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PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca, onorevole Aprea, ha facoltà di
VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Signor Presidente, nel rispondere all'interrogazione parlamentare in discussione su delega della Presidenza del Consiglio dei ministri, vorrei prima di tutto confermare gli impegni assunti dal Governo per il miglioramento della scuola italiana, ribadendo che i risparmi derivanti dall'opera di razionalizzazione del sistema e di eliminazione degli sprechi avviata per avvicinarsi agli standard europei saranno impiegati per la scuola e per la valorizzazione del personale scolastico.
definizione delle norme generali sull'istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale. A testimonianza di questo impegno, vanno ricordate le risorse utilizzate per il contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto scuola del 24 luglio 2003 e quelle indicate dal piano programmatico di interventi finanziari per la scuola, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della suddetta legge n. 53 del 2003, approvato dal Consiglio dei ministri il 12 settembre ultimo scorso. Tale piano prevede complessivamente lo stanziamento di 8.320 milioni di euro nel periodo 2004-2008, per sostenere l'attuazione delle singole fase e dei diversi aspetti della riforma del sistema e per modernizzare l'intero sistema educativo nazionale.
PRESIDENTE. L'onorevole Mazzuca Poggiolini ha facoltà di
CARLA MAZZUCA POGGIOLINI. Signor Presidente, colleghi, onorevole sottosegretario, la risposta che oggi il Governo ci presenta sulla questione degli esoneri e dei semiesoneri per i docenti con funzioni vicarie, sebbene a parole molto rassicurante, non ci soddisfa affatto. Voglio ricordare che questa questione è stata da noi posta a febbraio 2003 nel pieno dell'anno scolastico trascorso. Anzi, dobbiamo dire che siamo ulteriormente allarmati per le disposizioni contenute nella legge finanziaria per il 2004 che vanno in direzione esattamente opposta a quanto da noi auspicato e forse anche da quanto detto dal sottosegretario in questa sede.
troppo ancora per poco, anche se mi sembra che tutto si è rimandato di un anno proprio perché il Governo si rende conto di quali problemi la nuova normativa e i nuovi criteri avrebbe creato nelle scuole e ci ha dato ragione nei fatti.
Vorrei anche confermare l'impegno a favore dell'autonomia scolastica che il Governo intende ulteriormente sviluppare e valorizzare, come previsto dalla legge delega 28 marzo 2003, n. 53, relativa alla
Quanto poi alle preoccupazioni espresse dall'onorevole interrogante circa una presunta abolizione dello strumento degli esoneri e semiesoneri, le preoccupazioni stesse non hanno ragione di essere. Infatti l'istituto dell'esonero e del semiesonero mantiene la sua validità con gli adattamenti resi necessari dalla sopraggiunta normativa in materia di collaborazione con il dirigente scolastico, introdotta dal comma 5 dell'articolo 25 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e dall'articolo 31 del suddetto contratto nazionale di lavoro del 24 luglio 2003. Questa normativa, come è noto, prevede che il dirigente scolastico, nello svolgimento delle proprie funzioni amministrative e organizzative, possa avvalersi di docenti da lui individuati, ai quali possono essere delegati compiti specifici. La possibilità di disporre di esoneri e di semiesoneri è confermata dalle norme inserite nel disegno di legge finanziaria 2004, all'articolo 14, comma 1.
Per completezza di informazione, faccio presente che, per l'anno scolastico 2003-2004 e limitatamente ad esso, con circolare ministeriale n. 58 del 9 luglio 2003, sono state confermate le procedure utilizzate per l'anno 2002-2003 ai fini dell'individuazione dei docenti ai quali assegnare compiti di collaborazione con il dirigente scolastico; ciò in quanto non si erano ancora completate le prescritte procedure per l'applicazione dell'accordo sottoscritto il 19 maggio 2003, poi recepito nel suddetto contratto nazionale del 24 luglio 2003.
Infatti, mentre noi parliamo è ancora vigente - purtroppo, ancora per poco, temiamo - l'articolo 459 del testo unico del 1994 con il quale si prevede che tra i collaboratori eletti dal collegio dei docenti - e questa è già una bella differenza - il direttore didattico, il preside possano attribuire a un proprio facente funzione funzioni vicarie in caso di assenza o impedimento, quello che un tempo si chiamava il vicepreside. A questo vicepreside - o vicario, come si chiama oggi - l'esonero totale dell'insegnamento è concesso per le scuole materne ed elementari nei circoli didattici con più di 80 classi e nelle scuole medie inferiori e superiori quando vi siano più di 50 classi, con tutta una serie di eccezioni. In verità, queste norme sull'esonero e semi esonero sono ben anteriori e non sono un lusso introdotto più o meno recentemente da qualche Governo spendaccione. Esse risalgono a ben oltre il testo unico del 1994 e derivano pari pari dalla legge 9 settembre 1978 n. 463 che, all'articolo 23, le ha introdotte nell'ordinamento scolastico con i requisiti dimensionali oggi vigenti, ripeto, temiamo pur
Dal 1975 ad oggi nessuno aveva messo in discussione questo tradizionale istituto della scuola. L'autorità del vicepreside è stata sempre punto di riferimento importante sul piano organizzativo e disciplinare. Infatti, l'ultimo contratto collettivo del comparto scuola per il quadriennio 2002-2005 e il primo biennio economico del periodo 2002-2005 all'articolo 31 disciplina questi rapporti: si tratta di una norma contrattuale vigente dall'agosto 2003 che è pienamente efficace ed è stata ben accettata nell'ambiente scolastico. Si tratta di due docenti retribuibili in sede di contrattazione di istituto con i finanziamenti a carico del fondo di istituto, per di più non cumulabili con le funzioni relative a quelle strumentali all'offerta non formativa. Tuttavia, per questi docenti, scelti e retribuiti dal preside con i soldi della scuola, il Governo - non so quanto in buona fede - in sede di contrattazione collettiva, ossia con il contratto che è stato pubblicato ad agosto in Gazzetta Ufficiale, non ha parlato affatto di esonero o di semiesonero, pare essersene dimenticato. Fatto è che ad agosto è uscito il contratto e a settembre il Governo ha presentato la legge finanziaria per il 2004 che di fatto stravolge al figura del vicepreside. Un mese dopo tutto è improvvisamente cambiato.
Possiamo credere che a viale Trastevere la mano destra non sappia quello che fa la sinistra? Ma la risposta del Governo a quanto abbiamo richiesto, come si vede, è abbastanza paradossale. È chiaro che sulla scuola si stanno realizzando non maggiori spese, ma sempre più consistenti risparmi. È vero, signor sottosegretario, che poi vengono redistribuiti, ma in piccola parte sotto forma di aumenti stipendiali e contrattuali pari a meno di un quarto - dico un quarto - delle economie realizzate. Inoltre, la legge finanziaria smentisce clamorosamente gli impegni assunti pubblicamente dal Presidente Berlusconi circa le risorse finanziarie destinate alla scuola. La legge finanziaria per il 2004, invece, continua ad indebolire la scuola statale senza mostrare e senza darci la decima parte di quegli 8320 milioni di euro che il sottosegretario ha qui voluto oggi ripetere, rimandando però la spesa fino al 2008. Chissà nel 2008 dove saremo lei ed io, politicamente parlando! Quindi, mi sembra molto scorretto che il Governo sempre prenda impegni, faccia promesse e investa soldi, rimandando poi tutto ad un'altra legislatura. Voglio vedere quanti di questi fondi destinati alla scuola saranno spesi entro questa legislatura.
Invero, il ministro Moratti aveva previsto un programma di interventi annunciato durante la calda estate per cercare di rassicurare gli animi, ma in questa finanziaria non riscontriamo un'adeguata traccia di stanziamento per la valorizzazione del personale, mentre l'inasprimento di parametri per l'attribuzione degli esoneri e semi esoneri ai collaboratori del dirigente scolastico prescinde da qualsiasi valutazione della complessità gestionale ed organizzativa delle scuole, minando di fatto profondamente la funzionalità del servizio.
Appare, inoltre, grave, da un punto di vista generale di rapporti, l'ulteriore intervento unilaterale su materie che erano appena state oggetto di accordo contrattuale con la controparte sindacale (mi riferisco alle famose RSU di cui si è parlato precedentemente).
Per tutti questi motivi e per quelli che a febbraio abbiamo espresso, sollevando alcune questioni al Governo, riteniamo - lo dico ancora una volta - che la risposta alle nostre preoccupazioni sia stata tardiva ed inadeguata e, perciò, del tutto insoddisfacente.


