Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 345 del 23/7/2003
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(Iniziative per promuovere il riconoscimento, da parte dell'Unesco, delle Dolomiti come patrimonio culturale mondiale - n. 3-02562)

PRESIDENTE. L'onorevole Brugger ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02562 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 6).

SIEGFRIED BRUGGER. Signor Presidente, signor ministro, in occasione dell'iniziativa «Anno internazionale della montagna», del 2002, alcuni europarlamentari italiani hanno avanzato alla Commissione europea la richiesta di promuovere il riconoscimento delle Dolomiti come patrimonio culturale mondiale.
Poiché, però, l'Unione europea non fa parte dell'Unesco e non è firmataria del trattato del 1972, debbono essere gli Stati facenti parte delle Nazioni Unite a richiedere, eventualmente, la registrazione. La domanda è se il Governo italiano possa o voglia concretamente attivarsi, anche d'accordo, eventualmente, con l'Austria, sul cui territorio insiste una parte delle Dolomiti, per chiederne la registrazione nell'elenco del patrimonio culturale mondiale.

PRESIDENTE. Debbo dire, onorevole Brugger, che è stato rigorosamente nei tempi.
Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. L'onorevole Brugger è un parlamentare molto preciso, signor Presidente.

PRESIDENTE. Lo sappiamo; è una qualità che gli ho riconosciuto privatamente stamane.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Dal 1995, onorevole Brugger, è operativo, presso il Ministero per i beni e le attività culturali, un gruppo di lavoro interministeriale per coordinare le istanze nazionali connesse con gli adempimenti derivanti dalla convenzione che tratta questa materia. Il gruppo di lavoro ha avviato la propria attività provvedendo, fra l'altro, alla stesura della lista propositiva dei beni italiani.
In merito alle Dolomiti, si precisa che in tale lista propositiva italiana il gruppo di lavoro aveva inserito anche le Dolomiti del Veneto e del Trentino-Alto Adige. Nel dare seguito a questa prima indicazione, nel marzo del 1998, aveva richiesto alla sovrintendenza per i beni ambientali ed architettonici del Veneto orientale di predisporre, prendendo gli opportuni contatti con le competenti amministrazioni locali, la documentazione necessaria ai fini di una proposta di iscrizione nella lista.
La medesima sovrintendenza si è prontamente attivata coordinando le diverse amministrazioni interessate in Veneto, in Trentino ed anche in Friuli. In data 11 maggio 1998 si comunicava alla provincia autonoma di Bolzano, già contattata dalla sovrintendenza citata, che il gruppo di lavoro riteneva opportuno predisporre la documentazione necessaria ai fini della proposta di iscrizione del sito. Nel frattempo, la sovrintendenza del Veneto orientale iniziava a sottoporre alla segreteria tecnica del gruppo di lavoro il materiale che si andava man mano perfezionando.
Tuttavia, nonostante lo sforzo compiuto ed il buon lavoro svolto, vista la complessità del sito, non è stato possibile pervenire ad un'ottimale formulazione della proposta per l'inoltro all'Unesco. In particolare, il gruppo di lavoro si riservava di valutare con la necessaria attenzione la perimetrazione proposta dalla sovrintendenza in ordine a due diverse problematiche. La prima è connessa alla vastità del territorio proposto, che include numerosi centri, con interventi edilizi contemporanei che potrebbero essere oggetto di stralcio da parte degli organismi tecnici internazionali incaricati dall'Unesco di esaminare le candidature presentate. La seconda questione non risolta è in relazione


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alla perimetrazione del sito, connessa alla posizione assunta dalla provincia autonoma di Bolzano. Richiesta, come sopra riferito, di farsi carico della parte di competenza, quest'ultima aveva fatto sapere di non avere ancora deliberato l'adesione all'iniziativa.
Per esprimersi, la stessa Giunta aveva ritenuto necessario conoscere il parere delle amministrazioni comunali interessate; ma, a tutt'oggi, non sono pervenute ulteriori notizie in merito a questa istruttoria.
Nel corso del 2003, il gruppo di lavoro ha operato una revisione della lista propositiva nella quale le Dolomiti sono comunque presenti, confluite in una più ampia candidatura transnazionale, che riguarda l'intero arco alpino, articolata in tre parti: Alpi nord occidentali, con la Francia e la Svizzera; Dolomiti del Veneto e del Trentino Alto Adige; Alpi orientali e nordorientali, con Slovenia ed Austria. Restano, dunque, aperte le condizioni per una prossima ripresa della proposta di candidatura, delle sole Dolomiti, con il perfezionamento della documentazione già prodotta. Al contrario - ma al riguardo, forse, l'onorevole Brugger può essere più esauriente di me -, i tempi necessari per acquisire l'adesione della provincia autonoma di Bolzano non risultano ancora prevedibili in base all'istruttoria che detta provincia sta compiendo con i comuni del luogo.

PRESIDENTE. L'onorevole Brugger ha facoltà di replicare.

SIEGFRIED BRUGGER. Signor Presidente, mi dichiaro sostanzialmente soddisfatto della risposta del ministro e, dunque, delle iniziative che il Governo sta intraprendendo in merito. Per quanto riguarda l'istruttoria che deve essere svolta dalla provincia di Bolzano, mi attiverò anch'io per fare in modo che si svolga il più presto possibile. Credo, infatti, che il riconoscimento della Dolomiti come patrimonio culturale mondiale valorizzerebbe, ulteriormente, un paesaggio unico al mondo dal punto di vista, certamente faunistico, floristico e geologico; ma anche storico-culturale. Vorrei solo ricordare - molto brevemente, a causa dell'esiguità del tempo - che le Dolomiti, rocce di colore rosso scuro, nate durante il Triassico con la formazione di scogliere rocciose e con imponenti eruzioni vulcaniche sotto la superficie del mare, sono già oggi inserite in parchi nazionali e naturali proprio per mantenerne la straordinaria bellezza e la specificità nello stato originario; peraltro, con la ratifica della convenzione delle Alpi, tale tutela è stata ulteriormente rafforzata.
Però, il riconoscimento delle Dolomiti come patrimonio culturale mondiale sarebbe interessante per un altro aspetto, a mio avviso ugualmente importante; infatti, premierebbe una popolazione - tra l'altro, la più anziana delle Alpi; il popolo ladino - che con grande spirito di sacrificio è rimasto sulla propria terra, sui propri masi ed è riuscito a sviluppare una economia propria, fatta di artigianato e di turismo di altissima qualità. Si pensi solo che durante l'ultimo anno si sono avuti oltre dieci milioni di pernottamenti.
I ladini hanno mantenuto la propria cultura, la propria identità, la propria lingua. Quest'ultima, tra l'altro, è del tutto originale, essendo nata, ai tempi dell'invasione romana, da un connubio del latino con la lingua dei Reti, lingua tramandata, senza libri, non attraverso una grammatica o una ortografia specifica, ma solamente con i cosiddetti conties, i racconti ed i canti. Dunque, apprezzo le iniziative del Governo e sono convinto che l'inserimento delle Dolomiti nel patrimonio culturale mondiale costituirebbe un giusto riconoscimento per questo passaggio ma anche per la popolazione; sarebbe una grande opportunità anche per l'Italia.

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