Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 451 del 7/4/2004
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(Esame dell'articolo 1 - A.C. 4880)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 4880 sezione 2).
Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Giandomenico. Ne ha facoltà.

REMO DI GIANDOMENICO. Signor Presidente, intendo riprendere il discorso prima svolto dall'onorevole Emerenzio Barbieri, il quale ha presentato una proposta emendativa relativa al problema delle incompatibilità, affinché da subito vi possa essere una cesura netta senza la possibilità di equivoci. Dunque, attraverso l'approvazione di questo emendamento si attribuirebbe al presente progetto di legge una maggiore chiarezza.
Una legge elettorale dovrebbe garantire a tutti i concorrenti la stessa possibilità di partecipazione, evitando situazioni di vantaggio per taluni soggetti.
Con riferimento al provvedimento in esame condividiamo gli aspetti che si riferiscono all'esenzione della sottoscrizione delle liste dei candidati e riteniamo debba essere chiarito l'aspetto relativo alle pari opportunità. Infatti, non vorremmo emergesse l'antico adagio in base al quale, alla fine, si cambia tutto per non cambiare nulla.
Allora, anche su questo vorremmo trovare, grazie all'approvazione degli emendamenti, i modi più congrui affinché la presenza femminile possa essere non solo qualificata, ma anche determinante. Tale presenza non deve, quindi, risultare soltanto un'aggiunta o un riempitivo per le liste; le donne devono essere messe nella condizione migliore per concorrere ed essere elette.
Per questi motivi, sosteniamo i nostri emendamenti; vogliamo, infatti, dare un contributo positivo ad un provvedimento che intendiamo approvare. Riteniamo che possa essere licenziato oggi da questo ramo del Parlamento e, se necessario, domani mattina dal Senato.

PRESIDENTE. Avverto...

MARCO BOATO. Non prendiamoci in giro sul Senato!

PRESIDENTE. Va bene, non prendiamoci in giro, ma mi lasci parlare.

MARCO BOATO. Buttiglione lo ha firmato questo disegno di legge!

PRESIDENTE. Avverto che la V Commissione (Bilancio) si è riunita per esaminare gli emendamenti, così come prescrive il nostro regolamento. In attesa che venga formulato il relativo parere e che sia completata la distribuzione del fascicolo relativo agli emendamenti, sospendo la seduta.

La seduta, sospesa alle 19, è ripresa alle 19,05.

PRESIDENTE. Comunico che la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario sulle proposte emendative Mantini 7.1, Collè 01.01, Onnis 01.04, Violante 01.02, Porcu 01.05 e Onnis 01.06 e parere favorevole su tutte le altre proposte emendative (vedi l'allegato A - A.C. 4880 ed abbinate sezione 1).
Riprendiamo l'esame dell'articolo 1 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 4880 sezione 2).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

DONATO BRUNO, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere contrario su tutte le proposte emendative presentate.

PRESIDENTE. Il Governo?


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BEPPE PISANU, Ministro dell'interno. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello del relatore.

LORENZO ACQUARONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LORENZO ACQUARONE. Signor Presidente, ai sensi dell'articolo 49, comma 1, del regolamento, chiedo la votazione a scrutinio segreto delle proposte emendative in esame in quanto vertenti su norme elettorali.

PRESIDENTE. È stata richiesta la votazione a scrutinio segreto. Al riguardo, rilevo che il progetto di legge contiene norme in materia di incompatibilità tra mandato al Parlamento europeo e cariche elettive regionali e locali; di pari opportunità di accesso dei due sessi alle candidature al Parlamento europeo; di esenzione dalle sottoscrizioni per le liste dei candidati; di modifica della disciplina del numero di preferenze esprimibili; di disciplina transitoria sullo svolgimento abbinato delle elezioni europee ed amministrative; di disciplina delle agevolazioni IVA per la comunicazione politica; di sperimentazione del conteggio informatico del voto.
Rilevo che, sin dalla seduta della Giunta per il regolamento del 4 giugno 1997 e successivamente in più occasioni, da ultimo nella riunione della Giunta del 7 marzo 2002, è stato affermato che per «leggi elettorali», ai fini dell'applicazione dell'articolo 49 del regolamento, debbono intendersi esclusivamente le norme che riguardano i meccanismi di trasformazione dei voti in seggi e devono escludersi le norme di carattere organizzativo, quelle che attengono alla presentazione delle candidature e quelle che riguardano fasi del procedimento elettorale che di per sé non concorrono a definire le caratteristiche essenziali del sistema elettorale. Alla luce di tali criteri e della consolidata prassi interpretativa - si vedano la seduta del 20 novembre 2001, nella quale è stato escluso il voto segreto su disposizioni riguardanti i requisiti per l'inserimento nelle liste elettorali; la seduta del 26 febbraio 2001, in riferimento alla legge sul terzo mandato dei sindaci e in particolare su disposizioni incidenti sul sistema delle ineleggibilità e incompatibilità con cariche elettive locali; la seduta del 7 marzo 2000, in riferimento a disposizioni sul numero dei componenti delle Camere eletti nelle circoscrizioni - il progetto di legge non reca disposizioni per le quali è ammesso il voto segreto.
Passiamo ai voti.
Pongo in votazione l'articolo aggiuntivo Collè 01.03, non accettato dalla Commissione né dal Governo (Commenti).
Onorevoli colleghi, per agevolare il computo dei voti, procediamo alla votazione mediante procedimento elettronico senza registrazione di nomi.
Pongo pertanto in votazione, mediante procedimento elettronico senza registrazione di nomi, l'articolo aggiuntivo Collè 01.03, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(È respinto per 310 voti di differenza).

Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Onnis 01.04.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Porcu. Ne ha facoltà.

CARMELO PORCU. Signor Presidente, questo articolo aggiuntivo nasce dall'esigenza di garantire alla Sardegna una rappresentanza nel Parlamento europeo. È una questione molto importante che ieri ha ricevuto la bocciatura, da parte dell'Assemblea del Senato, per un solo voto di differenza.
Crediamo sia molto importante che i rappresentanti di una regione autonoma come la Sardegna siedano nel Parlamento europeo. La sproporzione con gli abitanti della Sicilia è tale che adesso questa non è che una lontana speranza. Noi vogliamo assolutamente che vi sia questa rappresentanza, che risponde ad un bisogno dei sardi di essere rappresentati, ma anche ad un elementare senso di giustizia che viene


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conculcato, in maniera direi antidemocratica, da questa situazione che non può più essere tollerata a lungo.
Aggiungo, infine, che i sardi si sono mobilitati moltissimo per questa situazione. Tutte le varie componenti della società sarda sono state coinvolte, tutte le associazioni che rappresentano i cittadini, tutti i partiti politici, tutte le associazioni culturali e le varie rappresentanze sociali hanno espresso la loro chiara indicazione per poter garantire alla Sardegna in qualche modo una rappresentanza, la cui mancanza lede in maniera evidente un diritto fondamentale del popolo sardo. Penso sia nostro dovere garantire ai sardi la possibilità di essere rappresentati degnamente nel Parlamento europeo. È impossibile che una regione che ha espresso grandissime personalità nel mondo della politica italiana non abbia la possibilità di essere rappresentata nel Parlamento europeo. Ritengo quindi che la Camera stasera possa rimediare ad un errore che, ripeto, è stato commesso per un solo voto ieri al Senato, in maniera che sia garantita questa elementare giustizia per il popolo sardo (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale e dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole De Franciscis. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO DE FRANCISCIS. Signor Presidente, ho chiesto di intervenire perché vorrei sottoscrivere l'articolo aggiuntivo Onnis 01.04. Questo infatti è il modo con il quale i colleghi firmatari dimostrano che, se si vuole entrare nel merito delle questioni, con il tempo necessario che esse meritano, lo si può fare, perché si tratta di giuste riforme. Immaginare che un territorio complesso e ricco di storia e tradizione come la regione Sardegna abbia la propria rappresentanza nel Parlamento europeo è una rivendicazione convincente che volentieri siamo disposti a fare nostra.
Tuttavia, Presidente, come è stato già detto dai colleghi che mi hanno preceduto, è abbastanza evidente che questo modo di discutere di materia elettorale è inaccettabile, per cui a chi, come me, fa riferimento ad una tradizione della mitezza della politica, ma anche della complessità e della capacità di governare le complicazioni, non sfugge che probabilmente in altri tempi, nel nostro paese, non si sarebbe proceduto così, con un blitz fatto un'ora prima della chiusura dell'ultima seduta prima delle ferie pasquali, su materie delicatissime ed importantissime sulle quali oggettivamente non c'è stata la possibilità, per questo ramo del Parlamento, di istruire l'esame, di sceverare le questioni che erano ritenute più importanti nelle Commissioni e di giungere al dibattito e al voto dell'Assemblea con qualche questione che attenesse anche al merito.
Siamo oggettivamente sotto ricatto e si tratta, signor Presidente, di un ricatto che avremmo preferito non fosse in questi termini, e per giunta in questa maniera così inelegante, conseguenza di una saldatura dei due gruppi più importanti presenti in questa Assemblea.
Non ci è sfuggito che questa decisione va bene al gruppo di Forza Italia e a quello dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, e le questioni politiche che sono state sollevate sia dai singoli deputati, sia da alcuni gruppi presenti in quest'aula pongono, a mio avviso, il problema centrale della democrazia e del corretto rapporto tra democrazia e rappresentanza.
Non possiamo immaginare, infatti, che questioni delicatissime, come la nostra rappresentanza presso il Parlamento europeo, scivolino nella fretta e nel fastidio, a causa di un accordo di potere intercorso tra due gruppi così fortemente rappresentati in questa Assemblea e non abbiano bisogno invece, come ha sottolineato l'intervento del collega Porcu, di avere il tempo, la necessaria sedimentazione e - perché no, lo affermo con orgoglio - lo spazio della mediazione politica per dare alla prossima tornata elettorale - o, più in generale, all'intera materia elettorale - la rilevanza che essa merita.


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Chi ricorda la stagione nella quale, con mitezza, questo paese è uscito dagli orrori e dagli errori della dittatura che ha portato all'ultima guerra mondiale sa bene che, quando si inizia a trattare questa materia frettolosamente la sera prima delle vacanze, ci si trova in un regime. Vorrei rivolgere un appello a quanti sono autenticamente liberali ed appartengono ad una tradizione diversa da quella dalla quale provengo, perché è il momento in cui la «spia rossa» dell'allarme si accende, e prego tutti i colleghi di fare una pausa di riflessione al riguardo (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Alleanza popolare-UDEUR).

ANDREA RONCHI. Tempo!

PRESIDENTE. Il tempo è stato pienamente rispettato, mi dispiace!
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Carboni. Ne ha facoltà.

FRANCESCO CARBONI. Signor Presidente (Commenti)...

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei ricordare che quando si discute in Parlamento, i deputati hanno diritto di intervenire! Basta, non facciamone una questione!
Prego, onorevole Carboni.

FRANCESCO CARBONI. La ringrazio, signor Presidente.
Chiedo di aggiungere la mia firma, assieme a quelle dei colleghi Cabras e Maurandi, all'articolo aggiuntivo al nostro esame. Vorrei osservare che l'approvazione di tale proposta emendativa, che auspico avvenga, preclude evidentemente il successivo articolo aggiuntivo Violante 01.02, di analogo tenore.
Condivido le argomentazioni espresse dall'onorevole Porcu riferite ai parlamentari europei eletti dalla Sardegna, perché si tratta dell'unica regione a statuto speciale che non beneficia di una rappresentanza diretta in Europa, mentre ha una legislazione che presenta una strettissima relazione con quella comunitaria. Pertanto, l'esigenza dei sardi di avere un parlamentare europeo è ineludibile. Concordo, dunque, con il merito dell'articolo aggiuntivo Onnis 01.04 e preannunzio che anche il nostro gruppo lo sosterrà.

RINO PISCITELLO. Chiedo di parlare per un richiamo al regolamento.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RINO PISCITELLO. Signor Presidente, lei poc'anzi ha letto la nota relativa alla richiesta di votazione a scrutinio segreto, sostenendo, anche giustamente, che tutto ciò che attiene alle procedure di voto non può essere sottoposto alla votazione segreta, essendo limitato lo scrutinio segreto soltanto alle norme inerenti la trasformazione dei voti in seggi.
Devo francamente riconoscere, tuttavia, che l'istituzione di una nuova circoscrizione elettorale oggettivamente inerisce alla trasformazione dei voti in seggi; poi, possiamo anche forzare la realtà, «appallottolarla» ed affermare che non è così, ma credo che l'istituzione di una nuova circoscrizione elettorale inerisca inevitabilmente alla trasformazione dei voti in seggi.

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Piscitello: si tratta di un'osservazione intelligente, come lei è solito fare, però non mi farà mutare l'opinione che ho precedentemente espresso.

RINO PISCITELLO. Oggettivamente, ho ragione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Santino Adamo Loddo. Ne ha facoltà.

SANTINO ADAMO LODDO. Signor Presidente, vorrei aggiungere anch'io la mia firma all'articolo aggiuntivo Onnis 01.04, e desidero ringraziare in maniera particolare anche il collega Enzo Bianco per le parole che ha precedentemente speso in favore della Sardegna. Vorrei aggiungere anche che si stava meglio quando si stava peggio, perché una volta


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avevamo le rappresentanze sarde presso il Parlamento europeo, mentre adesso non le abbiamo più (Applausi)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Enzo Bianco. Ne ha facoltà.

ENZO BIANCO. Signor Presidente, come ho affermato poc'anzi, la Sicilia e la Sardegna sono entrambe fortemente penalizzate dall'attuale sistema elettorale, ma non vi è dubbio alcuno che la Sardegna sia penalizzata due volte: in primo luogo, perché appartiene alla circoscrizione più piccola, ed in secondo luogo perché vi fa parte assieme ad una regione che è oggettivamente molto più grande.
Per tale ragione, esprimo assoluta solidarietà ai colleghi sardi e chiedo anch'io di aggiungere la mia firma all'articolo aggiuntivo in esame.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Mastella. Ne ha facoltà.

MARIO CLEMENTE MASTELLA. Signor Presidente, mi richiamo a quanto evidenziato dal collega Piscitello. È vero che spesso ai vicepresidenti vengono «consegnate» le note da leggere in aula. Le ne ha letta una e così anche io ho fatto tante altre volte; ma mi dispiace non concordare con quanto da lei comunicato perché, pur non essendo io un giurista debbo dire che chi da giurista dà questa interpretazione al vicepresidente è un cattivo giurista. Si tratta di modificare il numero dei seggi. Infatti, nella riformulazione, evidentemente la Sicilia e la Sardegna - che oggi ne hanno nove - ne avrebbero un numero diverso. Mi spieghi, questo insegne giurista, che ha dato il consiglio a lei in questa circostanza, se siamo in presenza di cambiamento di seggio oppure no. Me lo spieghi, Presidente, perché non sono d'accordo con lei!

PRESIDENTE. Onorevole Mastella, lei sa che gli insigni giuristi spesso sono anonimi perché... (Si ride - Applausi) ... perché se avessero un nome molti direbbero che non sono insigni (Si ride - Applausi)! Io mi attengo al documento che ho ricevuto.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Massidda. Ne ha facoltà.

PIERGIORGIO MASSIDDA. Mi scusino i colleghi, ma qui noi stiamo chiedendo una cosa sacrosanta: la Sardegna sta uscendo fuori dall'obiettivo 1. Non è una rivalsa nei confronti della Sicilia. La Sardegna non è in grado di eleggere nessun parlamentare europeo, ha la necessità di una presenza e non ha niente a che dividere con la Sicilia, perché non ha nemmeno un volo aereo né una nave che la colleghi! Quindi, non ci sono interessi comuni da portare avanti ed è addirittura difficile, se non impossibile, fare campagna elettorale in entrambe le regioni. Non regge il confronto con le rivalse di altre regioni, seppure legittime, come l'Abruzzo. È questo il motivo per cui esprimerò un voto favorevole e chiedo per onestà di fare altrettanto a tutti i parlamentari (Applausi dei deputati del gruppo dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro e di Forza Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Menia. Ne ha facoltà.

ROBERTO MENIA. Signor Presidente, non per interrompere questo concerto di amorosi sensi ma, con tutto il bene che voglio al mio amico Carmelo Porcu, debbo dire che venendo da una regione piccola piccola come il Friuli Venezia Giulia avrei lo stesso diritto di sostenere questo principio, come avrebbero diritto di sostenerlo gli abruzzesi, i molisani e gli umbri.

LUIGI OLIVIERI. I Cimbri!

ROBERTO MENIA. Allora, è evidente che un emendamento di questo genere presuppone una filosofia totalmente differente da quella delle circoscrizioni individuate in questa legge. È questo il motivo per cui


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voterò contro l'articolo aggiuntivo, ribadendo che la filosofia generale è un'altra.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Avverto che è stata chiesta la votazione nominale mediante procedimento elettronico.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Omnis 01.04, non accettato dalla Commissione né dal Governo, e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 318
Votanti 310
Astenuti 8
Maggioranza 156
Hanno votato
sì 145
Hanno votato
no 165).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Violante 01.02, non accettato dalla Commissione né dal Governo, e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 322
Votanti 318
Astenuti 4
Maggioranza 160
Hanno votato
sì 128
Hanno votato
no 190).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Porcu 01.05, non accettato dalla Commissione né dal Governo, sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 328
Votanti 322
Astenuti 6
Maggioranza 162
Hanno votato
sì 138
Hanno votato
no 184).

Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Collè 01.01.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole De Franciscis. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO DE FRANCISCIS. Signor Presidente, anzitutto, dichiaro di voler apporre anche la mia firma all'articolo aggiuntivo Collè 01.01.
Avendo letto con attenzione, nel corso della giornata, le proposte emendative presentate, i colleghi già sapranno che, dopo avere individuato una circoscrizione per la Sardegna ed una per la Sicilia, esso è volto ad istituire un collegio elettorale anche per la Valle d'Aosta.
Questa è la migliore risposta al collega che mi ha preceduto. È questo il tipo di lavoro che bisognava fare: bisognava rispondere a tutte le legittime aspirazioni delle diverse regioni italiane, le quali legittimamente chiedono di essere rappresentate, signor Presidente, in un consesso al quale non va più una rappresentanza per la quota parte dell'Italia, ma, per la prima volta (ai sensi della normativa che abbiamo approvato due settimane fa in quest'aula), vanno membri del Parlamento europeo.
Per tale motivo, appongo la mia firma all'articolo aggiuntivo in parola ed annuncio, ovviamente, che il mio voto su di esso sarà favorevole.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Collè 01.01, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 337
Votanti 331
Astenuti 6
Maggioranza 166
Hanno votato
sì 17
Hanno votato
no 314).

Prendo atto che l'onorevole Ladu avrebbe voluto esprimere un voto favorevole.

MARIO CLEMENTE MASTELLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARIO CLEMENTE MASTELLA. Signor Presidente, per ragioni di correttezza, dal momento che la mia visuale è, in questo caso, un po' più ampia della sua, le segnalo che diversi colleghi stanno esprimendo il voto anche per altri.
Pertanto, la pregherei di disporre gli opportuni controlli.

PRESIDENTE. Onorevole Mastella, le do atto di questa visione, come dire, dilatata del diritto di voto e, poiché è stata avanzata una richiesta formale in tal senso, dispongo immediatamente affinché vengano controllate le condizioni in cui stiamo operando: invito i deputati segretari a ritirare dai dispositivi di voto - da entrambi i lati dell'aula, per esigenze di par condicio - le schede dei colleghi che risultano assenti (I deputati segretari ottemperano all'invito del Presidente).
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Onnis 01.06, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 272
Votanti 270
Astenuti 2
Maggioranza 136
Hanno votato
sì 8
Hanno votato
no 262
Sono in missione 67 deputati).

Prendo atto che l'onorevole Ciro Alfano non è riuscito a votare e avrebbe voluto esprimere voto contrario.
Passiamo all'emendamento Rizzo 1.10.

MARCO RIZZO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCO RIZZO. Signor Presidente, ritiro i miei emendamenti 1.10, 1.9 e 1.8.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Buontempo 1.15.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Buontempo. Ne ha facoltà.

TEODORO BUONTEMPO. Signor Presidente, nel testo viene ribadita l'incompatibilità del consigliere regionale, già prevista dall'articolo 122 della Costituzione, ma manca la previsione dell'incompatibilità per l'assessore che non fa parte del consiglio regionale.

MARCO BOATO. C'è nella Costituzione!

TEODORO BUONTEMPO. Sì, certo!
Signor Presidente, se Boato non fa il primo della classe, forse mi capisce!

MARCO BOATO. Basta leggere la Costituzione!

TEODORO BUONTEMPO. Anche questo caso è previsto dalla Costituzione, che parla di giunta. Tuttavia, poiché il testo


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prevede l'incompatibilità per il consigliere regionale, ho ritenuto che fosse opportuno estendere la previsione anche all'assessore che non fa parte del consiglio regionale.

MARCO BOATO. Ma c'è anche per i componenti della giunta!

TEODORO BUONTEMPO. Lo si ribadisce.

MARCO BOATO. Nella Costituzione c'è anche questo. Basta leggere la Costituzione!

TEODORO BUONTEMPO. Allora, lei non avrebbe dovuto prevedere il caso del consigliere regionale...

MARCO BOATO. È un disegno di legge del Governo!

TEODORO BUONTEMPO. ...perché già l'articolo 122 della Costituzione dice che c'è l'incompatibilità. Poiché è stato previsto questo caso, chiedo di inserire anche l'altro...

MARCO BOATO. Lo dica al suo Governo, non a me!

TEODORO BUONTEMPO. ... per evitare confusione e per rendere chiare al cittadino le norme vigenti: non tutti i cittadini debbono essere obbligati a leggere la Costituzione!

MARCO BOATO. Lo dica al Governo!

TEODORO BUONTEMPO. Grazie, signor Presidente.

MARIO CLEMENTE MASTELLA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARIO CLEMENTE MASTELLA. Signor Presidente, dichiaro di voler aggiungere la mia firma all'emendamento Buontempo 1.15.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Buontempo 1.15, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 304
Votanti 296
Astenuti 8
Maggioranza 149
Hanno votato
sì 37
Hanno votato
no 259
Sono in missione 65 deputati).

Prendo atto che l'onorevole Ciro Alfano non è riuscito a votare e avrebbe voluto esprimere voto contrario.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Emerenzio Barbieri 1.14.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Emerenzio Barbieri. Ne ha facoltà.

EMERENZIO BARBIERI. Signor Presidente, non riesco a comprendere per quale motivo non si debba ragionare sulle disposizioni che votiamo. Al contrario, ci arrocchiamo su posizioni fideistiche e dunque poco razionali.
Con l'approvazione dell'articolo 1 si stabilisce l'incompatibilità della carica di parlamentare europeo con quella di sindaco al suo primo mandato di un comune con popolazione superiore ai quindicimila abitanti. L'articolo 1 stabilisce che, per i sindaci di comuni con popolazione superiore ai trentamila abitanti, l'incompatibilità non scatti immediatamente (è previsto uno scivolo). Mi sembra una disposizione di un'assoluta irrazionalità.
Con il mio emendamento propongo di sostituire le parole: «15.000 abitanti», con le seguenti: «30.000 abitanti». L'incompatibilità ha efficacia dal momento in cui si è eletti europarlamentari.


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Credo che il mio emendamento non stravolga nulla e che sia di grande buonsenso.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Emerenzio Barbieri 1.14, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 313
Votanti 310
Astenuti 3
Maggioranza 156
Hanno votato
sì 19
Hanno votato
no 291).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Quartiani 1.16, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 314
Votanti 309
Astenuti 5
Maggioranza 155
Hanno votato
sì 20
Hanno votato
no 289).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Leoni 1.1, Mastella 1.2, Rizzo 1.11 e Mantini 1.17, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 315
Votanti 308
Astenuti 7
Maggioranza 155
Hanno votato
sì 126
Hanno votato
no 182).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Mascia 1.5.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mascia. Ne ha facoltà.

GRAZIELLA MASCIA. Signor Presidente, ricordo che abbiamo votato a favore della soppressione del comma 2 dell'articolo 1. Con l'emendamento in esame chiediamo di sostituire il comma 2 con una nuova disposizione che persegue lo stesso obiettivo dell'emendamento soppressivo testé votato, ossia impedire che si stabiliscano disparità di trattamento rispetto alle incompatibilità dei presidenti di provincia, dei sindaci, dei consiglieri regionali e via dicendo.
La direttiva europea parlava chiaramente: si chiedeva l'incompatibilità tra parlamentari nazionali ed europei. Abbiamo condiviso tale principio e abbiamo espresso il nostro voto. A questo punto, riteniamo assurdo prevedere l'incompatibilità tra queste due figure e consentire che cariche esecutive di così grande rilievo possano svolgere le due funzioni contemporaneamente.
Nel caso di specie, si stabilisce che la carica di parlamentare europeo sia incompatibile con quella di sindaco al primo mandato; mentre si stabilisce un'eccezione per i sindaci al loro secondo mandato. Molti colleghi e colleghe hanno sottolineato che si tratta di una norma-fotografia; si potrebbero fare nomi e cognomi. Poiché quella che riguarda le incompatibilità è una questione a carattere generale, riteniamo che sia molto grave che questo aspetto definisca il provvedimento nel suo insieme. Naturalmente chiediamo l'approvazione del nostro emendamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mastella. Ne ha facoltà.

MARIO CLEMENTE MASTELLA. Signor Presidente, intervengo sull'emendamento in esame, dichiarando la mia


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espressione di voto favorevole (ricordo che precedentemente è stato posto in votazione e respinto un mio emendamento).
Mi rendo conto che oggi appariamo, un po' goliardicamente, delle mosche fastidiose sul piano parlamentare; però, al di là di questa che appare una eccentricità, debbo dire che mi dispiace molto per i mie alleati della sinistra. Non ho mai visto una simile «legge fotocopia». Voi vi presenterete come alternativa più di me, rispetto a Forza Italia, e contribuirete di fatto, con la vostra presenza, all'approvazione di questo provvedimento; voi siete i primi grandi elettori di Albertini! Complimenti, colleghi della sinistra!
Dal punto di vista dell'etica e della questione morale, io ho sollevato un problema. Secondo me, Presidente Biondi, i presidenti di provincia e i sindaci si troveranno, laddove risultassero eletti, in una situazione di conflitto di interessi. Amici della sinistra, chi più di voi è contrario al conflitto di interessi! Il conflitto di interessi sta nel fatto che i sindaci e i presidenti di provincia riceveranno erogazioni a livello europeo. Mi sembra davvero una incongruità. Onorevole Bindi, mi rivolgo anche a lei!
Io ho presentato, in termini di provocazione, un emendamento volto a ripristinare il doppio mandato nazionale ed europeo. Lo so, i giuristi mi diranno che su questo eccedo perché è già stata varata una norma precedentemente. In questo caso, sono d'accordo con l'anonimo estensore di questa nota. Però, qual è il dato, signor Presidente? Considerati il ruolo e l'azione di governo che espleta un presidente di provincia - sia di Roma, sia di Catania, sia di Messina - o un sindaco di città quali Roma, Milano o Palermo, e considerato quello che facciamo noi parlamentari, pur avendo molta considerazione per l'attività parlamentare, credo che abbiano molto più da fare un sindaco e un presidente di provincia che un parlamentare con un doppio mandato di sindaco o di presidente di provincia.
Noi, Presidente, eccepiremo - lo diremo anche al ministro Pisanu - l'incostituzionalità di questa norma. Lo stesso presidente Bruno ha detto - l'ho letto da qualche parte - che per i sindaci non vi sarebbe un terzo mandato, perché vi sarebbero problemi a livello costituzionale. Noi ricorreremo alla Corte: a nostro giudizio, consentire ad alcuni presidenti di provincia e ad alcuni sindaci di concludere il mandato e non consentirlo ad altri rappresenta un vizio di incostituzionalità. Spero solo, Presidente, che la Corte non abbia suggerito il suo anonimo estensore (Commenti)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mantini. Ne ha facoltà.

PIERLUIGI MANTINI. Signor Presidente, non mi sento particolarmente chiamato in causa dalle parole del collega Mastella; tuttavia, poiché sono tra coloro che hanno presentato un emendamento - e non sono il solo - soppressivo del comma 2 dell'articolo 1, devo dire al collega Mastella - e credo a tutti noi - che molti condividono buona parte delle sue argomentazioni e dei suoi rilievi. Intendo dire che il comma 2, così come è formulato, è sicuramente insoddisfacente e non rispecchia il principio di incompatibilità, su cui molto si è discusso, non solo all'interno dei palazzi della politica e del Parlamento, ma anche nel paese.
Infatti, dobbiamo tener presente che il criterio dell'incompatibilità ha che fare con i principi dell'etica della politica e anche con il funzionamento della democrazia; dunque, tutti abbiamo votato a favore dell'emendamento soppressivo in questione. Non credo pertanto che vi siano motivi di polemica su questo punto. Devo aggiungere, però, che hanno una qualche consistenza anche le preoccupazioni del collega Mastella in ordine ai profili di incostituzionalità, dal punto di vista della ragionevolezza e della discriminazione che viene operata tra chi deve concludere il mandato e chi non lo deve concludere o non lo può concludere. Alla luce dell'articolo 3 della Costituzione, non mi sembra che vi siano apprezzabili motivi per introdurre questa discriminazione.


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PRESIDENTE. Passiamo ai voti
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mascia 1.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 310
Votanti 200
Astenuti 110
Maggioranza 101
Hanno votato
sì 29
Hanno votato
no 171).

Ricordo che gli emendamenti Rizzo 1.12 e 1.13 sono stati ritirati.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Mastella 1.4
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boato. Ne ha facoltà.

MARCO BOATO. Chiedo al collega Mastella di ritirare questo emendamento, perché inizia a sopprimere l'incompatibilità fra parlamentare italiano e parlamentare europeo, che abbiamo approvato dieci giorni fa e che è prevista dalla decisione europea.
Faremmo una brutta figura rispetto agli altri 24 paesi dell'Unione europea. Pertanto, il mio suggerimento è di ritirarlo; altrimenti, voteremo contro l'emendamento in esame.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mastella 1.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 313
Votanti 301
Astenuti 12
Maggioranza 151
Hanno votato
sì 7
Hanno votato
no 294).

Passiamo alla votazione dell'articolo 1.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 312
Votanti 177
Astenuti 135
Maggioranza 89
Hanno votato
sì 167
Hanno votato
no 10).

Prendo atto che l'onorevole De Tomas non insiste per la votazione del suo articolo aggiuntivo 1.02.

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