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PRESIDENTE. L'onorevole Tonino Loddo ha facoltà di
TONINO LODDO. Signor Presidente, la Conferenza Stato-regioni dello scorso 3 febbraio ha presentato al Parlamento una proposta di riassetto strategico del settore portuale italiano nella nuova logica infrastrutturale europea. Nel documento le regioni evidenziano la necessità di modificare alcune norme della legge n. 84 del 1994 in materia - che riguarda, appunto, la classificazione dei porti -, proponendone la ripartizione in base a nuove categorie.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, cercherò di dare una risposta esaustiva, anche se non sarà facile perché, come nel caso precedente, si parla di Stato ma la Repubblica è fatta di Stato e anche di regioni. Quindi, ci sono competenze (come prima, quella di Bassolino e della regione Campania) che devono essere tenute presenti e noi possiamo rispondere per quanto riguarda le competenze del Governo e dello Stato.
PRESIDENTE. L'onorevole Tonino Loddo ha facoltà di
TONINO LODDO. Ringrazio il ministro per le rassicurazioni e, naturalmente, attendiamo il Governo alla prova dei fatti. Tuttavia, il vero problema è quello di capire perché Italia Navigando Spa stia mettendo in atto un iperattivismo proprio nel momento in cui la materia sta per essere sottoposta all'esame del Parlamento. Quindi, ci sembra che non abbia senso stipulare delle convenzioni sulla base di una normativa che la modifica del Titolo V della Costituzione, riservando rilevanti poteri alle regioni, ha già reso, di fatto, superata.
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Bisogna lasciarli in cassa integrazione?
TONINO LODDO. La seconda considerazione è che, da sempre, il porto di Arbatax costituisce una importante porta di accesso per tutta la Sardegna centro-orientale particolarmente attiva, come dimostra l'incremento delle ore lavorative della compagnia portuale, l'aumento progressivo del traffico merci e del traffico passeggeri, anche verso scali internazionali. Naturalmente, tutto questo richiede non solo che non si operino declassificazioni - che comunque lei, signor ministro, ha escluso -, ma che si proceda, ove possibile, addirittura ad una riclassificazione.
La società Italia Navigando Spa avrebbe concluso, ignorando o prevenendo le eventuali modifiche che il Parlamento vorrà apportare alla legge citata, degli accordi con alcune regioni, tra cui la Sardegna e la Sicilia, per la declassificazione di alcuni porti - e, tra questi, quello di Arbatax - a semplici scali turistici ancorché di rilevanza nazionale. Se tale declassificazione può essere utile nel caso di porti che hanno già perso qualsiasi altra connotazione, risulta invece gravemente penalizzante e perfino dannosa per quei porti, come quello di Arbatax, che ancora conservano caratteristiche strettamente collegate al traffico passeggeri e merci. Si chiede perciò di sapere se il Governo condivida l'azione di Italia Navigando Spa, che, essendo interamente partecipata dal Ministero dell'economia, rappresenta o dovrebbe rappresentare la linea del Governo.
Questo accordo, intervenuto fra l'Associazione nazionale delle compagnie imprese portuali e Italia Navigando Spa, riguarda attività turistiche e commerciali di alcuni porti, ma posso subito rassicurare gli interroganti che non interessa assolutamente la loro classificazione bensì esclusivamente la riconversione professionale dei lavoratori portuali nei porti dove sussiste una tendenza negativa e consolidata all'attività commerciale.
La società Italia Navigando Spa sta risolvendo il problema di un programma di intervento, assistito da finanziamenti pubblici, per la realizzazione di infrastrutture per la nautica da diporto - anche attraverso la riconversione, in tutto e in parte, dell'esistente - per trovare occupazione per i lavoratori precedentemente addetti a operazioni portuali di carico e scarico merci, i quali, trovandosi in un settore in crisi, possono essere utilmente utilizzati nella nautica da diporto. L'operazione non ha alcun effetto sul piano della classificazione dei porti interessati, essendo Ancip e Italia Navigando Spa soggetti di diritto privato e non avendo neanche il potere di intervenire in materia. Per contro, questa operazione presenta innegabili riflessi occupazionali positivi, con l'assorbimento di parte dei lavoratori portuali, oggi esposti alla cassa integrazione, in attività portuali di carico e scarico.
Ciò naturalmente vale anche per il porto di Arbatax. Laddove Italia Navigando Spa realizzasse un porto turistico, ovviamente non a discapito dell'esistente attività commerciale, ma nell'ambito del sopra richiamato programma di intervento, si potranno destinare nei nuovi servizi rivolti alla nautica da diporto i lavoratori portuali che oggi fossero eventualmente sottoccupati, ovvero addirittura si potrà creare nuova occupazione assumendo ulteriori unità operative. Quindi, la preoccupazione manifestata è del tutto infondata e in questo senso posso rassicurare gli onorevoli interroganti.
In terzo luogo, ciò esige da parte Governo un forte impegno, anche finanziario, per adeguare lo scalo alle sfide che si stanno facendo sempre più immediate ed avvincenti, tra cui, appunto, la ripresa della produzione di una locale cartiera.
Infine, credo che, qualunque sia o possa essere la soluzione di questa vicenda, non solo non sarebbe male ma sarebbe perfino auspicabile che, prima di adottare qualsiasi decisione, si trovasse il modo di coinvolgere l'intero sistema delle autonomie locali, che a mio avviso per nessuna ragione possono essere poste dinanzi a dei fatti compiuti (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).


