Allegato A
Seduta n. 433 del 4/3/2004


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INTERPELLANZE URGENTI

(Sezione 1 - Gestione dell'emergenza rifiuti in Campania)

A)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, per sapere - premesso che:
come è stato evidenziato in precedenti e numerosi atti ispettivi dell'interrogante (n. 4-00854 dell'8 novembre 2001, n. 4-03999 del 30 settembre 2002, n. 4-06159 del 29 aprile 2003, n. 4-06659 del 18 giugno 2003, n. 4-06757 del 26 giugno 2003 e n. 4-07390 del 17 settembre 2003) - ai quali non è stata data alcuna risposta - l'assegnazione dei poteri commissariali per la gestione dell'emergenza rifiuti in Campania si è rivelata una scelta fallimentare sul piano dell'efficacia e illegittima sul piano normativo. Riguardo al secondo punto, va sottolineato, come il Consiglio di Stato abbia più volte annullato l'illegittima attribuzione dei poteri commissariali per l'emergenza rifiuti in Campania (sentenza n. 6809 del 13 dicembre 2002 - ordinanza del 2 luglio 2003); ciò nonostante il Governo ha ribadito lo stato di emergenza per la situazione dei rifiuti in Campania, riconfermando i poteri al presidente della giunta regionale;
la gestione del commissario-presidente della regione è stata caratterizzata da notevoli sprechi, come ha affermato la Corte dei conti - sezione centrale di controllo - con la deliberazione n. 31 del 2001, che evidenziava quanto segue: «ordinanze lacunose e non coerenti con il disegno della legge n. 225 del 1992 - inefficienza organizzativa della gestione - utilizzazione di personale verosimilmente eccessiva e indifferenziata, con conseguenti costi elevati e scarsa produttività complessiva - nomina di subcommissari non previsti da nessuna ordinanza - nessuna azione per i rifiuti speciali, tossici e nocivi - nessun intervento per la raccolta differenziata - nessuna messa in sicurezza di discariche esaurite»;
anche la gestione delle deleghe commissariali per la bonifica, da parte del commissario-presidente della regione ha dato adito a non poche perplessità sul piano dell'efficacia degli interventi, del corretto utilizzo delle risorse pubbliche e delle procedure di affidamento degli appalti;
risulta agli interpellanti che le risorse impiegate per l'emergenza rifiuti dal commissario-presidente della regione Campania ammontano a migliaia di miliardi di vecchie lire, gran parte delle quali utilizzate per pagare appalti affidati in deroga alle disposizioni di legge - in base ai poteri conferitegli - e per il pagamento di onerose consulenze;
va aggiunto anche che la struttura commissariale ha assunto dimensioni pletoriche rispetto alla natura di organismo transitorio ed emergenziale, con l'assegnazione di numerose persone distaccate da altre amministrazioni pubbliche e con diverse assunzioni a tempo determinato effettuate senza alcuna procedura selettiva;
nonostante le risorse assegnate e gli enormi poteri commissariali, i risultati


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conseguiti dal presidente della regione Campania sono, secondo gli interpellanti, praticamente nulli. Il territorio campano risulta ancora caratterizzato da degrado ambientale (vedi vicenda diossina) e dall'emergenza rifiuti. Anche per quanto riguarda i termovalorizzatori, che completano il ciclo dei rifiuti, siamo all'«anno zero», soprattutto perché il commissario-presidente della regione ne ha delocalizzato uno da Battipaglia (Salerno) a S. Maria La Fossa (Caserta), modificando, così, il piano dei rifiuti e accumulando ritardi. A questo proposito, si ricorda che il sindaco di S. Maria La Fossa, con istanza del 23 gennaio 2003, ha chiesto al Ministro interpellato che sia disposta un'indagine suppletiva di valutazione di impatto ambientale, al fine di verificare la sostenibilità territoriale del progetto di delocalizzazione, tenuto conto del tempo trascorso (tre anni) e del fatto che a confine con la zona in questione è stato previsto, con legge regionale, un aeroporto internazionale. Ciò è stato evidenziato dal primo firmatario del presente atto di sindacato ispettivo con l'interrogazione a risposta scritta n. 4-06159 del 29 aprile 2003, al quale non è stata data risposta. Al riguardo, va ricordato che i collaboratori del commissario-presidente sono stati denunciati dall'autorità giudiziaria per alcuni presunti illeciti commessi nell'esercizio delle funzioni. In particolare, il subcommissario, professor Vanoli, e il dirigente della Fibe, ingegner Cattaneo, sono accusati di aver modificato il ciclo dei rifiuti in violazione del decreto legislativo n. 22 del 1997;
anche nel settore della depurazione delle acque il fallimento della gestione commissariale è totale, come dimostrato dallo stato in cui versa il canale dei Regi Lagni, che versa i liquami in mare senza alcun trattamento, e dalle condizioni in cui si trova il litorale domitio-flegreo;
anche la magistratura campana molto spesso è dovuta intervenire con atti di sequestro di impianti non tenuti a norma di legge, rilevando omissioni e abusi;
il 27 febbraio 2004 il presidente della regione Campania si è dimesso dalla carica di commissario straordinario per l'emergenza rifiuti e, in sua sostituzione, è stato nominato il prefetto Catenacci;
le dimissioni del presidente Bassolino, motivate dall'interessato con riferimento alle imminenti elezioni europee, sono, ad avviso degli interpellanti, una chiara fuga dalle responsabilità di una gestione disastrosa e fallimentare. Sembra che tali dimissioni non abbiano riguardato le cariche di commissario per le bonifiche e tutela delle acque. Ciò risulta quanto mai singolare, in considerazione del carattere di complementarietà delle ultime due cariche rispetto a quella relativa ai rifiuti e in ragione del fallimento del commissario in merito alle iniziative per la bonifica del territorio e la depurazione delle acque -:
per quale motivo il Governo abbia prorogato lo stato di emergenza per la gestione dei rifiuti in Campania anche in presenza di diverse pronunce del Consiglio di Stato che ne dichiaravano la illegittimità;
per quali motivi il Governo, a seguito delle dimissioni del presidente Bassolino da commissario per l'emergenza rifiuti, presentate il 27 febbraio 2004, non abbia provveduto a riattribuire le funzioni in materia agli enti competenti, ai sensi del decreto legislativo n. 22 del 1997;
per quali motivi il Governo, nell'accettare le dimissioni del presidente Bassolino da commissario per l'emergenza rifiuti, non abbia provveduto a revocargli i due complementari incarichi commissariali per le bonifiche e per la tutela delle acque;
per quali motivi il Ministro interpellato non disponga una nuova indagine suppletiva di valutazione di impatto ambientale sul termovalorizzatore delocalizzato, così come richiedono invano il sindaco e consiglio comunale di S. Maria La Fossa;


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quali siano i dati veri relativi alle risorse trasferite dal Governo al commissariato per i rifiuti, le bonifiche e la tutela delle acque da gennaio 1999 ad oggi e quali siano le modalità di utilizzo delle stesse, con particolare riferimento agli appalti affidati (anche relativamente alle procedure eseguite), alle consulenze attribuite e al personale impiegato.
(2-01099) «Coronella, Cosentino, Landolfi, Santulli, Maione, Airaghi, Gioacchino Alfano, Arrighi, Bellotti, Carrara, Caruso, Cirielli, Di Virgilio, Fasano, Fontana, Ghiglia, Lamorte, Landi di Chiavenna, Leccisi, Lo Presti, Maggi, Malgieri, Massidda, Menia, Milanese, Nespoli, Patarino, Antonio Pepe, Perrotta, Pezzella, Raisi, Riccio, Ronchi, Antonio Russo, Saia, Spina Diana, Stagno d'Alcontres».
(2 marzo 2004)