Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 406 del 14/1/2004
Back Index Forward

Pag. 77


...
(Iniziative del Governo concernenti la riforma delle funzioni di controllo sui mercati finanziari - n. 3-02934)

PRESIDENTE. L'onorevole Rizzo ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02934 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 6).

MARCO RIZZO. Signor Presidente, onorevole ministro, il gravissimo dissesto finanziario che negli ultimi tempi ha coinvolto due grandi gruppi industriali italiani, la Cirio e la Parmalat, pregiudicando la buona fede di 150 mila risparmiatori, ha riproposto la necessità di una verifica puntuale e rigorosa di tutti i punti deboli del sistema finanziario, nonché di approfondire le modalità e l'efficacia del sistema dei controlli, per ristabilire anche la fiducia e la credibilità tra i risparmiatori.
A tal fine, il Parlamento ha ritenuto opportuno avviare un'indagine conoscitiva. Vorremmo sapere se dietro gli attacchi, che giudico strumentali, da parte di alcuni membri del Governo all'attuale Governatore della Banca d'Italia non si celi il progetto politico di sottomettere l'organismo istituzionale al controllo diretto da parte del Governo e se non si ritenga, al contrario, di attribuire alle autorità preposte maggiori controlli, preservando la loro indipendenza quali istituzioni di garanzia per la tutela dell'ordinamento costituzionale.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, la mia risposta sarà molto interlocutoria, perché domani, in sede di Commissioni riunite di Camera e Senato, si terrà un incontro appositamente convocato per approfondire i rapporti tra il sistema delle imprese, i mercati finanziari e la tutela del risparmio. A questo incontro sarà presente il ministro dell'economia e delle finanze e vi sarà la possibilità di approfondire, in maniera adeguata, i problemi relativi al controllo dei mercati finanziari, alla luce della questione, emersa con grande violenza in queste settimane, riguardante il caso Parmalat.
Il Governo si è mosso in queste giornate con preoccupazione, di fronte ad un sistema di controlli che investe situazioni particolarmente delicate - dai controlli interni a quelli delle società di consulenza e di certificazione, ai controlli che riguardano la Consob, al ruolo della Banca d'Italia -, per elaborare una riforma (in raccordo con il Parlamento e con le competenti Commissioni parlamentari, che stanno verificando lo stato complessivo dei controlli del nostro paese, e le relative carenze, che in qualche modo sono emerse, vista la vastità della crisi della Parmalat) che renda più efficace il sistema e che sia la più condivisa possibile, a livello non solo di Governo, ma anche parlamentare.
Credo che l'incontro con il ministro dell'economia e delle finanze di domani sia l'occasione più propizia per approfondire questi temi e per consentire a tutti i parlamentari di entrare nel merito di questioni così delicate e complesse.

PRESIDENTE. L'onorevole Rizzo ha facoltà di replicare.


Pag. 78

MARCO RIZZO. Signor Presidente, credo che la vicenda in esame, che è complessa ma anche molto amara per tanti risparmiatori e per la stessa credibilità del sistema Italia, sia da valutare in questi termini.
Il Governo ha criticato la Banca d'Italia non tanto per quello che ha fatto il Governatore, che sicuramente è il capitano della nave e quindi deve essere responsabile per quello che è successo: io credo che di controlli in questi 15 anni non ne siano stati fatti. Noi Comunisti italiani abbiamo criticato spesso il Governatore della Banca d'Italia Fazio, perché spesso si è occupato di pensioni, spesso ha dato voti e pagelle ai Governi di centrosinistra e di centrodestra, mentre probabilmente avrebbe dovuto stare più attento a quello che accadeva dentro la Banca d'Italia. Ma, un conto è la critica alla gestione della Banca d'Italia, altro conto è approfittare di questa vicenda, che è anche politica, per sottrarre alla Banca d'Italia i suoi poteri.
Quindi, per intendersi, vorrei fare una battuta rispetto ai risparmiatori (anche se di battute ne hanno già avute e, purtroppo, sonore!). Passare da Fazio a Tremonti, cioè passare dal controllo della Banca d'Italia con un Governatore disattento, se così si può definire, a un controllo della Banca d'Italia direttamente del Governo credo che sia, per i risparmiatori, un po' come passare dalla padella alla brace. È per questo che noi Comunisti italiani presenteremo una proposta di legge per chiedere, ad esempio, che vi siano maggiori controlli da parte della Banca d'Italia, salvando l'istituzione, e che vi sia la possibilità di un mandato a termine per il Governatore della stessa (noi proporremo nove anni). Infatti, è un po' strano che nella Repubblica italiana vi sia un Governatore che è quasi un re e che non può essere assolutamente avocato.
Vorrei ricordare che questo è il settantaduesimo question time (il deputato Rizzo espone un foglio recante il numero 72) e che il Presidente del Consiglio, pur essendo tenuto in base al regolamento a partecipare a queste sedute, non è mai venuto in quest'aula dall'inizio della legislatura (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Comunisti italiani e dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Riferirò questo primato!

Back Index Forward