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PRESIDENTE. L'onorevole Montecchi ha facoltà di
ELENA MONTECCHI. Signor ministro, desidero rivolgerle due quesiti, con una brevissima premessa. Il Governo non ha ancora adottato il decreto di programmazione annuale dei flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari e questa situazione è ulteriormente complicata dal fatto che il 1o maggio vi sarà l'ingresso nell'Unione europea dei nuovi paesi per i quali, sulla base della normativa comunitaria, la stessa legge cosiddetta Bossi-Fini prevede il principio di preferenza. Allora le chiedo, in primo luogo, quando intenda adottare il decreto di programmazione e in che modo, in quel decreto, intenda rispettare la normativa comunitaria di riferimento.
PRESIDENTE. Onorevole Montecchi, si avvii a concludere.
ELENA MONTECCHI. ...che lei ha eventualmente stipulato o che intende stipulare con i paesi di nuova adesione.
PRESIDENTE. Il ministro del lavoro e delle politiche sociali, onorevole Maroni, ha facoltà di rispondere.
ROBERTO MARONI, Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Signor Presidente, il Governo ha emanato il 19 dicembre 2003 il decreto di programmazione annuale dei flussi relativo all'anno 2004 per 79.500 ingressi, 50 mila dei quali stagionali e 29.500 per lavoratori subordinati. Tale provvedimento è ampiamente sufficiente a coprire le necessità per il 2004.
PRESIDENTE. Signor ministro, si avvii a concludere.
ROBERTO MARONI, Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Ricordo, infine, che per quanto riguarda l'attività di lavoro autonomo si applicano le stesse norme che valgono per i lavoratori degli altri paesi dell'Unione europea.
PRESIDENTE. L'onorevole Montecchi ha facoltà di replicare.
ELENA MONTECCHI. Signor Presidente, sarò rapidissima.
Infine, vorrei sapere quali siano gli accordi bilaterali...
Il 1o maggio 2004 vi sarà l'adesione dei dieci nuovi paesi membri dell'Unione europea. Il Trattato di adesione prevede un periodo automatico di moratoria della durata di due anni rispetto alla libera circolazione dei lavoratori subordinati - quindi, escludendo sia i cittadini, sia i lavoratori autonomi -, che tutti i paesi dell'Unione europea, ad esclusione della Gran Bretagna e dell'Irlanda, hanno adottato.
Anche l'Italia usufruirà di tale periodo di moratoria di due anni, che inizierà proprio dal 1o maggio 2004. Come lei sa, onorevole Montecchi, il Trattato di adesione prevede fino a sette anni di interdizione della libera circolazione o di controllo della libera circolazione dei lavoratori subordinati, mentre noi abbiamo applicato un periodo di moratoria di due anni.
La clausola di preferenza è garantita da un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che lo stesso Presidente del Consiglio ha firmato il 20 aprile scorso, peraltro già entrato in vigore, che prevede per i lavoratori subordinati neocomunitari degli otto paesi (perché Cipro e Malta sono esclusi e beneficiano della libera circolazione) una quota pari a quella prevista nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 19 dicembre 2003, vale a dire 20 mila lavoratori.
Pertanto, 20 mila lavoratori subordinati neocomunitari - perché è questa la quota loro riservata - potranno entrare, dal 1o maggio al 31 dicembre 2004, senza formalità; inoltre, presso le direzioni provinciali del lavoro sarà attivo uno sportello loro dedicato.
Questo ulteriore decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, che si aggiunge alle quote previste già dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 19 dicembre 2003, stabilisce, come ho già detto, sia quote ampiamente sufficienti per garantire il controllo previsto dall'applicazione della moratoria, sia un numero sufficiente di posti per lavoratori subordinati provenienti dagli otto nuovi Stati membri dell'Unione europea.
Abbiamo stabilito, assieme alle rappresentanze diplomatiche di tali paesi, un sistema di monitoraggio e di controllo per verificare se tale quota sarà sufficiente. Verificheremo mese per mese, ed interverremo se constateremo che la pressione sarà troppo elevata.
Proprio per questo motivo non è necessario sottoscrivere alcun accordo bilaterale con i citati otto Stati. Qualcuno di tali paesi ha avanzato tale proposta, subordinandola tuttavia all'applicazione di una moratoria della durata di sette anni; con una moratoria di due anni, invece, nessuno dei paesi interessati ha chiesto di stipulare un accordo bilaterale, ritenendo sufficiente la quota di 20 mila nuovi ingressi che l'Italia garantirà dal 1o maggio al 31 dicembre 2004.
Concludo, signor Presidente, ricordando che presso tutte le direzioni provinciali del lavoro è disponibile un vademecum che illustra le norme, le procedure ed i documenti necessari per i lavoratori neocomunitari che intendano venire in Italia a svolgere un'attività di lavoro subordinato.
Signor ministro, vorrei precisare che non le ho chiesto di rispondere sulla moratoria; peraltro, lei ha già ampiamente rilasciato dichiarazioni al riguardo, e si tratta comunque di una tendenza in atto.
Vede, signor ministro, le ho posto due quesiti anche per una ragion ben precisa: lei, infatti, troverà agli atti una dichiarazione resa, a titolo personale, dal ministro Buttiglione giovedì scorso in risposta ad un'interpellanza urgente rivoltagli dall'onorevole Turco. In tale circostanza, il ministro ha affermato che, personalmente, ritiene che sia la programmazione dei flussi, sia queste moratorie siano inefficaci e sbagliate. Pertanto, mi sono decisa a presentare la mia interrogazione a risposta immediata anche per tale ragione, poiché intendevo comprendere quali fossero esattamente gli orientamenti del Governo in materia.
Detto questo, io le ho posto - dicevo - due quesiti; mi fa molto piacere ricevere le informazioni che lei ha dato! Nel decreto sui flussi lei ha fatto riferimento al decreto del 19 dicembre naturalmente 2004: ma è ovvio, anch'io conosco il calendario! Io le ho fatto una domanda relativa al modo con il quale si intenda costruire il decreto sui flussi di previsione per il 2005. Questo è il primo tema.
Il secondo tema è questo: lei dice che vi saranno ventimila nuovi lavoratori dal 1o maggio al 31 dicembre. Mi pare di capire che così si ritiene in qualche modo completata la situazione (può anche essere), ma la situazione del mercato del lavoro spesso non segue il quadro di programmazione che arriva all'ultimo momento per l'anno successivo, come è accaduto il 19 dicembre scorso.
Questo era il senso del quesito che le avevo rivolto (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).


