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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 3 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 4880 sezione 4).
Ricordo che il relatore ed il Governo hanno preannunziato parere contrario su tutte le proposte emendative.
Prendo atto che l'emendamento Rizzo 3.5 è stato ritirato.
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Mascia 3.4 e Cima 3.13.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Deiana. Ne ha facoltà.
ELETTRA DEIANA. Intervengo molto rapidamente, signor Presidente.
Molte colleghe sono intervenute per mettere in evidenza la pochezza del comma 1 dell'articolo 3, relativo alle cosiddette pari opportunità.
Parto da un'osservazione preliminare, che mi sta particolarmente a cuore. È stata fatta una grande concertazione apologetica sulla modifica all'articolo 51 della Carta costituzionale. Tale modifica, secondo coloro che l'hanno sostenuta con tanta enfasi, avrebbe aperto la strada a chissà quale grande possibilità di partecipazione delle donne alla sfera pubblica e alla rappresentanza politica.
Credo che i fatti evidenzino invece la vacuità di tale modifica, assolutamente inutile e mistificante rispetto ai complessi problemi connessi alla cittadinanza politica delle donne.
Quindi, lo ripeto: abbiamo la conferma della preoccupazione che esprimemmo nel corso della discussione su quella modifica. L'emendamento Mascia 3.4 propone un rimedio sotto due aspetti: intanto, contraddice il carattere minimalistico, da vera e propria quota di altri tempi, contenuto nella norma per cui nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore ai due terzi dei candidati. In realtà, è una formula mistificante, perché è chiaro che si fa riferimento al sesso femminile, essendo l'altro rappresentato in maniera soverchiante sempre e comunque. Quindi, di fatto, si propone una piccola, miserabile quota, ossia un meccanismo assolutamente da scartare.
L'altro aspetto riguarda il criterio della spalmatura sul territorio nazionale, ossia il salvarsi in corner attraverso la quota del 30 per cento, purché ciò avvenga anche a livello nazionale. Quindi, praticamente, si superano in questo modo le difficoltà che si potrebbero verificare in ogni circoscrizione, soprattutto in quelle in cui è tradizionale non solo una soverchiante presenza maschile, ma anche un soverchiante potere maschile nel decidere le liste e le presenze.
Pertanto, di fatto, facendo gioco su regioni in cui maggiore è la tradizione femminile di partecipazione e anche di attivazione dei meccanismi di contrattazione
nelle liste dei partiti, si salvano lobby maschili di consolidata tradizione e complicità maschili che coprono queste lobby.
Credo che l'articolo 3 sia molto negativo, non soltanto dal punto di vista delle garanzie democratiche e della democrazia di genere, come io la definisco, nella costituzione della rappresentanza politica, ma anche perché avalla un'altra frammentazione negativa del carattere unitario dello Stato e delle sue istituzioni. È sostanzialmente una frammentazione che si pone accanto alle tante frammentazioni cui stiamo assistendo, di natura culturale, sociale, politica e istituzionale. Ed è una frammentazione basata anche sulla registrazione dell'esistente per quanto riguarda i rapporti tra i due sessi.
Quindi, di fatto, vi è una configurazione assolutamente negativa della rappresentanza della Repubblica, che dovrebbe essere, invece, supportata da uno spirito di reale (Commenti)...
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, lasciate che la collega Deiana concluda serenamente il suo intervento!
ELETTRA DEIANA. Signor Presidente, la ringrazio, ma io concluderò serenamente.
Come dicevo, la rappresentanza della Repubblica dovrebbe essere, invece, supportata da uno spirito di reale spinta democratica a colmare difetti, inadeguatezze ed inadempienze dei meccanismi democratici.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Piscitello. Ne ha facoltà.
RINO PISCITELLO. Signor Presidente, credo che su tale questione il Parlamento italiano abbia approvato una coraggiosa modifica della Costituzione: mi riferisco alla modifica dell'articolo 51. Credo che nella Costituzione avremmo potuto introdurre una norma generale, ma nelle leggi ordinarie sarebbe meglio evitare di scherzare su argomenti così seri, lavorando all'introduzione di quote che poi non si traducono nell'effettiva presenza di uno dei due generi tra gli eletti in Parlamento.
Quindi sono convinto che l'introduzione reale di un elemento di diritto diseguale sarebbe stata rappresentata dalla previsione di una norma che obbligasse all'elezione di una quota e non alla candidatura di una quota. Se dobbiamo invece decidere che la candidatura è la novità - e così non è, perché la candidatura determinerà tante candidate e nessuna eletta - allora preferisco addivenire e condividere, pur non con quelle motivazioni, l'intervento e l'emendamento sottoscritto dalla collega Deiana. Infatti, se deve essere un atto reale di provocazione positiva nei riguardi della società, allora si preveda la rappresentanza del cinquanta per cento, perché questa sarebbe una norma di reale portata. Prevedere invece il dieci o il venti per cento di elette, se poi devono essere soltanto candidate, allora è preferibile introdurre un elemento veramente visibile nelle liste!
Aggiungo che nell'emendamento a firma della collega Deiana si prevede espressamente il riferimento ad «ogni lista circoscrizionale» e non si fa riferimento all'insieme delle liste circoscrizionali, come invece si prevede nel provvedimento. La differenza è enorme, perché nelle circoscrizioni nelle quali vi sarà una maggiore incidenza dei voti di preferenza, i partiti preferiranno, come per esempio nella mia regione, non inserire candidate donne, ma farlo invece per garantirsi la percentuale nelle circoscrizioni nelle quali diverso è il rapporto fra il voto di preferenza ed il voto generale.
Credo che questo emendamento sia almeno un tentativo coraggioso, visibile e non ipocrita, volto a risolvere il problema; pertanto, invito i colleghi ad esprimere voto favorevole su di esso.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Mascia 3.4 e Cima 3.13, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 283
Votanti 279
Astenuti 4
Maggioranza 140
Hanno votato sì 113
Hanno votato no 166
Sono in missione 66 deputati).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Montecchi 3.1 e Cima 3.10 non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 297
Votanti 296
Astenuti 1
Maggioranza 149
Hanno votato sì 120
Hanno votato no 176
Sono in missione 66 deputati).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Emerenzio Barbieri 3.15, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 288
Votanti 281
Astenuti 7
Maggioranza 141
Hanno votato sì 13
Hanno votato no 268
Sono in missione 66 deputati).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Rizzo 3.6 e Cima 3.11 non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 290
Maggioranza 146
Hanno votato sì 115
Hanno votato no 175
Sono in missione 66 deputati).
Ricordo che l'emendamento Rizzo 3.9 è stato ritirato.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Montecchi 3.2 e Cima 3.12 non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 283
Votanti 282
Astenuti 1
Maggioranza 142
Hanno votato sì 115
Hanno votato no 167
Sono in missione 66 deputati).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Mantini 3.16.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mantini. Ne ha facoltà. (Commenti).
Onorevoli colleghi, vi prego di consentire all'onorevole Mantini di svolgere il suo intervento.
PIERLUIGI MANTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento sarà assai breve ed è volto a far presente ai colleghi che stiamo davvero approvando un meccanismo di sanzioni, per chi non
rispetta le differenze di genere (due terzi ed un terzo), che è a dir poco aberrante ed anche vergognoso.
Stiamo mortificando esattamente la presenza in lista, talchè la sanzione per chi non presenta nelle liste almeno un terzo di candidati che rappresenta il genere è quella del mancato rimborso di una quota elettorale. Il tutto, però, e ciò è ancora più aberrante, in proporzione alla lesione effettuata.
In altri termini, se una lista è al 100 per cento di genere maschile o di genere femminile, è dichiarata ammissibile: la competizione elettorale avviene in palese contrasto con l'articolo 51 della Costituzione, che abbiamo provveduto ad aggiornare. Però, vi sarebbe una sanzione consistente nel mancato rimborso fino alla metà di quanto previsto. Se la violazione consiste nel presentare liste, ad esempio, con la presenza di genere al 70-75 per cento, la sanzione scende intorno ai 100 mila-200 mila euro. Credo che tutto questo davvero non sia serio.
Dunque, per coerenza, chiedo che le liste che non rispettano le proporzioni di genere siano dichiarate inammissibili. Questo è il senso del mio emendamento, che ciascuno è libero di votare secondo coscienza.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole De Franciscis, al quale ricordo che il suo gruppo ha esaurito il tempo a sua disposizione. Pertanto, ha facoltà di intervenire per un minuto, onorevole De Franciscis.
ALESSANDRO DE FRANCISCIS. Signor Presidente, chiedo di sottoscrivere l'emendamento in esame. Il collega Mantini lo ha argomentato in maniera autenticamente liberale e ha posto all'attenzione dei membri di quest'Assemblea - che, evidentemente, hanno solo fretta di prendere il treno! - la questione oggettiva del valore e della mercificazione delle persone nelle liste elettorali.
Spero che, alla luce dell'invito, sicuramente più sobrio del mio, rivolto dal collega Mantini, i colleghi vogliano, con libertà di coscienza, riflettere sull'opportunità di esprimere un voto favorevole sull'emendamento in esame.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mantini 3.16, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 283
Votanti 197
Astenuti 86
Maggioranza 99
Hanno votato sì 24
Hanno votato no 173
Sono in missione 66 deputati).
Prendo atto che l'emendamento Rizzo 3.8 e gli identici emendamenti Leoni 3.3 e Rizzo 3.7 sono stati ritirati.
Passiamo alla votazione dell'articolo 3.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Montecchi. Ne ha facoltà.
ELENA MONTECCHI. Signor Presidente, sarò brevissima.
A differenza delle astensioni che abbiamo espresso sugli altri articoli, voteremo a favore dell'articolo in esame, anche se non ci convince fino in fondo ed è solamente un piccolo passo. Ho sentito molte obiezioni, da ultimo quella del collega De Franciscis, che parlava di mercificazione. Vorrei esortare a leggere meglio l'articolo 3, perché vi è un punto che riguarda un'azione positiva per quelle liste che hanno più donne candidate ed elette. Pur non convincendoci del tutto, voteremo a favore di tale articolo perché è il primo atto concreto, contestato da alcune forze della maggioranza anche in questa sede, che il Parlamento è in condizioni di compiere, perché voluto dal Governo. Dunque, ci pareva serio sostenere tale articolo,
nonostante tutte le critiche che abbiamo espresso sulla tiepidezza con cui si è affrontato tale problema.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 3.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 276
Votanti 270
Astenuti 6
Maggioranza 136
Hanno votato sì 263
Hanno votato no 7
Sono in missione 66 deputati).
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