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PRESIDENTE. Il sottosegretario per l'economia e le finanze, onorevole Contento, ha facoltà di
MANLIO CONTENTO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. In riferimento al quesito rappresentato dagli onorevoli interroganti, si fa presente che esso ha già trovato soluzione con l'emanazione della direttiva 2004/15/CE del 10 febbraio 2004 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea del 21 febbraio 2004) che, modificando la sesta direttiva 77/388/CEE - all'articolo 28, paragrafo 6 -, ha prorogato il periodo di applicazione dell'aliquota IVA ridotta, fino al 31 dicembre 2005, ai lavori ad alta intensità di manodopera. Inoltre, è stato stabilito che tale disposizione abbia effetto a decorrere dal 1o gennaio 2004.
PRESIDENTE. L'onorevole Delmastro delle Vedove ha facoltà di
SANDRO DELMASTRO DELLE VEDOVE. Signor sottosegretario, è necessario ed opportuno ribadire che il regime agevolativo in questo settore non soltanto ha costituito un decisivo volano per un'economia nazionale, che - ahimè! non per colpa di questo Governo - vive una situazione tutto sommato preoccupantemente asfittica, ma ha prodotto l'ulteriore, importantissimo elemento positivo della riemersione
di una fetta importante di lavoro nero. L'aggiunta della manutenzione è dunque un'importante novità, che si inquadra in quello che la Commissione europea aveva previsto, indicando come settore di applicazione dell'IVA agevolata tutte le attività edilizie ad alta intensità di manodopera.
La normativa interna è stata conseguentemente modificata dall'articolo 23-bis del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 355 (convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 47), che ha prorogato, tra l'altro, a decorre dal 1o gennaio 2004, la riduzione dell'aliquota IVA al 10 per cento alle prestazioni aventi per oggetto interventi di recupero del patrimonio edilizio realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata.
Vorrei ringraziare l'interrogante, perché, come sicuramente egli saprà, il Governo condivide le valutazioni che sono state espresse nel contesto dell'interrogazione in esame, dal momento che lo strumento relativo all'abbassamento dell'aliquota IVA ha già dato dimostrazione di funzionare in maniera efficace, sia per gli interventi edilizi che si sono verificati nel 2003, sia per quanto già ci immaginiamo possa accadere anche nel 2004. Del resto, si tratta di un settore che ha permesso, grazie anche all'introduzione di questi accorgimenti, di far fronte ad una situazione economica e congiunturale che tutti conosciamo.
Concludo, dicendo che, in assenza di questa direttiva e di questa proroga da parte dell'Unione europea, non potevamo intervenire abbassando unilateralmente l'imposta sul valore aggiunto, per quanto riguarda questo tipo di operazioni. Come l'onorevole Delmastro Delle Vedove sicuramente ricorderà, eravamo quindi intervenuti, in sede di iniziative di carattere finanziario, per ampliare le modalità sotto il profilo fiscale di questi vantaggi, ampliando ad esempio il tetto ed il riferimento, che oggi invece tornano a regime, così come abbiamo dovuto fare nel corso del 2003.
Si tratta, quindi, di un fatto straordinariamente importante, perché contribuisce a ridare slancio ad una normativa che, dopo essere stata applicata da un milione e 760 mila cittadini nei primi 5 anni, ha accusato, nell'anno 2003, una flessione abbastanza preoccupante.
Inoltre, onorevole sottosegretario, è positivo che ad un'interrogazione presentata il 18 gennaio 2004 sia stata fornita risposta il giorno 16 marzo dello stesso anno (a meno di due mesi di distanza) e, soprattutto, che il rappresentante del Governo abbia affermato che il problema evidenziato con tale atto ispettivo è stato risolto. Per il gruppo di Alleanza nazionale la soddisfazione è ancora maggiore se la soluzione del problema, da una parte, agevola le famiglie che decidono di effettuare ristrutturazioni e manutenzioni del proprio immobile e, dall'altra, crea un meccanismo virtuoso che riporta «luce» fiscale su un segmento di lavoro altrimenti destinato a rimanere avvolto nelle tenebre dell'evasione, come è accaduto per molti anni.
Ringrazio, dunque, il Governo e l'onorevole sottosegretario; mi dichiaro soddisfatto della sua risposta che - richiamandomi al suo cognome - mi rende sicuramente «contento» del lavoro svolto dall'esecutivo.


