Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 447 del 30/3/2004
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(Presunte irregolarità nello svolgimento della prova per l'ammissione alla facoltà di medicina e chirurgia della seconda università di Napoli svoltasi il 4 settembre 2003 - nn. 3-02722, 3-02885, 3-03227, 3-03228, 3-03233 e 3-03236).

PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni Squeglia n. 3-02722, Antonio Barbieri n. 3-02885, Milanese n. 3-03227, Santulli n. 3-03228, Taglialatela n. 3-03233 e Annunziata n. 3-03236, che vertono sullo stesso argomento, saranno svolte congiuntamente (vedi l'allegato A - Interpellanza e interrogazioni sezione 4).
Il sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca, onorevole Caldoro, ha facoltà di rispondere.

STEFANO CALDORO, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Signor Presidente, con gli atti di sindacato ispettivo ai quali mi accingo a rispondere gli onorevoli interroganti, nel riportare le irregolarità, già denunciate da alcuni candidati dinanzi alla magistratura amministrativa, verificatesi durante lo svolgimento delle prove di ammissione per l'anno accademico 2003-2004 alla facoltà di medicina e chirurgia presso la seconda università di Napoli, chiedono che sia avviata anche un'attività di monitoraggio negli altri atenei tesa ad accertare eventuali episodi simili e sollecitano, in caso affermativo, opportune iniziative, anche normative, da parte del Ministero.
In merito, devo premettere che la situazione verificatasi in occasione della predetta prova è stato oggetto di numerosi ricorsi, per cui ogni iniziativa del Ministero resta doverosamente subordinata alle pronunce giurisdizionali.
Al riguardo, si riferisce che, in relazione ai corsi, il TAR Campania ha emesso una serie di ordinanze cautelari favorevoli ai ricorrenti; queste, però, sono state tutte successivamente riformate dal Consiglio di Stato, in accoglimento degli appelli presentati dalla seconda università di Napoli.
Peraltro, sulle questioni sono state emesse sentenze di merito a favore degli studenti da parte del TAR, tutte impugnate dall'università.
Al fine di riferire compiutamente sulla vicenda alla Camera sono state acquisite informazioni presso il Consiglio di Stato sull'iter delle impugnative e si è venuti a conoscenza di una ordinanza, pronunciata il 23 marzo 2004 e non ancora comunicata ufficialmente al ministero, con cui il Consiglio di Stato, dato atto dell'impossibilità di pronunciarsi sull'appello, ha disposto l'ammissione a nuove prove di tutti gli originari ricorrenti, chiarendo altresì che tutti gli originari ammessi devono proseguire le attività accademiche intraprese.
Al fine di assicurare il tempestivo espletamento delle nuove prove, il Consiglio di Stato ha altresì ordinato al MIUR di predisporre il questionario e di determinare il numero dei posti in soprannumero da utilizzare per la prova e all'università di svolgere le prove stesse entro 30 giorni.
Posso assicurare che il ministero, benché non parte in giudizio e non ancora ufficialmente informato, ha dato corso agli adempimenti sopraindicati.
Si deve far presente, comunque, che, al momento, il ministero non ha avuto notizia del verificarsi di analoghi episodi presso altri atenei né sono pervenuti altri ricorsi a tale riguardo.

PRESIDENTE. L'onorevole Squeglia ha facoltà di replicare per la sua interrogazione n. 3-02722.

PIETRO SQUEGLIA. Signor Presidente, non posso dichiararmi soddisfatto, perché mi sarei aspettato dal sottosegretario e dal Governo una posizione più precisa e puntuale rispetto al problema che ci troviamo davanti.
Il Consiglio di Stato ha dato sette giorni al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca per assolvere gli adempimenti, ma il ministero ancora non si è attivato perché sembra non sia giunta a tutt'oggi alcuna comunicazione al riguardo.
Mi auguro che il ministero, a fronte di questa possibilità offerta dal Consiglio di


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Stato, si muova nella direzione giusta ed opportuna. Io credo che, con questa ordinanza del Consiglio di Stato, il Governo abbia la possibilità concreta di risolvere in modo definitivo un problema spinoso e difficile, stabilendo un numero di posti che sia uguale al numero dei ricorrenti, per evitare che si producano ulteriori guasti e si alimentino ulteriori confusioni.
La responsabilità del Governo in questo caso è grave, soprattutto tenendo conto che la decisione del Consiglio di Stato del 23 marzo 2004, a cui faceva riferimento il sottosegretario, rispetto ad una situazione contraddittoria e di chiara e conclamata illegittimità, ha offerto una base di legittimità giuridica, su cui il ministero e la stessa università credo possano agire.
Il Governo non è chiamato a dare un «contentino» a chi si lamenta o a chi sta strepitando, ma è chiamato ad assumersi per intero la sua responsabilità rispetto a giovani che hanno diritto a vivere in un mondo di regole definite e di norme rispettate, di fronte a giovani che vogliono anche misurarsi, ma lo vogliono fare in un contesto di legalità privo di ombre, di dubbi e di sospetti. Questi giovani, in un momento delicato della loro crescita umana e sociale, hanno vissuto un'esperienza traumatica: hanno sostenuto una prova in una situazione di regole non rispettate e in una condizione che legittimamente ha indotto a dubbi e sospetti.
Non voglio entrare nel merito di quanto accaduto in sede di prova di concorso; un dato, però, è certo. Il TAR della Campania ha ravvisato, in quanto verificatisi, fatti e situazioni tali da indurlo a disporre l'annullamento della graduatoria per l'accesso al corso di laurea in medicina. Si è così determinata una nuova situazione anch'essa difficile, con nuovi traumi e con nuove lacerazioni patiti da altri giovani che, risultati vincitori del concorso, erano stati inclusi nella graduatoria utile. Appare opportuna, al riguardo, l'ordinanza del Consiglio di Stato del 23 marzo 2004 che, operando una mediazione, tutela da un lato la posizione degli studenti collocati in posizione utile nella graduatoria del concorso, dall'altro, altresì, quella degli studenti ricorrenti, richiamando la necessità per il ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca di bandire un nuovo concorso per questi ultimi, così da correggere le storture denunciate e, peraltro, dimostrate.
Va chiarito che l'ordinanza del Consiglio di Stato non ha disposto misure cautelari e inibitorie degli effetti della decisione di primo grado; è giusto e sacrosanto che agli studenti utilmente collocati nella graduatoria annullata dal TAR sia assicurata la continuazione dell'attività accademica in modo che possano maturare i crediti formativi necessari per sostenere gli esami del primo anno. D'altra parte, è anche giusto e sacrosanto tutelare i diritti degli originari ricorrenti.
A tal fine, il Consiglio di Stato ha ritenuto, come testé riferito dal sottosegretario, che gli originari ricorrenti debbano essere ammessi a sostenere un'ulteriore prova concorsuale.
L'ordinanza del Consiglio di Stato è un'occasione importante, creando un terreno di legittimità giuridica sul quale Ministero e università possono agire senza lesinare sui posti, al solo fine di stabilire la giustizia. L'ordinanza afferma, infatti, che i ricorrenti devono essere ammessi ad una prova concorsuale che, non rivestendo natura valutativa, può e deve essere aperta ad un numero di posti corrispondenti al numero dei ricorrenti.
Riteniamo che il ministro debba rispettare lo spirito dell'ordinanza del Consiglio di Stato e bandire, dunque, un concorso per un numero di posti non inferiore al numero dei ricorrenti.

PRESIDENTE. L'onorevole Antonio Barbieri ha facoltà di replicare per la sua interrogazione n. 3-02885.

ANTONIO BARBIERI. Signor Presidente, signor sottosegretario, mi dichiarerei parzialmente soddisfatto della risposta fornita dal Ministero; ritengo, infatti, che la posizione dell'amministrazione si sia, per così dire, alquanto appiattita sui provvedimenti dell'autorità giudiziaria, rinunciando di fatto ad una propria autonoma valutazione.


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L'illegittimità delle prove era palese ictu oculi; poteva quindi non essere necessario attendere il responso della magistratura per porre rimedio ad obiettive ingiustizie perpetrate ai danni dei candidati. La decisione del Consiglio di Stato, peraltro, può essere interpretata in maniera da consentire, come già chiarito dal collega poc'anzi intervenuto, di mettere a disposizione un numero di posti corrispondente a quello dei ricorrenti. Giusta una diversa interpretazione, signor sottosegretario, non si potrebbe rimanere né soddisfatti né convinti della bontà della procedura adottata; se, infatti, come risulta dalle decisioni della magistratura, le prove erano illegittime, il giudizio di illegittimità doveva necessariamente travolgere anche i candidati ammessi.
Quindi, tutti avrebbero dovuto ripetere le prove per attribuire parità di condizioni alla totalità dei candidati. È stata scelta questa soluzione, anche per dare un colpo al cerchio ed uno alla botte. Si è voluto dare garanzia e certezza ai candidati ammessi, pur in presenza di prove illegittime; tuttavia, non si può discriminare chi invece non ha avuto la «fortuna» (in questo caso, infatti, di ciò si è trattato e non di merito) di essere stato ammesso alla facoltà di medicina. Credo che si debba tener conto di questa oggettiva disparità di trattamento e consentire a tutti, in maniera eccezionale e straordinaria, di accedere alla facoltà in questione.
Signor sottosegretario, in passato il Parlamento, in situazioni analoghe, ha adottato provvedimenti cosiddetti di sanatoria. In questo caso, invece, non ci troviamo di fronte ad una richiesta di sanatoria, bensì ad una legittima richiesta di ripristinare la legalità. Allora, se la legalità va ripristinata, deve essere esorcizzata la discriminazione che è stata posta in essere. Se - come ha ritenuto il Consiglio di Stato - occorreva salvaguardare i candidati ammessi, in condizioni particolari, di fronte a prove illegittime, nei confronti dei candidati ricorrenti dobbiamo utilizzare lo stesso metro.
Pertanto, nel ringraziare il ministero per la sua disponibilità e per la tempestività nel rispondere, vorrei sollecitare il Governo ad adottare una soluzione davvero soddisfacente.

PRESIDENTE. L'onorevole Milanese ha facoltà di replicare per la sua interrogazione n. 3-03227.

GUIDO MILANESE. Signor Presidente, mi dichiaro parzialmente soddisfatto della risposta fornita alla mia interrogazione. Ringrazio il sottosegretario che, cortesemente, ha risposto in maniera articolata in ordine ad un problema che risulta obiettivamente complesso quanto alle modalità di possibile risoluzione.
Mi dichiaro parzialmente soddisfatto perché, in un territorio in cui i giovani non hanno aspettative concrete di soluzione delle proprie problematiche, anche esistenziali, e in cui la legittimità del diritto vede oggi costantemente penalizzate le proprie aspettative, ritengo sia giusto e doveroso dare risposte che siano totalmente soddisfacenti.
Sarò pienamente soddisfatto nel momento in cui verrà una risposta concreta. A mio avviso, oggi il territorio napoletano vive una drammatica condizione di disagio, legata anche alla situazione in cui versa la sanità in generale (parliamo delle prove di ammissione alla facoltà di medicina). La sanità ristagna e vi è una condizione di assoluto disagio sotto il profilo delle risposte alle richieste che i cittadini napoletani avanzano rispetto a questo problema.
Il territorio vive una condizione di disagio e difficoltà rispetto al recente problema dei rifiuti e vive, altresì, una condizione di disagio e di grande problematicità in relazione agli ultimi eventi criminosi che lo hanno visto colpito da una mano improvvida, che ha ucciso una giovane quindicenne. Ebbene, queste recrudescenze di disagio generalizzato e di difficoltà determinano, molto spesso, anche la morte delle speranze dei nostri giovani su questo territorio. Vi è la necessità assoluta di ripristinare un clima di legittimità ed adeguate aspettative per la risoluzione dei diritti di questi giovani.


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Sono convinto che, alla fine, tale condizione sarà ripristinata anche per i giovani dell'area napoletana, in cui le prove concorsuali sono state avviate e concluse in maniera indecorosa. Ritengo che il ministero saprà dare con uno sforzo ancora maggiore una giusta risposta in termini di legittimità alle aspettative di questi giovani.

PRESIDENTE. L'onorevole Santulli ha facoltà di replicare per la sua interrogazione n. 3-03228.

PAOLO SANTULLI. Signor Presidente, onorevole sottosegretario, contrariamente ai colleghi che mi hanno preceduto sono soddisfatto della risposta del Governo, perché ritengo che in questo momento non fosse possibile rispondere diversamente, atteso che ci troviamo dinanzi ad una «tenaglia» tra l'autonomia universitaria e le sue scelte, da una parte, e, dall'altra, le sentenze e i percorsi giudiziari avviati dai ricorrenti che hanno condotto alla decisione del Consiglio di Stato, che mi lascia particolarmente perplesso. Siamo dinanzi ad una questione che il TAR della Campania aveva già definito con una sentenza di annullamento del concorso conseguentemente alle supposte irregolarità.
Bisogna stabilire se le irregolarità ci siano state o non ci siano state. Nel primo caso, si dovrebbe ripetere il concorso, mentre nel secondo rimarrebbero i concorrenti ammessi alla prima sessione. La sentenza del Consiglio di Stato secondo la quale gli ammessi rimangono e che impone al ministero di preparare nuove prove concorsuali stabilendo il numero di posti di quanti dovranno accedervi è sufficientemente «curiosa». Ripeto, il problema esiste o non esiste.
Il ministero deve dare una risposta definendo il numero di posti da rendere disponibili alla facoltà di medicina e chirurgia della seconda università di Napoli per i ricorrenti non ammessi, salito (stando alle notizie apprese al Consiglio di Stato) a 423. Non ci sono percentuali che possano giustificare un intervento che non determini strascichi. Reputo non idoneo definire le stesse percentuali del concorso, dove su 1.800 candidati vi sono stati 300 ammessi, pari a un sesto dei partecipanti, perché utilizzare la stessa misura significherebbe aggiungere altri 75 posti (pari ad un sesto dei 423 ricorrenti), tralasciando che per il concorso erano stati resi disponibili 300 posti. Bisogna semplicemente stabilire se il concorso sia valido o meno. Diversamente, dovranno essere ammessi tutti i 423 ricorrenti. Non vi è alternativa. Qualunque altra sentenza sarebbe ingiusta e non rappresenterebbe altro che un «pannicello caldo».

PRESIDENTE. L'onorevole Taglialatela ha facoltà di replicare per la sua interrogazione n. 3-03233.

MARCELLO TAGLIALATELA. Signor Presidente, non voglio ripetere le considerazioni già svolte dai colleghi: è evidente che la situazione in cui si sono trovati l'università di Napoli ed il ministero si è determinata per effetto di disfunzioni organizzative. Tali disfunzioni hanno altresì determinato una serie di ricorsi che, indubbiamente, minano la par condicio degli studenti che hanno cercato di essere ammessi alla facoltà di medicina e chirurgia di Napoli.
È difficile pensare ad una soluzione migliore. Immagino cosa sarebbe accaduto se l'università ed il ministero avessero deciso di annullare la prova concorsuale: vi sarebbero stati ricorsi anche da parte di altri soggetti ammessi. Bisogna, però, svolgere una considerazione di fondo: credo che occorra chiedere all'università se sono state aperte indagini per accertare le responsabilità degli addetti all'organizzazione della prova concorsuale. È evidente che quanto accaduto comporterà spese per l'università e per il ministero e, molto probabilmente, determinerà anche una condizione di minore possibilità negli anni a venire per gli studenti che cercheranno di iscriversi alla facoltà di medicina e chirurgia.
Prendo atto delle decisioni assunte e della volontà da parte del ministero di dare un'opportunità a coloro i quali, ricorrenti,


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hanno evidenziato con le decisioni della giustizia amministrativa l'irregolarità del meccanismo di procedura utilizzato. Mi domando se, nel rispetto dell'autonomia dell'università, non sia il caso di sollecitare un'inchiesta per accertare le responsabilità di coloro i quali hanno poi determinato tutto ciò di cui stiamo parlando.
In ogni caso, bisognerebbe dare agli studenti che hanno preso parte al concorso la possibilità di partecipare ad una prova per sanare la loro presenza all'interno della facoltà. Poteva essere compiuto uno sforzo ulteriore in ordine ai numeri, ma mi rendo conto che ciò rientra nella sfera di autonomia dell'università stessa.

PRESIDENTE. L'onorevole Annunziata ha facoltà di replicare per la sua interrogazione n. 3-03236.

ANDREA ANNUNZIATA. Signor Presidente, signor sottosegretario, onorevoli colleghi, anche io non voglio ripetere le considerazioni svolte dai colleghi. In merito alla vicenda devo esprimere soddisfazione per quanto hanno deciso i giudici amministrativi, specialmente il TAR di Napoli. Il Consiglio di Stato ha dato una motivazione diversa sul ricorso dell'università creando, credo, altri problemi, specialmente al ministero.
Mi dichiaro invece soddisfatto della risposta del sottosegretario perché credo che il Governo stamattina non avrebbe dovuto dirci cosa farà in termini di disposizione del Consiglio di Stato. Ci aspettiamo qualcosa in più: penso, in particolare, alle istanze dei ragazzi interessati, oltre al dovuto tecnico per l'anomalia verificatasi nella circostanza che ha provocato i ricorsi ai tribunali amministrativi.
Il Governo dovrebbe avere un po' di coraggio ed offrire agli studenti una possibilità in più. Bisognerebbe procedere agli accertamenti richiesti dal collega Taglialatela al Governo in termini di responsabilità non solo sotto il profilo pecuniario, ma anche sotto altri aspetti. Credo che anche la magistratura penale potrebbe occuparsi di tale vicenda.
Signor sottosegretario, dobbiamo dare un segnale forte agli studenti. Bisogna garantire il diritto allo studio specialmente per chi non ha «santi in paradiso»: per quei ragazzi che davvero studiano e si impegnano e non hanno a disposizione quei sistemi che tanti furbi utilizzano per superare le difficili prove per essere ammessi alla facoltà di medicina di Napoli.

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