Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 431 del 2/3/2004
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(Attuazione di un programma di sviluppo industriale da parte della società Investiacatania - n. 3-02903)

PRESIDENTE. Il sottosegretario per il lavoro e le politiche sociali, onorevole Viespoli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione Burtone n. 3-02903 (vedi l'allegato A - Interrogazioni sezione 6).

PASQUALE VIESPOLI, Sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali. Signor Presidente, il programma presentato dalla società Investiacatania nell'ambito delle attività finanziate ai sensi dell'articolo 1-ter della legge n. 236 del 1993 (Fondo per lo sviluppo), è stato approvato con decreto ministeriale del 24 dicembre 1997, con una previsione di erogazione del contributo pari a euro 7 miliardi 11 milioni 935,32 mila, ed in data 30 luglio 2001 è stata sottoscritta la relativa convenzione attuativa.
Come ricordato nell'atto ispettivo, il comitato per il coordinamento delle iniziative per l'occupazione, che riferisce al Presidente del Consiglio ed al ministro del lavoro e delle politiche sociali con cadenza almeno semestrale, ha la vigilanza sull'attuazione del programma attraverso il monitoraggio di indicatori occupazionali e finanziari previsti nella convenzione. Ha inoltre, ai sensi dell'articolo 5, comma 3, del DPCM n. 773 del 1994, il potere di proporre al ministro del lavoro, accertato il mancato rispetto degli impegni assunti in convenzione, la revoca del finanziamento.
Nel caso della società Investiacatania, il comitato in argomento, nel valutare i dati delle rilevazioni del 1o settembre, ha avviato la procedura di revoca del finanziamento prevista per le società che, decorsi due o più anni dalla convenzione stessa, non hanno effettuato sul territorio spese significative per l'avvio concreto delle iniziative previste. Nel caso della società in questione, sono emersi ritardi nell'avvio del programma tali da compromettere l'attualità e la realizzazione delle iniziative stesse.
Successivamente - e rispondo dunque alla specifica domanda dell'onorevole Burtone -, il comitato ha preso atto della relazione della società Investiacatania, concernente sia le motivazioni che hanno determinato il ritardo nella spesa sia le iniziative intraprese nella seconda metà del 2003 per l'attuazione del programma, ed ha stabilito la sospensione della procedura di revoca.

PRESIDENTE. L'onorevole Burtone ha facoltà di replicare.

GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Signor Presidente, sono soddisfatto della risposta del sottosegretario Viespoli, perché egli ha chiaramente detto che non ci sarà una revoca del finanziamento (la procedura di revoca è stata sospesa in quanto la società ha avviato un'iniziativa per evitare di perdere queste risorse). Mi permetto di dire, senza con ciò voler enfatizzare il nostro ruolo, che si tratta di una nostra iniziativa, che credo sia stata utile per evitare che Catania perdesse questo finanziamento.
L'interrogazione in esame si inquadra nella linea politica di opposizione costruttiva di coloro i quali non privilegiano il «tanto peggio, tanto meglio».
Siamo stati i primi a lanciare un allarme per evitare che si potesse procedere alla revoca di tale finanziamento, che è importante per la realizzazione di infrastrutture nell'area di sviluppo industriale di Catania per quanto riguarda il settore innovativo dell'high-tech. Ebbene, siamo convinti che Catania non debba perdere questo finanziamento anche per le prospettive che ne deriverebbero.
Non vi è dubbio che, dopo le nostre sollecitazioni e dopo l'invio della lettera da parte del Ministero, la società Investiacatania ha cercato di giustificare i propri ritardi, ha promosso alcune riunioni con diversi soggetti interlocutori e, soprattutto, ha affermato che avvierà le procedure di esproprio, così come previsto dalla legge. Noi, però, riteniamo che i percorsi che la società vuole intraprendere porteranno ad una ulteriore azione improduttiva e ad


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ulteriori ritardi e, per questo motivo, siamo fortemente preoccupati.
Peraltro, questa gestione della società Investiacatania non si sta certamente caratterizzando per capacità manageriali e non sta lavorando con impegno. Credo sia anche giusto rilevare come siano ben lontani i tempi in cui questa società svolgeva, invece, un'attività abbastanza virtuosa con una spesa tempestiva ed economicamente significativa.
Vi è stata una fase in cui Investiacatania ha destinato agli imprenditori fondi dell'Unione europea e fondi statali per 27 milioni di euro, che hanno determinato 49 milioni di euro di investimenti in strutture turistiche e di recettività alberghiera.
Sono state finanziate, con oltre 6 milioni e mezzo di euro, infrastrutture realizzate dal comune per oltre 12 milioni di euro. Sono state guadagnate risorse aggiuntive per oltre 13 milioni di euro che hanno consentito la realizzazione di strutture alberghiere per il turismo nella zona della Playa. Sono stati finanziati progetti di formazione per 2 milioni e 500 mila euro e, quindi, servizi reali alle piccole e medie imprese per oltre 600 mila euro.
Altrettante risorse sono state destinate alla creazione di fondi di garanzia per le piccole e medie imprese. Un milione e 300 mila euro sono stati stanziati per agevolazioni finanziarie al terzo settore e 700 mila euro sono stati destinati alla promozione del turismo.
Quindi, in soldoni, sono arrivati alla città di Catania oltre 59 milioni di euro (quasi 115 miliardi di lire) per realizzare sviluppo turistico, crescita infrastrutturale ed attività di impresa.
Non di secondaria importanza è anche la realizzazione dello sportello unico che questa società ha avviato; Catania, in tal senso, è stata la prima città italiana ad avere questa opportunità. Vorrei precisare che tutto questo è avvenuto entro il 31 dicembre 1999, quando governava il centrosinistra e sindaco della città era l'onorevole Enzo Bianco.
Oggi la società è diventata soltanto un luogo nel quale «barattare» sottogoverno, all'interno di una coalizione di centrodestra che, a Catania, litiga su tutto. Eppure, Catania avrebbe bisogno di una forte spinta, anche da parte di questa società, per tentare di avviare una ripresa economica; lì, vi sono infatti tante difficoltà che lei ben dovrebbe conoscere e tante sono le aziende in crisi nelle quali si rischia fortemente una perdita di posti di lavoro.
Siamo convinti che questa nostra iniziativa debba essere inquadrata in questo stato di disagio e ci auguriamo che il Governo possa invertire la rotta seguita durante l'approvazione della legge finanziaria per il 2004 (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.
Sospendo la seduta, che riprenderà alle 15.

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