Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 341 del 16/7/2003
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(Estensione delle provvidenze previste a seguito dell'eruzione dell'Etna per la provincia di Catania ai comuni delle aree limitrofe - n. 3-02529)

PRESIDENTE. L'onorevole Giuseppe Gianni ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02529 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 5).

GIUSEPPE GIANNI. Signor Presidente, signor ministro, si tratta dell'ennesima interrogazione presentata sul tema, ma quella di oggi presenta un dato nuovo: le deliberazioni della giunta regionale nn. 156 e 157 del 30 maggio 2003, che estendono la dichiarazione dello stato di calamità per i gravi danni causati dalla cenere dell'Etna alle province di Enna, Messina e Siracusa. Per quanto concerne quest'ultima, tra l'altro, non solo essa è stata colpita, subendo gravi danni alla sua agricoltura, ma è stato persino arrecato un danno enorme ad un'azienda, denominata Cogema, poiché la cenere ha inquinato la magnesite, sostanza prodotta dalla stessa azienda, la quale, per tale, motivo ha dovuto chiudere per fallimento, avendo riportato un danno di circa 900 milioni di vecchie lire.
Tutto ciò, se il Governo è a conoscenza di questa deliberazione della giunta regionale siciliana, fa praticamente parte della richiesta di adempiere agli impegni assunti...

PRESIDENTE. Onorevole Giuseppe Gianni...

GIUSEPPE GIANNI. ...dallo stesso Governo in ordine alla mia richiesta di estendere i benefici alle province di Enna, Messina e Siracusa.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Onorevole Giuseppe Gianni, il CIPE, con delibera n. 17 del 9 maggio 2003, nel ripartire per il triennio 2003-2005 le risorse, pari a circa 5 miliardi e 200 milioni di euro, destinate a finanziare interventi nelle aree sottoutilizzate ex lege n. 208 del 1998, nell'ambito dell'apposito fondo istituito presso il Ministero dell'economia e delle finanze dagli articoli 60 e 61 della legge finanziaria per il 2003, ha destinato, tra l'altro, 95 milioni di euro alle regioni per fronteggiare situazioni di emergenza e calamità naturali, con misure da programmare all'interno di accordi di programma quadro.
In particolare, è stato previsto il finanziamento degli interventi connessi agli eventi sismici verificatisi nel 2002 nell'area etnea per un importo pari a 11 milioni di euro. Detto finanziamento è stato disposto a favore della regione Sicilia, che provvederà ad individuare tali interventi, in partenariato con i comuni interessati, entro il 31 dicembre del 2003. Tali interventi saranno selezionati ed attuati secondo i criteri e le modalità esplicitati nei punti 5 e 6 della menzionata delibera CIPE, e credo che in questo quadro rientri anche il caso citato dall'onorevole Giuseppe Gianni.
Più in generale, invece, per quanto riguarda le altre province - ma non la provincia di Catania -, la regione Sicilia, con nota n. 1517 del 17 giugno 2003 ha richiesto al dipartimento della protezione civile l'estensione dello stato di emergenza anche alle province di Enna, di Messina e di Siracusa per i danni causati dall'eruzione dell'Etna.
In riscontro a questa nota, il capo del dipartimento ha inviato, in data 10 luglio (quindi, recentemente), una risposta alla regione Sicilia con la quale ha evidenziato alla regione stessa che, data la situazione dichiarata, mentre riteneva non sussistere i presupposti per la dichiarazione dello stato di emergenza, riteneva sussistessero, invece, i requisiti per richiedere lo stato di calamità naturale. Infatti, alla luce di un attento esame della relazione allegata alla richiesta, è emerso che i danni causati dalla ricaduta della cenere vulcanica insistono sul comparto agricolo delle province


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in questione, per cui, nel caso in esame, dovrebbe applicarsi, come sopra accennato, il disposto di cui all'articolo 2 della legge 14 febbraio 1992, n. 185, che pone in capo al Ministero delle politiche agricole e forestali la competenza per la dichiarazione dell'esistenza di eccezionali calamità atmosferiche e la facoltà di individuare le relative provvidenze da erogare per fronteggiare i danni causati al comparto agricolo.

PRESIDENTE. L'onorevole Giuseppe Gianni ha facoltà di replicare.

GIUSEPPE GIANNI. Signor ministro, purtroppo non sono soddisfatto della sua risposta, proprio per niente.
Infatti, mentre la Comunità europea ha stanziato 16 milioni e 800 mila euro per la provincia di Catania specificatamente per i danni provocati dalla cenere dell'Etna, questo Governo, invece, non tiene conto dell'ordine del giorno, che aveva accolto nel corso dell'esame del disegno di legge finanziaria per il 2003, con il quale si intendeva estendere alle province di Siracusa, Enna e Messina le provvidenze per i danni causati dalla cenere.
Signor ministro, la ringrazio per lo sforzo, ma sono convinto che, ancora una volta, questo Governo non abbia né le orecchie attente né lo sguardo lungo per guardare laddove vi è la necessità di dare risposte come quelle che occorre fornire al meridione (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Si registrano applausi da parte delle opposizioni: normalmente, recitano così i resoconti parlamentari.

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