Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 345 del 23/7/2003
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La seduta, sospesa alle 13,40, è ripresa alle 15.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ALFREDO BIONDI

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata alle quali risponderanno il ministro della giustizia, il ministro per l'innovazione e le tecnologie il ministro per i rapporti con il Parlamento.

(Iniziative per evitare la reiterazione dei delitti di pedofilia - n. 3-02558)

PRESIDENTE. L'onorevole Mussolini ha facoltà di illustrare l'interrogazione La Russa n. 3-02558 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 1), di cui è cofirmataria.

ALESSANDRA MUSSOLINI. Signor Presidente, signor ministro, il gruppo di Alleanza nazionale interroga il ministro sulla notizia, riportata dai quotidiani, concernente l'arresto a Roma di un ultrasessantenne che ha di nuovo molestato alcuni bambini. Questa persona era già stata in carcere, era stata scarcerata una settimana fa per buona condotta e a distanza di una settimana dalla scarcerazione ha iniziato di nuovo tale infamia, ovvero molestare e violentare i bambini (era stato incriminato per violenza sessuale).
Alleanza nazionale vuole sapere come sia possibile che possano esserci scarcerazioni così facili, sapendo che il pedofilo, oltre ad essere una persona gravemente malata, deve anche essere assistito dopo il carcere. Sono all'esame del Parlamento numerose proposte di legge volte anche a prevedere eventuali terapie farmacologiche.

PRESIDENTE. Il ministro della giustizia, senatore Castelli, ha facoltà di rispondere.

ROBERTO CASTELLI, Ministro della giustizia. In riferimento all'interrogazione in esame, il ministro ritiene che tale problematica debba essere affrontata con una nuova normativa in materia.
Presso l'ufficio legislativo del Ministero della giustizia è stato costituito un gruppo di lavoro interministeriale, con lo scopo di intraprendere lo studio di un'iniziativa del Governo per la revisione della normativa di cui alla legge n. 269 del 1998, recante norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia e del turismo sessuale in danno dei minori, e per l'adattamento dell'ordinamento interno alla decisione quadro del Consiglio dell'Unione europea sulla lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pornografia infantile, nell'intento di rendere più efficace il complesso degli strumenti preventivi e repressivi apprestati dall'ordinamento di fronte al dilagare del fenomeno della pedofilia. Il gruppo ha ultimato i propri lavori predisponendo uno schema di disegno di legge in ordine al quale è già stato espresso parere favorevole da parte della direzione generale della giustizia penale.
Per quanto attiene all'oggetto specifico dell'interrogazione, si rappresenta come la decisione quadro sopra menzionata preveda che ciascuno Stato membro adotti le misure necessarie per garantire che, qualora una persona fisica sia stata condannata per uno dei reati di cui agli articoli


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2, 3 e 4 - relativi rispettivamente allo sfruttamento sessuale dei bambini, alla pornografia infantile e all'istigazione, favoreggiamento e alla complicità nei tentativi relativi ai predetti reati - quest'ultima possa essere, se del caso, interdetta in via temporanea o permanente dall'esercizio di attività professionali attinenti alla cura dei bambini.
Anche in relazione a tali previsioni dello strumento dell'Unione europea, lo schema di disegno di legge predisposto dal gruppo di lavoro prevede una novella all'articolo 609-nonies del codice penale, in virtù della quale all'articolo stesso viene aggiunto in fine un ulteriore comma del seguente tenore: la condanna o l'applicazione della pena su richiesta delle parti, ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per i delitti previsti dagli articoli 609-bis, 609-ter, 609-octies, se commessi nei confronti di persone che non hanno compiuto gli anni diciotto, 609-quater e 609-quinquies, comporta altresì l'interdizione perpetua da ogni incarico di insegnamento nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché da ogni altro incarico in istituzioni o strutture frequentate prevalentemente da minori.
Né lo schema di disegno di legge né la decisione quadro prevedono, peraltro, l'introduzione di sistemi che, come prefigurato dall'interrogazione, affidino coattivamente all'uso di ritrovati farmacologici la possibilità di diminuire fortemente i pericoli di reiterazione del reato in soggetti già condannati. A questo proposito, il Governo dichiara fin d'ora che si rimetterà al Parlamento, qualora esso dovesse decidere di introdurre anche tale fattispecie.

PRESIDENTE. L'onorevole Mussolini, cofirmataria dell'interrogazione, ha facoltà di replicare.

ALESSANDRA MUSSOLINI. Signor Presidente, signor ministro, non so se a casa abbiano capito quale sia l'intendimento del Governo. Credo che queste persone siano dei criminali. Li definisco assassini - e me ne assumo la responsabilità -, perché uccidono la coscienza e uccidono l'innocenza, per sempre. Non si tratta soltanto di trauma e di violenza fisica. Uccidono la coscienza. Oltretutto, sappiamo che queste persone molto spesso reiterano il reato - chiamiamolo reato -, lo stupro, l'abuso sui bambini. In Parlamento abbiamo moltissime proposte di legge. Noto con favore che il Governo non si opporrà a proposte di legge anche più stringenti, sino ad arrivare ad annientare, a diminuire la libido che è alla base delle pulsioni malevole ed assassine di queste persone.

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