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le terribili immagini delle torture perpetrate dai militari delle truppe statunitensi e inglesi ai danni dei prigionieri iracheni suscitano la massima indignazione e minano profondamente la credibilità dell'attuale gestione politica e militare della vicenda irachena;
appare evidente che quelle torture non sono iniziative di singoli, ma esecuzione da parte di militari subalterni di precise disposizioni venute dall'alto;
il Governo non ha risposto in modo completo ed esauriente ad interrogazioni dell'opposizione relative a notizie di abusi e violenze in Iraq ed in Afghanistan;
da diverso tempo sui siti internet delle organizzazioni Amnesty international e Human right watch è riportata ampia documentazione delle denunce di violazione da parte delle forze della coalizione della Convenzione di Ginevra in materia di trattamento dei prigionieri di guerra e della Convenzione contro la tortura adottata dall'Assemblea generale dell'Onu il 10 dicembre 1984;
la circostanza affermata da tutti gli esponenti del Governo di non essere stati minimamente informati al riguardo da parte delle autorità americane o inglesi, neanche da parte della Croce rossa internazionale, pur essendo il nostro Paese così significativamente impegnato con mezzi e uomini nello scenario iracheno - tanto da essere il terzo contingente militare - denota, qualora confermata, un ruolo del tutto subalterno del nostro Paese, sia sul piano politico che militare, nei rapporti con gli altri partner della coalizione;
non sembra che l'amministrazione americana intenda chiedere al Segretario alla difesa le sue dimissioni in seguito agli scandalosi indirizzi impartiti alle forze armate da parte di uffici da lui dipendenti;
in tale contesto appare del tutto inopportuna la visita del Presidente Bush a Roma, dato che tanto la guerra preventiva in Iraq, quanto la conduzione complessiva della vicenda irachena, quanto ancora la difesa del Segretario di Stato Rumsfeld sembrano tradire i principi di libertà, di democrazia e di responsabilità propri del popolo americano e della sua storia;
è necessario che il Governo italiano disponga, come ha già fatto il Governo danese, ispezioni a sorpresa nelle carceri irachene per accertare che i prigionieri consegnati dagli italiani agli inglesi e agli americani non subiscano torture -:
quali indicazioni siano state impartite ai nostri militari al fine di non rimanere, neanche incidentalmente o indirettamente, coinvolti in tali crimine e come intenda impegnarsi davanti alla Camera dei deputati perché in Iraq ci sia un'immediata e drastica svolta, che consegni all'Onu la gestione politica, civile e militare e che concorra a restituire credibilità ai valori di rispetto dei diritti dell'uomo propri della tradizione occidentale e così gravemente lesi dalla tragedia delle torture.
(3-03374)
(11 maggio 2004)