Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 383 del 4/11/2003
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(Esame dell'articolo 11 - A.C. 4233)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 11 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 4233 sezione 14).
Nessuno chiedendo di parlare, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 11.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 381
Votanti 236
Astenuti 145
Maggioranza 119
Hanno votato
229
Hanno votato
no 7).

A questo punto, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione sui due articoli aggiuntivi riferiti all'articolo 11.

PIERFRANCESCO EMILIO ROMANO GAMBA, Relatore. Signor Presidente, la Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sull'articolo aggiuntivo Pisa 11.02, invitando i presentatori a trasfonderne il contenuto in un ordine del giorno, al fine di far salva la possibilità di prevedere, nell'ambito delle materie per la formazione dei militari in ferma volontaria, anche una parte relativa alle cosiddette politiche di pace, per rendere effettivo quanto si traduce in attività che spesso i militari italiani svolgono in missioni internazionali.
Quindi, si ritiene un po' limitativo e, nello stesso tempo, non idoneo dal punto di vista della tecnica legislativa inserire questa specificazione nella formulazione proposta dall'articolo aggiuntivo in questione, in particolare con riferimento al comma 2 che prevederebbe una tempistica dei primi sei mesi che mal si attaglia con le reali esigenze di formazione.
Mentre, per ragioni simili, ma tenendo conto anche del fatto che è previsto un onere non condivisibile, con riferimento all'articolo aggiuntivo Deiana 11.01, la Commissione esprime un parere contrario.

PRESIDENTE. Il Governo?

SALVATORE CICU, Sottosegretario di Stato per la difesa. Il Governo concorda con il parere espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Passiamo all'articolo aggiuntivo Pisa 11.02.


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Onorevole Pisa, accede all'invito al ritiro formulato dal relatore?

SILVANA PISA. Signor Presidente, innanzitutto vorrei illustrare questa proposta emendativa che, a nostro avviso, è particolarmente importante, in quanto riguarda uno dei compiti più delicati assunti dalle nostre Forze armate. Infatti, come evidenziato anche nel corso dell'esame in Commissione, le nostre Forze armate sono sempre più impegnate in operazioni internazionali di peacekeeping e peace enforcing che, pur nella diversa valutazione delle varie missioni, dovrebbero porre al centro la costruzione dei processi di pace. Uso il condizionale in quanto, in realtà, non tutte le operazioni internazionali in cui sono impegnati i nostri militari sono operazioni di pace, come dimostrato dall'occupazione dell'Iraq a fianco degli angloamericani. Ma ciò fa parte di un ragionamento più ampio che mi limito soltanto ad evocare.
Il nostro articolo aggiuntivo cerca di ampliare la formazione e le conoscenze dei nostri militari, attraverso tutte quelle strumentazioni che appaiono indispensabili per le strategie di intervento e di interpretazione dei diversi contesti civili, economici e sociali. Mi riferisco a conoscenze specifiche che, a nostro avviso, i militari devono possedere in ordine alle dinamiche dei conflitti etnici e religiosi e a conoscenze giuridiche, soprattutto a partire dalla nostra Costituzione e dal suo articolo 11 nonché dal diritto umanitario, dalla Convenzione di Ginevra in poi, fino ai trattati internazionali istitutivi dell'ONU. Appare inoltre necessaria una conoscenza delle corrette modalità di approccio con la popolazione civile.
Dunque, ritengo che per fare questo il ministro della difesa, di concerto con il ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, debba istituire, come proposto nell'articolo aggiuntivo in esame, corsi di formazione sulle politiche di pace. Siamo disponibili a trasfondere in un ordine del giorno il contenuto dell'articolo aggiuntivo in esame, ma dipende da quello che ci dirà il Governo.

PRESIDENTE. C'è dunque la richiesta di conoscere anticipatamente l'orientamento del Governo qualora il contenuto dell'articolo aggiuntivo in esame fosse trasfuso in un ordine del giorno.

SALVATORE CICU, Sottosegretario di Stato per la difesa. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SALVATORE CICU, Sottosegretario di Stato per la difesa. In tal caso, il Governo accetterebbe l'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Onorevole Pisa, accede all'invito al ritiro?

SILVANA PISA. Sì, signor Presidente, ritiro l'articolo aggiuntivo a mia firma 11.02.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo all'articolo aggiuntivo Deiana 11.01.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Deiana. Ne ha facoltà.

ELETTRA DEIANA. Signor Presidente, intervengo per spiegare la ragione di fondo che giustifica l'articolo aggiuntivo in esame. Intendiamo sollevare un problema radicale, poiché non si tratta soltanto di far apprendere rudimenti di pace ai giovani che aderiscono alla leva volontaria. Solleviamo un problema radicale, che attiene alla natura, alla funzione e anche alla base di legittimazione costituzionale delle nuove Forze armate, e non in quanto Forze armate non più di leva, ma in quanto Forze armate che sono state scollegate, nel processo di metamorfosi della concezione della difesa del paese, di cui ho parlato in precedenza, dall'obbligo di fedeltà al dettato costituzionale.
Non si tratta dunque della forma (Forze armate di leva obbligatoria o di leva volontaria), ma della natura e della base di legittimazione costituzionale. Non vigono più, o vigono in maniera camuffata e manipolata o manipolabile, le norme costituzionali che presiedono al


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l'uso della forza militare da parte dello Stato e legittimano tale uso in un contesto, nel quale l'Italia si riconosceva, al quale era sovraordinato il ruolo dell'ONU e che era subordinato al diritto internazionale.
Le nuove Forze armate, nel depotenziamento che si è venuto determinando di questo contesto politico nazionale e internazionale, rischiano di non avere più radici nella legittimazione costituzionale e di divenire Forze armate a disposizione del Governo di turno. La nostra critica, ovviamente, come ho già detto in Commissione difesa e durante la discussione sulle linee generali, va ben oltre l'attuale Governo e il provvedimento in esame. Si tratta di una critica che investe complessivamente la manovra e il percorso legislativo attraverso cui è avvenuta la metamorfosi del concetto di difesa, collegata alla metamorfosi avvenuta sul piano internazionale di tutta una serie di istituzioni, a partire dalla stessa NATO, la cui natura e funzione sono state completamente modificate durante la guerra contro la Serbia, nel summit di Washington del 1999, e in seguito alla guerra contro l'Afghanistan.
Allora, siamo in un contesto di stravolgimento e l'esercito italiano è stravolto nelle sue funzioni di base e nella sua natura. Ribadisco che rischia di essere un esercito alla mercé di scelte politiche non giustificate, non legittimate, non vincolate dagli obblighi costituzionali.
Per questo, istituire, di concerto con il ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, corsi vincolanti di formazione sul diritto e sulla politica di pace significa praticamente indicare una strada possibile - non la strada, ma una strada possibile -, affinché le nuove Forze armate, formate e reclutate su questa nuova base, abbiano perlomeno un ancoraggio agli obblighi costituzionali di fedeltà a quanto previsto, per esempio, dall'articolo 11, vale a dire al ripudio della guerra.
Vorrei aggiungere che è grandissima, anche tra le giovani leve, la mistificazione, la manipolazione ideologica circa la natura di queste missioni cosiddette di pace. Per lo più, sono missioni di intervento paramilitare, quando non direttamente militare, e, comunque, missioni che si propongono di collaborare ad un riordino e ad un riassetto dei poteri internazionali e dei rapporti di potere tra i paesi e le potenze, nei confronti delle parti più deboli del mondo, e che poco o nulla hanno a che fare con la pace.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Deiana 11.01, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 411
Votanti 409
Astenuti 2
Maggioranza 205
Hanno votato
186
Hanno votato
no 223).

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