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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 10 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 4233 sezione 13).
Ha chiesto di parlare l'onorevole Guido Giuseppe Rossi. Ne ha facoltà.
GUIDO GIUSEPPE ROSSI. Signor Presidente, intervengo per svolgere solo una considerazione. In precedenza una collega del centrosinistra...
PRESIDENTE. Le ricordo che il gruppo della Lega nord Padania ha esaurito il tempo a sua disposizione.
GUIDO GIUSEPPE ROSSI. Signor Presidente, le chiedo, a nome del gruppo, se potrebbe essere un po' elastico, visto che i nostri interventi non sono ostruzionistici...
PRESIDENTE. Non mancherò.
GUIDO GIUSEPPE ROSSI. Vorrei tentare di articolare un ragionamento, e la ringrazio: conosciamo la sua elasticità sotto questo punto di vista.
Come dicevo, in precedenza una collega del centrosinistra si chiedeva come mai i giovani non scelgano la professione del
soldato e la carriera militare. Penso che, probabilmente, la sinistra ci abbia messo qualcosa di suo, attraverso un'impostazione culturale ed una propaganda per cui soldato ed esercito sono uguali ad aggressività, guerra, violenza, forza e quant'altro.
In precedenza si è parlato di contraddizioni, ma vorrei osservare che è una bella contraddizione anche quella della sinistra, così come si è evidenziato nell'intervento precedente. Da una parte, infatti, l'immigrato deve essere accolto nel nostro paese senza regole e senza limiti, in quanto si deve pagare il prezzo del colonialismo del passato e dell'oppressione del mondo occidentale, ma poi lo accogliamo all'interno della nostra comunità e lo facciamo diventare braccio armato di questa supposta oppressione colonialista, neocolonialista o neoimperialista del mondo occidentale: si tratta di una contraddizione vostra, sicuramente non nostra!
Per arrivare agli emendamenti riferiti all'articolo 10 del disegno di legge al nostro esame, vale a dire gli emendamenti 10.1 e 10.2, di cui è primo firmatario l'onorevole Bricolo, ai quali chiedo di aggiungere anche la mia firma, vorrei dire che anche in questo caso si tratta di proposte emendative assolutamente interessanti per quanto riguarda il tema sollevato.
La domanda che ci dobbiamo rivolgere in quest'aula è la seguente: ha senso pensare ad un esercito volontario totalmente squilibrato per quanto riguarda l'appartenenza e la provenienza territoriale dei membri dello stesso? Ovviamente, ad avviso del gruppo della Lega nord Padania, la risposta è assolutamente negativa. Noi dobbiamo trovare degli strumenti e con l'emendamento presentato dall'onorevole Bricolo si dà un suggerimento. Poi, vi potranno essere altre soluzioni che, a mio avviso, in Commissione - ne parlavamo prima con il relatore - forse dovevano essere più meditate. Dobbiamo trovare strumenti per cercare di equilibrare la provenienza territoriale all'interno di questo esercito volontario. Infatti, già vi sono esempi negativi di eserciti squilibrati dal punto di vista della provenienza non etnica ma territoriale e sono vicini a noi: mi riferisco all'ex Jugoslavia, dove l'esercito federale iugoslavo era a preponderanza serba ed abbiamo visto cosa è accaduto in quel paese.
Pertanto, una risposta su questo tema dobbiamo fornirla. Non la possiamo liquidare come una proposta stravagante o un pallino della Lega nord Padania o degli esponenti leghisti: è un quesito serio a cui questa Assemblea deve dare una risposta. Peraltro, nell'esistente o nel preesistente esercito di leva di ferma obbligatoria questa proporzionalità territoriale esisteva naturalmente, perché ogni regione, in base alla propria consistenza demografica, più o meno, forniva una quota simile di partecipazione all'esercito nazionale con la ferma obbligatoria.
Dunque, lo Stato italiano ha compiuto questa scelta, giusta o sbagliata che sia. Da una ferma obbligatoria e, dunque, da un modello di esercito che, lo ripeto, risale alla rivoluzione francese e che rinviene la sua origine in epoca napoleonica, dove il cittadino deve anche fare il soldato, si è passati ad una scelta secondo cui non tutti i cittadini devono fare il soldato, bensì soltanto i volontari. Perdere questa proporzionalità territoriale, ad avviso del gruppo della Lega nord Padania, è qualcosa di assolutamente negativo. L'onorevole Bricolo ed i colleghi della Lega tentano di dare una risposta a questa esigenza. Spero che la Commissione ed il relatore aprano spiragli di dibattito su tale questione, che non è propagandistica, bensì seria e reale (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Bricolo. Ne ha facoltà.
FEDERICO BRICOLO. Signor Presidente, visti i tempi, il mio intervento sarà brevissimo. Con riferimento all'articolo 10, il nostro gruppo ha presentato due proposte emendative che cercano di tutelare il corpo degli alpini. Cerchiamo di dare incentivi per permettere ancora ai giovani che vivono nelle regioni dell'arco alpino di
pensare di fare il militare nel corpo degli alpini.
Già in Commissione, durante la discussione, abbiamo aperto un dibattito e siamo riusciti ad inserire nel testo il comma 1 dell'articolo 10 che va incontro alle richieste del corpo degli alpini, delle associazioni degli alpini, dell'associazione nazionale alpini, dell'associazione degli alpini padani e di tante altre associazioni presenti nel nostro territorio. Tuttavia, ciò che siamo riusciti ad inserire nel primo comma dell'articolo 10 non è sufficiente. Al riguardo, proponiamo emendamenti che diano incentivi sotto il profilo remunerativo e delle destinazioni, ed anche sotto il profilo del riconoscimento di licenze che permettano ai giovani del nord e delle regioni dell'arco alpino di pensare di svolgere la loro attività lavorativa nel nostro esercito, soprattutto nel corpo degli alpini.
Purtroppo, sappiamo che già da tempo il corpo degli alpini non è più composto, nella sua maggioranza, da persone che sono radicate nell'arco alpino e con questo nuovo esercito professionistico, considerate le opportunità lavorative che esistono al nord, sicuramente le fila dei nuovi alpini saranno nella stragrande maggioranza composte da persone che provengono da altre zone del nostro paese.
Penso che sia importante tutelare la specificità territoriale di un corpo che si muove, anche a livello operativo, in zone di montagna.
Invito tutti i parlamentari presenti in quest'aula a dare ancora speranza al glorioso corpo degli alpini che, spesso, viene sfruttato dai politici che sono sempre in prima fila quando si svolgono le grandi manifestazioni nazionali nelle città del nostro paese. Oggi, tutti i parlamentari hanno la possibilità, votando a favore degli emendamenti da noi presentati, di dare ancora speranza al corpo degli alpini affinché possa esservi ancora quella peculiarità territoriale che, altrimenti, inevitabilmente, andrà persa.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Caparini. Ne ha facoltà.
DAVIDE CAPARINI. Signor Presidente, date le argomentazioni dei colleghi e considerata la sensibilità dimostrata dal Governo in materia, vorrei chiedere al Governo stesso, visti i due emendamenti piuttosto corposi da noi presentati, se vi sia la possibilità di giungere ad una qualsiasi forma di riformulazione, tenuto anche conto del parere della Commissione bilancio. Dunque, chiedo se sia possibile arrivare ad un testo che tenga conto dei pareri di molti deputati che sono intervenuti e che interverranno a favore del corpo nazionale degli alpini.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Molinari. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE MOLINARI. Signor Presidente, le argomentazioni avanzate dalla Lega nord sull'articolo 10 partono, a mio avviso, da un assunto sbagliato. Il corpo degli alpini - lo voglio ricordare - nonostante la sua specificità è come ogni altro corpo delle Forze armate: ha in sé il valore dell'unità nazionale. Gli alpini non sono radicati solamente nelle regioni del nord, ma ci sono anche in Calabria, in Abruzzo e nel Molise. Avanzare proprio oggi, nella giornata della festa delle Forze armate, tali distinzioni significa non aver presente il ruolo ed il valore fortemente unitario delle nostre Forze armate dettato dalla Carta costituzionale. È errato, innanzitutto, da un punto di vista culturale, affrontare il tema in questi termini, ma lo è ancora di più giuridicamente. Come si fa a subordinare gli incentivi e le facilitazioni previsti dai loro emendamenti esclusivamente legandoli alla residenza e non allo status ed alla condizione di appartenenti al corpo degli alpini?
Per tali motivazioni voteremo contro gli emendamenti in esame ed invito i colleghi della Lega nord a convincere i giovani del nord ad arruolarsi nelle Forze armate e non trovare scorciatoie (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Scherini. Ne ha facoltà.
GIANPIETRO SCHERINI. Signor Presidente, vorrei rimarcare che quando si parla di corpo degli alpini si parla di una tradizione gloriosa che unisce l'intera penisola. Se voi tutti - come sono convinto - avete partecipato alle ricorrenze annuali della gloriosa associazione nazionale degli alpini, avrete visto che sventola il tricolore. Quindi, riterrei che lo spirito di questi emendamenti debba essere letto in senso unitario.
Per questo, mi permetto di chiedere al relatore ed al presidente della Commissione di chiedere al Presidente una breve sospensione dei lavori per svolgere alcune riflessioni sugli emendamenti in esame e cercare di arrivare al nocciolo del problema. Questo, sicuramente, non vuole dividere l'Assemblea, ma portarci a riflettere su alcuni concetti che trovano la propria sintesi in un corpo che, da sempre, non svolge solo un ruolo di difesa militare, ma anche un ruolo di presidio sui territori montani. Quando parlo di montagna non mi riferisco solo alle Alpi, ma anche agli Appennini. Inoltre, tale corpo svolge un ruolo di protezione civile, un ruolo di aiuto.
Dunque, tenuto conto anche di quanto enunciato poc'anzi dal relatore, chiedo la possibilità di rivedere e rimodulare gli emendamenti in esame e farli divenire compatibili allo spirito della legge.
PRESIDENTE. Chiedo al relatore, onorevole Gamba, di pronunciarsi sulla proposta di una breve sospensione dei nostri lavori, formulata dall'onorevole Scherini.
PIERFRANCESCO EMILIO ROMANO GAMBA, Relatore. Ritengo, signor Presidente, che si possa aderire alla proposta di sospensione formulata dall'onorevole Scherini, però con l'occasione, se lei mi consente, esprimerei il parere della Commissione sulle proposte emendative riferite all'articolo 10, evidenziando le criticità di tali proposte emendative che, seppure condivisibili in uno spirito generale ...
LUIGI OLIVIERI. Mi scusi, signor Presidente, ma vorremmo avanzare una proposta di riformulazione.
PRESIDENTE. Onorevole Olivieri, quella la si può fare solo in sede di Comitato dei nove. Quindi, la sospensione è preliminare alla richiesta di formulazione.
Prego, onorevole Gamba.
PIERFRANCESCO EMILIO ROMANO GAMBA, Relatore. Dicevo, appunto, che vorrei esprimere il parere della Commissione, per evidenziare le criticità delle proposte emendative, seppure condivisibili nello spirito dell'attenzione particolare al corpo degli alpini e alla possibilità di prevedere un particolare rapporto con coloro che provengono dalle regioni dell'arco alpino (come peraltro contenuto nell'emendamento accolto dalla Commissione, che costituisce l'articolo 10 così come attualmente formulato). Negli emendamenti presentati dagli onorevoli Bricolo e Caparini si prevedono una serie di incentivi all'arruolamento nel corpo alpino, per i provenienti dalle regioni dell'arco alpino stesso, che tuttavia non sono percorribili. In primo luogo, il mantenimento del servizio all'interno della propria regione di provenienza non si attaglia alla Lombardia e alla Liguria, dove attualmente non sono stanziati contingenti alpini. Inoltre, la parte relativa al particolare trattamento a favore delle truppe alpine, con riferimento a coloro che provengono da determinate regioni, a parte gli aspetti di costituzionalità è già in qualche modo contenuta nell'indennità operativa prevista per le truppe alpine, che è pari al 160 per cento dell'indennità operativa di base. Infine, non è possibile prevedere in un testo di legge norme specifiche come quelle riferite ai pernotti o ad altre situazioni simili, che sono tipicamente oggetto di provvedimenti di carattere esecutivo ed attuativo, di competenza degli organi delle Forze armate, dello stato maggiore della Difesa e quant'altro.
Formulerei, quindi, tenuto conto anche dei pareri contrari espressi dalla Commissione bilancio, un invito al ritiro di tali proposte emendative, per tramutarle in ordini del giorno. Qualora il Governo ritenga che si possa far salvo parte del
contenuto di queste proposte emendative, recependolo in disposizioni di carattere legislativo primario, allora in tal caso si potrebbe accogliere la proposta di una breve sospensione dei nostri lavori, proprio per esaminare la possibilità di accogliere lo spirito contenuto nelle proposte emendative riferite all'articolo 10.
PRESIDENTE. Prendo atto che anche il rappresentante del Governo è d'accordo per una breve sospensione dei nostri lavori. Quindi, non essendovi obiezioni, sospendo brevemente la seduta.
La seduta, sospesa alle 18,40, è ripresa alle 19,05.
PRESIDENTE. Onorevole Gamba, la invito a riferire all'Assemblea quanto deciso durante la sospensione.
PIERFRANCESCO EMILIO ROMANO GAMBA, Relatore. Signor Presidente, per il momento non siamo riusciti a trovare una quadratura, quindi le chiederei di accantonare l'esame dell'articolo 10 e delle proposte emendative ad esso presentate al fine di poter proseguire nell'esame degli altri articoli.
PRESIDENTE. Mi pare si parli di esito interlocutorio.
Non essendovi obiezioni, l'esame dell'articolo 10 e delle proposte emendative ad esso presentate si intende accantonato.
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