![]() |
![]() |
![]() |
La seduta, sospesa alle 9,50, è ripresa alle 10,10.
PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame dell'articolo 20 e del complesso delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 310-B sezione 1).
Passiamo ai voti.
Avverto che la votazione avrà luogo a scrutinio palese.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colasio 20.38, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 495
Maggioranza 248
Hanno votato sì 208
Hanno votato no 287).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Boato 20.53.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sasso alla quale ricordo che ha un minuto di tempo a disposizione. Ne ha facoltà.
ALBA SASSO. Stiamo parlando di nomine nel consiglio di amministrazione, quindi di governo della RAI. Credo che questa questione non possa essere slegata dalle finalità del servizio pubblico, che sono quelle di garantire il pluralismo e la democrazia dell'informazione, nonché quelle di rispondere - scusate se uso una parola un po' obsoleta - ad una missione di divulgazione e di formazione culturale.
Ma la domanda che voglio fare è questa: può esistere un servizio pubblico così dipendente dal potere esecutivo, come questo provvedimento prevede? Il sistema di nomine pensato quanto inciderà? Personalmente credo che inciderà molto sull'autonomia del servizio pubblico.
Ancora una volta un effetto paradosso...
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Sasso.
Passiamo ai voti.
Avverto che la votazione avrà luogo a scrutinio palese.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Boato 20.53, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 511
Maggioranza 256
Hanno votato sì 218
Hanno votato no 293).
Prendo atto che l'onorevole Previti non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Avverto che la votazione avrà luogo a scrutinio palese.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colasio 20.42, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 515
Votanti 514
Astenuti 1
Maggioranza 258
Hanno votato sì 218
Hanno votato no 296).
Avverto che la votazione avrà luogo a scrutinio palese.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colasio 20.43, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 510
Maggioranza 256
Hanno votato sì 215
Hanno votato no 295).
Avverto che la votazione avrà luogo a scrutinio palese.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colasio 20.44, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 517
Maggioranza 259
Hanno votato sì 219
Hanno votato no 298).
Avverto che la votazione avrà luogo a scrutinio palese.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colasio 20.45-bis, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 523
Maggioranza 262
Hanno votato sì 220
Hanno votato no 303).
Avverto che la votazione avrà luogo a scrutinio palese.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colasio 20.46-bis, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 526
Maggioranza 264
Hanno votato sì 223
Hanno votato no 303).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Colasio 20.45.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bogi. Ne ha facoltà.
GIORGIO BOGI. Signor Presidente, questo articolo ben descrive il senso della sistematicità che il Governo difende nel suo disegno di legge.
Il sistema è caratterizzato da grandi chiusure; nella fattispecie, l'attività di servizio pubblico è sottoposta ad un effettivo dominio del Governo e della maggioranza parlamentare. L'uso della maggioranza qualificata dei due terzi, che viene indicato come uno degli elementi di apertura della condizione politica del sistema, in realtà è limitato all'indicazione di un presidente che - come vedevamo ieri - è privo di reale incidenza sull'equilibrio del consiglio di amministrazione. Ma, soprattutto, la maggioranza qualificata non è prevista per gli indirizzi generali attinenti all'attività del servizio pubblico.
La mancanza di questa maggioranza qualificata porta l'azienda RAI, come tale, a subire il ritmo delle elezioni politiche provocando un danno effettivamente consistente e, cosa più rilevante, a vincolare l'attività alla dipendenza netta della maggioranza politica parlamentare, vietando quindi quella molteplicità di linee culturali che sembrerebbe dover essere la base delle attività di servizio pubblico.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Avverto che la votazione avrà luogo a scrutinio palese.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colasio 20.45, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 533
Maggioranza 267
Hanno votato sì 222
Hanno votato no 311).
Avverto che l'emendamento Bocchino 20.3 è stato ritirato e segnalo che l'emendamento Colasio 20.46 è formale.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Carra 20.57.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Carra. Ne ha facoltà.
ENZO CARRA. Signor Presidente, tra le tante audizioni rese nelle Commissioni parlamentari prima di questa terza lettura in aula del provvedimento in esame, sono mancate quelle dei Presidenti delle due Camere. Infatti, siccome il sistema di nomina del consiglio di amministrazione della RAI...
ENZO CARRA. Ho piacere che sia arrivato il Presidente Casini, perché stavo proprio affermando che, tra le audizioni svolte, non vi sono state quelle dei due Presidenti delle Camere che, dal 1993 in poi, sulla base di una legge che voi avete considerato ormai superata, nominano i componenti del consiglio di amministrazione.
Siccome questo articolo riguarda proprio il consiglio di amministrazione, ci sarebbe piaciuto sapere da voi cosa non andasse in quel sistema. In questo sistema vediamo tutti cosa non va, cioè il fatto che, con questo tipo di nomina, vi sarà ancora maggiore instabilità nel consiglio di amministrazione. Intanto sarà difficilissimo nominarlo e poi ci sarà un tale turn over da far peggiorare la stessa RAI.
Dal punto di vista dell'organizzazione aziendale, non so chi abbia pensato all'elaborazione di un articolo come questo. Tra l'altro, noto che le disposizioni di cui ai commi 1 e 9 entrano in vigore a decorrere dal 28 febbraio 2004. Ministro, non capisco perché proprio dal 28 febbraio. A parte il fatto che, forse, in questo modo si vuole segnalare che il 2004 è un anno bisestile, non si comprende per quale motivo vogliate aspettare il 28 febbraio.
A questo punto, chiedo: non è possibile prevedere che, dopo 60 giorni - dunque un termine abbastanza congruo -, il consiglio di amministrazione, approvata questa legge, sia congedato? Per quale motivo anche ciò deve rientrare in una macina di trattative tra partiti della maggioranza?
Vi chiedo soltanto questo: non capisco per quale motivo non dovete prestare attenzione almeno su questo punto? In tal modo, avrete cinque o sei mesi ancora di instabilità della RAI; dopo di che, arriverete al 28 febbraio, con trattative in corso in vista delle elezioni europee. Il prossimo consiglio di amministrazione entrerà nel novero delle tante cose che state discutendo per le liste delle europee. Grazie.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giulietti al quale ricordo che ha a disposizione un minuto. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE GIULIETTI. Signor Presidente, vorrei rivolgermi a lei, su tale questione. Lei ricorderà che nell'appello del Presidente Ciampi vi era un forte richiamo allo statuto delle opposizioni sulla materia delle comunicazioni.
Lei sa che la presidente Annunziata fu scelta dai Presidenti delle Camere, con atto anche coraggioso - che io non condivisi - come una parte di quello statuto delle opposizioni.
In queste ore, la presidente, di garanzia, dice: appena sarà approvata la legge, io uscirò.
Altri dicono, cancellando l'idea stessa delle garanzie: benissimo, procederemo con un monocolore sino alla fine di febbraio.
È una delicatissima questione istituzionale, perché apre un problema che ci riguarda complessivamente.
Penso sarebbe molto più corretto, attraverso un emendamento votato collettivamente, stabilire che decade entro 60 giorni, quell'elemento che fu scelto con caratteristiche di equilibrio, compreso il direttore generale, che non può che decadere assieme al consiglio stesso.
Vorrei richiamare la sua attenzione, perché il clima rischia di inasprirsi pesantemente
in caso si ripetessero colpi di mano a reti unificate, o a televisioni unificate.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Avverto che la votazione avrà luogo a scrutinio palese.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Carra 20.57, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge. (Vedi votazioni).
(Presenti 545
Votanti 544
Astenuti 1
Maggioranza 273
Hanno votato sì 234
Hanno votato no 310).
Passiamo alla votazione dell'articolo 20.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gentiloni Silveri. Ne ha facoltà.
PAOLO GENTILONI SILVERI. Signor ministro, qualche giorno fa, quando il presidente della regione Lazio mise in forse la sua paternità di questa legge, lei rispose che la legge stessa era frutto di un lavoro collettivo. In questo caso, quello della RAI, il lavoro collettivo ha prodotto un vero pasticcio.
Da anni discutiamo della RAI su due questioni: privatizzazione o meno.
La Margherita è a favore della privatizzazione, altri nel centrosinistra sono contrari. Le posizioni sono trasversali. Cosa dice questa legge? Parla di privatizzazione, ma ne inventa una finta, di cui hanno parlato male anche i vertici della RAI, cioè coloro i quali dovrebbero piazzare il valore RAI sui mercati azionari.
Non avremo una vera privatizzazione e neanche diamo certezza servizio pubblico. Inoltre, si discute da anni, dell'autonomia del vertice RAI dalla politica e dell'uscita dalla lottizzazione. Ebbene, qui noi abbiamo un pastrocchio in cui si uniscono i peggiori difetti della lottizzazione, cioè della presenza dei partiti con i peggiori difetti del maggioritario, dello spoils system, dell'occupazione totale della RAI. Abbandoniamo, cioè, anche quella parvenza di autonomia, che, grazie al lavoro dei Presidenti delle due Camere, in questi dieci anni, la RAI si era conquistata. Torniamo, cioè, ad una lottizzazione, con occupazione totale da parte delle maggioranze di Governo.
È talmente un pastrocchio che mi auguro - il voto andrà come andrà - che la maggioranza ci ripensi, altrimenti faremo solo un danno alla RAI e, nel sistema italiano, danno la RAI significa un altro regalo a Mediaset (Applausi dei deputati del gruppo Margherita, DL-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rognoni. Ne ha facoltà.
CARLO ROGNONI. Signor Presidente, signor ministro, da quando è cominciato a circolare questo provvedimento, vi sono delle società di intermediazione finanziaria che hanno cominciato a studiare quanto poteva valere la RAI.
La RAI, in queste condizioni, il più ottimista dice che vale intorno ai sei-settemila miliardi.
Affinché ci rendiamo conto di cosa sia stato fatto, in questi anni, alla RAI, Mediaset ne vale più di ventimila.
Mettiamo qui in gioco il fatto che vogliamo trovare degli azionisti. Nel testo si dice che sino a che il numero delle azioni alienate non supera la quota del 10 per cento, comunque il consiglio d'amministrazione è quello che conosciamo: nove membri, di cui sette - quattro della maggioranza e tre dell'opposizione - scelti dalla Commissione parlamentare di vigilanza e due indicati dal Ministero dell'economia e delle finanze. Uno dei due membri indicati dal ministero deve ottenere la maggioranza dei due terzi.
Allora, con un simile consiglio d'amministrazione non vedo chi avrà interesse a diventare azionista. Bisognerebbe avere
la vocazione del mecenate per diventare azionista della RAI, dal momento che le avete caricato addosso, per i prossimi mesi, spese per decine e decine e decine di miliardi, senza alcuna garanzia di ritorno. Di questo si tratta, infatti, per quanto riguarda gli investimenti sul digitale. Non li coprite nemmeno con la vendita delle azioni, che tra l'altro rischiate di svendere.
Lo ripeto: una RAI che oggi vale 6 mila miliardi, da domani varrà sempre meno, considerato questo impegno in investimenti per centinaia di miliardi, nei prossimi anni, per il digitale terrestre, senza possibilità di un chiaro piano di ritorno. Non vedo, davvero, chi possa lasciarsi convincere da questa situazione.
In realtà, si tratta allora di una finta privatizzazione. Mantenete un controllo politico strettissimo: quattro membri della maggioranza vuol dire che i quattro partiti di maggioranza avranno ciascuno un consigliere. Benissimo: tre sono dell'opposizione. Dopo di che, cosa succede? Due membri sono indicati dal Ministero dell'economia e delle finanze. Mi immagino che, a questo punto, vi siate garantiti la maggioranza in un consiglio d'amministrazione che deve durare tre anni e che durerà tre anni a partire dal 28 febbraio. Ma, come è stato già stato detto, abbiamo anche il problema che avete determinato fissando quella data e, praticamente, costringendo la RAI a rimanere senza testa già nei prossimi mesi.
Ebbene, ci troveremo in questa situazione: elezioni europee e provinciali del 2004, elezioni regionali del 2005, elezioni nazionali per il Parlamento del 2006 con un consiglio d'amministrazione superlottizzato e supercontrollato da questa maggioranza. Alla faccia della garanzia delle opposizioni (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)!
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Avverto che la votazione avrà luogo scrutinio palese.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 20.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 563
Votanti 561
Astenuti 2
Maggioranza 281
Hanno votato sì 320
Hanno votato no 241).
Prendo atto che l'onorevole Iannuzzi, che ha erroneamente espresso voto favorevole, avrebbe voluto esprimere voto contrario.
![]() |
![]() |
![]() |