Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 439 del 16/3/2004
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(Interventi per contrastare le importazioni illegali e le contraffazioni nel settore tessile-abbigliamento-calzaturiero - n. 3-02789)

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze, onorevole Contento, ha facoltà di rispondere all'interrogazione Paola Mariani n. 3-02789 (vedi l'allegato A - Interpellanza e interrogazioni sezione 6).

MANLIO CONTENTO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, relativamente alla problematica evidenziata dagli onorevoli interroganti, concernente le difficoltà in cui versa il settore della moda e, in particolare, il comparto calzaturiero, anche a causa del fenomeno della contraffazione dei prodotti commerciali, l'Agenzia delle dogane ha rilevato che contrastare tale fenomeno ha sempre rappresentato una delle priorità dell'attività doganale, svolta seguendo, in particolare, due direttrici fondamentali.


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In primo luogo, il partenariato con le imprese, attraverso la predisposizione di memorandum di intesa con le associazioni rappresentative delle realtà economiche maggiormente colpite dal fenomeno della contraffazione. I predetti memorandum rappresentano un importante mezzo per un'approfondita conoscenza dei diversi settori merceologici. Essi prevedono uno scambio di dati e notizie con le diverse associazioni di categoria e costituiscono, quindi, un imprescindibile elemento per lo sviluppo dell'attività di intelligence finalizzata alla predisposizione di efficienti controlli sui soggetti e sulle merci a rischio.
In secondo luogo, il potenziamento dei controlli sulle merci e sulle origini sensibili, realizzato attraverso la predisposizione di profili di rischio mirati, volti a selezionare soltanto quelle operazioni che presentino caratteristiche tali da risultare meritevoli di controllo. Il predetto potenziamento è stato attuato anche attraverso l'utilizzo di strumenti di controllo tecnologicamente avanzati (apparecchiature scanner a sistema mobile), idonei ad identificare, attraverso un apparato rilevatore a raggi X, la composizione dei carichi di merci contenute all'interno di container o automezzi di trasporto. Tali apparecchiature sono state installate nei maggiori porti ed interporti del territorio nazionale.
I risultati conseguiti dall'Agenzia delle dogane nella lotta alla contraffazione sono stati di particolare importanza, come testimoniano le statistiche della Commissione europea, che riconosce all'Italia il miglior risultato tra gli Stati membri negli ultimi anni, con una percentuale delle merci contraffatte sequestrate pari al 30 per cento del totale. Questo dato, in particolare, si riferisce al 2002. Riteniamo che anche per il 2003 possiamo vantare un risultato analogo a questo (sono in corso i relativi accertamenti), se non addirittura migliore rispetto all'anno precedente.
Un ulteriore impulso all'attività di contrasto del fenomeno della contraffazione potrà derivare dall'applicazione delle disposizioni contenute nella legge finanziaria per il 2004 (approvata con la legge 24 dicembre 2003, n. 350), all'articolo 4, relative alla prevenzione e repressione del fenomeno, nonché dall'applicazione (a decorrere dal 1o luglio 2004) del nuovo regolamento comunitario in materia di contraffazione, adottato dal Consiglio europeo in data 22 luglio 2003, relativo «all'intervento dell'autorità doganale nei confronti delle merci sospettate di violare taluni diritti di proprietà intellettuale ed alle misure da adottare nei confronti di merci che violano tali diritti». Si tratta, sostanzialmente, di una procedura molto più veloce, che permette all'Agenzia delle dogane di intervenire direttamente bloccando le merci che sono sospettate di contraffazione o di violare i relativi diritti da parte degli interessati.
Anche la Guardia di finanza svolge un'efficace azione di contrasto al commercio di merci recanti marchi illecitamente riprodotti, attraverso l'esercizio delle tipiche funzioni di polizia economica e finanziaria.
Al riguardo, il comando generale della Guardia di finanza ha precisato che i reparti del Corpo, alla luce della recrudescenza del fenomeno della commercializzazione di prodotti contraffatti e/o non conformi agli standard di sicurezza europei e nazionali, sono stati sensibilizzati sulla necessità di non trascurare, nella generalità delle attività di istituto, ivi comprese le verifiche fiscali per fini doganali, lo specifico contesto operativo.
A tal fine, il Corpo è impegnato in un'intensa attività di controllo sia negli spazi doganali, per impedire l'introduzione, nello Stato e nell'Unione europea, di merci della specie provenienti da paesi extracomunitari, sia nel resto del territorio nazionale, per individuarne i centri di produzione ed i canali di distribuzione, nazionali ed esteri.
In particolare, l'attività all'interno degli spazi doganali viene garantita dalla Guardia di finanza - nel più ampio contesto delle funzioni di polizia doganale - in un rapporto di dipendenza funzionale del personale dell'Agenzia delle dogane, a cui compete l'organizzazione dei servizi di vigilanza presso porti, aeroporti ed altre strutture similari.


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Per quanto concerne, infine, le problematiche riguardanti la carenza di personale presso la dogana di Civitanova Marche, l'Agenzia delle dogane, non potendo reperire personale da altri uffici della locale direzione regionale o da uffici di altre direzioni regionali, ugualmente carenti di personale, ha provveduto, nel corso dell'anno 2003, ad attivare la procedura di mobilità esterna, al termine della quale saranno destinate, presso la citata dogana, tre unità di personale, di cui una unità già assegnata.
Il comando provinciale della Guardia di finanza di Macerata ha rappresentato, in proposito, difficoltà da parte del competente reparto operativo nell'espletare i compiti di assistenza istituzionalmente demandati.
È stato comunque osservato che un'elevata percentuale delle operazioni di importazione è eseguita direttamente presso la sede degli importatori, con il ricorso ad una procedura semplificata, per la quale si prescinde dalla presentazione della merce in dogana. Si tratta di una circostanza di rilievo, di cui tenere conto, per una valutazione complessiva sull'adeguatezza del sistema dei controlli doganali ad intercettare le partite di merci contraffatte, fraudolentemente introdotte nel territorio comunitario.
Per quanto concerne, inoltre, la proposta di sottoporre al canale rosso (controllo che impone la visita fisica della merce), anziché al canale verde (per il quale non si procede ad alcun controllo) i prodotti dei settori tessile e calzaturiero sospettati di contraffazione, l'Agenzia delle dogane ha fatto presente che essa risulta di difficile attuazione, non solo per le possibili misure di ritorsione nei confronti del «sistema Italia», ma anche in quanto contraria alla logica di controllo che deve essere sempre funzionale alle esigenze delle imprese ed alla fluidità dei traffici commerciali, in una logica di libero mercato.
Si osserva, infine, che la legge finanziaria per il 2004 prevede, tra l'altro, per potenziare la lotta alla contraffazione e per tutelare la specificità dei prodotti, l'istituzione, a cura dell'Agenzia delle dogane, di un'apposita banca dati, alla quale potrà accedere anche la Guardia di finanza, dove far confluire tutti i dati caratteristici idonei a contraddistinguere i prodotti da tutelare.
Vorrei infine concludere ribadendo che sulla vicenda della contraffazione il Governo e l'Agenzia delle dogane intendono porre una speciale attenzione, sottolineata sia in sede di discussione delle norme richiamate nel corso dell'esame della legge finanziaria per il 2004 , sia, allo stato, dal potenziamento delle attività degli indicatori antifrode, come suggerito anche dagli interroganti, e dal monitoraggio di quei settori nei quali stiamo registrando, in effetti, una sorta di concorrenza sleale praticata in larghissima misura proprio attraverso la violazione dei diritti che sono stati ricordati nel testo della stessa interrogazione.

PRESIDENTE. L'onorevole Paola Mariani ha facoltà di replicare.

PAOLA MARIANI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il rappresentante del Governo per i provvedimenti che saranno adottati al fine di contrastare il fenomeno della contraffazione. Sicuramente, molte delle misure che sono in vigore risultano inefficaci; d'altro canto, il problema non sarebbe stato posto dagli operatori del settore in termini così pressanti.
L'interrogazione presentata riguarda in modo particolare la dogana di Civitanova perché, da un sopralluogo effettuato anche dalle associazioni di categoria, si era constatata l'esiguità del personale addetto e la conseguente difficoltà nell'eseguire i controlli.
Come ha ricordato il sottosegretario, essendo le merci catalogate per il canale verde, i controlli spesso non sono sufficienti ad evidenziare le contraffazioni.
Il motivo per il quale è stato sollevato il problema deriva dal fatto che vi è una forte crisi nel settore calzaturiero. Soprattutto nella zona del maceratese e del fermano tale crisi ha risvolti particolarmente


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preoccupanti, visto che il settore calzaturiero ricopre il 90 per cento dell'economia di quei territori. Dunque, l'intera economia della zona rischia di essere collassata da una crisi del settore calzaturiero.
Sappiamo che in tale settore vi sono moltissimi addetti e che numerose imprese, negli ultimi anni, sono state costrette a chiudere. Solo nella provincia di Macerata più di 1.200 addetti, secondo dati della Confindustria, sono stati licenziati e molteplici attività vengono chiuse giornalmente. A ciò vanno aggiunti i dati provenienti dal settore dell'artigianato (anche se tali dati non sono aggiornati agli ultimi periodi). Dobbiamo anche considerare che, forse, non risulta alle cronache l'importanza di tale crisi occupazionale perché molti di questi addetti lavorano in imprese piccolissime che, nel momento della chiusura, non suscitano la rilevanza delle grandi imprese del nostro paese. Questo, però, non toglie niente alla gravità della crisi del settore calzaturiero che non è uguale alle crisi cicliche che hanno investito lo stesso settore.
Conosciamo benissimo i problemi che abbiamo di fronte. Mi riferisco, innanzitutto, all'aggressività di alcuni paesi extracomunitari, come i paesi asiatici, nell'intervenire nel nostro settore commerciale. Vi è, inoltre, la concorrenza dei paesi della Comunità europea che hanno avuto la possibilità di produrre a costi molto più bassi rispetto a quelli del maceratese e del fermano. Sappiamo anche quali siano le difficoltà delle esportazioni con la supervalutazione dell'euro nei confronti del dollaro. Tutto ciò, insieme alla scarsa capacità di acquisto data dall'esiguità dei salari dei nostri operai, ha causato un calo degli acquisti sia sul fronte interno sia sul fronte esterno.
Dobbiamo inserire una serie di misure per il lungo e per il breve periodo. Do atto al Governo di aver captato la sensibilità e le richieste di tale settore per quanto riguarda il problema del marchio made in Italy. Tuttavia, così come è stato inserito nella legge finanziaria, non potrà risolvere il problema. Infatti, nella finanziaria ci si richiama alle norme previste dal regolamento europeo. Questo, per quanto riguarda il settore calzaturiero, significa che potranno apporre il marchio made in Italy sia quelle imprese che producono interamente in Italia, sia quelle che producono parzialmente all'estero. Il problema sollevato dagli imprenditori e dagli artigiani del territorio, dunque, non verrà risolto. Infatti, uno dei problemi più scottanti è quello di avere produzioni interamente effettuate sul territorio italiano a costi molto elevati e produzioni parzialmente effettuate all'estero che, invece, hanno un costo del lavoro molto più basso. Anche in questo campo bisogna adoperarsi per fare chiarezza ed intervenire sul regolamento europeo perché vi sia la possibilità di definire quali merci vengono prodotte esclusivamente in Italia e quali vengono prodotte parzialmente all'estero.
Dobbiamo intervenire anche per omogeneizzare i dazi doganali. Bisogna far sì che le merci importate in Italia abbiano una certificazione che identifichi la tracciabilità del prodotto. Ciò andrebbe a vantaggio sia delle imprese sia dei consumatori che debbono poter scegliere il prodotto anche sulla base delle caratteristiche e del luogo di produzione.
Possiamo, però, intervenire anche con misure più rapide...

PRESIDENTE. Onorevole Mariani, dovrebbe concludere.

PAOLA MARIANI. ...e di pronto intervento, come quella dei controlli alle dogane.
Concludendo, la misura che chiediamo è quella del passaggio dal canale verde al canale rosso delle merci provenienti dal tessile-abbigliamento, perché questo darebbe agli imprenditori il senso dell'interesse immediato del Governo e quindi darebbe loro la sensazione di non essere lasciati soli. Sappiamo infatti benissimo che la crisi non si risolverà solo con queste misure, ma che ci sarà bisogno di un intervento a più livelli (si stanno già muovendo le varie istituzioni locali, le province e le regioni).


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È, dunque, importante che anche il Governo faccia la sua parte, con chiarezza e determinazione, ponendo in essere queste misure, a protezione dalle contraffazioni, e prevedendo anche delle misure di agevolazione, come ad esempio la deducibilità del costo del lavoro dalla base imponibile IRAP, nonché misure a sostegno di quelle imprese che intendono riconvertirsi o fondersi...

PRESIDENTE. Onorevole Mariani, lei ha di molto oltrepassato il tempo a sua disposizione.

PAOLA MARIANI. ...soprattutto quelle più piccole, affinché tutto ciò possa veramente sostenere il settore produttivo, che per noi è vitale.

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