Allegato A
Seduta n. 466 del 12/5/2004


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(Sezione 5 - Indicazioni impartite ai militari italiani per evitare il loro coinvolgimento nelle pratiche di tortura e impegno del Governo per una svolta nella politica sull'Iraq)

FASSINO, VIOLANTE, AGOSTINI, BOGI, CALZOLAIO, INNOCENTI, MAGNOLFI, MONTECCHI, NICOLA ROSSI, RUZZANTE, MINNITI, SPINI, RANIERI, ANGIONI, CABRAS, CRUCIANELLI, FOLENA, FUMAGALLI, MELANDRI, SERENI, CHITI, LUMIA, LUONGO, PINOTTI, PISA, ROTUNDO e DE BRASI. - Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che:
le terribili immagini delle torture perpetrate dai militari delle truppe statunitensi e inglesi ai danni dei prigionieri iracheni suscitano la massima indignazione e minano profondamente la credibilità dell'attuale gestione politica e militare della vicenda irachena;


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appare evidente che quelle torture non sono iniziative di singoli, ma esecuzione da parte di militari subalterni di precise disposizioni venute dall'alto;
il Governo non ha risposto in modo completo ed esauriente ad interrogazioni dell'opposizione relative a notizie di abusi e violenze in Iraq ed in Afghanistan;
da diverso tempo sui siti internet delle organizzazioni Amnesty international e Human right watch è riportata ampia documentazione delle denunce di violazione da parte delle forze della coalizione della Convenzione di Ginevra in materia di trattamento dei prigionieri di guerra e della Convenzione contro la tortura adottata dall'Assemblea generale dell'Onu il 10 dicembre 1984;
la circostanza affermata da tutti gli esponenti del Governo di non essere stati minimamente informati al riguardo da parte delle autorità americane o inglesi, neanche da parte della Croce rossa internazionale, pur essendo il nostro Paese così significativamente impegnato con mezzi e uomini nello scenario iracheno - tanto da essere il terzo contingente militare - denota, qualora confermata, un ruolo del tutto subalterno del nostro Paese, sia sul piano politico che militare, nei rapporti con gli altri partner della coalizione;
non sembra che l'amministrazione americana intenda chiedere al Segretario alla difesa le sue dimissioni in seguito agli scandalosi indirizzi impartiti alle forze armate da parte di uffici da lui dipendenti;
in tale contesto appare del tutto inopportuna la visita del Presidente Bush a Roma, dato che tanto la guerra preventiva in Iraq, quanto la conduzione complessiva della vicenda irachena, quanto ancora la difesa del Segretario di Stato Rumsfeld sembrano tradire i principi di libertà, di democrazia e di responsabilità propri del popolo americano e della sua storia;
è necessario che il Governo italiano disponga, come ha già fatto il Governo danese, ispezioni a sorpresa nelle carceri irachene per accertare che i prigionieri consegnati dagli italiani agli inglesi e agli americani non subiscano torture -:
quali indicazioni siano state impartite ai nostri militari al fine di non rimanere, neanche incidentalmente o indirettamente, coinvolti in tali crimine e come intenda impegnarsi davanti alla Camera dei deputati perché in Iraq ci sia un'immediata e drastica svolta, che consegni all'Onu la gestione politica, civile e militare e che concorra a restituire credibilità ai valori di rispetto dei diritti dell'uomo propri della tradizione occidentale e così gravemente lesi dalla tragedia delle torture.
(3-03374)
(11 maggio 2004)