Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 389 del 13/11/2003
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(Iniziative per inserire il progetto del corridoio n. 8 nella lista dei progetti prioritari per la realizzazione di reti di trasporto transeuropee - n. 2-00933)

PRESIDENTE. L'onorevole Roberto Barbieri ha facoltà di illustrare l'interpellanza Violante n. 2-00933 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 4), di cui è cofirmatario.

ROBERTO BARBIERI. Signor Presidente, rinuncio ad illustrarla.

PRESIDENTE. Il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti, onorevole Tassone, ha facoltà di rispondere.

MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Tenterò di fornire una risposta all'interpellanza presentata dall'onorevole Violante e da altri colleghi.
Il corridoio paneuropeo n. 8 è stato definito nella Conferenza paneuropea di Helsinki del 1996 e, in Italia, ha come terminali i porti di Bari e Brindisi. Allo scopo di assistere la presidenza del comitato direttivo del corridoio e gli Stati membri nella selezione e nel finanziamento dei progetti infrastrutturali, il Governo italiano si è fatto carico della creazione di una struttura tecnica con specialisti internazionali in materia di valutazione di progetti, di architettura e finanziaria, dedicata interamente alla realizzazione del corridoio.
Pertanto, a valere sui finanziamenti della legge n. 84 del 2002 il Ministero delle attività produttive, d'intesa con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ha assegnato alla Fiera del Levante il compito di ospitare il segretariato tecnico del predetto corridoio.
Le ragioni di tale scelta sono di varia natura. La prima è che la Fiera del Levante è già un soggetto autorizzato ad utilizzare i fondi di cui alla legge n. 84 citata. A ciò si aggiunge che la Fiera del Levante è certamente uno dei soggetti più prestigiosi che operano nel Mezzogiorno


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d'Italia, in un settore internazionale comprendente la promozione e lo scambio di beni e servizi.
Per quanto riguarda l'inserimento del corridoio n. 8 all'interno delle opere ritenute di preminente interesse europeo, il Governo italiano, attraverso un'intensa opera di mediazione, ha ottenuto l'importante risultato di includere dello scenario delle reti TEN di prossima approvazione quattro progetti di rilevante interesse per il nostro paese: linea ferroviaria Torino-Lione, linea ferroviaria Monaco di Baviera-Brennero-Lione, linea ferroviaria Lione-Basilea-Gottardo-Milano-Genova e le autostrade del mare del Mediterraneo occidentale e dell'Adriatico. Quanto alla linea ferroviaria Durazzo-Tirana-Skopje-Sofia, che nella proposta elaborata dal gruppo di lavoro presieduto da Van Miert avrebbe dovuto rappresentare l'opera di avvio del corridoio n. 8, si è dovuto prendere atto che il progetto non presenta, allo stato, un sufficiente livello di definizione, né, tanto meno, una prospettiva di finanziabilità tale da renderlo maturo per l'inserimento nella rete di trasporto TEN.
Ciononostante, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sta continuando a sviluppare iniziative con i paesi interessati dal corridoio n. 8, tanto sul piano tecnico che su quello politico. Come già anticipato con la nota del 22 ottobre 2003, sono stati avviati contatti con Ferrovie dello Stato e ANAS che si sono concretizzati, da ultimo, in una riunione svoltasi lo scorso 11 novembre presso l'unità tecnico-operativa per i Balcani della Presidenza del Consiglio dei ministri, cui hanno preso parte rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei ministri, del Ministero degli affari esteri, del Ministero delle attività produttive, dell'ANAS e di RFI, oltre che di questo ministero.
La discussione ha consentito di scambiare informazioni e di acquisire dati riguardo all'accordo tra il Ministero delle attività produttive e la Fiera del Levante Servizi Srl per la costituzione del segretariato del corridoio n. 8, che è stato sottoscritto il 16 settembre 2003 e di cui è in corso di trasferimento il relativo finanziamento.
A seguito del coinvolgimento di ANAS e RFI nel progetto del corridoio n. 8, sono stati presi contatti con i ministeri dei trasporti di Albania, Macedonia, Bulgaria, Grecia e Turchia, volti a istituire tavoli tecnici con le corrispondenti agenzie nazionali per le strade e le ferrovie.
È stata predisposta la partecipazione di questo Ministero delle infrastrutture e dei trasporti alle riunioni del gruppo che si è costituito presso la Commissione europea per mettere a punto la lista dei progetti che formeranno il «south-east european transport network», ovvero lo scenario entro il quale si collocheranno gli interventi nel settore dei trasporti del prossimo decennio per quanto attiene ai paesi dell'Europa medio-orientale.
In tale ambito, il nostro ministero adotterà tutte le iniziative necessarie a riportare il corridoio 8 all'interno delle opere di interesse europeo, ferme restando l'importanza e l'attenzione ad esso attribuite in sede nazionale.
Queste sono le iniziative che sta mettendo in atto il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Lei, onorevole Roberto Barbieri, saprà, più di me e più di noi, che il problema non riguarda semplicemente un ministero.
Abbiamo fatto riferimento all'Europa. Il corridoio 8, assieme al corridoio 5 ed al corridoio 1, rappresentano un momento fondamentale d'interrelazione e di costruzione dell'Europa, per dare all'Europa stessa una sua identità. Pertanto, non si tratta di uno sforzo che deve fare solo il ministero. Esso deve essere compiuto con il concorso del Parlamento e del Governo. Deve essere una strategia che coinvolge tutto il Governo, nel suo complesso, e, soprattutto, tutta l'Europa.
Noi abbiamo ben presenti i problemi dei Balcani ed il ruolo che deve avere il corridoio adriatico-ionico in una prospettiva - da costruire e da realizzare - non soltanto ai fini dei Balcani, di una penetrazione


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e di una presenza del nostro paese negli stessi Balcani, ma anche nell'ambito del Mediterraneo.
Le ho risposto che il corridoio 8 non trova, in questo momento, collocazione nella lista che è stata più volte oggetto di attenzione, in questi giorni - ne ho dato, anche, una motivazione sul piano tecnico - , anche se vi sono tutte le premesse, affinché il corridoio n. 8 possa rappresentare un momento di realizzazione fondamentale.
Mi sento di affermare che in assenza di detto corridoio 8, non hanno senso nemmeno il corridoio 5 ed il corridoio 1. Vi devono essere una strategia ed un'articolazione complessiva e forte per realizzare una struttura ed un'articolazione più impegnative e molto più avvolgenti, che diano il senso del nostro impegno, ma soprattutto, di un'identità europea.
Ritengo che l'interpellanza, che ha come primo firmatario l'onorevole Violante e di cui lei è cofirmatario, dia possibilità di discutere, in questo momento, del tema.
Su tale tema si sono anche interessate le Commissioni di merito: la Commissione lavori pubblici e la Commissione trasporti che, in seduta congiunta, hanno sentito i ministri interessati, quello delle infrastrutture e dei trasporti e quello delle politiche europee.
Giunge oggi, in quest'aula, attraverso un atto di sindacato ispettivo, l'esame di tale argomento, che dovrà avere un suo seguito.
Credo che tale materia, rispetto alla definizione di una politica di infrastrutture complessive dell'Europa, correlata anche ad una politica complessiva del Governo, debba avere - ripeto - un seguito anche in un dibattito parlamentare più approfondito.
I parlamentari dispongono degli strumenti e dei mezzi per innescare processi rivolti ad un doveroso atto d'indirizzo parlamentare in merito. Ritengo che la discussione odierna sia la premessa di un dibattito che dovrà arricchirsi sempre più.
Il Governo farà la sua parte, ma, certamente, esso dovrà avere il sostegno del Parlamento, che ritengo essenziale per approdare a risultati apprezzabili, che riguardano non soltanto il futuro del nostro paese, ma anche l'identità ed il futuro dell'Europa.

PRESIDENTE. Grazie, viceministro Tassone. L'onorevole Roberto Barbieri, cofirmatario dell'interpellanza, ha facoltà di replicare.

ROBERTO BARBIERI. Ringrazio il viceministro, onorevole Tassone, per la sua risposta all'interpellanza che ho presentato assieme ad autorevoli membri del mio partito.
Lo ringrazio perché il viceministro rende molto di più quando parla pensando spontaneamente rispetto a quando legge carte preparate...

PRESIDENTE. Lo facciamo quasi tutti.

ROBERTO BARBIERI. ...in modo, direi superficiale, dagli uffici.
In tali carte sembrava confondersi il tema di una grande infrastruttura strategica con quello di un contentino che il Presidente Berlusconi ha concesso al presidente Fitto, nel costituire una struttura burocratica, quale il segretariato, all'interno della Fiera del Levante di Bari.
Ciò che mi preme dire, nel dichiararmi - e mi dispiace, data la gentilezza del viceministro - completamente insoddisfatto...

MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Completamente!

ROBERTO BARBIERI. ...è che le interpellanze - la mia come quella del collega Vianello - giungono opportune, poiché siamo proprio all'indomani della presentazione della lista delle infrastrutture prioritarie.
Detta presentazione, purtroppo, segna un passaggio a vuoto, secondo me, per l'Italia ed, in particolare, per l'intero Mezzogiorno.
Quali che siano le ragioni di ordine amministrativo, come anche pare evidente da una lettura ristretta, per esempio, del


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concetto di transnazionalità (che ha portato, tra l'altro, ad escludere il ponte sullo stretto, che invece era considerabile come parte del corridoio n. 1 per portare l'alta velocità fino a Palermo), il Mezzogiorno d'Italia è sostanzialmente assente dalla lista dei 31 progetti prioritari definiti dalla Commissione europea in materia di trasporto, con l'importante, ma ancora generica, eccezione delle autostrade del mare. Questo è ancora più grave, signor viceministro, perché altri «mezzogiorni» d'Europa - la Grecia, la Spagna e il Portogallo - hanno ottenuto molto di più: avevano governi ben più solidi alle spalle. Si pensi all'alta velocità e al link intermodale tra Spagna e Portogallo, capace di connettere queste due economie nella rete europea, e alla rete autostradale che sale dalla Grecia verso i paesi interessati all'allargamento. Si tratta di esempi che mostrano maggiore presenza e autorevolezza degli altri governi rispetto al nostro. Questo è grave perché in un'era di competizione tra i territori, in un momento in cui le aree si confrontano sulla loro capacità di attrarre investimenti, turismo, di promuovere crescita, non possono non sfuggirci le implicazioni negative per le nostre regioni del Mezzogiorno nell'assenza di un'iniziativa comunitaria di questa importanza. Allo stesso modo, guardando al livello interno, da tale dimenticanza del sud e non del nord, come testimonia tra gli altri l'ottenimento della Torino-Lione - giustamente festeggiato dal ministro Tremonti -, non può che discendere un aumento del divario tra la situazione del nord e quella del sud del paese: il primo continua essere sempre collegato, anzi a sviluppare i collegamenti con i mercati internazionali di sbocco ed è integrato nella rete europea; il secondo già deve scontare storicamente infrastrutture insufficienti e adesso viene progressivamente emarginato dai grandi flussi.
In questo contesto, al di là della sua risposta, noi non possiamo che ribadire la necessità di prestare specifica attenzione - lo chiediamo al Governo - alle vicende del corridoio n. 8. Questa è un'infrastruttura essenziale se vogliamo assicurare alle imprese del sud mercati di sbocco soprattutto in un'ottica di geopolitica un po' più larga, che sfugge purtroppo alla politica estera di questo Governo. Vogliamo assicurare centralità al Mezzogiorno e con esso all'Italia nella nuova Europa che si va disegnando. Un'Europa che guarderà di più a sud ma lo farà solamente se noi la mettiamo in condizione e abbiamo la possibilità di guardare al sud.
Signor viceministro, c'è un problema di tempi di risposta ed è l'agenda che è stata appena dettata a Bruxelles a dirlo. Si impone l'esigenza di affrontare qui, subito e ora, le questioni della rete infrastrutturale del sud: il corridoio n. 8 deve divenire un caso emblematico. A noi non sfugge quanto lei diceva sull'articolazione di questo progetto, il suo coinvolgere molti paesi, che si aggiungono all'Europa a volte con amministrazioni deboli, che hanno anche uno status diverso nell'Unione europea, paesi nei quali gli interessi economici non sono a volte capaci di coagularsi e di far valere le proprie istanze in maniera vocale come è accaduto per le infrastrutture del nord.
Proprio per questa difficoltà che lei conosce, deve tuttavia esserci una politica capace di farsi portatrice del ruolo di guida dei processi e l'Italia non può sottrarsi a questo ruolo, così come non può sottrarsi ovviamente il suo Governo. Se essa vuole guadagnare il ruolo di leadership nel Mediterraneo, a cui sembra aspiri giustamente - tali sono le dichiarazioni del Presidente del Consiglio -, è sul corridoio n. 8 che deve avviare un'iniziativa politica forte. Secondo noi deve essere articolato in una prima fase di definizione di un accordo politico - politico, non tecnico, come lei diceva nella risposta - tra i diversi paesi interessati per la determinazione della volontà necessaria alla realizzazione dell'opera. La seconda fase dovrebbe essere volta a rafforzare quella struttura ora solo burocratica del segretariato ed orientarne l'azione verso la definizione di uno studio progettuale che, secondo lei, manca e che è diventato l'alibi per il quale non è presente nella quick list dell'Unione europea. La terza è diretta a


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definire un quadro completo delle risorse finanziarie necessarie per la realizzazione delle infrastrutture, sia attraverso la definizione delle quote di bilancio - perché così si lavora - dei singoli Stati membri disponibili, sia ad esempio valutando la possibilità di far intervenire la Banca europea degli investimenti, sia promuovendo il riorientamento dei fondi strutturali verso interventi infrastrutturali interessati dalla direttrice del corridoio.
Si impegni, quindi, il Governo a dare conto di queste iniziative entro l'anno, rapidamente, anche per i ritardi e la scarsa focalizzazione sul corridoio n. 8: basti pensare alla diversa attenzione che esso ha sulla stampa rispetto alle altre comparabili iniziative infrastrutturali e che quest'opera, così cruciale per il Mezzogiorno, non è rientrata tra le priorità della Commissione.
Se mi consentite un passaggio un po' politico, sarebbe tempo che questa disattenzione terminasse e che il Governo dimostrasse nei fatti e non a parole, dal Presidente Berlusconi al viceministro Miccichè, che è capace di pensare al Mezzogiorno; esso ha inopinatamente riposto speranze in una coalizione così sbilanciata verso gli interessi del nord, incapace di capire che per arrestare il declino dell'Italia, di cui tutti gli osservatori più attenti parlano, occorre guardare al Mezzogiorno sia per gli spazi di crescita economica che risultano in esso, sia perché il rafforzamento del suo legame con la sponda sud sposterebbe il baricentro europeo e assicurerebbe nuovamente al nostro paese un ruolo centrale. Si tratta di un'opportunità che la più profonda attenzione al corridoio n. 8 aiuterebbe a cogliere (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

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