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PRESIDENTE. L'onorevole Pezzella ha facoltà di
ANTONIO PEZZELLA. Signor Presidente, quanto è accaduto la scorsa settimana a Madrid rappresenta un elemento di estrema gravità, che naturalmente presenta un filo logico - purtroppo un filo rosso macchiato di sangue - con quello che è accaduto l'11 settembre 2001 negli Stati Uniti. Ormai, le nostre città non sono più sicure, i terroristi si annidano tra di noi e, quindi, nonostante gli sforzi che stanno compiendo tutte le forze di polizia dei paesi occidentali, che talvolta producono elementi di estrema positività, purtroppo si verificano questi gravi attentati, che minano il vivere civile, creano psicosi nelle città e destabilizzano anche i quadri politici. Al riguardo, i risultati delle elezioni politiche spagnole dimostrano come questo terrorismo sia «intelligente» e non più cieco, dal momento che agisce non soltanto per raggiungere i propri obiettivi, ma anche per destabilizzare politicamente i paesi.
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'interno, senatore D'Alì, ha facoltà di rispondere.
ANTONIO D'ALÌ, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, onorevoli deputati, negli scorsi mesi, con l'acutizzarsi della minaccia terroristica, prima ancora degli attentati di Madrid, sono stati rinforzati i dispositivi di sicurezza e di protezione degli obiettivi più a rischio su tutto il territorio nazionale, in particolare presso gli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie ed a bordo dei treni.
corso di una serie di riunioni tecniche tenute tra sabato e domenica scorsi ed è continuamente adeguato all'evoluzione della minaccia.
e tutti gli altri soggetti interessati - esperti dei dipartimenti della pubblica sicurezza e dei vigili del fuoco, della difesa civile e del soccorso pubblico del Ministero dell'interno.
PRESIDENTE. L'onorevole Ascierto ha facoltà di
FILIPPO ASCIERTO. Signor Presidente, ci riteniamo parzialmente soddisfatti in quanto, per temi come quello di cui stiamo parlando, le precauzioni sono d'obbligo. Occorre dunque un'evoluzione dei sistemi e un aumento della prevenzione, adottando tutte le iniziative indispensabili per la sicurezza del cittadino.
occorre far seguire anche l'ampliamento dei sistemi tecnologici per la video-sorveglianza e l'identificazione.
Purtroppo, l'elemento che crea sempre problemi e rappresenta il punto debole della catena della sicurezza nei paesi occidentali è rappresentato dai trasporti, soprattutto ferroviari e marittimi. L'11 settembre 2001 non lasciava prevedere, pur con tutti i controlli che ci sono stati, quello che poi è effettivamente accaduto, perché quando qualcuno immola la propria vita per compiere un attentato, non ci possono essere controlli che tengano. Si è verificato, quindi, un elemento di grande novità, al quale hanno fatto seguito eventi, che hanno prodotto allarme in tutte le nazioni europee, anche in Francia e in Inghilterra, in relazione al trasporto ferroviario, che rappresenta l'elemento debole proprio per le migliaia di passeggeri che vi transitano, che non possono essere controllati in alcun modo.
Già nel mese di febbraio dello scorso anno abbiamo presentato un risoluzione in Commissione, per porre all'attenzione del Parlamento il problema della sicurezza nel trasporto ferroviario. Siamo ora riusciti a riproporre tale risoluzione all'attenzione della Commissione e su di essa stiamo lavorando, al fine di ragionare su quello che si può fare, sulle misure da adottare per rendere le nostre città e i nostri trasporti più sicuri. Il sistema più a rischio di una nazione sono i trasporti, perché nel momento in cui questi si bloccano, l'intera nazione cade in balia di se stessa, la gente non è più sicura e tutto ciò naturalmente porta al caos e alla mancanza di sicurezza per i cittadini.
Ci auguriamo che gli organi preposti sapranno fronteggiare il problema; domani, ad esempio si terrà una riunione a Bruxelles sulla tematica in questione (i paesi europei cominciano, quindi, a far fronte comune). Da tempo abbiamo lanciato il nostro grido di allarme, ma, purtroppo, si sono verificati i fatti di Madrid.
Non so se l'Italia sia nel mirino degli attentati terroristici (ci auguriamo di no) o se nel nostro paese scorrazzi indisturbata una banda di assassini (ci auguriamo non sia vero). Certo è che l'intelligence si impegnerà al massimo, ma dobbiamo cominciare ad educare la nostra mentalità a ragionare in un modo diverso, ovvero a considerare l'approccio alla sicurezza con modalità differenti rispetto a quelle utilizzate fino adesso. Dobbiamo guardarci maggiormente alle spalle.
Abbiamo voluto sottoporre all'attenzione dell'Esecutivo e del Parlamento questa interpellanza perché intendiamo chiedere al Governo quali procedure ed iniziative intenda adottare al riguardo e quali organismi riterrà utile istituire, soprattutto per quanto riguarda il sistema dei trasporti. Si potrebbe istituire (perché no!) un'authority per la sicurezza dei trasporti che abbia un denominatore comune, un indirizzo comune per tutti i settori del trasporto: la sicurezza del cittadino (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
Come dichiarato dal ministro Pisanu in questa stessa aula ieri durante le interrogazioni a risposta immediata, «in questo campo, la migliore difesa è l'attacco, intendendosi per attacco tutte quelle attività di investigazione, prevenzione e controllo che oggi stiamo sviluppando sul piano interno e su quello internazionale». Ricordo che è stato anche prorogato il programma di utilizzazione dei contingenti delle Forze armate nei servizi di sorveglianza e controllo di obiettivi fissi, quali edifici istituzionali ed altri di rilievo pubblico.
Come ampiamente riferito anche dagli organi di informazione, lo stato dei dispositivi di prevenzione di azioni terroristiche è stato ulteriormente messo a punto nel
La polizia ferroviaria, che esiste da cinquant'anni, controlla quotidianamente, giorno e notte, in maniera accurata, con particolare attenzione, convogli e stazioni frequentati ogni giorno da circa un milione di viaggiatori.
Dall'inizio del 2003 fino alla metà di questo mese, la polizia ferroviaria ha eseguito circa 70 mila servizi di vigilanza su oltre 173 mila treni, identificando circa un milione e 154 mila passeggeri, procedendo all'arresto di 3 mila 903 persone e alla denuncia all'Autorità giudiziaria di 10 mila 596 persone.
Vorrei ricordare agli onorevoli deputati che, proprio durante una di queste ispezioni, grazie al sacrificio del sovrintendente Emanule Petri, vi è stata una svolta decisiva nelle indagini sul terrorismo interno.
Vengono particolarmente controllate le tipologie di convogli ritenute più a rischio, le direttrici ferroviarie più importanti e le stazioni più frequentate.
Per migliorare l'efficacia dei servizi volti a garantire la sicurezza nel settore, sono state implementate già da tempo le dotazioni tecnologiche di sicurezza a disposizione degli operatori. Infatti, nell'ambito del programma operativo nazionale previsto per il Mezzogiorno d'Italia, sono stati forniti agli uffici di polizia ferroviaria del sud d'Italia sistemi di video-sorveglianza ad alta tecnologia per il controllo ambientale nelle principali stazioni, apparecchiature per l'ispezione radiografica dei bagagli, sistemi di cartografia digitalizzata dei tracciati ferroviari per rendere più rapidi gli interventi lungo le linee, «valigette» telematiche per il personale di scorta ai treni, sistemi mobili di identificazione delle persone fermate per la verifica e l'acquisizione delle impronte digitali.
Sono stati definiti, approvati e finanziati progetti che prevedono l'estensione di tali dotazioni tecnologiche di sicurezza ai restanti uffici di Polizia ferroviaria del centro-nord.
Sono, inoltre, in fase di completamento 13 moderne sale operative, interconnesse tra loro, che, attraverso sofisticati sistemi di videocontrollo, consentiranno agli uffici della Polizia ferroviaria di monitorare in modo capillare le aree delle stazioni di Palermo, Napoli, Bari, Paola, Cagliari, Caserta, Catania, Foggia, Lecce, Messina, Reggio Calabria, Salerno e Villa San Giovanni.
È prevista, entro la fine del 2004, l'estensione del progetto ai compartimenti di Polizia ferroviaria del centro-nord, realizzando nuove sale operative presso le stazioni di Milano Centrale, Torino Porta Nuova, Venezia Santa Lucia e Venezia Mestre, Verona Porta Nuova, Genova Brignole e Principe, Bologna Centrale, Firenze Santa Maria Novella e Roma Termini.
Un ulteriore progetto, in fase di studio, prevede la rimodulazione dei servizi di Polizia ferroviaria di 70 uffici, allo scopo di migliorare la distribuzione sul territorio degli operatori disponibili e di incrementare i controlli nelle fasce orarie notturne e a bordo dei convogli più a rischio.
Per quanto concerne la proposta dell'onorevole Pezzella e degli altri onorevoli interpellanti, volta ad istituire una commissione ministeriale per la sicurezza dei trasporti, specialmente ferroviari, ricordo che il Presidente del Consiglio dei ministri, con proprio decreto del 19 novembre 2002, ha istituito il Comitato di coordinamento interministeriale per la sicurezza dei trasporti e delle infrastrutture, per delineare gli indirizzi per la sicurezza nell'ambito dei settori aereo, terrestre e marittimo. Con lo stesso provvedimento, il Presidente del Consiglio ha delegato il ministro delle infrastrutture e dei trasporti ad istituire il comitato interministeriale dei trasporti terrestri e delle infrastrutture.
Di questo comitato, istituito con decreto del ministro Lunardi del 29 novembre 2002, fanno parte - oltre a rappresentanti di tutte le amministrazioni statali
Il comitato, che ha tenuto diverse riunioni durante il 2003 e nella prima metà del mese di gennaio 2004, costituisce una sede privilegiata e permanente per un esame congiunto dei possibili fattori di rischio nell'ambito dei trasporti ferroviari nazionali e per l'individuazione delle idonee misure di prevenzione.
Recentemente è stato istituito anche un «Osservatorio centrale per la sicurezza dei treni e delle stazioni ferroviarie», composto da rappresentanti del servizio di Polizia ferroviaria e delle due società del gruppo Ferrovie dello Stato, Rete ferroviaria italiana Spa e Trenitalia Spa, quale sede preposta al costante scambio informativo sulle criticità emergenti nel contesto ferroviario ed all'attivazione di adeguate strategie di intervento e di risposte operative. Si tratta di un «tavolo tecnico» nuovo ed importante, con funzioni anche di coordinamento degli osservatori locali, istituiti a livello periferico e composti da responsabili dei compartimenti di Polizia ferroviaria e delle due società del gruppo Ferrovie dello Stato.
Quanto al rilascio di biglietti nominativi ai viaggiatori a bordo di treni, faccio presente che una tale procedura non è al momento realizzabile neppure per i convogli a percorrenza interregionale o nazionale, per l'amplissima platea degli utenti, di gran lunga superiore a quelli del trasporto aereo ove, tra l'altro, l'obbligo per il vettore di identificare i passeggeri e di accertare la regolarità dei documenti d'identità validi per l'espatrio è sancito da norme di carattere internazionale.
Abbiamo appreso con soddisfazione gli interventi del Governo, tra i quali ricordiamo la missione «Domino», alla quale, in questa finanziaria, sono state attribuite risorse pari a 48 milioni di euro. Tuttavia, quanto realizzato a volte viene messo in discussione di fronte ad eventi tragici e barbari come quello che ultimamente ha afflitto ed amareggiato tutto il mondo. Mi riferisco all'attentato di Madrid, che pone un serio interrogativo sul tema della sicurezza dei trasporti ferroviari. Poc'anzi l'onorevole Pezzella ricordava che un anno fa abbiamo affrontato il problema della sicurezza nel settore dei trasporti, analizzando l'insieme delle attività poste in essere per garantirla. Mentre nel comparto del trasporto aereo i controlli sono adeguati e in quello navale lo sono parzialmente, in quello terrestre, facendo salve le attività di identificazione dei proprietari degli automezzi attraverso le targhe automobilistiche, non viene svolto alcun controllo preventivo.
In particolare, nel comparto del trasporto su rotaie c'è soltanto la polizia ferroviaria che svolge un controllo sui treni. A questo proposito ha fatto bene il sottosegretario D'Alì a ricordare il sacrificio del sovrintendente Petri, grazie al quale è stato scoperto un filone terroristico che alcuni pensavano fosse ormai consegnato alla storia. Tuttavia, non si può puntare solo ed esclusivamente sull'attività di controllo svolta dalla polizia ferroviaria, ma occorre sfruttare tutte le possibili sinergie. In sede di I Commissione affari costituzionali, a questo fine, si sta discutendo della cosiddetta sicurezza sussidiaria; inoltre, ci è sembrato anche opportuno che taluni modelli, come ad esempio quello aeroportuale, che sono risultati validi a conseguire lo scopo, siano applicati anche in altri settori, come quello ferroviario. Infine, all'attività svolta dalla Polizia di Stato e dagli istituti di vigilanza
È stata inoltre costituita un'apposita commissione ed esiste anche un osservatorio. Sono state anche poste in essere varie tecnologie per le quali si pone però un problema di sinergie, sia tra loro sia con settori dello Stato. Grazie proprio a questa commissione, di cui desidero conoscere i risultati che conseguirà, si potranno mettere a regime tutti questi sistemi tecnologici, facendoli dialogare soprattutto con quelli dello Stato anche perché, nel caso in cui si ponga l'esigenza di identificare un terrorista o un ricercato, tali sistemi non possono essere a sé stanti ma debbono essere collegati con altri sistemi, quelli dello Stato, che procederanno all'identificazione.
Il sistema di trasporto ferroviario interessa circa 500 milioni di passeggeri l'anno; cifra questa ben diversa da quella del trasporto aereo. Tuttavia, se in quest'ultimo settore gli standard di sicurezza sono stati aumentati anche grazie alle risorse derivanti dalla previsione inserita nell'ultima legge finanziaria volta a far pagare, proprio per questo fine, un euro ad ogni passeggero, mi chiedo perché questa stessa misura non sia prevista anche per il trasporto ferroviario. In tal modo, con una cifra di 500 milioni di euro si potrebbero aumentare gli standard di sicurezza stazione per stazione. Si è anche fatto cenno all'esperimento dei controlli, che al momento interessano soltanto le grandi stazioni ferroviarie, ma che, a mio avviso, dovrebbe essere esteso uniformemente su tutto il territorio nazionale. Da qui, l'importanza della commissione citata al fine di raggiungere l'obiettivo di uniformare gli standard di sicurezza in tutto il paese.
Alla cosiddetta sicurezza sussidiaria occorre aggiungere anche quella indiretta. Alcune regioni, come ad esempio il Lazio, la Lombardia e il Veneto (che a tale scopo sta per approvare un'apposita legge regionale), fanno circolare gratuitamente sui treni tutti i dipendenti delle Forze di polizia. Se potessimo estendere su tutto il territorio nazionale questa possibilità, non certo per fare un piacere ai dipendenti delle Forze di polizia, che com'è noto sono in servizio ventiquattro ore su ventiquattro, potremmo ottenere quella sicurezza indiretta che integrerebbe l'attività già svolta dalla polizia ferroviaria.
In un momento grave per il nostro paese, è necessario trovare soluzioni e realizzare progetti che possano integrare momentaneamente l'attività dello Stato e nel contempo garantire maggiore sicurezza al cittadino.
Auspichiamo che siano indicati, anche tramite la risoluzione all'esame delle Commissioni I e IX di cui è primo firmatario l'onorevole Pezzella, indirizzi precisi volti a salvaguardare il cittadino e ad evitare che i trasporti subiscano un calo di utenti dovuto all'emergenza del terrorismo e al conseguente pericolo per gli utenti stessi, affinché sia creato un sistema che risponda all'interesse dello Stato e all'interesse del cittadino.
Ritengo sia giunto il momento, anche in considerazione delle moderne tecnologie a disposizione, di fare il salto di qualità e di investire nelle tecnologie stesse. Peraltro, l'articolo 29 del collegato alla legge finanziaria di due anni fa, prevede che in base agli indirizzi del Ministero dell'interno i soggetti privati e gli enti locali possano partecipare alle attività di tutela della sicurezza con infrastrutture, tecnologie e mezzi. Dunque, gli stessi cittadini utenti dei servizi di trasporto possono concorrere alla propria sicurezza, affiancando lo Stato. È questo l'auspicio di Alleanza nazionale e il motivo per il quale abbiamo presentato l'interpellanza urgente in esame (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).


