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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione delle mozioni Pacini ed altri n. 1-00308, Violante ed altri n. 1-00313 e Castagnetti ed altri n. 1-00314 sulle iniziative per contrastare l'antisemitismo (vedi l'allegato A - Mozioni sezione 1).
Ricordo che nella seduta di lunedì 2 febbraio si è conclusa la discussione sulle linee generali.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento, senatore Ventucci, che esprimerà altresì il parere sulle mozioni all'ordine del giorno.
COSIMO VENTUCCI, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, vorrei fare una piccola premessa prima di esprimere il parere sulle mozioni. Il Governo condivide pienamente le preoccupazioni espresse negli atti parlamentari, ampiamente illustrati dai proponenti, circa la recrudescenza di atti e fenomeni di razzismo, xenofobia ed antisemitismo in varie parti del mondo. È fuor di dubbio, come già dichiarato al Senato dal ministro Frattini, che l'Italia riconosce le ragioni storiche che legano Israele all'Europa e apprezza quanto gli ebrei hanno offerto allo sviluppo della cultura e del sistema dei valori occidentali, facendo propri i timori manifestati dallo Stato di Israele e dalla comunità ebraica internazionale di fronte ad una rinnovata diffusione dell'antisemitismo.
Per questa ragione, nel corso del semestre di presidenza dell'Unione europea appena concluso, il Governo ha seguito con attenzione lo sviluppo di tali atti di razzismo e xenofobia, rinnovando in varie sedi il coinvolgimento nella lotta all'antisemitismo; ricordo che nell'ultimo Consiglio europeo del 12 dicembre scorso, la presidenza italiana ha ottenuto un risultato importante che assume un valore concreto, anche attraverso l'esortazione dei 25 e di tutti gli Stati della regione mediorientale, ad attuare immediatamente politiche che favoriscano il dialogo e i negoziati e a combattere attivamente ogni incitazione all'odio razziale o religioso. Tale esortazione è accompagnata dal chiaro avvertimento che le relazioni dell'Unione europea con chi agisce in senso contrario subiranno sensibilmente le ripercussioni di tale comportamento.
Il forte impegno dell'Italia nella lotta all'antisemitismo è stato riconosciuto a livello internazionale anche attraverso l'attribuzione al nostro paese della presidenza per l'anno 2004 della task force internazionale sull'Olocausto. In questo quadro verranno intraprese nel 2004 importanti iniziative culturali. In particolare, la linea direttrice che l'Italia si propone di perseguire durante la propria presidenza è rivolta soprattutto a privilegiare l'aspetto della diffusione della conoscenza e dei temi connessi con l'Olocausto e perciò a dare impulso al gruppo di lavoro «Education» che, per la verità, è quello che sinora si è dimostrato il più impegnato ad attivo.
Per ciò che attiene alle iniziative nel comparto della pubblica istruzione, si rammenta che la scuola italiana di ogni ordine e grado ha realizzato nella propria autonomia iniziative specifiche finalizzate a mantenere alto il ricordo della Shoah e a riflettere sugli errori che hanno segnato parte della storia europea del secolo appena concluso, con una larghissima partecipazione delle scuole e degli studenti che rispondono, come segnalato dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con elaborati originali e di notevole valore storico e documentale.
Si precisa, inoltre, che di recente il ministro dell'interno, su indicazione del Presidente del Consiglio, ha avviato la costituzione del comitato interministeriale contro la discriminazione e l'antisemitismo, che avrà il compito di contrastare, con mezzi appropriati, di carattere educativo e sanzionatorio, ogni forma di intolleranza, razzismo e xenofobia.
Tale organismo si muove nel medesimo spirito di intenti della dichiarazione predisposta dal nostro ministro dell'interno, approvata dai Capi di Stato dell'Unione europea, nella quale si indica il dialogo religioso come fattore di coesione sociale in Europa e strumento di pace nell'area mediterranea.
Per quanto concerne il problema del risarcimento alle vittime di saccheggi, confische o furti, si fa presente che il quadro conoscitivo in ordine al fenomeno delle spoliazioni (quindi, alle dimensioni delle esigenze risarcitorie) è ancora da approfondire, anche in ragione della difficoltà di fare riferimento a norme specifiche in materia restitutoria.
Perseguendo sulla scia delle raccomandazioni formulate dalla commissione Anselmi, il Governo continuerà con impegno ad approfondire il tema in argomento, e a ricercare soluzioni che individuino azioni utili alla definizione di una vicenda così complessa e delicata, quale quella riguardante il triste capitolo delle vittime della spoliazione dei propri beni per persecuzioni razziali.
A tale scopo, vorrei segnalare che presso la Presidenza del Consiglio è già al lavoro una commissione che sta valutando anche i comportamenti dei nostri partner europei in questa materia, e risulta che la Francia è il paese che sta già attivando direttive per risolvere tale annoso problema.
Per quanto attiene alle mozioni presentate, il Governo esprime parere favorevole sia sulla parte motiva, sia sul dispositivo della mozione Pacini ed altri n. 1-00308.
Per quanto concerne la mozione Violante ed altri n. 1-00313, in ordine alla parte motiva il Governo non può accettare il paragrafo relativo alla stigmatizzazione del ministro Castelli: mi sembra che ciò faccia parte della dialettica politica, ed ovviamente il Governo non può essere d'accordo. Per quanto riguarda il dispositivo, invece, il Governo lo accetta a condizione che i paragrafi 3 e 5 vengano riformulati. Il paragrafo 3, infatti, dovrebbe essere così riformulato: «ad operare, in sede europea, per varare una disciplina di condanna e contrasto dei delitti razzisti e xenofobi», mentre dall'ultimo paragrafo andrebbero eliminate le parole «finalmente» e «tempestiva». Se venisse riformulato in tal senso, il Governo accetterebbe il dispositivo della mozione Violante ed altri.
Lo stesso discorso vale per la mozione Castagnetti ed altri n. 1-00314. Il Governo, ovviamente, non accetta il paragrafo della parte motiva che stigmatizza l'operato del Governo a Bruxelles, mentre è disposto ad accettarne il dispositivo, a condizione che venga riformulato il penultimo capoverso, sopprimendo la frase «che rafforzi le sanzioni penali».
Vorrei solo precisare brevemente che, per quanto riguarda la normativa-quadro europea, cui fanno riferimento i dispositivi delle due mozioni citate - il cui testo è stato più volte emendato nel corso del lungo esercizio negoziale che ha visto posizioni variegate tra i Quindici e che, nella più recente stesura, è stato oggetto di specifiche perplessità da parte delle diverse delegazioni -, l'Italia ha sostenuto, sin dal primo momento, una posizione che tenesse conto da una parte dell'esigenza di armonizzare le condotte oggetto della proposta di decisione quadro, dall'altra di tutelare la libertà di manifestazione del pensiero nelle sue varie forme. Tengo a precisarlo per evidenziare il giusto comportamento dell'Italia nell'affrontare tale questione.
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