Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 391 del 19/11/2003
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(Esame degli ordini del giorno - A.C. 4447)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (vedi l'allegato A - A.C. 4447 sezione 4).
Avverto che la Presidenza non ritiene ammissibile, a norma dell'articolo 89 del regolamento, l'ordine del giorno Benvenuto n. 9/4447/94, che concerne l'iter di un provvedimento all'esame del Senato.
Qual è il parere del Governo?

MARIA TERESA ARMOSINO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, il Governo accetta l'ordine del giorno Gamba n. 9/4447/1, mentre accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Ascierto n. 9/4447/2, nonché gli identici ordini del giorno Giuseppe Drago n. 9/4447/3, Galeazzi n. 9/4447/52, Verro n. 9/4447/158 e Fioroni n. 9/4447/159.
Per quanto riguarda l'ordine del giorno Castagnetti n. 9/4447/4, il Governo lo accetta a condizione che sia accolta la seguente


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riformulazione: nel dispositivo, sostituire le parole «a garantire che» con le parole «ad attivarsi affinché».
Il Governo non accetta l'ordine del giorno Bimbi n. 9/4447/5, mentre accetta l'ordine del giorno Bressa n. 9/4447/6. Inoltre, il Governo accoglie come raccomandazione gli ordini del giorno Carra n. 9/4447/7 e Banti n. 9/4447/8, non accetta l'ordine del giorno Bindi n. 9/4447/9, accetta l'ordine del giorno Squeglia n. 9/4447/10, non accetta l'ordine del giorno Merlo n. 9/4447/11, accoglie come raccomandazione gli ordini del giorno Pasetto n. 9/4447/12 e Delbono n. 9/4447/13.
Per quanto riguarda l'ordine del giorno Duilio n. 9/4447/14, il Governo lo accoglie come raccomandazione, a condizione che sia accolta la seguente riformulazione: nel dispositivo, inserire le parole «valutare la possibilità di» tra le parole «a» e «prevedere».
Il Governo accoglie come raccomandazione gli ordini del giorno Volpini n. 9/4447/15 e Burtone n. 9/4447/16, accetta l'ordine del giorno Ciani n. 9/4447/17, non accetta l'ordine del giorno Colasio n. 9/4447/18, mentre accetta l'ordine del giorno Santino Adamo Loddo n. 9/4447/19, a condizione che sia accolta la seguente riformulazione: eliminare dal dispositivo le parole «mediante autorizzazione» fino alla fine del dispositivo.
Il Governo, inoltre, accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Giovanni Bianchi n. 9/4447/20, mentre accetta l'ordine del giorno Fanfani n. 9/4447/21, a condizione che sia accolta la seguente riformulazione: eliminare dal dispositivo le parole da «modificare» fino alle parole «acquistati per».
Il Governo accetta gli ordini del giorno Giachetti n. 9/4447/22 e Iannuzzi n. 9/4447/23, mentre accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Lettieri n. 9/4447/24.
Il Governo non accetta l'ordine del giorno Meduri n. 9/4447/25 e accetta l'ordine del giorno Milana n. 9/4447/26 con la seguente riformulazione: nel dispositivo sostituire le parole: «a trasformare» con le seguenti parole: «a valutare la possibilità di trasformare». Accetta anche l'ordine del giorno Molinari n. 9/4447/27 con la seguente riformulazione: nel dispositivo sostituire le parole: «a stabilire» con le seguenti: «a valutare la possibilità, coerentemente con gli obiettivi di finanza pubblica, di stabilire».
Il Governo non accetta l'ordine del giorno Morgando n. 9/4447/28, accetta l'ordine del giorno Pinza n. 9/4447/29 con la seguente riformulazione: nel dispositivo sostituire le parole: «a finanziare» con le seguenti: «a valutare la possibilità di finanziare», non accetta l'ordine del giorno Realacci n. 9/4447/30, accetta l'ordine del giorno Reduzzi n. 9/4447/31 con la seguente riformulazione: nel dispositivo sostituire le parole: «a reperire» con le seguenti: «a valutare la possibilità di reperire» e non accetta l'ordine del giorno Rocchi n. 9/4447/32.
Il Governo accetta altresì l'ordine del giorno Rusconi n. 9/4447/33 con la seguente riformulazione: nel dispositivo sostituire le parole: «nell'ambito della manovra di finanza pubblica» con le seguenti: «compatibilmente con le esigenze di finanza pubblica», accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Ruta n. 9/4447/34, non accetta l'ordine del giorno Santagata n. 9/4447/35, accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Vernetti n. 9/4447/36, non accetta gli ordini del giorno Sereni n. 9/4447/37 e Tolotti n. 9/4447/38 e accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Stramaccioni n. 9/4447/39.
Il Governo accetta l'ordine del giorno Petrella n. 9/4447/40 con la seguente riformulazione: nel dispositivo dopo le parole: «a estendere» inserire le seguenti: «compatibilmente con la normativa comunitaria», nonché l'ordine del giorno Sandi n. 9/4447/41 con la seguente riformulazione: nel dispositivo, sostituire le parole: «a istituire» con le seguenti: «a valutare la possibilità di istituire»; non accetta l'ordine del giorno Nannicini n. 9/4447/42 e accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Bettini n. 9/4447/43.


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PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE MARIO CLEMENTE MASTELLA (ore 18,37)

MARIA TERESA ARMOSINO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Martella n. 9/4447/44, non accetta l'ordine del giorno Maran n. 9/4447/45, accetta l'ordine del giorno Luongo n. 9/4447/46 con la seguente riformulazione: nel dispositivo sostituire le parole: «ad istituire» con le seguenti: «a valutare l'opportunità di istituire» e accoglie come raccomandazione gli ordini del giorno Lucà n. 9/4447/47, Kessler n. 9/4447/48 e Grillini n. 9/4447/49.
Il Governo non accetta l'ordine del giorno Giulietti n. 9/4447/50, accetta l'ordine del giorno Giacco n. 9/4447/51 con la seguente riformulazione: nel dispositivo sostituire le parole: «a predisporre» con le seguenti: «a valutare la possibilità di predisporre», non accetta l'ordine del giorno Trupia n. 9/4447/53 e accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Nigra n. 9/4447/54 con la seguente riformulazione: nel dispositivo sostituire le parole: «ad individuare» con le seguenti: «a valutare la possibilità di applicare».
Il Governo accetta altresì l'ordine del giorno Guerzoni n. 9/4447/55 con la seguente riformulazione: sostituire il dispositivo con il seguente: «ad attivarsi per ridurre il disagio conseguente», accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Buffo n. 9/4447/56, inoltre il accetta l'ordine del giorno Gasperoni n. 9/4447/57 con la seguente riformulazione: nel dispositivo sostituire le parole: «a provvedere alla proroga dei» con le seguenti: «ad attivarsi per prorogare i» nonché l'ordine del giorno Carli n. 9/4447/58 con la seguente riformulazione: nel dispositivo sostituire le parole: «ad aumentare» con le seguenti: «a valutare la possibilità di aumentare».
Il Governo non accetta l'ordine del giorno Alberta De Simone n. 9/4447/59, accetta l'ordine del giorno Magnolfi n. 9/4447/60 con la seguente riformulazione: nel dispositivo sostituire le parole: «a istituire» con le seguenti: «a valutare la possibilità di istituire», accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Cialente n. 9/4447/61 con la seguente riformulazione: nel dispositivo dopo le parole: «ad attivarsi» inserire le seguenti: «compatibilmente con le esigenze di finanza pubblica» e l'ordine del giorno Motta n. 9/4447/62 con la seguente riformulazione: nel dispositivo sostituire le parole: «a prevedere» con le seguenti: «a valutare la possibilità di prevedere», mentre non accetta l'ordine del giorno Diana n. 9/4447/63.
Il Governo accetta altresì l'ordine del giorno Sciacca n. 9/4447/64 con la seguente riformulazione: nel dispositivo sostituire le parole: «a prevedere» con le seguenti: «a valutare la possibilità di prevedere», accoglie come raccomandazione gli ordini del giorno Spini n. 9/4447/65 e Sasso n. 9/4447/66 e accetta l'ordine del giorno Rossiello n. 9/4447/67.
Il Governo accoglie come raccomandazione gli ordini del giorno Rognoni n. 9/4447/68, Ottone n. 9/4447/69, Melandri n. 9/4447/70 e Lucidi n. 9/4447/71. Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Lolli n. 9/4447/72 con la sostituzione nel dispositivo delle parole «ad emanare» con le parole «a valutare la possibilità di emanare».
Il Governo non accetta gli ordini del giorno Leoni n. 9/4447/73 e Tocci n. 9/4447/74; accetta l'ordine del giorno Grandi n. 9/4447/75; accoglie come raccomandazione gli ordini del giorno Cennamo n. 9/4447/76 e Crucianelli n. 9/4447/77; non accetta l'ordine del giorno Abbondanzieri n. 9/4447/78; accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Capitelli n. 9/4447/79.
Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Burlando n. 9/4447/80 con la sostituzione nel dispositivo delle parole «ad adottare» con le parole «a valutare la possibilità di adottare» e delle parole «ad assumere» con le parole «a valutare la possibilità di assumere».


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Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Bova n. 9/4447/81 con la sostituzione nel dispositivo delle parole «ad intervenire» con le parole «a valutare la possibilità di intervenire».
Il Governo non accetta l'ordine del giorno Crisci n. 9/4447/82.
Il Governo accetta l'ordine del giorno Bonito n. 9/4447/83 con la sostituzione nel dispositivo delle parole «ad adottare i provvedimenti più idonei» con le parole «a valutare la possibilità di adottare i provvedimenti più idonei coerentemente con le finalità di finanza pubblica».
Il Governo accetta l'ordine del giorno Bolognesi n. 9/4447/84 con la sostituzione nel dispositivo delle parole «ad estendere» con le parole «a valutare la possibilità di estendere coerentemente con le finalità di finanza pubblica».
Il Governo accetta l'ordine del giorno Bielli n. 9/4447/85 con la sostituzione nel dispositivo delle parole «a sviluppare» con le parole «a valutare la possibilità di sviluppare compatibilmente con le finalità di finanza pubblica».
Il Governo non accetta l'ordine del giorno Calzolaio n. 9/4447/86.
Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Amici n. 9/4447/87 con la sostituzione nel dispositivo delle parole «a favorire» con le parole «a valutare la possibilità di favorire».
Il Governo accetta l'ordine del giorno Ruzzante n. 9/4447/88 con la sostituzione delle parole «per definire» con le parole «affinché esse definiscano, in accordo tra loro».
Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Cordoni n. 9/4447/89 con la soppressione nel dispositivo della parola «ulteriori».
Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Adduce n. 9/4447/90 con la sostituzione nel dispositivo delle parole «a far salvi» con le parole «a valutare la possibilità di far salvi».
Il Governo accoglie come raccomandazione gli ordini del giorno Albonetti n. 9/4447/91, Bandoli n. 9/4447/92 e Battaglia n. 9/4447/93. Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Buglio n. 9/4447/95 con la riformulazione nel senso di valutare la possibilità di definire coerentemente con le finalità di finanza pubblica.
Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Cazzaro n. 9/4447/96 con la sostituzione nel dispositivo delle parole «a predisporre» con le parole «a valutare la possibilità di predisporre». Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Chianale n. 9/4447/97 con la sostituzione delle parole «ad attivarsi» con le parole «ad attivarsi compatibilmente con le finalità di finanza pubblica».
Il Governo accetta l'ordine del giorno Dameri n. 9/4447/98 con la sostituzione delle parole «a concentrare le risorse del Fondo» con le parole «a destinare una quota delle risorse del Fondo».
Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno De Luca n. 9/4447/99 con la soppressione nel dispositivo delle parole «nuove e durature».

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE PIER FERDINANDO CASINI (ore 18,43)

MARIA TERESA ARMOSINO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Duca n. 9/4447/100 con la seguente riformulazione: «compatibilmente con le finalità di finanza pubblica a valutare la possibilità di».
Il Governo non accetta l'ordine del giorno Gambini n. 9/4447/101; accoglie come raccomandazione gli ordini del giorno Lumia n. 9/4447/102 e Coluccini n. 9/4447/103.
Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Raffaella Mariani n. 9/4447/104 con la soppressione delle parole da «dando altresì conto» alla fine.
Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Marone n. 9/4447/105.
Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Mazzarello n. 9/4447/106 con la sostituzione nel dispositivo delle parole «a ripristinare il completo


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sostegno» con le parole «a valutare la possibilità di ripristinare il sostegno»; la sostituzione delle parole «a definire» con le parole «a valutare la possibilità di definire»; la sostituzione delle parole «a rifinanziare» con le parole «a valutare la possibilità di rifinanziarie»; la soppressione delle parole da «con la quale è stata avviata» a «il contributo previsto dalla legge»; la soppressione nell'ultimo capoverso della parola «congruo».
Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Minniti n. 9/4447/107 e non accetta l'ordine del giorno Nieddu n. 9/4447/108.
Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Piglionica n. 9/4447/109, purché riformulato nel seguente modo: nel dispositivo, sostituire le parole «a predisporre» con le parole «a valutare la possibilità di predisporre». Il Governo non accetta gli ordini del giorno Pisa n. 9/4447/110, Preda n. 9/4447/111 e Quartiani n. 9/4447/112. Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Raffaldini n. 9/4447/113 purché riformulato nel seguente modo: dopo le parole «impegna il Governo» aggiungere le parole: coerentemente con le esigenze di finanza pubblica, attraverso la riduzione. Il Governo non accetta gli ordini del giorno Rugghia n. 9/4447/114 e Sandri n. 9/4447/115 per le premesse.
Per quanto riguarda l'ordine del giorno Susini n. 9/4447/116, il Governo lo accoglie come raccomandazione, purché riformulato nel seguente modo: nel primo capoverso del dispositivo, sostituire le parole «a predisporre» con le parole «a valutare la possibilità di predisporre» ed eliminare le parole «e a realizzare la completa autonomia delle Autorità portuali»; nel secondo capoverso del dispositivo, sostituire le parole «a definire» con le parole «a valutare la possibilità di definire».
Il Governo accetta l'ordine del giorno Vianello n. 9/4447/117, purché riformulato nel seguente modo: nel dispositivo sostituire le parole «le risorse» con le parole «una quota delle risorse». Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Vigni n. 9/4447/118, purché riformulato nel seguente modo: nel dispositivo, sostituire le parole «ad adottare» con le parole «a valutare la possibilità di adottare».
Per quanto riguarda l'ordine del giorno Zanotti n. 9/4447/119, il Governo lo accetta, purché riformulato nel seguente modo: nel dispositivo, sostituire le parole «a formulare» con le parole «a valutare con attenzione e coerentemente con gli obiettivi di finanza pubblica». Il Governo accetta l'ordine del giorno Zunino n. 9/4447/120, purché riformulato nel seguente modo: nel dispositivo, sostituire le parole «a garantire» con le parole «a valutare la possibilità di realizzare».
Per riguarda l'ordine del giorno Burani Procaccini n. 9/4447/121, il Governo lo accetta, purché riformulato nel seguente modo: nel dispositivo, eliminare le parole da «se del caso» fino alle parole «allo scopo previste». Il Governo non accetta l'ordine del giorno Rizzo n. 9/4447/122. Per quanto riguarda l'ordine del giorno Sgobio n. 9/4447/123, il Governo lo accoglie come raccomandazione, purché il dispositivo venga riformulato nel seguente modo: «a valutare la situazione previdenziale complessiva» e l'interruzione alle parole «integrazione speciale».
Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Diliberto n. 9/4447/124. Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Armando Cossutta n. 9/4447/125, con la seguente riformulazione: nel dispositivo, sostituire le parole «ad istituire» con le parole «a valutare la possibilità di istituire».
Per quanto riguarda l'ordine del giorno Vertone n. 9/4447/126, il Governo lo accoglie come raccomandazione purché riformulato. Il Governo accetta l'ordine del giorno Pistone n. 9/4447/127, purché riformulato nel seguente modo: nel dispositivo, sostituire le parole «a considerare» con le parole «a valorizzare secondo gli strumenti previsti dalla normativa vigente».
Il Governo non accetta l'ordine del giorno Nesi n. 9/4447/128. Il Governo accetta


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l'ordine del giorno Maura Cossutta n. 9/4447/129, purché riformulato nel seguente modo: nel dispositivo, sostituire le parole «a definire» con le parole «a valutare la possibilità di definire».
Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Bellillo n. 9/4447/130, purché riformulato nel seguente modo: nel dispositivo sostituire le parole «a prevedere» con le parole «a valutare la possibilità di introdurre senza oneri per il bilancio dello Stato».
Il Governo accetta l'ordine del giorno Sergio Rossi n. 9/4447/131, purché riformulato nel seguente modo: nel dispositivo, sostituire la parola «limitino» con la parola «favoriscano».
Per quanto riguarda l'ordine del giorno Olivieri n. 9/4407/132, il Governo lo accetta purché riformulato nel seguente modo: nel dispositivo, sostituire le parole «ad assumere» con le parole «a valutare la possibilità, coerentemente con gli obiettivi di finanza pubblica, di assumere».
Il Governo accetta l'ordine del giorno Coronella n. 9/4447/133, purché riformulato nel senso di aggiungere dopo le parole «tutti quelli che non» le parole «si siano posti a loro diretto e funzionale servizio», e di sopprimere la restante parte. Il Governo non accetta l'ordine del giorno Bellini n. 9/4447/134.
Per quanto riguarda l'ordine del giorno Leo n. 9/4447/135, il Governo formula un invito al ritiro, in quanto si tratta di questioni applicative, in parte da risolvere in via interpretativa.
Il Governo non accetta l'ordine del giorno Mazzocchi n. 9/4447/136.
Per quanto riguarda l'ordine del giorno Boato n. 9/4447/137, il Governo lo accetta, purché riformulato nel seguente modo: «impegna il Governo ad adottare le adeguate iniziative normative al fine di escludere il trattamento dei dati sensibili degli assistiti».
Il Governo non accetta l'ordine del giorno Lion n. 9/4447/138.
Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Cima n. 9/4447/139 con una riformulazione nel senso di «valutare la possibilità di destinare risorse».
Il Governo non accetta gli ordini del giorno Pecoraro Scanio n. 9/4447/140 e Cento n. 9/4447/141.
Sull'ordine del giorno Zanella n. 9/4447/142 il Governo lo accetta con la riformulazione nel senso che nel dispositivo si indica «a dare una maggiore attenzione nei confronti dei lavoratori a rischio».
Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Mancini n. 9/4447/143, mentre non accetta gli ordini del giorno Bersani n. 9/4447/144 e Folena n. 9/4447/145.
Il Governo accetta l'ordine del giorno Carbonella n. 9/4447/146 con una riformulazione nel senso di «a valutare la possibilità di estendere i benefici di».
Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Di Gioia n. 9/4447/147, tranne il punto 3) del dispositivo ed accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Lusetti n. 9/4447/147-bis allo stesso modo dell'ordine del giorno Mazzocchi n. 9/4447/136.
Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Rava n. 9/4447/148 con la riformulazione nel senso di...

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Armosino, solo per la precisione. Lei ha detto che il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno dell'onorevole Lusetti n. 9/4447/147-bis allo stesso modo dell'ordine del giorno Mazzocchi n. 9/4447/136. Tuttavia, il Governo non aveva accolto quest'ultimo ordine del giorno.
In ogni caso, alla fine dell'esame degli altri ordini del giorno chiariremo questo punto che è rimasto in sospeso.

MARIA TERESA ARMOSINO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Togliamo il mio riferimento e lasciamo una raccomandazione.

PRESIDENTE. Anche per l'ordine del giorno Mazzocchi n. 9/4447/136?


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MARIA TERESA ARMOSINO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Sull'ordine del giorno Mazzocchi n. 9/4447/136 tornerò fra un attimo.
Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Rava n. 9/4447/148 con la riformulazione nel senso di «valutare la possibilità» ed accetta l'ordine del giorno Gioacchino Alfano n. 9/4447/149 con la riformulazione nel senso di prevedere «in modo da considerare il caso dei soggetti».
Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Bogi n. 9/4447/150 con la riformulazione nel senso di «valutare la possibilità».
Il Governo non accetta l'ordine del giorno Pinotti n. 9/4447/151.
Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Labate n. 9/4447/152 con la seguente riformulazione nel dispositivo «a mettere a punto un sistema di controllo conforme a quanto disposto dalla normativa sulla protezione dei dati personali attraverso soluzioni che escludano il trattamento dei dati sensibili degli assistiti».
Il Governo accoglie come raccomandazione gli ordini del giorno Ruggieri n. 9/4447/153 e Giorgio Conte n. 9/4447/154.
Il Governo accetta l'ordine del giorno Arnoldi n. 9/4447/155 sostituendo le parole da «ad estendere» fino a «dalla norma» con le parole «a valutare la possibilità di estendere in via interpretativa le facoltà concesse dalla norma senza oneri per la finanza pubblica».
Il Governo non accetta gli ordini del giorno Bulgarelli n. 9/4447/156 e Innocenti n. 9/4447/157.
Tornando all'ordine del giorno Mazzocchi n. 9/4447/136, il Governo lo accoglie come raccomandazione.
Infine, il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Lo Presti n. 9/4447/160 con la riformulazione del dispositivo nel senso di «valutare la possibilità».
Il Governo non accetta l'ordine del giorno Ruggieri n. 9/4447/161, invita a ritirare l'ordine del giorno La Malfa n. 9/4447/162 ed accetta l'ordine del giorno Stradella n. 9/4447/163.

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole sottosegretario, per la precisione con cui segue sempre tali questioni. Vorrei riassumere la situazione, ricordando il parere del Governo, nel caso qualcuno intendesse intervenire, e partire dal primo ordine del giorno presentato.
L'ordine del giorno Gamba n. 9/4447/1 è stato accettato dal Governo. Credo che i presentatori degli ordini del giorno che sono stati accettati dal Governo non insistano per la votazione, pertanto, possiamo procedere oltre. Chiederò, invece, ai presentatori degli ordini del giorno che sono stati accettati dal Governo a condizione di una riformulazione del loro testo se intenderanno insistere per la votazione.
Chiedo ai presentatori, se insistano per la votazione dell'ordine del giorno Ascierto n. 9/4447/2, accolto come raccomandazione.

PIETRO CANNELLA. No, signor Presidente, non insisto per la votazione.

PRESIDENTE. Chiedo ai presentatori se insistano per la votazione dell'ordine del giorno Giuseppe Drago n. 9/4447/3, accolto come raccomandazione.

GIUSEPPE DRAGO. No, signor Presidente, non insisto per la votazione.

PRESIDENTE. Gli ordini del giorno Galeazzi n. 9/4447/52, Verro n. 9/4447/158 e Fioroni n. 9/4447/159, sono di analogo contenuto.
Prendo atto che i presentatori degli ordini del giorno Galeazzi n. 9/4447/52 e Verro n. 9/4447/158 non insistono per la votazione.
Chiedo, invece, ai presentatori se insistano per la votazione dell'ordine del giorno Fioroni n. 9/4447/159, accolto come raccomandazione.

GIUSEPPE FIORONI. Signor Presidente, mi sembra un controsenso accogliere


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come raccomandazione il mio ordine del giorno n. 9/4447/159. Stiamo parlando di un prelievo del 5 per cento sulle spese sostenute dalle aziende farmaceutiche per l'attività di promozione che riguarda una previsione del decreto-legge con riferimento alla possibilità di intervenire sulle attività promozionali per la vendita dei farmaci a carico del sistema sanitario nazionale. Si tratta di attività che riguardano gli operatori, dalla farmacia al medico e a quant'altro.
Secondo tale ordine del giorno, presentato insieme ad altri colleghi, si prevede di non considerare il suddetto 5 per cento sulla pubblicità con riferimento ai prodotti che nulla hanno a che vedere con il sistema sanitario nazionale; l'unico modo che i cittadini hanno per conoscerne l'esistenza, non avendo bisogno della ricettazione né del medico, è la pubblicità.
In questo modo, non si incide sulla spesa del sistema sanitario nazionale. Se ciò non viene chiarito attraverso l'accettazione chiara dell'ordine del giorno rischiamo che il cittadino, che voglia comprare un prodotto di automeditazione, non lo possa fare perché gli è stata ridotta la possibilità di venirne a conoscenza tramite una normale pubblicità che, peraltro, è autorizzata specificatamente dal Ministero della sanità con apposita commissione.
Inviterei, pertanto, il Governo ad accettare tale ordine del giorno per evitare ogni forma di confusione, dal momento che non si può pensare di impedire, con il decreto-legge, ai cittadini di sapere quando e come accedere ad un prodotto di automedicazione che pagano con le proprie tasche tramite una pubblicità autorizzata e direttamente realizzata dal Ministero della salute.
Credo che accoglierlo come raccomandazione sia veramente limitativo. Pertanto, occorre fare chiarezza perché il Governo sicuramente non intendeva inserire tali previsioni dal momento che ciò riguarda i cittadini.

MARIA TERESA ARMOSINO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARIA TERESA ARMOSINO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, accolgo l'invito che mi è stato formulato; gli ordini del giorno sono di tutte le forze politiche e, pertanto, vengono accettati dal Governo.

PRESIDENTE. Sta bene. Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Fioroni n. 9/4447/159.
Chiedo adesso ai presentatori se insistano per la votazione dell'ordine del giorno Castagnetti n. 9/4447/4, accolto come raccomandazione.

PIERLUIGI CASTAGNETTI. Signor Presidente, inviterei il Governo ad accettare l'ordine del giorno in esame e non ad accoglierlo come raccomandazione. Si tratta di una sollecitazione; in questi giorni siamo tutti colti dall'emozione per le vittime di Nassiriya.
Con il suddetto ordine del giorno si invita il Governo a stanziare risorse, ad adottare provvedimenti a favore delle famiglie e delle vittime di Nassiriya.
Sono davvero sorpreso che il Governo si limiti ad accoglierlo come raccomandazione. Se è così, insisto per la votazione.

MARIA TERESA ARMOSINO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARIA TERESA ARMOSINO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono certa di aver espresso, ma comunque intendo esprimere parere favorevole, e quindi in termini di accoglimento, sull'ordine del giorno al nostro esame. Ho solo ricordato che occorre riformulare, inserendo, in luogo di «a garantire che», l'espressione «ad attivarsi, affinché».

MAURA COSSUTTA. Dici poco! Vergogna!


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PRESIDENTE. Onorevole Cossutta, lei non è firmataria. L'onorevole Armosino probabilmente ha dei difetti, ma sicuramente segue con grande scrupolo l'esame di questa fase. È anche giusto, a mio avviso, che non si accettino in modo superficiale gli ordini del giorno per dare «soddisfazione», salvo poi non attuarli. Preferisco che Governo sia puntiglioso.
Chiedo all'onorevole Castagnetti se accolga la riformulazione proposta dal Governo.

PIERLUIGI CASTAGNETTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, trattandosi di una materia così delicata, che ha registrato la solidarietà di tutte le forze politiche, insisto nel chiedere che il Governo assuma un impegno preciso, non espresso dalle parole «ad attivarsi affinché».
Siamo tutti coinvolti in questa vicenda e tutti ci siamo già impegnati di fronte alle famiglie delle vittime per compiere uno sforzo eccezionale. Chiedo allora al Governo di accettare il testo originario; in caso contrario insisto per chiedere che esso sia sottoposto a votazione.

MARIA TERESA ARMOSINO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARIA TERESA ARMOSINO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, onorevoli colleghi, accetto l'ordine del giorno nella formulazione originaria.

PRESIDENTE. Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione.
Chiedo all'onorevole Bimbi se insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/5.

FRANCA BIMBI. Sì, signor Presidente, insisto per la votazione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

FRANCA BIMBI. Signor Presidente, avevo chiesto di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Onorevole Bimbi, lei ha chiesto di parlare successivamente; mi ha fatto segno di votare (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale) Onorevoli colleghi, è inutile eccitarsi! Abbiamo centocinquanta ordini del giorno da votare: vi prego di usare intelligenza. Prego, onorevole Bimbi.

FRANCA BIMBI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei scusarmi per il fraintendimento. L'ordine del giorno in questione, pur avendo noi come gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo e dell'opposizione espresso una posizione contraria ad utilizzare la decretazione d'urgenza per la proposta dell'Istituto italiano di tecnologia, è frutto del fatto che ci interessa registrare almeno la volontà del Governo di sviluppare i finanziamenti per la ricerca, in particolare per la ricerca applicata di trasferimento alle imprese, specificamente per l'alta formazione.
Quindi, pur considerando che la proposta che troviamo nel decreto-legge non ha permesso la discussione nella comunità scientifica né nel Parlamento, riteniamo tuttavia che alcuni aspetti della proposta stessa vadano valorizzati.
Quindi esprimiamo una posizione favorevole sullo sviluppo di un fondo specifico, nonchè sulla possibilità di anticipi da parte della Cassa depositi e prestiti. Credo che il Governo dovrebbe considerare, proprio perché ha adottato la riforma degli enti di ricerca, che l'Italia ha una buona rete di istituti pubblici e privati di ricerca, che sono competitivi a livello scientifico nel contesto internazionale, mentre è vero che l'alta formazione non è competitiva rispetto a quelle che sono le necessità dell'innovazione tecnologica, rispetto alla quale ci siamo anche impegnati ad investire di più e soprattutto a lavorare per la convergenza dei sistemi europei.
Ora, come ci ricorda anche un inserto sul quotidiano La Stampa di oggi, che presenta il seicentesimo anniversario della


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nascita della università di Torino, l'alta formazione non può nascere dal deserto.
Nasce, invece, se c'è una buona qualità di sviluppo delle università e degli istituti di ricerca e se ci sono sostegni alle imprese - anche medie e piccole, nel caso dell'Italia -, affinché sia possibile che l'alta formazione nasca all'interno delle reti tra questi soggetti e attori sociali.
Quindi, il senso del nostro ordine del giorno va nel sostegno ad una prospettiva del Governo non solo di maggiori investimenti nel campo della ricerca, ma anche di un miglior coordinamento dall'alta formazione che, come vediamo, esiste a Pisa, Padova, Pavia, esiste in quasi tutti gli atenei italiani che hanno una certa tradizione e che hanno prodotto molti Nobel. Non si può aggiungere uno strumento in più senza pensare al complesso dello sviluppo del sistema.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Avverto che è stata chiesta la votazione nominale mediante procedimento elettronico.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Bimbi n. 9/4447/5, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 490
Votanti 489
Astenuti 1
Maggioranza 245
Hanno votato
213
Hanno votato
no 276).

Onorevole Bressa, lei non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/6, accettato dal Governo?

GIANCLAUDIO BRESSA. No, signor Presidente, non insisto. Prima di tutto vorrei ringraziare il Governo per l'accoglimento di questo ordine del giorno. Tuttavia è importante chiarire di che cosa stiamo ragionando.
L'articolo 5 del disegno di legge in esame contiene una norma sulla trasformazione della Cassa depositi e prestiti in società per azioni. Se non ci fosse stato questo chiarimento, dalla lettura integrata di questo articolo 5 e dell'articolo 48 del disegno di legge appena licenziato dal Senato relativo alla legge finanziaria 2004, si sarebbe potuto dedurre che la trasformazione in società per azioni della Cassa depositi e prestiti non sia stata effettuata solo per finalità contabili, ma anche per trasformarla in istituto di credito che concorra prioritariamente al project financing per la realizzazione delle opere strategiche. L'aver chiarito, invece, che la funzione prioritaria della Cassa depositi e prestiti resta quella a sostegno degli investimenti degli enti locali e dei comuni è una cosa molto importante.
Non dobbiamo dimenticare, infatti, che questo decreto-legge taglia un miliardo e 100 milioni di risorse agli enti locali. Garantire che gli enti locali abbiano almeno una banca - tra virgolette - di riferimento, che possa consentire loro investimenti a tassi agevolati, è un'assicurazione che conforta quest'Assemblea oltre che gli enti locali stessi. Grazie ancora al Governo.

PRESIDENTE. Onorevole Carra, lei insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/7, accolto come raccomandazione dal Governo?

ENZO CARRA. Sì, signor Presidente, insistiamo per la votazione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Carra n. 9/4447/7, accolto come raccomandazione dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 501
Votanti 499
Astenuti 2
Maggioranza 250
Hanno votato
220
Hanno votato
no 279).

Onorevole Banti, lei insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/8, accolto come raccomandazione dal Governo?

EGIDIO BANTI. Sì, signor Presidente. Io mi rendo conto delle difficoltà del Governo ad accettare ordini del giorno che chiedono maggiori risorse, ma mi permetto di sottolineare l'assoluta importanza, per quanto riguarda la materia del dissesto idrogeologico, della necessità di intervenire con fondi adeguati (che poi è l'obiettivo dell'ordine del giorno).
Mi permetto di sottolineare che 20 milioni di euro per l'anno 2004 - quanti ne stanzia l'articolo 32 del decreto-legge, votato con la fiducia -, per un programma nazionale di messa in sicurezza per quanto riguarda il dissesto idrogeologico, è uno stanziamento assolutamente risibile, che quasi fa vergogna ad un legislatore, almeno dal mio punto di vista. Ripeto, mi rendo conto delle difficoltà, ma credo vi sia una sottovalutazione complessiva da parte del Governo.
E ciò lo dimostra, Presidente e signori del Governo, quanto è accaduto nella giornata di oggi. Io non potevo prevedere, al momento della presentazione di questo ordine del giorno, che proprio poche ore prima del suo esame nell'aula della Camera, a proposito delle note vicende della Basilicata e del Metaponto, venisse pubblicata una dichiarazione del CNR - quindi non dell'ultimo ricercatore sparso per l'Italia, per quanto anch'esso magari rispettabile - in cui si dice che quel sito, che secondo il parere del Governo sarebbe il più sicuro d'Italia e forse del mondo, in realtà presenta gravi tassi di rischio proprio sotto il profilo idrogeologico. Si tratta di una dichiarazione di poche ore fa dell'istituto adeguato del Consiglio nazionale delle ricerche. Di conseguenza, mi sembra che questa sia l'ulteriore conferma, rispetto ad una situazione molto grave, di quanto stiamo dicendo (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e di Rifondazione comunista).

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Banti. Lei, evidentemente, insiste per la votazione del suo ordine del giorno.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Banti n. 9/4447/8, accolto come raccomandazione dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 505
Votanti 504
Astenuti 1
Maggioranza 253
Hanno votato
225
Hanno votato
no 279).

Prendo atto che l'onorevole Bindi insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/9.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Bindi n. 9/4447/9, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 501
Maggioranza 251
Hanno votato
221
Hanno votato
no 280).

Prendo atto che i presentatori dell'ordine del giorno Squeglia n. 9/4447/10, accettato dal Governo, non insistono per la votazione.


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Chiedo ai presentatori dell'ordine del giorno Merlo n. 9/4447/11 se insistano per la votazione del loro ordine del giorno.

GIORGIO MERLO. Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Merlo n. 9/4447/11, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 504
Maggioranza 253
Hanno votato
223
Hanno votato
no 281).

Chiedo all'onorevole Pasetto se insista per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/12.

GIORGIO PASETTO. Sì e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIO PASETTO. Signor Presidente, vorrei richiamare l'attenzione del Governo su questo ordine del giorno riguardante il trasporto pubblico locale e quindi, l'insieme delle amministrazioni comunali, regionali e provinciali del nostro paese.
Si tratta di un settore rispetto al quale non vi è alcuna linea di finanziamento e il monte debiti di questo settore raggiunge i 1.200 miliardi.
Non riesco a capire per quale ragione avvenga ciò, anche rispetto al fatto che tali aziende devono onorare il contratto nazionale del lavoro e che si va verso i tagli delle risorse per gli enti locali; ciò, insieme al deficit delle aziende, porterà sostanzialmente alla paralisi delle nostre città.
Vorrei sollecitare il Governo, perché di raccomandazioni e di assunzioni di impegni è lastricato l'inferno, ad assumere un atteggiamento positivo e, quindi, a trasformare questo accoglimento come raccomandazione in piena accettazione.

PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Pasetto n. 9/4447/12, accolto come raccomandazione dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 501
Votanti 500
Astenuti 1
Maggioranza 251
Hanno votato
223
Hanno votato
no 277).

Prendo atto che l'onorevole Delbono insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/ 13.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Delbono n. 9/4447/13, accolto come raccomandazione dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 506
Votanti 505
Astenuti 1
Maggioranza 253
Hanno votato
225
Hanno votato
no 280).

Chiedo all'onorevole Duilio se insista per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/14.

LINO DUILIO. Signor Presidente, intervengo brevemente solo perché vorrei pregare il Governo di accettare questo ordine


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del giorno e di non limitarsi al semplice accoglimento come raccomandazione, peraltro, con riformulazione.
Stiamo parlando di un tema affrontato ogni anno, durante l'esame, sia del disegno di legge finanziaria sia di altri provvedimenti legislativi: mi riferisco al tema della famiglia, degli assegni familiari, delle quote di aggiunte di famiglia e così via.
In questo ordine del giorno, nel cui dispositivo - come il sottosegretario può ben vedere - si prevedono interventi di carattere finanziario (si approfondisce, quindi, la materia), si chiede solo di eliminare una serie di elementi reddituali attinenti a maggiorazioni sociali per categorie ultradisagiate e ultrabisognose. Si tratta, peraltro, di pochi soldi, ma molto importanti per persone che hanno un reddito molto basso: ultrasessantacinquenni e soggetti disagiati. Abbiamo inventato una normativa che stabilisce che queste erogazioni concorrono a formare il reddito in relazione al quale si erogano gli assegni familiari o le quote di aggiunte di famiglia.
Poiché si afferma sempre che ci sta a cuore il tema della famiglia e dei figli, credo sia assolutamente iniquo sul piano sociale e morale che, rispetto all'ammontare del reddito, che viene utilizzato come riferimento per erogare gli assegni familiari e le quote di aggiunta di famiglia, si prendano in considerazione anche queste maggiorazioni che fanno riferimento a condizioni assolutamente disagiate. Considerato che il dispositivo contempla solo una previsione di ricerca di risorse finanziarie (peraltro, stiamo parlando di un ordine del giorno; con una battuta, qualcuno dice che un ordine del giorno e una sigaretta non si negano ad alcuno), pregherei il Governo di non limitarsi ad accoglierlo come raccomandazione, ma di accettarlo (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Onorevole Duilio, se non vi sono mutamenti segnalatimi dall'onorevole Armosino prendo atto che questo suo ordine del giorno è accolto come raccomandazione.
Se insiste, apro la votazione.

LINO DUILIO. Insisto per la votazione, signor Presidente.

PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Duilio n. 9/4447/14, accolto dal Governo come raccomandazione.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 498
Maggioranza 250
Hanno votato
226
Hanno votato
no 272).

Prendo atto che i presentatori dell'ordine del giorno Volpini n. 9/4447/15, accolto come raccomandazione dal Governo, insistono per la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Volpini n. 9/4447/15, accolto come raccomandazione dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 506
Maggioranza 254
Hanno votato
224
Hanno votato
no 282).

Prendo atto che l'onorevole Burtone insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/16.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.

ETTORE ROSATO. Signor Presidente, nel dichiarare che desidero sottoscrivere l'ordine del giorno Burtone n. 9/4447/16, rilevo che il suo accoglimento come raccomandazione


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da parte del Governo non può essere soddisfacente, non può essere sufficiente.
Perciò, chiederei all'Assemblea di esprimere un voto al riguardo, tranne che il Governo si convinca ad accettarlo nella sua interezza. Alla fine, si propone una una tantum che può essere utile al paese! In questo decreto-legge, vi sono molte una tantum: condono edilizio, concordato fiscale, condono tombale, trasformazione in Spa della Cassa depositi e prestiti; se introduciamo anche una una tantum utile al paese come quella diretta all'abbattimento delle barriere architettoniche, credo che facciamo una cosa giusta.
Nelle premesse dell'ordine del giorno si constata che sono stati tagliati persino gli insegnanti di sostegno. Ciò è successo per scelte che il Governo ha fatto in maniera diretta, intervenendo sui fondi per la scuola, ma anche a causa dei tagli dei trasferimenti agli enti locali: decurtare i trasferimenti agli enti locali ha comportato, evidentemente, che anche questi ultimi si sono trovati nella difficile situazione di dover fare scelte pesanti che, spesso, sono andate ad aggravare una crisi di risorse proprio nei settori più sensibili, come quello della scuola.
Quindi, invito il Governo ad accettare semplicemente l'ordine del giorno Burtone n. 9/4447/16; altrimenti, insisto per la votazione (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Sta bene.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Burtone n. 9/4447/16, accolto come raccomandazione dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 513
Maggioranza 257
Hanno votato
225
Hanno votato
no 288).

Chiedo all'onorevole Ciani se insista per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/17, accettato dal Governo.

FABIO CIANI. Signor Presidente, intanto, desidero rivolgere un apprezzamento al sottosegretario perché non è facile ottenere da questo Governo un'attenzione per il Parlamento. Nel rendere il parere sugli ordini del giorno presentati, il sottosegretario Armosino ha dimostrato che si può fare, che le cose si possono valutare oggettivamente e che si può dare al Parlamento il rispetto che esso merita. Il mio è un ringraziamento reale per il comportamento del rappresentante del Governo in questa situazione.
Colgo l'occasione per ragionare un po' su quello che questo decreto-legge comporta e, in particolare, sulla vicenda legata al condono edilizio.
Signor Presidente, nella scorsa legislatura, abbiamo faticato molto per riportare nei cittadini italiani la fiducia nelle istituzioni, cioè l'idea che il cittadino ligio, onesto e che rispetta le regole è un cittadino di serie A nel nostro paese. Con questo Governo, uno dei guai maggiori che stiamo facendo al paese - oltre a quello di smantellare gli aspetti sociali della sanità, dell'assistenza e delle pensioni, oltre a quello di ridare dell'Italia l'immagine di un paese inaffidabile a livello europeo - è quello di ridare al cittadino l'idea che i furbi abbiano ragione: l'idea che chi non paga le tasse otterrà il condono; l'idea che chi porta i soldi all'estero otterrà il condono; l'idea che chi compie abusi edilizi otterrà il condono!
Questo è il danno peggiore che stiamo facendo a questo paese, perché è difficilmente recuperabile. C'è ancora tempo: forse, un minimo di resipiscenza si può ancora avere. Se noi non facciamo cose strutturali, se noi non dimostriamo ai cittadini che essere onesti e ligi e rispettare le leggi è una cosa seria, non un fatto da imbecilli, sarà difficile riportare l'Italia al ruolo che deve avere anche a livello europeo. Grazie (Applausi dei deputati del gruppo).


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PRESIDENTE. Quindi l'onorevole Ciani non insiste per la votazione del suo ordine del giorno, accettato dal Governo.
Chiedo all'onorevole Colasio se insista per la votazione del suo ordine giorno 9/4447/18, non accettato dal Governo.

ANDREA COLASIO. Signor Presidente, prendo atto con grande amarezza della contrarietà del Governo. Mi rivolgo ancora al sottosegretario Armosino e mi rivolgo in modo particolare ai colleghi di maggioranza, che so essere particolarmente attenti alle politiche dei beni culturali nel nostro paese. Sottosegretario Armosino, lei ha dichiarato la sua contrarietà a questo ordine del giorno; ebbene, il ministro Urbani, contrariamente a lei, ha dichiarato la sua assoluta contrarietà al principio espresso dall'articolo 27 del silenzio-assenso. Ora, sottosegretario Armosino, io vorrei capire una cosa. Lei non è d'accordo con che cosa? Con il fatto che il nostro patrimonio culturale è diffuso? Con il fatto che il sistema paese ha una configurazione che è un unicum? Con il fatto che il nostro patrimonio culturale si configura con modalità che sono assunte, per quanto le concerne la logica di tutela, come esempio paradigmatico a livello internazionale? Con cosa non è d'accordo?
Mi rivolgo ai colleghi di maggioranza, credo di essere d'accordo con molti di voi quando assumete l'assoluta centralità identitaria del nostro patrimonio. Colleghi di Alleanza nazionale, con l'articolo 27 stiamo gettando via un principio fondamentale, stiamo stravolgendo qualcosa che Santi Romano e Bottai hanno codificato nelle norme fondamentali del 1939: il fatto che il nostro patrimonio culturale è sottoposto a logiche di tutela vincolistica. Ebbene, l'articolo 27 stravolge assolutamente il principio della tutela vincolistica del nostro patrimonio; e come lo fa? Lo fa con una procedura burocratico-amministrativa al contrario. Come voi sapete meglio di me, il regime vincolistico, la dichiarazione vincolistica - lo dice la dottrina, lo dice la Corte costituzionale - non consegue da una procedura discrezionale su piano amministrativo, ma da caratteristiche intrinseche del bene. Se un sito archeologico è un sito archeologico non è il vincolo che lo definisce; se un bene architettonico identitario storico è significativo in termini culturali, non è il vincolo burocratico che definisce il suo status giuridico, sono le caratteristiche intrinseche. Allora io chiedo come sia possibile che noi non possiamo mettere un freno al rischio che va ad impattare in modo particolare l'Italia minore, il patrimonio culturale minore, che rappresenta la nostra stessa storia, è trama identitaria. Capite che stiamo rischiando con una procedura che è sì burocratica; qualora in una sovrintendenza, per deficit operativo, la sovraintendenza di settore o quella regionale non sono nelle condizioni di esperire una pratica i centoventi giorni, noi, di fatto, derubrichiamo quel bene e lo sdemanializziamo. State dicendo questo; è di una gravità assoluta. È di una gravità assoluta che nega la storia culturale e giuridica del nostro paese, tutta la logica di tutela (Commenti di deputati di Forza Italia e di Alleanza nazionale). Ma cosa ooooh (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, Misto-Comunisti italiani e Misto-Verdi-l'Ulivo), ma cosa oooooh....

PRESIDENTE. Onorevole Colasio, lei vada tranquillo e parli finché vuole.

ANDREA COLASIO. Mi rivolgo ai colleghi della maggioranza che so essere sensibili su queste tematiche. Noi chiediamo una cosa semplicissima: che almeno in una fase transitoria vi sia un regime cautelativo; per cui la validazione delle liste dei beni suscettibili di dismissione sia validata dal Ministero dei beni culturali. Credo di interpretare qualcosa, sottosegretario Armosino, che va nel senso delle dichiarazioni del ministro Urbani (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo e Misto-Verdi-l'Ulivo), che va nel senso dell'attenzione culturale che conosco essere propria di molti colleghi della maggioranza (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo, dei


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Democratici di sinistra-l'Ulivo, Misto-Comunisti italiani, Misto-Socialisti democratici italiani, Misto-Verdi-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Colasio n. 9/4447/18, non accettato dal Governo. Ognuno voti per sé.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 495
Votanti 490
Astenuti 5
Maggioranza 246
Hanno votato
232
Hanno votato
no 258).

Prendo atto che l'onorevole Santino Loddo non insiste per la votazione del suo ordine giorno n. 9/4447/19, accettato dal Governo con una riformulazione, che l'onorevole Giovanni Bianchi non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/20, accolto come raccomandazione dal Governo, che l'onorevole Fanfani non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/21, accettato dal Governo con una riformulazione che l'onorevole Giachetti non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/22, accettato dal Governo.
Chiedo all'onorevole Iannuzzi se insista per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/23.

TINO IANNUZZI. Signor Presidente, voglio esprimere innanzitutto apprezzamento al sottosegretario Armosino per il giudizio positivo espresso sul mio ordine del giorno con il quale abbiamo sollevato una questione di estrema rilevanza e delicatezza, vale a dire quella di confermare e di mantenere per tutto il 2004 quella parte delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie che si sono sostanziate, dal 1998 in poi, con la previsione di un'IVA agevolata, dal 20 al 10 per cento, sugli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria per le prestazioni d'opera e la fornitura di materiali. É questo un aspetto di grande rilevanza perché le agevolazioni fiscali, introdotte dal Governo Prodi nel 1998, fino al settembre 2003 hanno sortito ben 1.679.367 utilizzazioni ed hanno concorso in misura rilevante ed evidente al rilancio del mercato edilizio e dei settori produttivi e lavorativi collegati, all'incremento dei livelli occupazionali, e ad hanno fornito un contributo di primo piano al processo di riqualificazione, di ammodernamento e di consolidamento del nostro patrimonio edilizio urbano molto spesso in condizioni di degrado e di scarsissima e inadeguata manutenzione, ed abbiamo realizzato, sempre attraverso questo strumento che ha funzionato così bene e che sostanzialmente si è autofinanziato e che, quindi, è da considerarsi a costo zero, anche il recupero di aree significative di lavoro in nero e di economia sommersa o irregolare.
Ecco perché noi insistiamo, anche alla luce della discussione già svoltasi al Senato, e che dovrà proseguire con ulteriori miglioramenti alla Camera dei deputati, che ha portato il tetto delle detrazioni per le ristrutturazioni edilizie ai fini dell'IRPEF dal 36 al 41 per cento, sulla necessità che il Governo svolga, in sede comunitaria, un'azione decisa, forte, stringente, tenace e senza sosta e senza esitazioni, per ottenere la rapida approvazione della proposta di modifica della direttiva 77/388/CE con la quale la Commissione europea sostanzialmente verrebbe a determinare e a rendere strutturale l'applicazione dell'IVA agevolata per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Si tratta di una posizione che dobbiamo sostenere con il massimo dell'energia e della convinzione perché questo è uno strumento attraverso il quale abbiamo avuto una pluralità di risposte e di effetti, sul sistema economico del paese, tutti positivi e convergenti. La ragione è, quindi, evidente; dobbiamo, pertanto, procedere su questa strada, ed é, conseguentemente, necessario addivenire all'approvazione rapida di questa proposta di modifica della direttiva 77/388/CE affinché


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questa agevolazione, unita al ripristino del tetto delle detrazioni ai fini IRPEF dal 36 al 41 per cento, possa produrre tutti i suoi effetti nel nostro sistema economico.
L'atteggiamento del Governo, voglio qui dirlo, nel corso di questi primi due anni e mezzo, nei confronti di questo istituto è stato sicuramente oscillante, pericoloso e contraddittorio, con una progressiva riduzione dell'area di operatività di queste agevolazioni con proroghe che sono state, di volta in volta, strappate con sofferenza per un breve periodo e che hanno determinato subito un primo risultato evidente nel 2003. Infatti, noi registriamo, tra gennaio e settembre 2003, che il tasso di utilizzazione di queste agevolazioni è calato del 12,3 per cento, e ciò é avvenuto non perché vi sia stata una diminuzione della richiesta di interventi con agevolazioni fiscali in questo settore - quello delle costruzioni - ma perché si è creata una situazione di perniciosa e negativa incertezza a seguito di proroghe troppo ristrette nel tempo che hanno determinato una condizione di aleatorietà. Ricordiamo, ad esempio, che la proroga, da settembre a dicembre 2003, delle detrazioni, ai fini IRPEF, del 36 per cento, fu strappata grazie ad un emendamento presentato dai gruppi della Margherita e dei Democratici di sinistra nel corso dell'esame del disegno di legge di conversione del cosiddetto decreto-legge «mille proroghe». Quest'atteggiamento insieme alla riduzione del tetto massimo delle spese ammissibili, in vigore nella precedente legislatura, da 150 milioni a 96 milioni e con incremento del numero di anni, da cinque a dieci, nei quali va defalcata la detrazione, hanno prodotto una restrizione e una diminuzione nelle utilizzazioni nel corso del 2003.
Non è senza significato il fatto che nel mese di settembre 2003, invece, abbiamo registrato, rispetto al mese di agosto dello stesso anno, un forte incremento (pari al 92,6 per cento) dell'utilizzazione di tali agevolazioni, perché avendo avuto l'indicazione certa che sarebbe stato prorogato questo strumento, il mercato si è ripreso.
Signor Presidente, nell'esprimere il mio ringraziamento al Governo, non insisto per la votazione del mio ordine del giorno n. 9/4447/23.

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Iannuzzi.
Onorevole Lettieri, insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/24, accolto come raccomandazione?

MARIO LETTIERI. Sì, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARIO LETTIERI. Signor Presidente, il mio ordine del giorno propone l'esclusione dal reddito di impresa del 50 per cento del maggiore costo del lavoro derivante dall'eventuale assunzione di ricercatori: si tratta di un atto concreto per bloccare la cosiddetta fuga dei cervelli. La ricerca, come è stato più volte ribadito, è necessaria come l'aria per le nostre imprese e per la nostra economia, in un contesto di concorrenza tanto globale quanto selvaggia.
Ma questo importantissimo problema diventa certamente secondario rispetto al taglio antidemocratico che ha caratterizzato l'iter di questo decreto-legge con la richiesta della fiducia. Come ha già evidenziato il collega Loiero, si è trattato innanzitutto di un atto di sfiducia verso i colleghi della maggioranza, e si è trattato di un atto di depotenziamento del ruolo e delle funzioni di questa Camera, cui purtroppo ci sta abituando il Governo Berlusconi.
Ma, cari colleghi, quanto sta avvenendo in questo momento è sintomatico di quanto potrebbe accadere domani: basti pensare - mi sia consentito, e nessuno mi tacci di campanilismo, per favore: lo voglio dire ai colleghi del nord - a quanto sta avvenendo con la scelta del Governo per quanto riguarda il sito unico nazionale per le scorie radioattive, individuato nel comune di Scanzano Ionico, in provincia di


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Matera, in Basilicata (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo)!
No: qui non siamo alla ricerca di applausi, lo diciamo con molta nettezza, perché il Blitz fatto manu militari dal Governo Berlusconi è intollerabile nel merito e nel metodo (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e Misto-Verdi-l'Ulivo)! È intollerabile nel metodo, perché mette a rischio la convivenza democratica e pacifica: si tratta di un fatto sul quale occorre riflettere!
Guardate, oggi abbiamo registrato la solidarietà dell'europarlamentare Borghezio, della Lega nord Padania (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale): noi vorremmo che la solidarietà verso le pacifiche popolazioni lucane fosse dell'intera Camera dei deputati, che innanzitutto costringa il ministro Matteoli, moderno Attila nei confronti della ricchezza di quell'area della Basilicata, a rivedere la propria decisione, e che sia di monito...

PRESIDENTE. Onorevole Lettieri...

MARIO LETTIERI. ...e che sia di monito anche al Presidente del Consiglio, Berlusconi, perché egli, con questa...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lettieri.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Lettieri n. 9/4447/24, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 477
Votanti 474
Astenuti 3
Maggioranza 238
Hanno votato
212
Hanno votato
no 262).

Passiamo all'ordine del giorno Meduri n. 9/4447/25.
Prendo atto che il presentatore insiste per la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Meduri n. 9/4447/25, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 487
Maggioranza 244
Hanno votato
210
Hanno votato
no 277).

Prendo atto che l'onorevole Milana non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/26, accolto come raccomandazione.
Prendo atto che l'onorevole Molinari non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/27, nel testo riformulato, accettato dal Governo.
Passiamo all'ordine del giorno Morgando n. 9/4447/28, non accettato dal Governo.
Prendo atto che il presentatore insiste per la votazione del suo ordine del giorno.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Morgando n. 9/4447/28, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 494
Votanti 493
Astenuti 1
Maggioranza 247
Hanno votato
215
Hanno votato
no 278).

Passiamo all'ordine del giorno Pinza n. 9/4447/29, accettato dal Governo purché riformulato.


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Chiedo al presentatore se acceda alla riformulazione proposta dal Governo.

ROBERTO PINZA. Signor Presidente, chiedo al Governo di sciogliere questa riserva finale per un motivo molto semplice, che segnalo sia a lei, sia alla Camera. Si tratta di un ordine del giorno che, non essendosi potuto discutere il provvedimento, tenta di affrontare una piccola parte del problema relativo al carovita, vale a dire dell'aumento dei prezzi e della diminuzione del potere d'acquisto delle famiglie, sul quale il Governo non ha fatto nulla. In questo maxidecreto-legge, infatti, il Governo ha inserito soltanto un intervento della Guardia di finanza, che fa saltare gli studi di settore, con il risultato che anziché avere un problema, quello dell'aumento dei prezzi, ne abbiamo due, perché se saltano anche gli studi di settore si perdono quote notevoli di gettito tributario.
Ormai abbiamo i dati, sottosegretario Armosino, lei che è così attenta, e tali dati ci dicono che negli ultimi due anni il potere d'acquisto reale delle famiglie è calato dell'11 per cento.
Tuttavia, lei ci dice una cosa altrettanto grave: ciò è avvenuto solo in Italia. Questo doveva essere il tema centrale della manovra finanziaria e doveva essere il tema che lei e tutti i suoi colleghi di Governo, il ministro Tremonti per primo, dovevate porre al centro di questa manovra.
Non vi è il tempo né l'occasione per discutere il tutto e tenteremo di farlo in occasione dell'esame della legge finanziaria. Tuttavia, con l'ordine del giorno in esame intendevamo dire questo: almeno, aumentate i fondi di rotazione per le locazioni. In altri termini, almeno cercate di venire incontro con maggiore forza e con maggiore disponibilità alla situazione delle famiglie che trovano nell'aumento dei costi di locazione un problema molto grosso che incide enormemente sui bilanci familiari.
Per questo motivo, le sono grato per la sua adesione parziale con richiesta di riformulazione, ma le sarò ancora più grato se lei assumerà, a nome del Governo, un impegno preciso su questo tema e sul tema generale, sul piano della discussione e delle misure da adottare anche in sede di legge finanziaria, per ciò che riguarda il contenimento dei costi e del modo di vivere delle famiglie (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).

MARIA TERESA ARMOSINO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARIA TERESA ARMOSINO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, vorrei solo dire al collega Pinza che non posso accettare un ordine del giorno che preveda un finanziamento per una quota pari ad almeno 200 milioni di euro per ciascun anno. Pertanto, chiedevo una riformulazione volta ad assumere l'impegno, ma senza l'indicazione dell'importo annuale.

PRESIDENTE. Prendo atto che l'onorevole Pinza insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/29.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Pinza n. 9/4447/29, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 502
Votanti 499
Astenuti 3
Maggioranza 250
Hanno votato
223
Hanno votato
no 276).

Chiedo all'onorevole Realacci se insista per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/30, non accettato dal Governo.

ERMETE REALACCI. Signor Presidente, credo non vi sia bisogno di molte


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parole per spiegare il senso di questo ordine del giorno. Tutti sappiamo - e lo sa la maggioranza dei cittadini italiani - che la sanatoria dell'abusivismo edilizio costituisce una ferita per il nostro paese, un insulto ai cittadini onesti, un incentivo all'illegalità, anche all'illegalità più pesante, quella della malavita organizzata.
Se servisse ricordarlo, bisogna rammentare che molti ministri di questo Governo, a cominciare dai ministri Matteoli, Alemanno, Lunardi, Urbani e autorevoli parlamentari, come gli onorevoli Giorgetti, Parolo e Lupi, hanno speso parole di fuoco e si erano impegnati a non far passare questo tipo di misura.
L'ordine del giorno in questione chiede almeno di limitare i danni di questa misura. Sappiamo che quest'ultima avrà effetti finanziari contraddittori. Tra qualche tempo potremo verificare le entrate, ma sicuramente saranno inferiori a quelle previste dal Governo nella legge finanziaria. Soprattutto, vi è uno studio dell'ANCI e del CRESME in cui appare chiaro che le uscite per i comuni saranno rilevantissime: la valutazione è che siano addirittura superiori ai 4 miliardi di euro per i prossimi anni.
Il senso dell'ordine del giorno è di cercare di utilizzare la manovra finanziaria almeno per evitare i guasti maggiori, il che significa reintrodurre l'impedimento di sanatoria per le aree demaniali, che avrebbe impedito molti degli abbattimenti che vi sono stati nel corso di questi anni, la limitazione della sanatoria soltanto alle abitazioni più piccole e, quindi, la reintroduzione del riferimento ai 750 metri cubi, la riduzione dell'effetto di sanatoria penale che questo provvedimento comporta.
È chiaro che, se anche il Governo è contrario a questa misura, cercheremo con la legge finanziaria di raggiungere anche il minimo degli obiettivi raggiungibile.
Vorrei anche svolgere una considerazione: ho ascoltato con attenzione l'intervento del collega Alfano (cui va la mia stima) che, nel cercare di difendere questa misura, ha ricordato come l'azione del Governo dell'Ulivo nella repressione dell'abusivismo sia stata troppo debole. Posso essere anche d'accordo, sebbene l'abusivismo fosse calato negli anni del Governo dell'Ulivo; tuttavia, questo non mi pare un buon motivo per tenere un atteggiamento da «tana libera tutti» che ferisce questo paese e lo squalifica nel mondo.
Spero che questo ordine del giorno venga approvato e, in ogni caso, proveremo con tutti i mezzi a bloccare questo scandalo (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Prendo atto che l'onorevole Realacci insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/30.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Realacci n. 9/4447/30, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 499
Votanti 495
Astenuti 4
Maggioranza 248
Hanno votato
222
Hanno votato
no 273).

Passiamo all'ordine del giorno Reduzzi n. 9/4447/31, accettato dal Governo purché riformulato.

PIERLUIGI MANTINI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIERLUIGI MANTINI. Signor Presidente, intervengo su questo ordine del giorno che in parte riguarda il condono edilizio, ma sotto un diverso profilo, ossia sotto il profilo della sostenibilità di un programma adeguato per finanziare le demolizioni degli abusi più gravi e non condonati.


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La sottosegretaria Armosino, che ringrazio, ha accolto l'ordine del giorno con una riformulazione. Non è chiaro quale sia il senso di tale riformulazione, quindi sollecito un chiarimento a tale proposito.
Vorrei far notare a lei ed a tutti i colleghi che siamo in presenza di un condono edilizio che è parte di una manovra fondata all'88 per cento su misure una tantum. Il condono edilizio è devastante - ne ha già parlato il collega Realacci - ed è anche assai aleatorio dal punto di vista dei risultati economici. Infatti, sappiamo che lo Stato non ha competenza a sanare gli effetti amministrativi: la competenza dello Stato in materia edilizia si limita ai soli principi. Voglio ricordare ai colleghi che si tratta di un condono per i soli abusi maggiori, quelli su cui vi è una competenza statale perché vi è l'estinzione dei reati penali. Dunque, ben si giustifica un impegno serio del Governo - se il Governo volesse essere credibile nelle dichiarazioni di limitare i danni del condono il più possibile - a sostenere un programma di demolizioni per gli abusi non condonabili. Non credo, per l'appunto, che il condono possa essere ritenuto un principio, ma certamente può essere il principio della fine se non si dimostra, in questa occasione, almeno di avere l'intenzione di affermare l'impegno a ripristinare la legalità nei modi possibili.
Invito, pertanto, la sottosegretaria Armosino a voler accettare l'ordine del giorno così com'è formulato o a chiarire il senso della riformulazione da lei proposta.

PRESIDENTE. Sottosegretario Armosino, potrebbe chiarire questo punto?

MARIA TERESA ARMOSINO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, la riformulazione era semplicemente volta a premettere che valutiamo la possibilità di reperimento di tali risorse.

PRESIDENTE. In tal caso prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione.
Prendo atto che i presentatori dell'ordine del giorno Rocchi n. 9/4447/32, non accettato dal Governo, insistono per la votazione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Frigato. Ne ha facoltà.

GABRIELE FRIGATO. Signor Presidente, in queste settimane le voci che si sono alzate sul tema della competitività del nostro sistema e dell'innovazione tecnologica delle nostre imprese sono state davvero tante. La preoccupazione per la fuga dei cervelli è stata oggetto di attenzione anche da parte del Presidente Ciampi. Su quelle preoccupazioni mi pare che il Governo abbia fatto qualche piccolo passo in avanti. L'ordine del giorno in esame chiede al Governo di fare qualche passo in più: aumentare le risorse da destinare alla ricerca ed all'innovazione.
Sappiamo tutti, signor Presidente, che il problema posto dai paesi emergenti con i nuovi mercati non si può risolvere con i dazi, come qualcuno vorrebbe. Si tratta di qualificare il nostro sistema e la modalità per farlo è solo quella della ricerca, dell'innovazione. Bisogna creare le forme ed i luoghi perché le intelligenze possano confrontarsi ed indicare qualche strada innovativa. Questo ordine del giorno, colleghi, si pone soltanto tale preoccupazione e chiede al Governo di aumentare le risorse e gli investimenti per la ricerca e l'innovazione (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Rocchi n. 9/4447/32, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 487
Votanti 485
Astenuti 2
Maggioranza 243
Hanno votato
216
Hanno votato
no 269).

Prendo atto che l'onorevole Rusconi accoglie la riformulazione proposta dal Governo del suo ordine del giorno n. 9/4447/33 e non insiste per la votazione.
Prendo atto che l'onorevole Ruta non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/34, accolto dal Governo come raccomandazione.
Chiedo all'onorevole Santagata se insista per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/35, non accettato dal Governo.

GIULIO SANTAGATA. Insisto per la votazione, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIULIO SANTAGATA. Vede, Presidente, al Lotto si gioca in due modi: c'è qualcuno che gioca sui sogni, mentre qualcuno gioca sui numeri ritardatari. Il Governo ha cambiato linea politica e dopo aver giocato sui sogni si è messo a giocare sui ritardi. Per fare questo continua a comperare tempo, utilizzando delle forme una tantum, che alla fine lasceranno comunque il segno.
Non capisco come il Governo possa non accettare un ordine del giorno che lo invita a valutare se il gioco vale la candela. Qui noi ci stiamo semplicemente chiedendo se vendere degli immobili per fare un leaseback, pagando poi gli affitti, sia o non sia conveniente per i conti pubblici. Se non è conveniente, francamente non capisco quale sia il grande progetto da finanziare che sta dietro a questa manovra (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Santagata n. 9/4447/35, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 500
Votanti 499
Astenuti 1
Maggioranza 250
Hanno votato
223
Hanno votato
no 276).

Prendo atto che l'onorevole Vernetti non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/36, accolto dal Governo come raccomandazione.
Prendo atto che i presentatori dell'ordine del giorno Sereni n. 9/4447/37, non accettato dal Governo, insistono per la votazione del loro ordine del giorno.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Sereni n. 9/4447/37, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 498
Maggioranza 250
Hanno votato
225
Hanno votato
no 273).

Prendo atto che l'onorevole Tolotti insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/38, non accettato dal Governo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Tolotti n. 9/4447/38, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 485
Maggioranza 243
Hanno votato
219
Hanno votato
no 266).

Prendo atto che l'onorevole Stramaccioni non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/39, accolto dal Governo come raccomandazione.
Prendo atto che l'onorevole Petrella accoglie la riformulazione proposta dal Governo del suo ordine del giorno n. 9/4447/40 e non insiste per la votazione.
Prendo atto, altresì, che i presentatori dell'ordine del giorno Sandi n. 9/4447/41 accolgono la riformulazione proposta dal Governo e non insistono per la votazione.
Prendo atto che l'onorevole Nannicini insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/42, non accettato dal Governo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/4447/42, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 503
Maggioranza 252
Hanno votato
227
Hanno votato
no 276).

Prendo atto che i presentatori dell'ordine del giorno Bettini n. 9/4447/43 non insistono per la votazione del loro ordine del giorno, accolto dal Governo come raccomandazione.
Prendo, altresì, atto che l'onorevole Martella non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/44, accolto dal Governo come raccomandazione.
Chiedo all'onorevole Maran se insista per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/45, non accettato dal Governo.

ALESSANDRO MARAN. Insisto per la votazione, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO MARAN. Signor Presidente, onorevoli colleghi, molti di voi ricorderanno l'intervista rilasciata al Corriere della Sera, con la quale nel luglio scorso il ministro Tremonti ci ha impartito una nuova lezione di protezionismo neocolbertiano. A dar retta al ministro, in pratica alla base del declino dell'industria italiana ci sarebbe naturalmente la globalizzazione ma in particolare l'ingresso della Cina nel mercato mondiale: non puoi competere - ha detto Tremonti - se tu hai la legge n. 626 e il tuo competitore inquina; se tu hai l'articolo 18 e il tuo concorrente invece non ha vincoli. In queste considerazioni naturalmente c'è anche una parte di verità. Le imprese italiane sono sottoposte maggiormente alla crescente concorrenza dei paesi emergenti, e questo non è un fatto nuovo. Il modello di specializzazione italiana è pericolosamente simile a quello di alcuni paesi emergenti e, del resto, nel passato il successo italiano nei settori tradizionali è consistito proprio nello sfuggire a questa concorrenza attraverso strategie di miglioramento qualitativo dei prodotti.
Con il presente ordine del giorno si impegna, quindi, il Governo a riconoscere un credito di imposta alle imprese piccole e medie, proprio per promuovere gli investimenti in tecnologie che siano in grado di consentire l'identificazione dei prodotti. Nella generalità dei casi un rubinetto, costruito secondi i severissimi standard europei, è di una qualità superiore rispetto a quello costruito, come ricordava il ministro, con materiale di risulta o con uranio impoverito e quindi può essere venduto ad un prezzo superiore.
Quindi non ha molto senso mettersi unicamente alla coda di quei segmenti di apparato produttivo che non riescono ad avere la meglio rispetto alle contraffazioni, alle frodi e agli abusi nel marchio, anche perché il conto torna sempre a favore di


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paesi più ricchi e sviluppati che possono subire la concorrenza dei paesi emergenti in qualche settore, ma è sempre più elevata la loro e dunque la nostra quota di esportazione verso i nuovi mercati nel presente e probabilmente anche nel futuro.
Il ministro Tremonti, in quell'intervista, ha individuato nell'apertura troppo violenta dei mercati a paesi come la Cina la causa del declino economico italiano. Ma i cinesi non devono servire a coprire le responsabilità politiche, in quanto le ragioni del declino sono piuttosto addebitabili ai mancati investimenti in infrastrutture, nella ricerca, nei sistemi informativi, nelle grandi reti di servizio, con i risultati che sono sotto i nostri occhi.
Se davvero si teme la concorrenza cinese e se si vogliono davvero prevenire i fenomeni di contraffazione, si può almeno cominciare accogliendo il presente ordine del giorno.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Maran n. 9/4447/45, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 497
Votanti 490
Astenuti 7
Maggioranza 246
Hanno votato
218
Hanno votato
no 272).

Prendo atto che l'onorevole Luongo accetta la riformulazione proposta dal Governo e non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/46 e che anche i presentatori degli ordini del giorno Lucà n. 9/4447/47, Kessler n. 9/4447/48 e Grillini n. 9/4447/49, accolti dal Governo come raccomandazione, non insistono per la votazione.
Prendo atto che l'onorevole Giulietti insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/50, non accettato dal Governo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Giulietti n. 9/4447/50, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 497
Votanti 496
Astenuti 1
Maggioranza 249
Hanno votato
225
Hanno votato
no 271).

Chiedo all'onorevole Giacco se accetti la riformulazione, proposta dal Governo, del suo ordine del giorno n. 9/4447/51.

LUIGI GIACCO. Signor Presidente, questo ordine del giorno ha un significato importante in quanto, con l'approvazione della legge sui nidi, si prevedono appunto asili nido territoriali, di caseggiato e di azienda.
Dunque, proprio per assicurare una programmazione sul territorio degli asili nido, riteniamo si possa prevedere una programmazione a livello comunale. Nel contempo, ringrazio la sottosegretaria di aver accettato questo ordine del giorno con il quale, come già affermato in Commissione, si prevede la possibilità per le famiglie che portano i loro bambini negli asili nido territoriali di detrarre la somma prevista, come già avviene per gli asili nido aziendali o di caseggiato. Quindi, accettiamo la riformulazione proposta dal Governo e non insistiamo per la votazione del mio ordine del giorno n. 9/4447/51.

PRESIDENTE. Sta bene.
Prendo atto che l'onorevole Trupia insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/53, non accettato dal Governo.


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Trupia n. 9/4447/53, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 484
Maggioranza 243
Hanno votato
217
Hanno votato
no 267).

Chiedo ai presentatori se insistono per la votazione dell'ordine del giorno Nigra n. 9/4447/54, accolto come raccomandazione dal Governo.

LALLA TRUPIA. Signor Presidente, mi permetto di insistere con il Governo affinché accetti questo ordine del giorno.
D'altra parte, si tratta della proposta di introdurre principi, che a me paiono persino elementari, di equità tra i lavoratori. Chiediamo al Governo di individuare - quindi, anche con un termine non coercitivo - misure per estendere le tutele sociali a favore di quei lavoratori più deboli e più precari, vale a dire quelli iscritti alla gestione separata o meglio conosciuti come lavoratori coordinati e continuativi.
Cari colleghi della maggioranza, con la legge n. 30, avete reso ancora più deboli e precari i lavoratori che già lo erano. Si tratta in gran parte - e voi lo sapete - di quei giovani e di quelle donne che voi, in molte azioni governative, dite di voler promuovere e tutelare, mentre continuate imperterriti sulla stessa strada. Vi pare possibile, civile e giusto che questi lavoratori, che ormai costituiscono gran parte del mondo del lavoro, non possano usufruire di diritti elementari? Parlo naturalmente del diritto di formazione, dell'indennità di disoccupazione, del diritto alla salute o - come previsto nel precedente ordine del giorno che avete respinto - del diritto di godere della stessa aliquota di computo (22 per cento) degli altri lavoratori autonomi, che pagano la loro stessa aliquota al 19 per cento.
Allora, è purtroppo evidente, onorevoli colleghi, che le misure di cui al decreto-legge in esame sia sulle tutele sociali mancanti sia sulla previdenza non sono altro che la cartina di tornasole delle finalità economico-sociali di questo Governo.
In sostanza, volete colpire tout court il sistema solidaristico del welfare. Lo fate con una notevole dose di ipocrisia, ad esempio denunciando che nella previdenza i padri toglierebbero ai figli. Ma contrapponendo gli uni agli altri colpite in realtà sia ai padri sia i figli, e soprattutto i figli più giovani che si troveranno senza tutele, senza diritti e con una pensione da fame.
Ecco perché ritengo che se voi deste almeno un segnale di buona volontà, fareste veramente qualcosa di buono. Credo sia assurdo avere lavoratori, soprattutto i giovani e le donne, che non possono godere di quei diritti di cittadinanza e di dignità nel lavoro che debbono essere assicurati comunque a tutti i lavoratori.

PRESIDENTE. Prendo atto che i presentatori dell'ordine del giorno Nigra n. 9/4447/54 insistono per la votazione.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Nigra n. 9/4447/54, accolto dal Governo come raccomandazione.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 499
Maggioranza 250
Hanno votato
225
Hanno votato
no 274).

Onorevole Guerzoni, accede all'invito alla riformulazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/55?


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ROBERTO GUERZONI. Signor Presidente, vorrei rivolgermi con premura al sottosegretario Armosino, perché probabilmente il testo che ha letto è incompleto: mi rivolgo anche a lei, signor Presidente, nello stampato si fa riferimento «all'articolo...», non so quindi se il sottosegretario aveva presente che si trattava dell'articolo 44, comma 6.
Il problema è stato più volte affrontato nel corso di queste settimane: le organizzazione sindacali hanno chiesto unitariamente al Governo che il comma 6 non fosse interpretato come restituzione delle tredicesime e delle quattordicesime delle indennità di cassa integrazione straordinaria dei lavoratori. Sappiamo che la cassa integrazione copre l'80 per cento del salario, non copre neppure gli aumenti contrattuali della contrattazione integrativa, non credo pertanto si possa chiedere ai lavoratori che hanno ricevuto tali indennità a partire dal 1993 di restituirle.
Chiediamo la conferma di quello che il Governo ha sempre detto. Il Governo ci propone, invece, di assumere l'impegno ad attivarsi per ridurre il disagio: la riformulazione proposta dal sottosegretario ammette pertanto che il Governo pensa di interpretare il comma 6 nel senso della restituzione delle tredicesime e delle quattordicesime, e al massimo si impegna a ridurre il disagio. È inaccettabile, signor sottosegretario!
Fino ad ora avete sempre detto che non avreste mai interpretato il comma 6 nel senso della restituzione di questa minima parte di indennità di cassa integrazione. Stiamo parlando di dichiarazioni fatte dal ministro del lavoro al tavolo con tutte le organizzazioni sindacali. Immaginiamo la restituzione di 200 o 300 mila lire ricevute nel 1997 o nel 1998 da parte di un lavoratore che da anni è in cassa integrazione e percepisce l'80 per cento del salario: anche voi avete detto che è impossibile. I 900 milioni che sono stati messi in posta di bilancio sono un artificio contabile, non corrispondono alla realtà effettiva dal punto di vista monetario.
Ma se dite che vi impegnate soltanto a ridurre il disagio, date tale interpretazione. È per questo che non possiamo accettare la riformulazione proposta: infatti, in qualche modo avvaloreremmo un'interpretazione che il Governo stesso negli impegni assunti finora di fronte alle organizzazioni sindacali e al Parlamento ha detto che non avrebbe fatto propria.

PRESIDENTE. Il Governo?

MARIA TERESA ARMOSINO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, il Governo accetta l'ordine del giorno Guerzoni n. 9/4407/55 nella formulazione proposta (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione.
Prendo atto che i presentatori dell'ordine del giorno Buffo n. 9/4447/56, accolto come raccomandazione dal Governo, insistono per la votazione.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Buffo n. 9/4447/56, accolto come raccomandazione dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 499
Votanti 498
Astenuti 1
Maggioranza 250
Hanno votato
218
Hanno votato
no 280).

Onorevole Gasperoni, il Governo accetta il suo ordine del giorno n. 9/4447/57, purché riformulato. Accetta la riformulazione proposta dal Governo?

PIETRO GASPERONI. Signor Presidente, intervengo molto rapidamente. È prassi costante che, ogni fine anno, con la finanziaria si provveda a prorogare la cassa integrazione, i guadagni e i trattamenti


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di mobilità per tutti quei lavoratori - peraltro molte migliaia - che, diversamente, dal 1o gennaio resterebbero privi di qualsiasi reddito, in attesa di rientrare al lavoro o di accedere al trattamento pensionistico. Siccome né nel decretone né nella finanziaria c'è nulla di tutto ciò, con questo ordine del giorno abbiamo inteso capire se la volontà del Governo sia quella di farsi carico del problema e di provvedere di conseguenza.
Il sottosegretario Armosino ci propone una riformulazione. Vorrei capire come vada esattamente intesa. Mi chiedo se la riformulazione abbia il significato di un impegno generale o se, invece, si intenda subordinare l'impegno a prorogare la cassa integrazioni e la mobilità per tutto l'anno prossimo alle disponibilità finanziarie e di bilancio. Nel primo caso, accetto la riformulazione. Se, invece, attraverso questa diversa formulazione si volesse introdurre un elemento di ambiguità rispetto al futuro di questi lavoratori, non mi resterebbe che chiedere il voto dell'Assemblea. Vorrei, quindi, capire dal sottosegretario cosa si intenda con questa riformulazione.

MARIA TERESA ARMOSINO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARIA TERESA ARMOSINO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, chiedevo di non prevedere la durata di questo impegno, in quanto non sono in grado di dare un'assicurazione su un periodo temporalmente definito.

PRESIDENTE. Prendo atto che i presentatori insistono per la votazione.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Gasperoni n. 9/4447/57, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 489
Votanti 488
Astenuti 1
Maggioranza 245
Hanno votato
215
Hanno votato
no 273).

Onorevole Carli, il Governo accetta il suo ordine del giorno n. 9/4447/58, purché venga riformulato. Accetta la riformulazione proposta dal Governo?

CARLO CARLI. Signor Presidente, sarei grato al sottosegretario se ponesse un po' di attenzione all'argomento. Accetto la riformulazione proposta. Sottosegretario Armosino, credo che, a questo punto, abbia poco senso mantenere la riformulazione, nel senso che l'ordine del giorno è sostanzialmente accettato dal Governo. Sappiamo, infatti, quale importanza abbiano le norme alle quali ci richiamiamo in materia di ricerca e di innovazione. In questo senso, sono d'accordo.

PRESIDENTE. Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione.
Prendo atto che l'onorevole Alberta De Simone insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/59, non accettato dal Governo.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Alberta De Simone n. 9/4447/59, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 489
Votanti 478
Astenuti 11
Maggioranza 240
Hanno votato
206
Hanno votato
no 272).


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Onorevole Magnolfi, il Governo accetta il suo ordine del giorno n. 9/4447/60, purché venga riformulato. Accetta la riformulazione proposta dal Governo?

BEATRICE MARIA MAGNOLFI. Signor Presidente, accetto la riformulazione proposta dal Governo, purché passi il principio contenuto in questo ordine del giorno. Il sistema della piccola impresa può essere difeso dal declino e può rappresentare una risorsa per il rilancio e per il recupero della competitività del paese, a condizione che lo si aiuti a superare le difficoltà di accesso all'innovazione e alla ricerca, legate alla dimensione stessa dell'impresa.
Dall'altra parte, abbiamo il sistema della ricerca presso le università e i centri di ricerca pubblici e privati e i singoli ricercatori, che hanno bisogno di essere sostenuti nell'incontro con la domanda. Possono, infatti, diventare un laboratorio straordinario per il trasferimento tecnologico. Non è sufficiente l'incentivo fiscale contenuto nella tecno-Tremonti, tanto più se affidato alla certificazione dei professionisti e sganciato, quindi, da organismi di valutazione seri, secondo il modello comunitario e secondo lo stesso modello statunitense.
Noi pensiamo che, invece, servano politiche pubbliche che aiutino a superare una soglia critica: aiutino le imprese e aiutino i ricercatori. Non crediamo nemmeno nella divisione, assolutamente artificiale, fra ricerca pura e ricerca applicata, che spesso fa capolino nelle dichiarazioni del Governo, e non cadiamo nel gioco di mettere ricerca pura e ricerca applicata l'una contro l'altra. Pensiamo che la questione vera sia di fare incontrare i vari mondi dell'impresa, da una parte, e della ricerca, dall'altra, e di innescare un processo virtuoso per la competitività del paese.
Pertanto, non è un processo spontaneo. Siamo in una situazione emergenziale e se non ci sono politiche pubbliche che diano una scossa e aiutino a superare questa fase non recupereremo competitività. L'individuazione di un fondo diverso da quello della legge n. 46, che incentivi le sinergie e l'intreccio tra questi due mondi e li faccia incontrare, ci sembra una proposta accoglibile. Torneremo su questa proposta e lo faremo durante l'esame della legge finanziaria ed anche con appositi provvedimenti e proposte di legge presentati dal nostro gruppo. Per il momento, sia pure con una riformulazione proposta dal sottosegretario che lo attenua molto, ci preme in ogni caso che passi un principio secondo il quale chi ha un'idea, chi ha una buona ed innovativa idea, che può portare alla realizzazione di innovazioni di processo e innovazioni di prodotto, come a nuovi prototipi, non sia costretto ad andare all'estero e possa rimanere in questo paese avendo di fronte a sé un futuro dignitoso per far sì che tutto questo aiuti l'economia del paese e soprattutto la sopravvivenza e lo sviluppo del nostro sistema di piccole imprese (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Pertanto l'onorevole Magnolfi non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/60.
Prendo atto che i presentatori dell'ordine del giorno Cialente n. 9/4447/61, accolto come raccomandazione, non insistono per la votazione.
Onorevole Motta, insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/62, accolto come raccomandazione dal Governo?

CARMEN MOTTA. Signor Presidente, intervengo per chiedere al Governo di accogliere integralmente questo ordine del giorno e non solo come raccomandazione. Infatti, se è vero che viene istituita una forma pensionistica obbligatoria per questi lavoratori, quelli che nell'ambito di una associazione in partecipazione vedono per la prima volta riconosciuta una tutela previdenziale finora non riconosciuta, è altrettanto vero che è indispensabile che questa aliquota di computo - sostanzialmente, quella necessaria, per questi lavoratori associati in partecipazione per prevedere la pensione - sia analoga a quella


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già in vigore per i lavoratori autonomi che, come sappiamo, è attorno al 20 per cento.
A questo punto, signor sottosegretario, io penso che sia indispensabile prevedere questo adeguamento dell'aliquota di computo. Si tratta di un principio di equità perché su questa aliquota, ripeto, viene calcolata la pensione. Per concludere, io penso che se si adeguano i contributi, si devono altrettanto equamente adeguare i rendimenti pensionistici e i lavoratori che ne hanno pieno diritto hanno la necessità di vedersi riconosciuti a pieno titolo questi diritti. Diversamente, noi, o meglio, voi fate delle operazione assolutamente monche e non eque.
Quindi, chiedo al Governo di accogliere questo ordine del giorno che introduce un principio di assoluta equità (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Prendo atto che il Governo mantiene la precedente posizione e pertanto passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Motta n. 9/4447/62, accolto come raccomandazione dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 492
Maggioranza 247
Hanno votato
218
Hanno votato
no 274).

Prendo atto che i presentatori dell'ordine del giorno Diana n. 9/4447/63, non accettato dal Governo, insistono per la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Diana n. 9/4447/63, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 500
Maggioranza 251
Hanno votato
219
Hanno votato
no 281).

Prendo atto che l'onorevole Sciacca non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/64, accettato dal Governo con la riformulazione.
Prendo atto che l'onorevole Spini non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/65, accolto come raccomandazione.
Prendo atto, altresì, che l'onorevole Sasso non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/66, accolto come raccomandazione.
Prendo atto che l'onorevole Rossiello non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/67, accettato dal Governo.
Prendo atto che i presentatori degli ordini del giorno Rognoni n. 9/4447/68, Ottone n. 9/4447/69, Melandri n. 9/4447/70, Lucidi n. 9/4447/71, accolti dal Governo come raccomandazione, non insistono per la votazione. Prendo atto che l'onorevole Lolli accetta la riformulazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/72 e che non insiste per la votazione.
Prendo, altresì, atto che l'onorevole Leoni insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/73, non accettato dal Governo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Leoni n. 9/4447/73, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 503
Maggioranza 252
Hanno votato
218
Hanno votato
no 285).


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Prendo, atto che i presentatori insistono per la votazione dell'ordine del giorno Tocci n. 9/4447/74, non accettato dal Governo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Tocci n. 9/4447/74, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 476
Votanti 469
Astenuti 7
Maggioranza 235
Hanno votato
194
Hanno votato
no 275).

Prendo atto che l'onorevole Pinto non è riuscita a votare.
Prendo atto che l'onorevole Grandi non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/75, accettato dal Governo, e che, al contrario, l'onorevole Cennamo insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/76, accolto dal Governo come raccomandazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Cennamo n. 9/4447/76, accolto dal Governo come raccomandazione.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 509
Maggioranza 255
Hanno votato
224
Hanno votato
no 285).

Prendo atto che l'onorevole Crucianelli insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/77, accolto dal Governo come raccomandazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Crucianelli n. 9/4447/77, accolto dal Governo come raccomandazione.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 504
Votanti 503
Astenuti 1
Maggioranza 252
Hanno votato
221
Hanno votato
no 282).

Prendo atto che l'onorevole Abbondanzieri insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/78, non accettato dal Governo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Abbondanzieri n. 9/4447/78, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 503
Maggioranza 252
Hanno votato
220
Hanno votato
no 283).

Prendo atto che l'onorevole Capitelli non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/79, accolto dal Governo come raccomandazione, e che l'onorevole Burlando accetta la riformulazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/80 e non insiste per la votazione. Prendo, altresì, atto che l'onorevole Bova accetta la riformulazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/81, proposta dal Governo, e non insiste per la votazione.
Chiedo ai presentatori se insistano per la votazione dell'ordine del giorno Crisci n. 9/4447/82, non accettato dal Governo.


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NICOLA CRISCI. Signor Presidente, vorrei richiamare l'attenzione del sottosegretario poiché mi sfuggono le ragioni del parere contrario sul seguente ordine del giorno. Il seguente ordine del giorno tratta il problema della doppia tassazione nei confronti dei cittadini italiani che prestano attività di lavoro nella Repubblica di San Marino. Si tratta di un problema, oramai annoso, che tocca il bilancio familiare di circa 5 mila famiglie. Tra l'altro, nell'ordine del giorno non si chiede la soluzione del problema, ma soltanto l'impegno del Governo ad adottare ogni opportuna iniziativa per l'approvazione di un accordo, tra la Repubblica italiana e quella di San Marino, teso a risolvere un problema annoso che grava pesantemente sul bilancio delle famiglie di lavoratori italiani che lavorano nella Repubblica di San Marino. Francamente, non capisco le ragioni della contrarietà.
Non si intende risolvere il problema, ma semplicemente adottare le misure tese ad avviare una possibile soluzione di un problema che presenta indiscutibilmente un'illegittimità nella doppia tassazione dei lavoratori. Signor Presidente, insisto, pertanto, per la votazione (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Crisci n. 9/4447/82, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 490
Votanti 488
Astenuti 2
Maggioranza 245
Hanno votato
211
Hanno votato
no 277).

Prendo atto che l'onorevole Bonito accetta la riformulazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/83 e non insiste per la votazione.
Chiedo all'onorevole Bolognesi se insista per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/84 del quale è stata chiesta una riformulazione.

MARIDA BOLOGNESI. Sì, signor Presidente, insisto per la votazione e non accetto la riformulazione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Bolognesi n. 9/4447/84, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 501
Votanti 500
Astenuti 1
Maggioranza 251
Hanno votato
216
Hanno votato
no 284).

Chiedo all'onorevole Bielli se accetta la riformulazione proposta dal Governo del suo ordine del giorno n. 9/4447/85.

VALTER BIELLI. Sì, signor Presidente, la accetto e non insisto per la votazione del mio ordine del giorno.

PRESIDENTE. Sta bene. Prendo atto che l'onorevole Calzolaio insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/86, non accettato dal Governo.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Calzolaio n. 9/4447/86, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 502
Votanti 501
Astenuti 1
Maggioranza 251
Hanno votato
217
Hanno votato
no 284).

Prendo atto che l'onorevole Amici non accetta la riformulazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/87 ed insiste per la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Amici n. 9/4447/87, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 505
Maggioranza 253
Hanno votato
220
Hanno votato
no 285).

Chiedo all'onorevole Ruzzante se accetta la riformulazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/88, proposta dal Governo.

PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, la proposta del nostro ordine del giorno è molto chiara e non capisco il senso della riformulazione dello stesso proposta dal Governo. Si tratta di un ordine del giorno chiarissimo che impegna il Governo a convocare entro il 31 dicembre 2003 le associazioni di categoria, unitamente alle associazioni dei consumatori per definire le riduzioni da apportare alle tariffe RC auto, visto che è diminuito il numero degli incidenti stradali, grazie all'introduzione della patente a punti.
Chiederei che venisse posto in votazione con questa formulazione. Non mi sembra un impegno così gravoso da parte del Governo quello di convocare le associazioni di categoria. Ovviamente, l'obiettivo che ci prefiggiamo in questo ordine del giorno è che si abbassino i costi delle assicurazioni per responsabilità civile auto. Mi sembra che ridurla in termini di contenuto di proposta sia troppo poco. Chiederei un accoglimento pieno senza riformulazioni.

MARIA TERESA ARMOSINO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARIA TERESA ARMOSINO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Governo non modifica il parere precedentemente espresso, nel senso dell'accoglimento come raccomandazione del testo dell'attuale ordine del giorno.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Ruzzante n. 9/4447/88, accolto dal Governo come raccomandazione.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 501
Votanti 499
Astenuti 2
Maggioranza 250
Hanno votato
218
Hanno votato
no 281).

Chiedo all'onorevole Cordoni se insiste per la votazione del suo ordine del giorno, n. 9/4447/89, accolto come raccomandazione.

ELENA EMMA CORDONI. No, signor Presidente, insisto per la votazione e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


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ELENA EMMA CORDONI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Governo accoglie questo ordine del giorno come raccomandazione. Non comprendo le ragioni, considerato che si dice che l'impegno al quale si richiama il Governo è quello di individuare delle risorse adeguate all'entità dei danni. Io credo che l'onorevole Armosino dovrebbe sapere che vi è stata questa alluvione e che il Governo per il momento ha soltanto stanziato 10 milioni di euro in una provincia dove i danni sono molto più consistenti di questa cifra.
Non stiamo sancendo quanto il Governo dovrà stanziare, ed auspichiamo che stanzi una cifra congrua, ma stiamo dicendo che c'è bisogno di risorse adeguate all'entità dei danni; non vorrei qui richiamare il fatto che queste risorse non sono sufficienti neanche a coprire gli interventi di urgenza che gli enti locali hanno dovuto predisporre per liberare la città dalle conseguenze dell'alluvione. Non sto qui parlando né di ripristino né di rimborso alle imprese e ai cittadini che crediamo debba essere almeno previsto.
La situazione deve tenere conto del fatto che il territorio in questione è limitrofo rispetto ad una zona come quella del Cardoso, nella quale alcuni anni fa si sono verificati incidenti, dal punto di vista della drammaticità, sicuramente più gravi, infatti vi erano stati molti morti.
In questa circostanza, per fortuna, vi è stato soltanto un incidente mortale, ma i danni sono analoghi a quelli che questo territorio ha subito. Ritengo pertanto che l'accoglimento pieno dell'ordine del giorno, senza nessuna limitazione, come l'onorevole Armosino ci sottoponeva, sia il minimo per quel territorio.
Tra l'altro, in quei territori, sia il sottosegretario Tortoli sia il sottosegretario Baldini si sono spesi nella direzione di prevedere risorse adeguate (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Prendo atto che il Governo accetta l'ordine del giorno Cordoni n. 9/4447/89 e che l'onorevole Cordoni non insiste per la votazione.
Chiedo all'onorevole Adduce se insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/90.

EUGENIO DUCA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

EUGENIO DUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei segnalare un errore tipografico nella scrittura dell'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Sta bene.
Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione.
Chiedo all'onorevole Albonetti se insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/91.

GABRIELE ALBONETTI. Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Albonetti n. 9/4447/91, accolto dal Governo come raccomandazione.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 504
Maggioranza 253
Hanno votato
220
Hanno votato
no 284).

Chiedo all'onorevole Bandoli se insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/92, accolto come raccomandazione.

FULVIA BANDOLI. Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del


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giorno Bandoli n. 9/4447/92, accolto dal Governo come raccomandazione.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 478
Maggioranza 240
Hanno votato
208
Hanno votato
no 270).

Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Chiedo all'onorevole Battaglia se insista per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/93 accolto dal Governo come raccomandazione.

AUGUSTO BATTAGLIA. No, signor Presidente, sono sorpreso dal parere su questo ordine del giorno. L'ordine del giorno riprende i contenuti di una proposta di legge che stiamo esaminando in aula e che è il frutto di un lavoro unitario svolto da tutte le forze del Parlamento, sia di maggioranza sia di opposizione.
A questo lavoro ha partecipato costantemente il Governo, nella persona del sottosegretario per il lavoro e le politiche sociali Grazia Sestini, con la quale abbiamo concordato il testo, parola per parola. Ora, qui è sorto un problema di copertura finanziaria, perché all'ultimo momento il Governo, che aveva partecipato alla stesura del testo, si è tirato indietro e in Commissione finanze e in Commissione bilancio ha espresso un parere negativo, contraddicendo tutto il lavoro fatto fino a quel momento dalla Commissione affari sociali unitariamente insieme al Governo!
Questa estate abbiamo avuto 7 mila e 500 morti tra gli anziani per mancanza di assistenza e, quando avvennero questi fatti, sentimmo il ministro Sirchia e il ministro Maroni dire che si sarebbe fatto il fondo per i non autosufficienti, che era una priorità, che era urgente! Allora, adesso voi ci dovete dire: il fondo per i non autosufficienti lo volete fare o non lo volete fare? Perché ci vuole un po' di serietà e un po' di coerenza in quello che si dice! Per queste ragioni, chiedo che questo ordine del giorno venga posto in votazione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Battaglia n. 9/4447/93, accolto come raccomandazione.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 480
Votanti 476
Astenuti 4
Maggioranza 239
Hanno votato
207
Hanno votato
no 269).

Ricordo che l'ordine del giorno Benvenuto n. 9/4447/94 è inammissibile.
Prendo atto che i presentatori dell'ordine del giorno Buglio n. 9/4447/95, accolto come raccomandazione dal Governo, insistono per la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Buglio n. 9/4447/95, accolto come raccomandazione.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 491
Votanti 490
Astenuti 1
Maggioranza 246
Hanno votato
209
Hanno votato
no 281).

Chiedo ai presentatori dell'ordine del giorno Cazzaro n. 9/4447/96, accolto come raccomandazione dal Governo, se insistano per la votazione.


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BRUNO CAZZARO. Chiedo scusa, signor Presidente, a lei e ai colleghi, ma sento la necessità di spiegare, seppure brevemente, perché insisto per la votazione del nostro ordine del giorno. Si tratta di un argomento importante, che ha visto una discussione molto accesa nel paese in questi mesi e in queste settimane: l'aumento del 300 per cento dei canoni per le concessioni delle aree demaniali a fini turistico-ricreativi. È un aumento feroce, che pesa enormemente sulle imprese balneari che, come sappiamo, sono tanta parte del nostro sistema turistico e sappiamo quanto l'industria turistica sia importante per l'economia del paese.
Le imprese hanno visto arrivare questo aumento del 300 per cento quando i listini erano già stati fatti, quando l'azione di promozione era già in corso, quando i contratti ormai in larga parte stavano per essere o erano già stati già firmati. Vedremo, quindi, scaricare sui turisti tutto o parte di questi aumenti e questo ridurrà la capacità competitiva del nostro sistema turistico-balneare rispetto ad altri paesi che rappresentano una concorrenza agguerrita, come la Grecia, la Croazia, la Tunisia e la Spagna, con il conseguente indebolimento del nostro sistema. Vorrei sottolineare che questo si aggiunge alla mancata risposta ad altri problemi che sono aperti da tempo e rivendicati da parte di queste imprese.
Insisto poi nel dire che, per alcune parti del territorio, questo peso sarà ancora più grave; pensiamo al litorale del Veneto, dove le concessioni hanno un'estensione più ampia e gli imprenditori saranno costretti a pagare il 300 per cento anche sulle dune che fanno parte della concessione. È una cosa grave!
Vorrei davvero rivolgere un appello ai parlamentari e ai deputati, anche della maggioranza, che insieme a noi sono andati in tutte le realtà ad assumere impegni per cambiare questa norma. Posso ricordarne uno per tutti, l'onorevole La Malfa, il quale ha incontrato gli operatori e anch'egli si è impegnato, dicendo che si sarebbe battuto duramente per modificare questa norma. Non ho visto ordini del giorno presentati, forse ho visto male; spero che almeno aderirà alla votazione sul nostro ordine del giorno. Ricordo ai tanti colleghi deputati che insieme a noi si sono impegnati nei confronti delle imprese.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Cazzaro n. 9/4447/96...

TEODORO BUONTEMPO. Signor Presidente, avevo chiesto di parlare!

PRESIDENTE. È vero, l'aveva chiesto agli uffici. Prego, ne ha facoltà.

TEODORO BUONTEMPO. Signor Presidente, mi dispiace, anche perché diventa antipatico intervenire in questo modo, sotto pressione, come se si volesse parlare a tutti i costi. La pregherei, dunque...

PRESIDENTE. Onorevole Buontempo, non ricordo, da quando presiedo quest'Assemblea (e sono migliaia i precedenti), che sia mai capitato che, su ordini del giorno di una parte politica, intervengano, per dichiarazione di voto, altri esponenti politici. Converrà con me su ciò. In effetti, è un suo diritto, tuttavia, non mi sembra scandaloso...

TEODORO BUONTEMPO. Se lei lo continua a sottolineare, questo mio diritto viene umiliato ed offeso, Presidente (Commenti). Le chiedo scusa. Altrimenti, sembra che uno debba parlare a tutti i costi.

PRESIDENTE. No, per carità.

TEODORO BUONTEMPO. La ringrazio.
Non so che fine farà questo ordine del giorno e non ritengo che problemi del genere possano essere risolti con un ordine del giorno. In ogni caso, il collega ha fatto bene a presentarlo. Invito il Governo, per i prossimi passaggi che si svolgeranno, a rivedere tale questione.
A mio avviso, non si tratta tanto dell'entità dell'aumento, quanto del fatto che


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tale aumento del 300 per cento arrivi all'improvviso; anche un'azienda florida rischia di essere messa in crisi. Infatti, qualunque impresa, alla quale si chieda un immediato esborso che alteri la sua programmazione di impresa, rischia di andare in crisi.
Al rappresentante del Governo, sottosegretario Armosino, dico che dobbiamo fare sviluppare questa categoria già vessata dall'IVA, dalla nettezza urbana. Condivido di più la scelta di obbligarli a reinvestire il 50 per cento del guadagno per essere competitivi, nel settore del turismo, con gli altri paesi europei. Non voglio entrare nel merito dell'ordine del giorno, sul quale voterò favorevolmente, ma colgo questa occasione per chiedere che, nei successivi passaggi, con molta serenità, razionalità, buonsenso e buona volontà si cerchi una soluzione diversa a questo problema che rischia di mettere in ginocchio migliaia di imprese turistiche su tutto il territorio nazionale.

CESARE CAMPA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. No, scusate colleghi. Vorrei leggervi la norma regolamentare: ciascun deputato può dichiarare il proprio voto sugli ordini del giorno con un unico intervento sul loro complesso per non più di cinque minuti e con non più di due interventi distinti per la durata complessivamente non superiore.
Abbiamo seguito una procedura diversa per facilitare i gruppi. Tuttavia, è chiaro che, se ora, su questo ordine del giorno, do la parola addirittura a più di un rappresentante per gruppo, siamo veramente fuori dal possibile e dal logico. Comunque, onorevole Campa, do ora la parola all'onorevole Armosino perché, forse, il problema può essere in via di soluzione.

MARIA TERESA ARMOSINO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, vorrei proporre a tutti coloro che hanno presentato ordini del giorno avente ad oggetto la nota vicenda delle concessioni demaniali, di formulare diversamente un ordine del giorno che il Governo accetterebbe nel senso di rivedere questa situazione, poiché il problema è inteso in vari modi da molti. C'è chi dice «non il 300 per cento» e chi afferma «il 400 per cento in talune situazioni e percentuali diverse in altre». C'è, inoltre, chi chiede di andare a vedere chi ha già subito aumenti e in quale data.
Suggerirei di provare a formulare un ordine del giorno condivisibile per tutti i partecipanti di questa Assemblea che preveda, dal prossimo provvedimento in esame (quindi, il disegno di legge finanziaria), di tornare su questo tema, trovando una soluzione che non è omogenea negli ordini del giorno che, ad oggi, sono stati presentati.

PRESIDENTE. Onorevole Armosino, scusi, mi spieghi per completare il discorso affinché sia chiaro a tutti: gli ordini del giorno riferiti a questa materia quali sono, oltre all'ordine del giorno Cazzaro n. 9/4447/96?

MARIA TERESA ARMOSINO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Sicuramente, ne ho visto uno dell'onorevole La Malfa, di cui ho chiesto il ritiro.

PRESIDENTE. Allora, scusatemi, colleghi, se i gruppi sono unanimemente d'accordo, accantoniamo quest'ordine del giorno, l'ordine del giorno La Malfa n. 9/4447/162 e gli altri riferiti alla stessa materia ed eccezionalmente - cosa che non costituisce precedente -, durante il tempo che ancora impiegheremo per l'esame degli ordini del giorno, si vedrà se si potrà realizzare una convergenza; se ciò non sarà possibile, alla fine, voteremo l'ordine del giorno Cazzaro, quello dell'onorevole La Malfa e gli altri. Andiamo avanti, dunque. Siamo d'accordo tutti e così può rimanere stabilito.
Chiedo all'onorevole Chianale se insista per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/97, accolto come raccomandazione dal Governo, ove riformulato.

MAURO CHIANALE. No, signor Presidente, non insisto per la votazione.


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PRESIDENTE. Chiedo all'onorevole Dameri se insista per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/98, accettato dal Governo ove riformulato.

SILVANA DAMERI. No, signor Presidente, non insisto per la votazione.

PRESIDENTE. Prendo atto che l'onorevole De Luca non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/99, accolto come raccomandazione dal Governo ove riformulato.
Chiedo all'onorevole Duca se insista per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/100, accettato dal Governo ove riformulato.

EUGENIO DUCA. No, signor Presidente, non insisto per la votazione.

PRESIDENTE. Prendo atto che i presentatori dell'ordine del giorno Gambini n. 9/4447/101 non accettato dal Governo, insistono per la votazione.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Gambini n. 9/4447/101, non accettato dal Governo,
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 479
Maggioranza 240
Hanno votato
205
Hanno votato
no 274).

Prendo atto che i presentatori dell'ordine del giorno Lumia n. 9/4447/102, accolto come raccomandazione dal Governo, non insistono per la votazione.
Chiedo all'onorevole Coluccini se insista per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/103, accolto come raccomandazione dal Governo.

MARGHERITA COLUCCINI. Sì, signor Presidente, insisto per la votazione.

PRESIDENTE. Sta bene.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Coluccini n. 9/4447/103, non accettato dal Governo,
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 475
Maggioranza 238
Hanno votato
201
Hanno votato
no 274).

Chiedo all'onorevole Raffaella Mariani se insista per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/104, accolto come raccomandazione dal Governo ove riformulato.

RAFFAELLA MARIANI. Signor Presidente, credo di aver capito che il mio ordine del giorno è da considerare accolto come raccomandazione qualora io accetti la riformulazione proposta dal sottosegretario Armosino.

PRESIDENTE. Sì.

RAFFAELLA MARIANI. Ma questo ordine del giorno fa riferimento alle modalità di applicazione dell'articolo 32 e prende in considerazione, anche a seguito dei finanziamenti, che noi riteniamo insufficienti, ma dei quali non menzioniamo neanche la quantità, la valutazione, entro sessanta giorni, del lavoro che il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e la Conferenza unificata devono fare.
Ci chiediamo perché l'ordine del giorno non sia stato accettato. In definitiva, esso riguarda un metodo di lavoro ed anche un'opinione, che tutti insieme avevamo condiviso, circa l'attuazione del predetto articolo, pur rimanendo noi contrari alla destinazione delle risorse (che, ripeto, sono insufficienti, ma non vengono trattate nell'ordine del giorno).
Quindi, chiederei che l'ordine del giorno fosse accettato.


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PRESIDENTE. Poiché il Governo non muta parere, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Raffaella Mariani n. 9/4447/104, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 467
Maggioranza 234
Hanno votato
196
Hanno votato
no 271).

Chiedo all'onorevole Marone se insista per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/105, accolto come raccomandazione dal Governo.

RICCARDO MARONE. No, signor Presidente, non insisto per la votazione.

PRESIDENTE. Chiedo all'onorevole Mazzarello se insista per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/106, accolto come raccomandazione dal Governo ove riformulato.

GRAZIANO MAZZARELLO. No, signor Presidente, non insisto per la votazione.

PRESIDENTE. Chiedo all'onorevole Minniti se insista per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/107, accolto come raccomandazione dal Governo.

MARCO MINNITI. Sì, signor Presidente, insisto per la votazione.

PRESIDENTE. Sta bene.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Minniti n. 9/4447/107, accolto come raccomandazione dal Governo,
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 470
Maggioranza 236
Hanno votato
196
Hanno votato
no 274).

Prendo atto che l'onorevole Nieddu insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/108.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Nieddu n. 9/4447/108, non accettato dal Governo,
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 463
Maggioranza 232
Hanno votato
192
Hanno votato
no 271).

Prendo atto che l'onorevole Piglionica non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/109, accolto come raccomandazione dal Governo ove riformulato.
Prendo atto che l'onorevole Pisa insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/110, non accettato dal Governo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Pisa n. 9/4447/110, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 480
Maggioranza 241
Hanno votato
203
Hanno votato
no 277).

Prendo atto che l'onorevole Preda insiste per la votazione del suo ordine del


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giorno n. 9/4447/111, non accettato dal Governo.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Preda. Ne ha facoltà.

ALDO PREDA. Signor Presidente, mi chiedo se il Governo abbia ben valutato quest'ordine del giorno, il quale dice esclusivamente di rivedere alcune norme che sono state interessate da una lunga vicenda giudiziaria (che dura dal 1988) relativa all'entrata in vigore della legge n. 67 del 1988, che introduceva le riduzioni per i territori montani e le zone svantaggiate. Quindi, rivolgo un appello anche ai parlamentari della maggioranza provenienti da queste zone.
A fronte della menzionata legge, l'INPS diramò una circolare nella quale affermava che le riduzioni non potevano cumularsi con la fiscalizzazione di cui alla legge n. 536 del 1987. Le imprese agricole hanno inoltrato molti ricorsi ed hanno avuto ragione. Vi sono sentenze della magistratura, addirittura della Corte di cassazione, che danno torto all'INPS. Sono molte le sentenze pronunciate in materia: tutte sono a favore dei ricorrenti, cioè delle imprese agricole; tutte sono concordi nel ritenere che la norma non si presti a dubbi interpretativi.
La Corte di cassazione e molte corti di appello si sono già pronunciate favorevolmente ed i ricorrenti hanno avuto anche i rimborsi da parte dell'INPS.
Allora, questa norma dell'articolo 44, primo comma, dovrà in ogni caso essere ritrattata dal Governo. Quindi, io credo che l'accettazione dell'ordine del giorno sia indispensabile.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Preda n. 9/4447/111, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 469
Votanti 467
Astenuti 2
Maggioranza 234
Hanno votato
201
Hanno votato
no 266).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Quartiani n. 9/4447/112, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 458
Maggioranza 230
Hanno votato
184
Hanno votato
no 274).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Raffaldini n. 9/4447/113, accolto dal Governo come raccomandazione.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 469
Votanti 468
Astenuti 1
Maggioranza 235
Hanno votato
190
Hanno votato
no 278).

Prendo atto che l'onorevole Rugghia insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/114 e chiede di parlare per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ANTONIO RUGGHIA. Signor Presidente, io intervengo per dire innanzitutto che ci aspettavamo maggiore disponibilità da parte del Governo nell'espressione dei pareri sugli ordini del giorno presentati considerando, tra l'altro, che stiamo approvando una manovra finanziaria, possiamo dirlo, quasi esclusivamente con questo


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decreto, sul quale peraltro il Governo ha posto la questione di fiducia. Invece, come in questo caso, il Governo ha espresso un parere contrario per misure, che noi sosteniamo, che ci sembrano di assoluto buonsenso, tra l'altro condivise da tutte le associazioni di categoria, misure minime che servono a sostenere il rilancio del settore del commercio in un momento che sappiamo essere particolarmente difficile per la nostra economia. Sostanzialmente, noi proponiamo ciò che è stato già introdotto nelle ultime finanziarie, cioè la possibilità di utilizzare lo strumento del credito di imposta per aiutare gli operatori a riqualificare la rete distributiva, chiediamo al Governo di valutare la possibilità di diffondere gli strumenti che agevolino la moneta elettronica del commercio elettronico, chiediamo al Governo di reiterare con la prossima finanziaria anche le misure a favore di operatori che debbono mettere in sicurezza attività commerciali a rischio, che sono sottoposte anche ad azioni criminose - e questo neanche viene affrontato nel decreto che stiamo per approvare - , così come chiediamo di favorire l'acquisto degli immobili per gli esercenti attraverso le misure che sono già state introdotte nella legislazione. Tutto questo non è possibile, e sono misure minime. Ma il sottosegretario Armosino ha detto che non è possibile dare un parere favorevole a questo ordine del giorno viste le premesse. E qui la cosa diventa ancora più inquietante, perché noi nelle premesse al nostro ordine del giorno non facciamo altro che rappresentare la crisi del settore del commercio, la crisi della nostra economia, la crisi dei consumi, il fatto che l'inflazione non è sotto controllo e che comunque non è giusto addebitare la spinta inflattiva soltanto a dettaglianti senza fare riferimento invece ai costi di intermediazione. In altre parole, sostanzialmente noi diciamo cose di assoluto buonsenso nella premessa per la quale l'onorevole Armosino ha detto che non ci sono le condizioni per accettare questo ordine del giorno. Diciamo che si preannuncia un Natale molto difficile, un Natale di recessione, e che mancano le misure necessarie per restituire potere d'acquisto alle famiglie. Cosa c'è di sbagliato in queste premesse, onorevole Armosino? Noi non facciamo altro che parlare della realtà di questo paese con dati assolutamente oggettivi; ciò che preoccupa evidentemente è un Governo che, nell'affrontare la situazione del commercio, invece, non parte da una situazione di conoscenza della realtà del nostro paese.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Rugghia n. 9/4447/114, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 457
Maggioranza 229
Hanno votato
193
Hanno votato
no 264).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Sandri n. 9/4447/115, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 462
Maggioranza 232
Hanno votato
191
Hanno votato
no 271).

Chiede all'onorevole Mazzarello se insista per la votazione dell'ordine del giorno Susini n. 9/4447/116, accolto dal Governo ove riformulato.

GRAZIANO MAZZARELLO. Signor Presidente, volevo chiedere un chiarimento all'onorevole sottosegretario a proposito della riformulazione che veniva proposta. Chiedo scusa all'onorevole Armosino, se


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mi ascolta un attimo. Mi pare che su questo ordine del giorno lei proponga una riformulazione che chiede di cancellare una riga o due righe che chiedono la realizzazione della completa autonomia finanziaria delle autorità portuali. Allora, chiedo all'onorevole Armosino un chiarimento, se vorrà ascoltarmi, perché lei chiede di cancellare da questo ordine del giorno, che il Governo vorrebbe accettare come raccomandazione, una formula sulla quale il Governo ha già una delega. Il Governo ha la delega per definire l'autonomia finanziaria delle autorità portuali.
Chiedo al sottosegretario Armosino se voglia riconsiderare la sua proposta di riformulazione dell'ordine del giorno, con la quale, ripeto, il sottosegretario propone di espungere la frase che chiede la realizzazione dell'autonomia finanziaria delle autorità portuali, materia sulla quale il Governo ha la delega, e che quindi non accetto.

PRESIDENTE. Prendo atto che il Governo non muta il parere espresso. Prendo atto, altresì, che i presentatori insistono per la votazione.
Passiamo, dunque, ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Susini n. 9/4447/116, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 459
Votanti 457
Astenuti 2
Maggioranza 229
Hanno votato
191
Hanno votato
no 266).

Prendo atto che l'onorevole Vianello accoglie la riformulazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/117 e non insiste per la votazione.
Chiedo ai presentatori dell'ordine del giorno Vigni n. 9/4447/118, accolto come raccomandazione dal Governo se riformulato, se insistano per la votazione.

FABRIZIO VIGNI. Signor Presidente, il mio ordine del giorno è riferito al tema del condono; tema che, fra l'altro, la Camera dei deputati non ha potuto nemmeno affrontare: non si è votato nemmeno un emendamento perché imbavagliati dal voto sulla questione di fiducia. Dunque, stiamo per approvare il peggiore, il più indecente tra i condoni edilizi che, con cronometrica precisione, ogni nove anni colpiscono il nostro paese. Questo è il peggiore di tutti perché è fatto su misura per i grandi abusi e, per la prima volta, consentirà la sanatoria anche su aree demaniali insieme alla svendita di terreni pubblici.
Noi abbiamo ricordato che il condono edilizio non solo colpisce lo Stato di diritto e la cultura della legalità, non solo incrementa nuovo abusivismo e quindi devasta il territorio, non solo costerà ai comuni e agli enti locali e dunque ai cittadini più di quanto lo Stato incasserà ma, al tempo stesso, questo provvedimento calpesta anche competenze, in materia di governo del territorio, che appartengono, a maggior ragione dopo la riforma del titolo V della Costituzione, alle regioni e ai comuni. Questa è una delle ragioni che ci fa dire che la battaglia contro il condono edilizio non finisce qui; non finisce oggi con il voto su questo provvedimento perché la proseguiremo in Parlamento presentando emendamenti alla legge finanziaria e proseguirà comunque su un piano di conflitto istituzionale, innescato da questo provvedimento voluto dal Governo, perché diverse regioni hanno già deciso il ricorso alla Corte costituzionale.
In questa situazione a me sembra che l'atteggiamento del Governo, che non vuole neppure accettare quest'ordine del giorno, dato che il sottosegretario Armosino si è detto disponibile ad accoglierlo solo come raccomandazione se riformulato e non nel suo insieme, mi sembra aggravare queste preoccupazioni relativamente al rispetto delle competenze delle regioni. Dico ciò


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perché il nostro ordine del giorno intende semplicemente richiamare il Governo al rispetto della recente sentenza della Corte costituzionale in materia di rapporti tra Stato e regioni per quanto riguarda la materia del governo del territorio e, in particolare, della cosiddetta legge obiettivo. Questo atteggiamento del Governo ci rafforza non solo nella nostra convinzione di contrarietà al condono edilizio ma anche nella speranza che la Corte costituzionale voglia accogliere il ricorso che presenteranno le regioni; appaiono, pertanto, del tutto legittime le iniziative legislative che le stesse stanno assumendo per contrastare il condono edilizio (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Prendo atto, quindi, che i presentatori insistono per la votazione dell'ordine del giorno Vigni n. 9 /4447/118.
Passiamo dunque ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Vigni n. 9/4447/118, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 471
Maggioranza 236
Hanno votato
195
Hanno votato
no 276).

Chiedo ai presentatori dell'ordine del giorno Zanotti n. 9/4447/119, accolto dal Governo come raccomandazione se riformulato, se insistano per la votazione.

KATIA ZANOTTI. Signor Presidente, mi rivolgo al sottosegretario Armosino e ai colleghi della maggioranza, in particolare a quelli che hanno elaborato e condiviso in Commissione il testo in ordine al tema della non autosufficienza. Onorevole Armosino, io credo che se il Governo definisce, come lo hanno definito alcuni ministri, Sirchia e Maroni innanzitutto, prioritario il tema del fondo per la non autosufficienza per la risposta ai bisogni di queste persone, quest'ordine del giorno, allora, andrebbe semplicemente accettato perché chiede un impegno al Governo molto semplice: quello, se non è d'accordo con la proposta uscita e condivisa in Commissione, di indicare la copertura della spesa per la costituzione del fondo.
Non ci sono vie subalterne a questa cosa molto semplice; poiché non l'ha ancora fatto in Assemblea, signora sottosegretaria, con il mio ordine del giorno chiedo al Governo di formulare una proposta operativa. Qualsiasi via subalterna, come quella di dirottare eventuali fondi che dovessero essere reperiti nelle pieghe del bilancio, non è sufficiente a fornire una risposta ai bisogni consistenti ed urgenti delle persone non autosufficienti. La prego, pertanto, di considerare questa richiesta e di accettare il mio ordine del giorno senza riformulazioni.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Zanotti n. 9/4447/119, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 465
Votanti 463
Astenuti 2
Maggioranza 232
Hanno votato
189
Hanno votato
no 274).

Passiamo all'ordine del giorno Zunino n. 9/4447/120, accettato dal Governo purché riformulato.
Prendo atto che il presentatore non accede alla riformulazione ed insiste per la votazione.


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Zunino n. 9/4447/120, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 469
Votanti 466
Astenuti 3
Maggioranza 234
Hanno votato
190
Hanno votato
no 276).

Passiamo all'ordine del giorno Burani Procaccini n. 9/4447/121, accettato dal Governo purché riformulato.
Prendo atto che i presentatori accedono alla riformulazione e non insistono per la votazione.
Passiamo all'ordine del giorno Rizzo n. 9/4447/122, non accettato dal Governo.
Prendo atto che i presentatori insistono per la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Rizzo n. 9/4447/122, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 474
Votanti 472
Astenuti 2
Maggioranza 237
Hanno votato
191
Hanno votato
no 281).

Passiamo all'ordine del giorno Sgobio n. 9/4447/123, accolto dal Governo come raccomandazione purché riformulato.
Prendo atto che il presentatore accetta la riformulazione e non insiste per la votazione.
Passiamo all'ordine del giorno Diliberto n. 9/4447/124, accolto dal Governo come raccomandazione.
Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione.
Passiamo all'ordine del giorno Armando Cossutta n. 9/4447/125, accolto dal Governo come raccomandazione purché riformulato.
Prendo atto che i presentatori accettano la riformulazione e non insistono per la votazione.
Passiamo all'ordine del giorno Vertone n. 9/4447/126, accolto dal Governo come raccomandazione purché riformulato.
Chiedo al presentatore se acceda alla riformulazione.

SAVERIO VERTONE. No, signor Presidente, insisto per la votazione del mio ordine del giorno e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SAVERIO VERTONE. Signor Presidente, il sottosegretario Armosino ha proposto una riformulazione che non accetto, perché la materia è semplice e chiara. Infatti, sono stati già stanziati i fondi per far fronte ai danni subiti dai lavoratori esposti all'amianto che, come sapete, sono gravissimi. Si tratta soltanto di ripristinare queste voci già previste, e di varare una legislazione che vada incontro ad una dolorosissima situazione sociale. Non mi sembra che occorrano distinguo, incertezze di formulazione, tentennamenti amministrativi e ambiguità lessicali, pertanto insisto per la votazione (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Comunisti italiani e Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Vertone n. 9/4447/126, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 468
Votanti 467
Astenuti 1
Maggioranza 234
Hanno votato
188
Hanno votato
no 279).

Passiamo all'ordine del giorno Pistone n. 9/4447/127, accettato dal Governo purché riformulato.
Prendo atto che i presentatori accettano la riformulazione proposta e non insistono per la votazione.
Passiamo all'ordine del giorno Nesi n. 9/4447/128, non accettato dal Governo.
Prendo atto che i presentatori insistono per la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Nesi n. 9/4447/128, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 466
Maggioranza 234
Hanno votato
186
Hanno votato
no 280).

Passiamo all'ordine del giorno Maura Cossutta n. 9/4447/129, accettato purché riformulato.
Prendo atto che i presentatori accedono alla riformulazione proposta e non insistono per la votazione.
Passiamo all'ordine del giorno Bellillo n. 9/4447/130, accolto come raccomandazione purché riformulato.
Prendo atto che i presentatori accedono alla riformulazione proposta e non insistono per la votazione.
Passiamo all'ordine del giorno Sergio Rossi n. 9/4447/131, accettato purché riformulato.
Prendo atto che il presentatore accede alla riformulazione proposta e non insiste per la votazione.
Passiamo all'ordine del giorno Olivieri n. 9/4447/132, accettato purché riformulato.
Prendo atto che i presentatori accedono alla riformulazione proposta e non insistono per la votazione.
Passiamo all'ordine del giorno Coronella n. 9/4447/133, accettato purché riformulato.
Prendo atto che i presentatori accedono alla riformulazione proposta e non insistono per la votazione.
Passiamo all'ordine del giorno Bellini n. 9/4447/134, non accettato dal Governo.
Chiedo al presentatore se insista per la votazione.

GIOVANNI BELLINI. Sì, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIOVANNI BELLINI. Signor Presidente, il Governo non ha accettato questo ordine del giorno, molto semplice, che richiama l'esecutivo ad assumere un impegno preciso (che non ha realizzato nei provvedimenti precedenti) per permettere di dedurre dalle imposte le spese per gli abbonamenti che i pendolari e gli studenti sostengono per il trasporto pubblico.
Si tratta di un impegno estremamente semplice e chiaro, che diminuirebbe quelle tasse che non si riesce a ridurre proprio alle persone che si stanno dimostrando più virtuose, poiché prendono i mezzi pubblici nonostante i grandi disservizi, e quindi contribuiscono a migliorare la qualità della vita nelle nostre città; alcune regioni ed alcuni comuni stanno già facendo molto in tal senso, con nuovi investimenti nelle strutture del trasporto pubblico, mentre il Governo li taglia.
E, allora, vanno premiati coloro i quali stanno sostenendo tali servizi, sia finanziando questi investimenti sia aiutando gli utenti che, con la deducibilità nella dichiarazione dei redditi, saranno premiati.


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Premiare questi gruppi di persone significa incentivare una nuova politica per il trasporto e per la vivibilità nei nostri centri urbani.
Per questo motivo, ritengo che il Governo commetta un grave errore a non comprendere l'importanza di assumere questo provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Bellini n. 9/4447/134, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 459
Votanti 458
Astenuti 1
Maggioranza 230
Hanno votato
188
Hanno votato
no 270).

Prendo atto che l'onorevole Zacchera ha erroneamente espresso un voto contrario, mentre avrebbe voluto esprimere un voto favorevole.
Chiedo all'onorevole Leo se accolga l'invito a ritirare il suo emendamento n. 9/4447/135 formulato dal Governo.

MAURIZIO LEO. Signor Presidente, ben volentieri accoglierei l'invito al ritiro che mi rivolge il Governo, se ne ravvisassi le condizioni. Il mio ordine del giorno riguarda il cosiddetto concordato preventivo. Come noto, dal concordato preventivo il Governo prevede di conseguire due miliardi e mezzo di euro. Però, se abbiamo modo di sfogliare la stampa specializzata, Il Sole 24 Ore...

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi...

MAURIZIO LEO. Come dicevo, dal concordato preventivo si devono conseguire due miliardi e mezzo di euro. Però, chiunque abbia modo di sfogliare la stampa specializzata al riguardo può vedere che le formulazioni del concordato preventivo non reggono e, pertanto, è opportuno effettuare una modifica. Se non si modificano tali disposizioni, sicuramente i due miliardi e mezzo non li prenderemo.
Il mio ordine del giorno è una riformulazione della disposizione del concordato preventivo che tiene conto di ciò che suggeriscono i consigli nazionali dei dottori commercialisti e dei ragionieri.
Non posso accogliere l'invito del Governo, in quanto mi si dice che la soluzione si può trovare in via interpretativa: ho difficoltà a ritenere che in via interpretativa si possa spostare un termine previsto dalla legge. Nella legge si dice che l'istanza deve essere presentata il 16 marzo: nel mio ordine del giorno propongo che il termine per l'istanza venga spostato al 30 aprile...

PRESIDENTE. Prendo atto, allora, che non accetta l'invito al ritiro...

MAURIZIO LEO. Tuttavia, invito tutti i colleghi ad esaminare con attenzione il mio ordine del giorno, altrimenti non si prende gettito.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Leo n. 9/4447/135, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale) (Vedi votazioni).
(Presenti 457
Votanti 440
Astenuti 17
Maggioranza 221
Hanno votato
317
Hanno votato
no 123).


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Prendo atto che l'onorevole Foti ha erroneamente espresso un voto contrario, mentre avrebbe voluto esprimere un voto favorevole.
Chiedo all'onorevole Mazzocchi se insista per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/136, accolto come raccomandazione dal Governo.

ANTONIO MAZZOCCHI. Signor Presidente, le chiedo scusa, perché lei sa che io...

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego...

ANTONIO MAZZOCCHI. Signor Presidente, le chiedo scusa, perché sa che io, per un eccessivo rispetto e per una troppo corretta interpretazione del mio ruolo di segretario di Presidenza, raramente intervengo in quest'aula. Tuttavia, mi corre l'obbligo di intervenire perché ho visto che il Governo non vuole comprendere un errore che sta commettendo con l'applicazione dell'articolo 14.
Mi rivolgo anche al Comitato dei nove: come sapete, per alcune disposizioni della legge finanziaria per il 2002, si è iniziato un procedimento di infrazione da parte della Comunità europea. Il nostro Governo, giustamente, ha dovuto correggere queste disposizioni e, con l'articolo 14, direi che in parte si è raggiunto tale obiettivo. Di fatto, però, poi abbiamo chiuso il mercato dei servizi pubblici locali, poiché nessuna impresa nazionale, comunitaria ed extracomunitaria operante nel settore...

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego. Onorevole Pescante, mi faccia la cortesia...

ANTONIO MAZZOCCHI. ...può partecipare a gare. Di fatto, onorevole Armosino, viene bloccato il processo di privatizzazione delle società degli enti locali, arrecando gravi danni - direi irreparabili - ai comuni che ne sono azionisti e a tutti coloro che sono anche risparmiatori e fanno parte, come azionisti, di queste società.
Allora, non riesco a comprendere perché noi della Casa delle libertà - mi consenta questa polemica - che siamo per la concorrenza dei servizi pubblici locali, che siamo per la privatizzazione delle imprese in mano agli enti locali, non vogliamo correggere questo articolo 14 del provvedimento.
Signor sottosegretario, lei sa bene che la gran parte di queste società sono quotate in borsa e sa bene cosa succederà in borsa da domani, se si metteranno in pericolo queste società. Lei poi dovrà venire a spiegare in quest'aula perché in borsa succederanno alcune cose, per cui alcuni risparmiatori fuggiranno e alcuni enti locali non sapranno poi a chi dare risposta.
Pertanto, la pregherei di prendere l'impegno di correggere tale errore attraverso la finanziaria. Altrimenti, insisterò per la votazione del mio ordine del giorno.

PRESIDENTE. Onorevole Armosino, può chiarire questo punto?

MARIA TERESA ARMOSINO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, in questa sede posso accogliere l'ordine del giorno come raccomandazione. Lo riaffronteremo in seguito.

PRESIDENTE. In tal caso prendo atto che l'onorevole Mazzocchi insiste per la votazione.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Mazzocchi n. 9/4447/136, accettato dal Governo come raccomandazione.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


Pag. 77


Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 460
Votanti 446
Astenuti 14
Maggioranza 224
Hanno votato
181
Hanno votato
no 265).

Chiedo ai presentatori dell'ordine del giorno Boato n. 9/4447/137 se accettino la riformulazione proposta dal Governo.

MARCO BOATO. Signor Presidente, nella seduta di lunedì 17 novembre, durante la discussione sulle linee generali, ho letto integralmente in quest'aula la lettera che il presidente dell'Autorità di garanzia per la tutela dei dati personali, professor Rodotà, ha inviato a tutti i capigruppo della Camera per attirare l'attenzione sulla gravità delle previsioni dell'articolo 50 del decreto-legge in esame. Questo, introducendo la cosiddetta tessera del cittadino, costituisce banche dati centralizzate con una sorta di schedatura di massa di tutti i cittadini sotto il profilo della condizione sanitaria. Per questo, lunedì scorso, oltre ad aver letto integralmente la suddetta lettera ho tradotto tale preoccupazione, condivisa e fondata, nell'ordine del giorno in esame. La rappresentante del Governo, alla quale chiederei un attimo di attenzione, ha accettato tale ordine del giorno con una riformulazione che, se ho capito bene, impegna il Governo «ad adottare le adeguate iniziative normative al fine di escludere il trattamento dei dati sensibili degli assistiti».

PRESIDENTE. Sì, onorevole Boato, la riformulazione è questa.

MARCO BOATO. È sicuramente una riformulazione riduttiva rispetto a quella che avevo originariamente presentato. Tuttavia, poiché ritengo importante che vi sia un impegno del Governo - e non un accoglimento come raccomandazione - a tutela dei dati sensibili di tutti gli assistiti dal servizio sanitario nazionale, accetto la riformulazione proposta e non insisto per la votazione.

PRESIDENTE. Prendo atto che i presentatori dell'ordine del giorno Lion n. 9/4447/138, non accettato dal Governo, insistono per la votazione.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Lion n. 9/4447/138, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 460
Votanti 458
Astenuti 2
Maggioranza 230
Hanno votato
182
Hanno votato
no 276).

Chiedo ai presentatori dell'ordine del giorno Cima n. 9/4447/139, se accettino la riformulazione proposta dal Governo.

LAURA CIMA. Signor Presidente, vorrei chiedere alla sottosegretaria se, accettando la riformulazione da lei proposta, non sia possibile che lei accetti l'ordine del giorno.

MARIA TERESA ARMOSINO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. No, il Governo accoglie comunque tale ordine del giorno come raccomandazione.

PRESIDENTE. In tal caso prendo atto che i presentatori insistono per la votazione. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Cima n. 9/4447/139, accolto dal Governo come raccomandazione.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


Pag. 78


Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 455
Votanti 454
Astenuti 1
Maggioranza 228
Hanno votato
179
Hanno votato
no 275).

Prendo atto che l'onorevole Garagnani non è riuscito a votare.
Prendo atto che i presentatori dell'ordine del giorno Pecoraro Scanio n. 9/4447/140, non accettato Governo, insistono per la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Pecoraro Scanio n. 9/4447/140, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 461
Votanti 455
Astenuti 6
Maggioranza 228
Hanno votato
175
Hanno votato
no 280).

Prendo atto che i presentatori dell'ordine del giorno Cento n. 9/4447/141, non accettato Governo, insistono per la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Cento n. 9/4447/141, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 464
Votanti 462
Astenuti 2
Maggioranza 232
Hanno votato
179
Hanno votato
no 283).

Prendo atto che i presentatori dell'ordine del giorno Zanella n. 9/4447/142, accettato dal Governo, accettano la riformulazione proposta al Governo e non insistano per la votazione.
Onorevole Mancini, insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/143, accolto dal Governo come raccomandazione?

GIACOMO MANCINI. No, signor Presidente. Mi fa piacere che il Governo accolga come raccomandazione un ordine del giorno che rappresenta una forte denuncia del fallimento della sua politica che non favorisce il Mezzogiorno. Ritengo sia un'ammissione di responsabilità alla quale mi auguro faccia seguito un cambio di rotta netto e perentorio.

PRESIDENTE. Prendo atto che i presentatori dell'ordine del giorno Bersani n. 9/4447/144, non accettato dal Governo, insistono per la votazione.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Bersani n. 9/4447/144, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 457
Votanti 456
Astenuti 1
Maggioranza 229
Hanno votato
181
Hanno votato
no 275).

Chiedo ai presentatori dell'ordine del giorno Folena n. 9/4447/145 se insistano per la votazione del loro ordine del giorno, non accettato dal Governo.

PIETRO FOLENA. Sì, signor Presidente. Vorrei invitare il sottosegretario


Pag. 79

Armosino a rivedere il proprio parere contrario. Parliamo ancora della questione di servizi pubblici.
Voglio ricordare che l'articolo 35 della finanziaria 2002 aveva stabilito l'obbligo per gli enti locali di assegnare l'esercizio dei servizi pubblici locali a società di capitali da individuarsi attraverso una gara, e che contro quella norma si è elevata la protesta degli enti locali, oltre che ovviamente di molte aziende municipalizzate e di quelle aziende a capitale misto che gestiscono i servizi pubblici in virtù di un affidamento diretto da parte dei comuni.
A me preme in modo particolare la questione idrica, perché per ciò che riguarda la distribuzione di quel bene primario, che è l'acqua, in rapporto ad esempio alla telefonia, ai trasporti locali e all'elettricità, non si può dire all'utente (per l'acqua): scegli il gestore che ti piace di più. In questo caso infatti non vale un'idea di concorrenza, né è possibile pensare che un bene così prezioso e vitale per la vita delle persone e per l'economia possa essere sottoposto, come altri servizi, alle leggi del mercato. Il ruolo del soggetto pubblico in questo settore va difeso e preservato e questo vuol dire che non deve essere tutto necessariamente affidato al privato. Guardo alla Toscana, per esempio - realtà locali molto avanzate -, dove si è innescato un proficuo ed utile rapporto fra il pubblico e il privato.
Con questo ordine del giorno, dunque, si invita il Governo a non stabilire dirigisticamente, nei confronti degli enti locali, violando anche il titolo V della Costituzione e l'autonomia decisionale degli enti locali, ciò che devono fare rispetto ai propri servizi. Dato che si parla molto di devoluzione - lo dico rispetto alla sensibilità di tanti colleghi della maggioranza di Governo, in modo particolare della Lega -, a me pare importante che, nel momento in cui si lascia allo Stato la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni, si lavori nello stesso tempo per elaborare una legge che aiuti i servizi pubblici locali delle regioni e la potestà regolamentare degli enti locali, per evitare in modo particolare che un grande bene collettivo e un diritto universale, come quello di ottenere l'acqua, che deve essere dichiarato un grande diritto umano, debba finire con l'essere privatizzato.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Folena n. 9/4447/145, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 446
Votanti 440
Astenuti 6
Maggioranza 221
Hanno votato
153
Hanno votato
no 287).

Chiedo all'onorevole Carbonella se insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/146, accolto dal Governo come raccomandazione.

GIOVANNI CARBONELLA. Le chiedo, Presidente, di farmi esporre le ragioni per le quali non accetto che il Governo abbia accolto come raccomandazione il mio ordine del giorno (così come molto cortesemente il sottosegretario mi aveva anticipato). Già è mortificante accettare di discutere un tema importante, come quello dell'amianto, in un ordine del giorno, a causa di una maggioranza che pone il voto di fiducia sul provvedimento; figuriamoci se possiamo poi ridurlo in poche battute come la raccomandazione. Sono io che devo fare la raccomandazione al Governo di rivedere, di riconsiderare e di riflettere sulla gravità del problema amianto, dal momento che con l'articolo 47 voi state commettendo un gravissimo errore e oserei dire quasi un delitto sociale nei confronti di quei lavoratori che sono gravemente ammalati, che sono esposti, nei siti dove lavorano, al rischio di contrarre malattie gravissime (Applausi dei deputati


Pag. 80

dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, di Rifondazione comunista, Misto-Comunisti italiani, Misto-Socialisti democratici italiani e Misto-Verdi-l'Ulivo - Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale)! Con l'articolo 47 avete cancellato ciò che noi, con la legge 257 del 1992, eravamo riusciti a fare.
Mi si deve allora spiegare perché mai è stato abbassato il coefficiente da 1,50 a 1,25. Perché mai un lavoratore deve essere esposto otto ore al giorno a 100 fibre/litro? Perché mai a questo lavoratore non devono essere calcolati sui contributi previdenziali i benefici che precedentemente gli venivano riconosciuti?
Pertanto, per forza devo dire, caro signor Presidente, che se questo Governo non ha la consapevolezza di considerare il problema amianto un problema di salute pubblica molto probabilmente noi non solo non risparmieremo quelle risorse che voi trovate per i forti e negate ai deboli e ai lavoratori, ma soprattutto aggraverete il problema, perché il problema amianto, se non si fa la bonifica dei siti, se non si fa atto di prevenzione, sarà un problema gravissimo per l'economia del paese, ma soprattutto per la salute di quei tanti lavoratori che oggi soffrono (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e Misto-Comunisti italiani).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Carbonella n. 9/4447/146, accolto dal Governo come raccomandazione.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 441
Votanti 435
Astenuti 6
Maggioranza 218
Hanno votato
180
Hanno votato
no 255).

Prendo atto che i presentatori degli ordini del giorno Di Gioia n. 9/4447/147 e Lusetti n. 9/4447/147-bis non insistono per la votazione dei loro ordini del giorno accolti dal Governo come raccomandazione. Prendo atto altresì che i presentatori degli ordini del giorno Rava n. 9/4447/148 e Gioacchino Alfano n. 9/4447/149 accettano la riformulazione e non insistono per la votazione dei loro ordini del giorno accolti dal Governo come raccomandazione e che anche l'onorevole Bogi non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/150, accolto come raccomandazione dal Governo.
Onorevole Pinotti, insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/151, non accettato dal Governo?

ROBERTA PINOTTI. Sì, Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROBERTA PINOTTI. Presidente, l'Istituto italiano di tecnologia, previsto con un consistente finanziamento nel decreto all'articolo 4, in realtà in questo testo non rappresenta niente più di un titolo. Anche ciò ha suscitato contrarietà e discussioni da parte di molti esponenti del mondo industriale e della ricerca nonché da parte della Conferenza dei rettori. Infatti, se dove vi è un titolo non si spiega ciò che vi è contenuto, inevitabilmente sorgono preoccupazioni. Tra l'altro, vi è stato anche un ampio dibattito sulla stampa, con interventi sia a favore sia contro, che tutti abbiamo seguito con attenzione.
Mi riferisco, in particolare, ad un articolo uscito proprio lunedì che delinea un percorso molto simile a quello che cerchiamo di proporre con questo ordine del giorno. Infatti, se vogliamo prendere sul serio la proposta, bisogna anche capire come renderla effettiva.
Abbiamo la consapevolezza che, per quanto riguarda la ricerca, siamo al tempo limite per non perdere il treno e per non perdere la possibilità di essere competitivi


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in questo campo. Per questo abbiamo immaginato come questi finanziamenti possano essere effettivamente utili.
In questo articolo si afferma che non si può inventare dal nulla qualcosa, evidenziando il fatto che esistono già punti di eccellenza che si possono mettere in rete e che questo istituto può utilizzare affinché i finanziamenti possano davvero servire.
Dunque, nel presente ordine del giorno, proponiamo: di creare una rete permanente di collegamento tra centri di eccellenza nell'ambito della ricerca pubblica e privata; di individuare filiere tecnologiche in relazione alle vocazioni di sviluppo dei diversi territori; di selezionare i livelli di eccellenza della ricerca pubblica e privata disponibili; di determinare gli obiettivi, gli strumenti, i punti di eccellenza, nonché le priorità da realizzare in materia di ricerca.
Allora, non si capisce perché, nel prendere sul serio una proposta e quindi l'aver voluto cimentarci per affermare come queste cose possano essere realizzate seriamente, ci sia stata la contrarietà del Governo.
Proprio perché riteniamo che il percorso debba essere svolto con serietà, invitiamo il Governo a rivedere la propria posizione e, comunque, invitiamo gli esponenti della maggioranza che un po' si sono occupati del settore della ricerca di esprimere un voto favorevole su un ordine del giorno che non fa altro che delineare un percorso realistico rispetto a quello che, altrimenti, rischia di rimanere un titolo vuoto (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Pinotti n. 9/4447/151, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 449
Votanti 443
Astenuti 6
Maggioranza 222
Hanno votato
167
Hanno votato
no 276).

Chiedo all'onorevole Labate se accetta la riformulazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/152, accolto come raccomandazione dal Governo.

GRAZIA LABATE. Signor Presidente, credo che il sottosegretario Armosino debba rivedere il parere espresso sul mio ordine del giorno, in quanto lo stesso ordine del giorno presentato dall'onorevole Boato è stato accettato con la riformulazione che io accetterei.
Quindi, chiedo al sottosegretario se intenda rivedere il proprio parere.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Labate n. 9/4447/152, accolto dal Governo come raccomandazione.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 450
Votanti 448
Astenuti 2
Maggioranza 225
Hanno votato
169
Hanno votato
no 279).

Onorevole Ruggeri, insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4447/153, accolto dal Governo come raccomandazione?

RUGGERO RUGGERI. Signor Presidente, non insisto per la votazione e ringrazio il Governo per il parere espresso. Tuttavia, chiedo un'ulteriore valutazione perché l'ordine del giorno in esame in realtà... chiedo un attimo di attenzione...


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PRESIDENTE. Onorevole Armosino, stia attenta. Sono le ultime cose, abbiamo lavorato tanto...

RUGGERO RUGGERI. L'ordine del giorno non prevede una spesa, anzi, al contrario, se fosse accolto comporterebbe un'entrata certa e sicura per l'erario. Forse la formulazione non è del tutto corretta, tuttavia potrei accettare la sostituzione della parola «impartisca», che è vincolante, con le parole «valuti di impartire», se questo dovesse consentire al Governo di accettare l'ordine del giorno (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Visto che il Governo non chiede la parola, onorevole Ruggeri, insiste per la votazione?

RUGGERO RUGGERI. No, signor Presidente.

PRESIDENTE. Sta bene. L'ordine del giorno è accolto come raccomandazione.
Prendo atto che i presentatori dell'ordine del giorno Giorgio Conte n. 9/4447/154 non insistono per la votazione.
Prendo altresì atto che l'onorevole Arnoldi accetta la riformulazione proposta dal Governo del suo ordine del giorno n. 9/4447/155 e non insiste per la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. Bulgarelli 9/4447/156, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 437
Maggioranza 219
Hanno votato
163
Hanno votato
no 274).

Passiamo all'ordine del giorno Innocenti n. 9/4447/157.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Innocenti. Ne ha facoltà.

RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, le chiedo qualche minuto per illustrare brevemente i motivi per cui insisto per la votazione dell'ordine del giorno in esame, che tratta la materia dei lavoratori esposti all'amianto. Abbiamo già avuto modo di discutere della vicenda in questa Assemblea lo scorso anno, quando abbiamo tutti votato un emendamento per dare certezza ai diritti di migliaia di lavoratori che sono stati esposti all'amianto per più di dieci anni. Tali lavoratori, prima dell'entrata in vigore del decreto-legge in esame, potevano avvalersi di una disciplina che prevedeva benefici previdenziali per poter ottenere un percorso di uscita dall'attività lavorativa dopo molti anni di lavori usuranti, a contatto con una sostanza che sappiamo essere altamente pericolosa per l'incolumità dei lavoratori stessi.
Sappiamo che il testo del decreto-legge è giunto in questo ramo del Parlamento con alcune modificazioni. Sappiamo anche che il Senato, in sede di esame della legge finanziaria, ha individuato ulteriori ipotesi di modifica rispetto al testo presentato dal Governo che prevedeva la completa abrogazione della normativa precedente, gettando nello sconcerto e nell'incertezza molte migliaia di lavoratori che avevano ottenuto la possibilità di vedersi riconosciuto il loro diritto attraverso una procedura che prevedeva la certificazione da parte dell'INAIL dopo una serie di esami sulla base di atti di indirizzo impartiti alle commissioni dello stesso INAIL competenti per materia.
Con l'ordine del giorno in esame intendiamo sottoporre all'attenzione dei colleghi la necessità di ripristinare una situazione di giustizia nei confronti di queste migliaia di lavoratori che attendono dal Parlamento una risposta in termini di sicurezza, per quanto riguarda l'ottenimento di tali diritti.
Il Governo è intervenuto mentre il Senato stava portando a termine un compito


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di difficile e di sicuramente complessa articolazione: la revisione della disciplina esistente. La Commissione lavoro del Senato era riuscita a raggiungere un accordo su un testo unificato, sul quale sarebbe stato peraltro possibile introdurre ulteriori aggiustamenti. L'intervento imperativo del Governo annulla tutto ciò.
Quello che chiediamo con l'ordine del giorno in esame, onorevoli colleghi, è di ripristinare un quadro di certezza e dare a tali lavoratori che vivono in questa situazione di sconcerto una possibilità di credere ancora che le istituzioni facciano il loro dovere fino in fondo, per difendere i diritti di questi lavoratori più deboli, che forse qui non hanno molte lobby, e per far sì che le tante manifestazioni e gli impegni che so che i parlamentari, indipendentemente dalla loro collocazione in questa Assemblea, hanno assunto, possano avere seguito (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Innocenti n. 9/4447/157, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 434
Votanti 432
Astenuti 2
Maggioranza 217
Hanno votato
163
Hanno votato
no 269).

Prendo atto che l'onorevole Motta non è riuscita a votare e intendeva esprimere voto favorevole.
Prendo altresì atto che i presentatori dell'ordine del giorno Lo Presti n. 9/4447/160, accolto come raccomandazione dal Governo, non insistono per la votazione.

ORLANDO RUGGIERI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ORLANDO RUGGIERI. Signor Presidente, alla luce della nuova formulazione dell'ordine del giorno Cazzaro n. 9/4447/96, ritiro il mio ordine del giorno n. 9/4447/161.

PRESIDENTE. Ha ragione, onorevole Ruggieri. Per lo stesso motivo sono stati ritirati anche gli ordini del giorno La Malfa n. 9/4447/162 e Stradella n. 9/4447/163. Avverto, infatti, che l'ordine del giorno Cazzaro n. 9/4447/96, precedentemente accantonato, è stato riformulato ed è stato sottoscritto, tra gli altri, anche dall'onorevole Campa, dall'onorevole La Malfa, dall'onorevole Buontempo e da altri colleghi.
Avverto che il Governo ha accettato la riformulazione proposta.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Cazzaro n. 9/4447/96 (nuova formulazione), accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 433
Votanti 427
Astenuti 6
Maggioranza 214
Hanno votato
416
Hanno votato
no 11).

Prendo atto che l'onorevole Buontempo, che ha erroneamente espresso voto contrario, avrebbe voluto esprimere voto favorevole.
È così esaurita la trattazione degli ordini del giorno presentati.

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