prima che il Presidente del Consiglio si rechi negli Stati Uniti, il Parlamento sia messo nelle condizioni di sapere che cosa il Governo italiano andrà a dire e quali responsabilità intenda assumersi, affinché il Parlamento sia in grado di decidere su come l'Italia debba atteggiarsi nel nuovo scenario che si è determinato in Iraq (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo, Misto-Comunisti italiani e Misto-Verdi-L'Ulivo).


