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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze urgenti.
PRESIDENTE. L'onorevole Coronella ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-01099 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 1).
GENNARO CORONELLA. Signor Presidente, rinuncio ad illustrarla e
PRESIDENTE. Sta bene.
ALTERO MATTEOLI, Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio. Signor Presidente, in merito a quanto indicato nell'atto di sindacato ispettivo presentato dall'onorevole Coronella ed altri, riguardante lo stato di emergenza per la gestione dei rifiuti in Campania, si rappresenta che la proroga dello stato di emergenza al 31 dicembre 2004 è stata deliberata dal Consiglio dei ministri del 23 dicembre 2003 ed il relativo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, in pari data, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 3 gennaio 2004. La proroga, come è ben noto, è stata decretata in considerazione del fatto che le iniziative di carattere straordinario necessarie per un ritorno alle normali condizioni di vita sono tuttora in corso e che, quindi, l'emergenza non può ritenersi conclusa, nonché dell'impossibilità di fronteggiare la situazione con mezzi e poteri ordinari.
fine di consentire ogni possibilità di uscire dalla situazione di emergenza, erano stati rafforzati i poteri del commissario delegato e dei prefetti delegati, nonché previste misure di sostegno alla raccolta differenziata e incentivi economici ai comuni che ospitano gli impianti e i siti di stoccaggio. Per l'attuazione degli interventi previsti dall'ordinanza del 9 maggio 2003 sono stati anche attribuiti al commissario delegato 5 milioni di euro, che hanno fatto carico sui fondi a disposizione dell'amministrazione che ho l'onore di rappresentare. Il Governo non ha provveduto a riattribuire le funzioni in materia di gestione dei rifiuti agli enti competenti in quanto, come precedentemente detto, la proroga della gestione commissariale è fissata al 31 dicembre 2004.
PRESIDENTE. L'onorevole Coronella ha facoltà di
GENNARO CORONELLA. Signor Presidente, approfitto della facoltà di replicare per ringraziare il ministro per la sua presenza e per sottolineare che la presentazione dell'interpellanza si è resa necessaria per informare il Governo sulla difficile situazione nella quale versa la regione Campania. Tale situazione deriva da responsabilità precise del commissario, nonché presidente della regione, che, come è stato riferito, il 27 febbraio scorso si è dimesso dalla prima delle due cariche (a quanto si dice, tali dimissioni sono motivate da ragioni elettorali, posto che il presidente della regione sarà impegnato nell'imminente campagna per le elezioni europee).
stato utilizzato un impianto legislativo non idoneo. Infatti, la legge n. 225 del 1992, in virtù della quale è stato dichiarato lo stato di emergenza in Campania, non è idonea, ad avviso del Consiglio di Stato, a legittimare lo stato di emergenza stesso.
decine. Inoltre, si sottolinea la nomina di subcommissari non previsti da alcuna ordinanza. Questo è verissimo. Successivamente, il Governo si è corretto.
per la Pomigliano Ambiente per quanto riguarda la dotazione di infrastrutture, mezzi e attrezzature, mi è stato risposto candidamente che per noi non c'era niente».
straordinario, che ha delocalizzato in questa parte del territorio regionale tutti i rifiuti della Campania.
Il ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, onorevole Matteoli, ha facoltà di rispondere.
Già con ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri del 9 maggio 2003, al
A seguito delle dimissioni del presidente della regione Campania, avvenute in data 27 febbraio ultimo scorso nelle mani del Presidente del Consiglio, il Governo ha provveduto a nominare, in sua sostituzione, il prefetto, dottor Catenacci.
Riguardo alla mancata revoca al commissario delegato dei due complementari incarichi commissariali per le bonifiche e la tutela delle acque, trattasi di decisioni di competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri basate su scelte della stessa Presidenza; comunque, informo gli onorevoli interpellanti che, alla fine del 2003, il Presidente Berlusconi ha scritto ai presidenti delle regioni interessate per sollecitarli a chiudere le emergenze e, quindi, ritornare al regime ordinario; questo è avvenuto anche a seguito di sollecitazioni, più volte espresse, dal sottoscritto in Consiglio dei ministri.
In merito, poi, alla questione riguardante il termovalorizzatore di Santa Maria La Fossa, pur ritenendo legittime alcune osservazioni connesse alle problematiche territoriali rappresentate anche dal sindaco di tale comune, non posso che ricordare nuovamente che l'opera, in base alle ordinanze della protezione civile, rientra non nella normale procedura di valutazione ambientale ma in uno specifico procedimento impropriamente denominato «valutazione di compatibilità ambientale», da svolgersi nei trenta giorni prescritti dall'ordinanza, sulla base della documentazione progettuale e delle osservazioni esibite dal commissario di Governo.
Per quanto attiene, infine, alla richiesta sulle risorse trasferite dal Governo, ivi comprese le risorse già assegnate alla regione Campania, al commissariato per i rifiuti, alle bonifiche e alla tutela delle acque, dal 1990 ad oggi risultano assegnate risorse per un totale di euro 615,788 milioni, così distribuite: per la gestione dei rifiuti sono state trasferite risorse pari a 321,850 milioni di euro; per gli interventi delle bonifiche sono state trasferite risorse pari a 72,233 milioni di euro; per la tutela delle acque sono state trasferite risorse pari a 221,705 milioni di euro.
Per completezza, faccio presente che è in corso il procedimento per la valutazione dell'efficienza, efficacia e trasparenza sull'impiego delle risorse trasferite.
Mi preme sottolineare che la gestione commissariale si è rivelata fallimentare. Abbiamo ricordato più volte come il Consiglio di Stato abbia reiteratamente stabilito che i provvedimenti del Presidente del Consiglio dei ministri in materia - adottati non da questo Governo, ma dai Governi precedenti - sono illegittimi, in quanto è
All'inizio di quest'anno sono state celebrate alcune ricorrenze, quali i decennali della costituzione di Forza Italia e di Alleanza nazionale. Anche la regione Campania celebra una ricorrenza: l'11 febbraio ricorre il decennale della dichiarazione dello stato di emergenza! Con tale atto furono individuati quali commissari i prefetti. Nel 1996, con un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, la delega è stata trasferita al presidente della giunta regionale, cui sono stati attribuiti i compiti di elaborare il piano regionale per lo smaltimento dei rifiuti, di curarne l'attuazione e di predisporre gli interventi urgenti.
Il presidente della giunta regionale, nel 1996, ha predisposto questo piano. Non farò i nomi dei presidenti ma mi riferirò soltanto alle figure istituzionali. Nel 1997, questo piano è stato adeguato alla normativa, cioè al decreto legislativo n. 22 del 1997 che ha introdotto il sistema di gestione dei rifiuti e che è stato successivamente modificato in conformità con le norme europee. Nel 1998, il piano per lo smaltimento dei rifiuti in Campania è stato approvato definitivamente. Il presidente della regione ha predisposto le gare d'appalto per l'affidamento del servizio e, nel dicembre 1998, quando le buste contenenti le offerte presentate avrebbero dovuto essere aperte, si è verificata la crisi della Giunta regionale e il presidente ha ritenuto opportuno, per correttezza istituzionale, non procedere. Questa operazione spettava al presidente «ribaltonista» insediatosi nel gennaio 1999 il quale, anziché aprire le buste e procedere all'affidamento del servizio, ha preferito soprassedere. La procedura si è sbloccata soltanto nel gennaio 2000, quando era in corso una campagna elettorale. Ecco perché si è creata l'emergenza, signor ministro. Il presidente eletto nelle elezioni del 2000 si è trovato, quindi, dinanzi ad una situazione di insofferenza, dovuta a questo tipo di inadempienze.
Esaminiamo ora, per quanto concerne i poteri commissariali, le ordinanze e i decreti, per così dire, incriminati e dichiarati illegittimi dal Consiglio di Stato. Mi riferisco al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 15 dicembre 2000 ed all'ordinanza del ministro dell'interno n. 3100 del 22 dicembre 2000. Questi due atti hanno determinato una dichiarazione di illegittimità da parte del Consiglio di Stato il quale - come ricordavo in precedenza -, non con una sola sentenza ma con più decisioni, si è pronunciato in tal senso. Su questi due atti si è consumata quella che io definisco la gestione dissennata e fallimentare della delega che è stata conferita al presidente della Giunta regionale e commissario straordinario di Governo per l'emergenza rifiuti.
Non sono io ad affermarlo ma la Corte dei conti che, con la deliberazione n. 31 del 2001, afferma, testualmente, che si tratta di ordinanze lacunose e non coerenti con il disegno della legge n. 225 del 1992. La Corte si riferisce alle ordinanze del commissario-presidente della regione Campania il quale, quando fu adombrato il sospetto, si affannò a sostenere di non essere responsabile e di avere agito in nome e per conto del Presidente del Consiglio Berlusconi. Non è vero. Le firme in calce alle ordinanze sono del presidente nonché commissario straordinario per l'emergenza rifiuti della regione Campania, oltreché dei suoi subcommissari, e sono la prova lampante di una responsabilità che, sotto l'aspetto della gestione, deve essere a lui attribuita.
La Corte dei conti evidenzia anche l'inefficienza organizzativa della gestione e l'utilizzazione di personale verosimilmente eccessiva e indifferenziata, con conseguenti costi elevati e scarsa produttività complessiva. Se verificate la struttura facente capo al presidente della regione Campania nonché commissario straordinario noterete come sia, a dir poco, pletorica: distacchi di personale proveniente da altre amministrazioni se ne contano a
Si nota anche la mancanza di qualsiasi azione relativa ai rifiuti speciali tossici e nocivi e di interventi per la raccolta differenziata. Signor ministro, il decreto legislativo n. 22 del 1997, che ha introdotto il sistema di gestione, prevede, innanzitutto, che si debba procedere alla raccolta differenziata. In Campania siamo all'anno zero, siamo a cifre irrisorie per quanto riguarda la raccolta differenziata ed è impossibile risolvere un problema come questo se non c'è consapevolezza di affrontare la questione della raccolta differenziata. Inoltre, non vi è nessuna messa in sicurezza di discariche esaurite. Questo non lo dice il deputato o i deputati che hanno presentato l'interpellanza, ma la Corte dei conti.
Potrei soffermarmi sulla gestione dei rifiuti ancora per molto, ma intendo attenermi ai tempi che mi sono stati assegnati. Il ministro ci ha informato in merito alle centinaia di miliardi che sono stati attribuiti al presidente commissario della regione Campania, il quale ha distratto tali somme - questo, ovviamente, lo accerteranno gli uffici competenti -, ossia ha utilizzato per la gestione della emergenza rifiuti anche le risorse che il ministero inviava puntualmente alla regione Campania per la bonifica. Infatti, in Campania sono stati individuati dei siti ad alto rischio ambientale: mi riferisco al litorale domizio flegreo, all'agro aversano e alla zona di Napoli orientale.
In questo senso, mentre negli altri siti individuati dal legislatore con la legge n. 426 del 1998 sono in stato avanzato i lavori di bonifica, nessun intervento è stato realizzato sui suddetti siti. Ultimamente, il presidente commissario della regione Campania per l'emergenza rifiuti ha affidato alla società Jacorossi Spa il compito di bonificare i siti. A parte il fatto che non c'è stata nessuna procedura di evidenza pubblica, per cui chiunque potrebbe adombrare sospetti, sapete cosa fa realmente la Jacorossi Spa? Va nelle campagne, raccoglie qualche rifiuto abbandonato, lo mette in un cantuccio e lo circonda con dei nastri bianchi e rossi. Quindi, caro ministro dell'ambiente, nella regione Campania si disattende una legge dello Stato che impone una bonifica oculata del territorio. Non solo; le cose gravi le dirò più avanti.
Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, la Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti, di cui faccio parte, ha effettuato missioni in tutte le regioni e anche in Campania ha svolto diverse audizioni. Abbiamo raccolto le dichiarazioni di operatori del settore; ve ne riferisco alcune. Al signor Antonio De Falco, direttore generale della società Pomigliano Ambiente, abbiamo domandato come avveniva la gestione dei rifiuti ed egli ci ha risposto che la sua società non ha svolto un ruolo rilevante nell'emergenza rifiuti, poiché é stata individuata dal commissario per svolgere anche attività di intermediazione, di trasporto dei rifiuti - secchi e umidi - fuori regione, e per organizzare i trasporti prima dell'intervento di Impregeco. Inoltre, egli ha affermato, continuando su questa impostazione, che non aveva alcuna possibilità di scegliere né gli imprenditori, né i trasportatori né le aziende e che seguiva le impostazioni tracciate dal commissario. In altre parole, il commissario straordinario, anziché elaborare una politica, una strategia per meglio assolvere al compito attribuito, cercava sul territorio gli imprenditori che dovevano effettuare i trasporti e le società che dovevano gestire il servizio.
Voglio riferire un'altra dichiarazione, quella del rappresentante legale della società Quarto Multiservizi: «noi siamo fortemente critici sulla gestione del commissario della regione Campania per quanto concerne l'emergenza rifiuti, nonostante siamo di emanazione pubblica da tutti i punti di vista» perché la Quarto Multiservizi è una società pubblico-privata alla quale partecipa anche Italia Lavoro, società del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Inoltre, dice il titolare rivolto al commissario, «ad una mia richiesta di utilizzare gli stessi metodi utilizzati
Ecco perché sono preoccupato ed ho ritenuto opportuno rappresentare, insieme ai colleghi, la situazione della regione Campania sotto il profilo ambientale.
Ma veniamo alla nomina del prefetto Catenacci, uomo dello Stato, degno servitore dello Stato da sempre. Tuttavia, io mi domando, signor ministro, per quale motivo il Governo di cui lei fa parte - e che io sostengo - abbia accettato le dimissioni del presidente della regione Campania dalla carica di commissario straordinario per l'emergenza rifiuti, mentre non ha provveduto a revocargli i due incarichi complementari per le bonifiche e per la tutela delle acque. Pur apprezzando il coraggio e l'abnegazione di sua eccellenza il prefetto Catenacci, a mio avviso non è giusto inviare in un territorio un prefetto spogliandolo di alcuni poteri! Allo stesso modo, non è giusto che il Governo, a seguito delle dimissioni del presidente della regione Campania da commissario per l'emergenza rifiuti, non abbia ritenuto di revocargli le due deleghe complementari!
Per quanto riguarda il problema della termovalorizzazione, vorrei richiamare l'attenzione del ministro, perché la questione sia chiarita una volta per tutte: non è vero che vi sono dei partiti contrari alla termovalorizzazione. Saremmo dei pazzi ad affermare questo! E sarebbe gravissimo, una volta che la regione Campania ha realizzato gli impianti di CDR, non portare avanti i termovalorizzatori! Le domando: per quale ragione, nella regione Campania, questi termovalorizzatori non vengono costruiti? Lo voglio sapere! Anzi, io l'ho capito e glielo dico: i termovalorizzatori non vengono realizzati, in primo luogo, perché non c'è stata una adeguata campagna di informazione. I cittadini sono terrorizzati, non sanno di che cosa si tratta!
In secondo luogo, il presidente commissario per l'emergenza rifiuti si mette a delocalizzare gli impianti, toglie un termovalorizzatore precedentemente previsto a Salerno e lo porta a Caserta, in un territorio già definito ad alto rischio ambientale da una legge dello Stato - la n. 426 del 1998 -, un territorio già appesantito da un degrado ambientale fortissimo, dove sono stati concentrati i rifiuti di tutta la regione Campania. Mentre stiamo parlando, proprio a Santa Maria La Fossa, è in corso un sit-in di tutti gli agricoltori, che sono stufi delle azioni commesse dal commissario straordinario, che ha dirottato su questa zona tutti i rifiuti della regione Campania! Non solo, ma si tratta di una zona dove esiste una zootecnia che è una meraviglia, una zootecnia che, con la produzione della mozzarella di bufala campana, esportata in tutto il mondo, rappresenta il PIL di tutta la regione Campania! Che vogliamo fare, vogliamo distruggere l'economia di un'intera regione? Senza parlare poi dell'aeroporto internazionale, che con la legge regionale è stato localizzato a fianco del luogo dove dovrebbe nascere questo termovalorizzatore.
Ebbene, noi che abbiamo presentato questa interpellanza, ci permettiamo di consigliare al Governo di valutare l'opportunità di procedere in questa direzione. Ho capito il problema della compatibilità ambientale, della valutazione di impatto ambientale, mi è stato anche illustrato dal direttore generale del Ministero dell'ambiente, l'ingegner Agricola. Però il Governo non può rimanere sordo, far finta di non vedere in che modo viene esercitata la delega e poi dire che i partiti non vogliono i termovalorizzatori! Li vogliamo, ma vogliamo che siano sentite le comunità! Per quale motivo il presidente commissario della regione Campania deve agire a colpi di ordinanza? Per quale ragione, per i problemi che riguardano i cittadini della regione Campania, non si deve istituire un tavolo con tutti i presidenti delle province ai quali il decreto legislativo n. 22 del 1997 affida compiti di gestione? Il presidente commissario della regione Campania non ha nemmeno istituito gli ATO! Nessuno può interloquire!
È chiaro che poi alla fine, furbescamente - perché, sotto questo punto di vista, è un artista -, si è dimesso, perché deve affrontare la campagna elettorale.
Che facciamo, allora? Facciamo fare la campagna elettorale solo al presidente della regione Campania? E chi si assume le responsabilità del fallimento? Il Presidente del Consiglio Berlusconi? Assolutamente no! Questo noi non lo consentiremo! Le responsabilità sono precise e chiediamo al Governo di esercitare con forza il ruolo che gli compete!
Non parlo, poi, delle società miste! Ultimamente, è uscito sui giornali un articolo nel quale si legge che addirittura il vicepresidente della giunta regionale, appartenente alla Margherita, è insorto nei confronti dell'attuale presidente della regione Campania per quanto riguarda l'attività delle numerosissime società miste costituite (una addirittura sulla meteorologia, ed un'altra sui centri storici)!
Siamo all'assurdo, e su questa vicenda di Santa Maria La Fossa la prego, signor ministro, di avviare una riflessione, perché, se vogliamo affrontare questa delicatissima materia, dobbiamo farlo con la consapevolezza che stiamo parlando della salute dei cittadini e di questioni serie, rispetto alle quali non può esserci chi esercita la delega per fare campagna elettorale e chi, invece, è costretto a subire, perché è al governo del paese, per cui, come si dice: «piove, governo ladro!». No, io non lo accetto! Sostengo il Governo, mi rendo conto delle difficoltà esistenti ed intendo esprimere la mia opinione, perché è giusto che i cittadini siano tutelati e garantiti.
Permettetemi di spendere qualche parola sulla questione degli incarichi commissariali per le bonifiche e per la tutela delle acque. Non devo sforzarmi di dimostrarlo, ma mi domando come sia possibile consentire che un canale, quello dei Regi Lagni, sversi i liquami direttamente in mare. Se è così, come possiamo permetterci, poi, di incentivare uno sviluppo turistico di tutto il litorale domizio-flegreo? Ma è possibile permettere che in futuro vi sia una gestione così dissennata?
Allora, chiedo solamente due cose al Governo. In primo luogo, il commissario-presidente della regione Campania si è dimesso ed ha rimesso la delega per la gestione dei rifiuti: io chiedo che lasci anche gli incarichi commissariali per le bonifiche e per la tutela delle acque. In secondo luogo, per quanto concerne il problema del termovalorizzatore di Santa Maria La Fossa, chiedo che il Governo avvii una riflessione per evitare un disastro ambientale, perché vorrei evidenziare che sono già all'opera i professionisti, incaricati dai sindaci di aprire una vertenza nei confronti del Governo nazionale e della regione per i disastri ambientali provocati a seguito della gestione del commissario straordinario.
Pertanto, dobbiamo evitare che siano i presidenti delle province a sedersi intorno ad un tavolo per assumersi le loro responsabilità. Ben venga la decisione del Presidente del Consiglio Berlusconi, ed io apprendo con favore, questa mattina, la sua decisione di uscire fuori dall'emergenza, perché in numerosi territori la gestione dell'emergenza non è condotta bene; soprattutto in Campania deve finire subito lo stato di emergenza, perché lo sostiene la giurisprudenza. Infatti, desidero ribadire che la Corte dei conti ha più volte affermato che è tutto illegittimo, perché tale situazione non può durare più di dieci anni, altrimenti dobbiamo approvare un'altra legge, posto che la legge n. 225 del 1992 non è adeguata! Pertanto, è necessario chiudere la fase di emergenza!
Per quanto riguarda il termovalorizzatore di Santa Maria La Fossa, il Governo e lei, signor ministro, dovete ascoltare i cittadini ed il sindaco. Ho esposto la reale situazione del territorio, e non possiamo fare finta, attraverso la formula della «compatibilità ambientale», che sia possibile realizzare tale impianto (che deve essere costruito, così come devono essere realizzati i termovalorizzatori) in una zona dove vi è un rischio di crisi ambientale, dichiarato da una legge, dove è localizzato un aeroporto internazionale e dove è presente un forte degrado ambientale, dovuto alla precisa azione del commissario
Queste sono le richieste che io pongo sul tappeto. La ringrazio nuovamente, signor ministro, per la linearità del suo comportamento e per il coraggio che ha dimostrato venendo qui a rappresentare la situazione, riservandomi di inviarle copia di tutta la documentazione.
Un'ultima cosa vorrei porre in risalto. Anche la magistratura campana, ai cui interventi nella vicenda abbiamo dedicato qualche accenno nell'interpellanza, ha stigmatizzato il comportamento dei commissari. Quindi, questa non è la solita polemica del centrodestra che si scaglia contro il commissario di centrosinistra. Anche la magistratura è intervenuta con molteplici atti di sequestro: un avviso di garanzia è stato inviato ad uno dei subcommissari ed al responsabile della società Fibe, che gestisce il servizio, perché accusati, signor ministro, di aver modificato il ciclo dei rifiuti di cui al decreto legislativo n. 22 del 1997. Questo è grave ed il Governo deve intervenire (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale)!


