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PRESIDENTE. L'onorevole Volonté ha facoltà di
LUCA VOLONTÈ. La notizia, apparsa in questi ultimi giorni, dell'ammanco nel bilancio 2003 della società Poste italiane Spa e della distrazione di fondi pari a 104 milioni di euro, obiettivamente, ha allarmato non soltanto i cittadini italiani ma anche i mercati. È ben vero che la società di revisione Pricewaterhouse è stata sostituita dalla Ernest Young, ma vorremmo sapere dal Ministero dell'economia e delle finanze, che è soggetto partecipante, di fatto, nel capitale delle Poste italiane Spa, se l'ammanco registrato sia dovuto a distrazioni imputabili a investimenti sbagliati o ad altre ragioni; come mai la precedente società di revisione non abbia mai certificato questo disavanzo e quali iniziative intenda adottare per tutelare gli azionisti e la clientela. In altri termini, è necessaria una parola di chiarezza su quanto è accaduto, visto che l'impegno di tutto il Parlamento e del Governo è quello di tutelare i risparmi. Questi 104 milioni di euro, certamente, sono risparmi dei cittadini italiani!
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze, Daniele Molgora, ha facoltà di
DANIELE MOLGORA, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Anche in questo caso è stata ascoltata la società Poste italiane Spa. In proposito, si fa presente che, nella prima settimana di febbraio, la società di revisione Pricewaterhouse Coopers, incaricata della certificazione del bilancio 2003, ha evidenziato la necessità di effettuare specifici approfondimenti sulla gestione aziendale degli strumenti derivati. L'analisi del portafoglio faceva emergere una non perfetta aderenza degli aspetti contrattuali delle operazioni in essere al 31 dicembre 2003 con il concetto di copertura. Inoltre, emergeva che il valore di mercato del portafoglio presentava un potenziale di esposizione negativo. Tale circostanza, pur non essendo da considerare in assoluto quale riferimento economico per il bilancio 2003, si manifestava come sintomo di anomalia nella gestione del portafoglio e induceva le strutture amministrative di Poste italiane Spa, in coordinamento con la società di revisione, ad effettuare una approfondita verifica sulle operazioni contabilizzate dall'area finanza nel corso del 2003.
PRESIDENTE. L'onorevole Volonté ha facoltà di
LUCA VOLONTÈ. Signor Presidente, senza voler offendere il sottosegretario Molgora e i colleghi presenti in aula, ci riserviamo di dichiarare se siamo o meno soddisfatti della risposta fornita. Prego il sottosegretario Molgora, se è possibile, di fornirci tutte le valutazioni ai fini di un ulteriore approfondimento, così da poter acquisire elementi di conoscenza anche rispetto alle dichiarazioni rilasciate dall'amministratore delegato ad alcuni autorevoli quotidiani italiani, che certamente non vanno a fondo sulla vicenda come avevamo sperato.
apprendere dai giornali che in sede di revisione del bilancio del 2003 si sono scoperti oltre 200 miliardi di ammanco senza una precisa causa è un dato che deve preoccupare, come preoccupano le notizie su imprenditori che hanno truffato i risparmiatori.
Dagli elementi acquisiti e dai primi approfondimenti effettuati, i revisori sono giunti alla conclusione che il portafoglio, o gran parte di esso, di strumenti derivati non possa essere considerato di copertura, contrariamente a quanto sostenuto dalla funzione finanza, e che, pertanto, nella sua valutazione si debba far riferimento al valore di mercato che evidenzia alcune minusvalenze. In conseguenza di tale situazione, l'amministratore delegato della società ha disposto, previa informativa al consiglio di amministrazione, una attività di due diligence affidata ad un primario operatore del settore finanziario, in stretto coordinamento con la società di revisione.
Nel frattempo, lo stesso amministratore delegato ha adottato alcune iniziative volte ad impedire l'insorgere di ulteriori criticità, fra le quali in particolare: la revoca delle deleghe al responsabile della funzione finanza, con passaggio delle stesse al responsabile della direzione amministrazione finanza e controllo; la sospensione dal servizio del responsabile della funzione finanza e la contestazione formale dei fatti in oggetto; il blocco di qualsiasi operatività in titoli derivati.
In relazione a tale situazione, questa amministrazione ha chiesto alla società di fornire una informativa più dettagliata sulle singole operazioni aventi ad oggetto strumenti finanziari derivati. Poste Italiane si è impegnata a fornire tali elementi e a tenere informato questo ministero, in qualità di azionista, in ordine agli sviluppi della vicenda.
Tuttavia, è molto positivo che il Ministero dell'economia e delle finanze disponga di una nota di aggiornamento dettagliata, che chiedo al sottosegretario Molgora di lasciare agli atti appena sarà pervenuta, per evitare la presentazione di un'altra interpellanza parlamentare. Questa nota testimonia l'interesse del Governo e del Ministero dell'economia e delle finanze per l'approfondimento dei temi che riguardano la tutela degli azionisti e della clientela di un ente importante come Poste italiane, il quale, da un lato, raccoglie il risparmio dei cittadini italiani, dall'altro, essendo partecipato dal Ministero dell'economia e delle finanze, gestisce una quota dei risparmi degli stessi. Il fatto di dover
Tutto ciò, evidentemente, non può non preoccupare anche i cittadini italiani e non può non essere, come è stato confermato dallo stesso sottosegretario Molgora, oggetto di particolare attenzione da parte del Ministero dell'economia e delle finanze. Esprimo l'auspicio che si arrivi al più presto ad un chiarimento sulla sorte di questi 104 milioni di euro. Quindi, occorre un chiarimento ed una valutazione serena, ma precisa e puntuale, da parte del Ministero dell'economia e delle finanze, attraverso un'informativa a tutte le società partecipate dal ministero, affinché i revisori che non avevano valutato questo ammanco nel bilancio non siano più presi in considerazione dalle società partecipate dal Ministero dell'economia e delle finanze. Non accorgersi che mancavano 200 miliardi, infatti non è una cosa di poco conto, per cui è opportuno che questi soggetti non effettuino più alcuna revisione di società partecipate dal Ministero dell'economia e delle finanze. Soprattutto, occorre chiarire al più presto dove siano finiti i 200 miliardi di lire, affinché si possa tranquillizzare la clientela, si possa dare una risposta precisa ai cittadini italiani e soprattutto si possa continuare ad amministrare con linearità e trasparenza, come è sempre avvenuto, la società Poste italiane Spa. Tale società ha anche da questo punto di vista un importante merito, quello di rafforzare nei cittadini italiani l'idea che, quando si parla di investimenti e di affidamento dei propri risparmi, non devono avere nessun timore, perché il loro denaro può essere gestito in modo trasparente e con intelligenza da chi ha a cuore innanzitutto la tutela dei risparmiatori, oltre che quella degli azionisti.
Con questo auspicio, rivolgo ancora una volta al sottosegretario Molgora l'invito a far conoscere al più presto l'esito delle approfondite analisi che la società Poste Spa invierà al Ministero dell'economia e delle finanze, così da avere un chiarimento pubblico in merito a ciò che è accaduto. Ringrazio dunque il sottosegretario per la risposta e attendo ulteriori elementi atti a fare luce su questo grave episodio che, se non chiarito, potrebbe diventare oggetto di ulteriori e non positivi allarmismi tra i cittadini italiani, proprio su un tema quello del risparmio, che sta a cuore a tutti noi.


