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l'Assemblea generale delle Nazioni Unite, in virtù del trattato con l'Unesco del 1972 sulla salvaguardia del patrimonio culturale e mondiale, ha dichiarato l'anno 2002 «Anno internazionale della montagna». A seguito di tale riconoscimento, su iniziativa dei rappresentanti italiani delle minoranze linguistiche al Parlamento europeo, è stata avanzata la richiesta alla Commissione europea di promuovere il riconoscimento delle Dolomiti come patrimonio mondiale proprio nell'anno 2002;
la risposta della Commissione europea ha chiarito che il trattato istitutivo dell'Unione europea, all'articolo 151, prevede che l'Unione possa promuovere la collaborazione degli Stati membri, anche nell'ambito della salvaguardia del patrimonio culturale, sostenendo e completando le loro attività in diversi campi;
a tale fine necessitava il programma «cultura 2000», che promuove la collaborazione culturale in Europa. Al di fuori di tale programma, la Commissione europea non può intervenire con provvedimenti in merito alla salvaguardia del patrimonio culturale degli Stati membri, dal momento che il trattato con l'Unesco del 1972 vede come partner gli Stati facenti parte delle Nazioni Unite e non l'Unione europea;
in virtù del principio di sussidiarietà, però, gli Stati membri sono responsabili in via esclusiva con riguardo a certe misure di protezione e salvaguardia: pertanto, l'istanza di registrazione delle Dolomiti nell'elenco del patrimonio culturale mondiale può risultare più agevole se effettuata da uno Stato membro e non direttamente dall'Unione europea, peraltro neanche partner delle Nazioni Unite -:
se si voglia prendere nella giusta considerazione l'ipotesi di un impegno del Governo nel senso di ottenere il riconoscimento, da parte dell'Unesco, delle Dolomiti come patrimonio culturale mondiale. (3-02562)
(22 luglio 2003)