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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 5 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 3297 sezione 8).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.
STEFANO SAGLIA, Relatore. La Commissione esprime parere contrario su tutte le proposte emendative presentate all'articolo 5.
PRESIDENTE. Il Governo?
GIOVANNI DELL'ELCE, Sottosegretario di Stato per le attività produttive. Il Governo esprime parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Quartiani 5.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Quartiani. Ne ha facoltà.
ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Intervengo solo per far presente che questa è l'esatta formulazione di un testo che era stato concordato dal Governo e dal ministro Marzano qui presente in sede di Conferenza unificata. Dunque, da questo punto di vista, si tratta del ripristino di un'iniziativa di tipo legislativo che dovrebbe essere sostenuta dalla stessa maggioranza. Non si comprende il motivo del parere contrario sull'emendamento in esame.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Rugghia. Ne ha facoltà.
ANTONIO RUGGHIA. Signor Presidente, con questo emendamento si propone, come diceva l'onorevole Quartiani, di ripristinare il testo originario per quanto riguarda le funzioni amministrative nel settore energetico affidandole ai comuni salvo che, per assicurarne l'esercizio unitario, tali competenze siano trasferite a province, città metropolitane, regioni e Stato. Prevediamo quali siano le funzioni da affidare a livello amministrativo: si parla di localizzazione degli impianti di produzione, atti concessori di rilevanza locale, tutela del consumatore e rafforzamento dei livelli essenziali definiti dall'autorità.
Ho letto in una notizia d'agenzia una dichiarazione dell'onorevole Polledri che si augurava miglioramenti al provvedimento in esame partendo proprio dalle prerogative dei comuni. Si augurava, appunto, che venissero rafforzati i poteri dei comuni. Credo che questa sia l'occasione per mettere in pratica tale volontà (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Quartiani 5.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 418
Votanti 414
Astenuti 4
Maggioranza 208
Hanno votato sì 180
Hanno votato no 234).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gambini 5.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 423
Maggioranza 212
Hanno votato sì 189
Hanno votato no 234).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Alfonso Gianni 5.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Alfonso Gianni. Ne ha facoltà.
ALFONSO GIANNI. Signor Presidente, pur nel vortice delle votazioni vorrei brevemente suggerire all'Assemblea qualche considerazione che la orienterà - non ne dubito - verso il voto favorevole sull'emendamento in esame.
Vorremmo umilmente proporre un interesse del nostro paese nel predisporre la crescita e lo sviluppo della produzione elettrica - della quale, pare, si sia avuto bisogno nelle scorse ore, nelle presenti e, probabilmente, se ne avrà nelle future - rispettando, però, il dettato costituzionale in materia di competenze regionali. Soprattutto, bisognerebbe autorizzare l'eventuale costruzione di nuove centrali sulla base solo e soltanto di un reale fabbisogno che tenga conto delle possibilità derivanti da un'intelligente e pervasiva pratica del risparmio energetico. Questa non può essere evocata dal Bertolaso - è un bel nome, quasi rinascimentale - solamente di fronte ad un'emergenza. Sembra quasi il gioco della torre, in cui si deve scegliere tra le imprese del nordest o le terre, che peraltro sempre al nord sono situate, che producono il nostro fabbisogno agricolo. Dobbiamo progettare l'eventuale costruzione di nuove centrali sulla base di un reale fabbisogno e non sulla base del soddisfacimento solamente e prioritariamente degli interessi delle imprese industriali che in un mercato elettrico che sciaguratamente, con qualche recente frenata, è stato liberalizzato hanno intravisto ragioni di affari e di profitto.
Quindi, proponiamo l'emendamento in esame anche nella speranza - evito di articolare troppo il discorso per ragione di tempi che il Presidente, sicuramente, non mi concederebbe - di un segnale chiaro di una politica di rispetto ambientale congiunta alla tutela delle prerogative della regione e dei diritti dei cittadini.
Insomma, tre piccioni con una fava. Anzi, quattro. Il risparmio energetico, il rispetto dell'ambiente, il decentramento effettivo, e consentaneo alla nostra Costituzione, delle regioni e, nello stesso tempo, l'affermazione di diritti dei cittadini.
Questi appaiono ottimi motivi per votare il nostro emendamento.
Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Alfonso Gianni 5.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 404
Maggioranza 203
Hanno votato sì 176
Hanno votato no 228).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 5.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 415
Votanti 413
Astenuti 2
Maggioranza 207
Hanno votato sì 234
Hanno votato no 179).
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