Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 340 del 15/7/2003
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Si riprende la discussione del disegno di legge n. 3297 (ore 18,33).

(Esame dell'articolo 4 - A.C. 3297)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 4 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 3297 sezione 7).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

STEFANO SAGLIA, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere al contrario su tutte le proposte emendative, ad eccezione degli emendamenti Zanella 4.13, Quartiani 4.25, 4.35 e 4.40 della Commissione, sui quali il parere è favorevole. La Commissione esprime favorevole anche sull'emendamento Polledri 4.30, purché riformulato. La Commissione formula un invito al ritiro dell'emendamento D'Agrò 4.31.

PRESIDENTE. Il Governo?

GIOVANNI DELL'ELCE, Sottosegretario di Stato per le attività produttive. Signor Presidente, il Governo concorda con il parere espresso dal relatore.


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PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Zanella 4.13, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 445
Votanti 444
Astenuti 1
Maggioranza 223
Hanno votato
444).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento su Alfonso Gianni 4.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 443
Votanti 269
Astenuti 174
Maggioranza 135
Hanno votato
33
Hanno votato
no 236).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Alfonso Gianni 4.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 435
Votanti 273
Astenuti 162
Maggioranza 137
Hanno votato
38
Hanno votato
no 235).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Realacci 4.20, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 443
Votanti 436
Astenuti 7
Maggioranza 219
Hanno votato
201
Hanno votato
no 235).

Passiamo all'emendamento Quartiani 4.21.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Quartiani. Ne ha facoltà.

ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Signor Presidente, la liberalizzazione che è diventata realtà sino ad oggi, per la parte che ha ricevuto applicazione, affida alla convenienza economica delle imprese la costruzione e il funzionamento degli impianti, soprattutto degli impianti di produzione. Pertanto, occorre dotare il paese degli strumenti per individuare la scarsità di risorse, in tempo utile per porvi rimedio. Questa è una delle condizioni fondamentali per evitare i blackout. Naturalmente, ciò va fatto in un rapporto proficuo di piena collaborazione - anche attraverso strumenti istituzionali adeguati che lo riconoscano - fra lo Stato, le regioni e le comunità locali. La nostra proposta di aggiungere la lettera d-bis) al comma 1 dell'articolo 4 è volta ad agevolare la predisposizione di un'adeguata capacità di programmazione, la quale, ovviamente, non può essere parificata ad antiche logiche pianificatorie, che stridono con quelle della liberalizzazione del sistema elettrico e del gas. Tuttavia, la questione della programmazione non può essere elusa né può essere affrontata in sordina. Signor ministro, la programmazione deve valere non soltanto per le regioni ma


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anche per il livello nazionale, proprio per creare le necessarie sinergie istituzionali e per attivare una positiva collaborazione tra le diverse istituzioni. Questa è una condizione importante; al contrario, la litigiosità è uno degli elementi che contraddistingue una fase di contrapposizione eccessiva tra Governo, regioni e comunità locali.
Ora, programmare significa, signor ministro, fare qualcosa di diverso da ciò che sino a poco tempo fa ha fatto anche il Ministero delle attività produttive, ad esempio, in materia di autorizzazione per le nuove centrali. Certo, si è adottato il decreto-legge, cosiddetto sblocca-centrali, ma si è programmato sempre secondo procedure seguite in base alla data di protocollo delle domande. Questo è il modo di programmare l'energia, questo è il modo di programmare le nuove centrali del nostro ministero.
Dunque, quella del blackout è una questione anche di non adeguato funzionamento delle nostre istituzioni e della nostra burocrazia ministeriale. Occorre porre rimedio a ciò e allora bisogna rapidamente cambiare sistema e mentalità. Non ci può essere solo il comando al centro mentre alle regioni e alle comunità locali si lascia la fatica di progettare. Si tratta di un compito comune rispetto al quale è bene indicare un preciso obiettivo anche dal punto di vista delle norme generali del disegno di legge.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Gambini. Ne ha facoltà.

SERGIO GAMBINI. Signor Presidente, voglio anche io insistere su questo emendamento perché veniamo da una situazione assai difficile, come sappiamo, e dal fallimento di tutti i provvedimenti che sono stati assunti da parte di questo Governo e di questa maggioranza nel corso dei mesi e degli anni passati ed ora siamo, appunto, al blackout. Una delle ragioni principali è stata l'incapacità di operare un confronto e utilizzare il metodo della concertazione con le regioni del nostro paese che, dopo la riforma del titolo V, come sappiamo, in materia di energia hanno un potere concorrente. Allora, l'indicazione di alcuni criteri di programmazione generale, che consentano alle nostre regioni e al sistema degli enti locali di usare la concertazione e di ritrovarsi sugli obiettivi che vengono definiti comunemente, pare a noi una questione essenziale se il nostro sistema di decisione e di attuazione delle decisioni vuole davvero funzionare.
Per questa ragione, insisto perché venga valutato con attenzione l'emendamento da noi presentato e confidando che possa essere accolto.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Quartiani 4.21, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 417
Votanti 416
Astenuti 1
Maggioranza 209
Hanno votato
192
Hanno votato
no 224).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Alfonso Gianni 4.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 424
Votanti 296
Astenuti 128
Maggioranza 149
Hanno votato
72
Hanno votato
no 224).


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Quartiani 4.22, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 427
Votanti 423
Astenuti 4
Maggioranza 212
Hanno votato
193
Hanno votato
no 230).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Grotto 4.14 e Quartiani 4.23.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grotto. Ne ha facoltà.

FRANCO GROTTO. Signor Presidente, il comma 1 dell'articolo 4 prevede che lo Stato e le regioni, al fine di assicurare su tutto il territorio nazionale livelli essenziali di energia, fra le altre cose, garantiscano un adeguato equilibrio ambientale nella localizzazione delle infrastrutture energetiche, prevedendo eventuali misure di compensazione qualora esigenze particolari richiedano la concentrazione territoriale di impianti energetici. Con questo emendamento si vuole impedire la costruzione di impianti energetici nelle aree di particolare pregio ambientale destinate a parco naturale.
Pertanto, nella stesura di un provvedimento di riordino del settore energetico, credo sia fondamentale una programmazione che tenga conto di un giusto equilibrio tra sviluppo ed ambiente, tra l'esigenza di produrre energia e quella di salvaguardare i territori, per evitare quello che purtroppo è avvenuto negli settanta e ottanta con la costruzione di centrali, ad esempio, come quella di Porto Tolle nel mezzo del parco del delta del Po centrale, oggi indispensabile per fornire energia al nordest, ma che ha creato e sta creando grossi problemi ambientali a tutto il territorio.

BRUNO TABACCI, Presidente della X Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BRUNO TABACCI, Presidente della X Commissione. Signor Presidente, intervengo anche perché mi sembra corretto interloquire su qualche punto. L'onorevole Gambini ha richiamato il blackout e l'onorevole Grotto ci parla delle aree di salvaguardia ambientale, dei parchi.
Poiché la maggior parte delle centrali sono allineate sul Po e tale fiume è un parco naturale, l'idea di tener conto in maniera pedissequa di un emendamento di questo tipo vorrebbe dire che tutto quello che è stato fatto sul Po era sbagliato. È stato citato Porto Tolle e noi ricordiamo cosa ha rappresentato l'approvazione dell'emendamento che voleva collocare Porto Tolle nella riserva strategica; dovremo chiudere le centrali di Ostiglia, Sermide e così via, risalendo il fiume fino in Piemonte. Mi sembra una cosa che non ha né capo né coda.
È bene saperlo perché non possiamo parlare nei giorni pari di blackout e di chiudere nei giorni dispari ciò che già c'è. In questo modo, non solo i conti non torneranno, ma finiremo per perdere anche la trebisonda.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lion. Ne ha facoltà.

MARCO LION. Signor Presidente, vorrei sottoscrivere anche a nome del gruppo dei verdi l'emendamento esame; casualmente prendo la parola dopo l'intervento del presidente Tabacci che ha detto delle inesattezze. Non è affatto vero che il Po è un parco naturale. Magari! Il gruppo dei verdi lo auspicherebbe. Probabilmente, in questi giorni di siccità e di inquinamento pesante delle sue rive le sue condizioni sarebbero migliori.
La questione riguarda la gestione generale del territorio. Nel parco del delta del Po si trova la centrale di Porto Tolle, la quale, vorrei ricordarlo, dal 1990 al


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2002 aveva il tempo per mettersi in regola con le normative ambientali, ma non lo ha fatto. Questo è il metodo che assolutamente non ci piace. Riteniamo sia possibile un altro tipo di sviluppo. Il delta del Po ha un altro tipo di sviluppo e punta anche su categorie di sviluppo non più legate all'industria pesante (come le centrali come queste). Credo vadano salvaguardate le aree territoriali assoggettate a parco naturale come prevede l'emendamento in questione perché, in linea generale, questo è il futuro di gran parte del nostro territorio e del nostro paese. Pertanto aderiamo all'emendamento in esame nei confronti del quale esprimeremo convintamente il nostro voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Frigato. Ne ha facoltà.

GABRIELE FRIGATO. Signor Presidente, vorrei sottoscrivere l'emendamento illustrato dal collega Grotto e ricordare che in questi giorni tutti siamo venuti a conoscenza, grazie ai telegiornali e alla stampa, degli avvenimenti riguardanti la centrale di Porto Tolle, la più grande centrale del nord.
Con riferimento al perimetro di un parco naturale, del parco regionale del delta del Po, capisco le preoccupazioni del presidente Tabacci, che condivido, ma mi pare che stiamo ragionando sul piano generale. Nessuno di noi chiede di chiudere domani mattina la centrale di Porto Tolle; non è serio né possibile, ma crediamo che si possa ragionare sul medio periodo perché questa centrale possa trovare allocazione diversa e quell'area possa avere uno sviluppo economico più coerente, capace di cogliere la sua vocazione naturale.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Grotto 4.14 e Quartiani 4.23, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 410
Votanti 406
Astenuti 4
Maggioranza 204
Hanno votato
180
Hanno votato
no 226).

Prendo atto che gli onorevoli Bimbi e Giovanni Bianchi non sono riusciti a votare. Prendo, altresì, atto che l'onorevole Garagnani avrebbe voluto esprimere un voto contrario.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vernetti 4.24, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 423
Votanti 371
Astenuti 52
Maggioranza 186
Hanno votato
142
Hanno votato
no 229).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Quartiani 4.25.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Quartiani. Ne ha facoltà.

ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Signor Presidente, credo di poter svolgere un ragionamento che dovrebbe ricomprendere un comune modo di atteggiarci di fronte alla questione delle compensazioni ambientali. Penso che, di fronte alla questione delle risorse da impiegare per la tutela dell'ambiente, occorra anzitutto definire un'iniziativa che valorizzi l'intervento per il riequilibrio ambientale e la sua tutela. Non vi è solo e unicamente la


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monetizzazione; anzi, la medesima non può essere elevata a sistema. Le misure di compensazione non potrebbero, non possono o non dovrebbero, essere definite nemmeno per legge nazionale o per decreto, mentre la possibilità di definire iniziative di compensazione è un elemento che deve essere riconosciuto, anche sotto il profilo di principio, come un diritto che le popolazioni locali, i territori e i loro rappresentanti devono esercitare ed è oggetto di un patto con i produttori. Non è, pertanto, imposto dall'alto, ma concordato con il consenso dei cittadini interessati.
Peraltro, una definizione per legge delle compensazioni - introduco un elemento di discussione che riguarderà altri punti della lettura di questo disegno di legge - , soprattutto per via di monetizzazione, produrrebbe una crescita esponenziale delle tariffe e dei costi dell'energia, dal momento che l'Autorità per l'energia elettrica ed il gas dovrebbe ricomprendere nelle sue formule per la definizione delle tariffe, questa compensazione definita genericamente per legge.
Da questo punto di vista occorre lavorare per ricostruire e mantenere un equilibrio fra attività produttive, ambiente ed esigenze della collettività nazionale.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vernetti. Ne ha facoltà.

GIANNI VERNETTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei aggiungere la mia firma a questo emendamento perché mi sembra utile precisare, in un tema così controverso come le compensazioni, il tema del riequilibrio ambientale e territoriale.
Torneremo sull'articolo quindici, ma la vicenda delle compensazioni è molto delicata. In primo luogo, essa distorce il mercato; in secondo luogo, aumentano i costi dell'energia ed infine determina condizioni di disparità di accesso al mercato stesso. Ritengo quindi che si tratti di un provvedimento di tipo illiberale.
Questo emendamento tenta di introdurre nel tema delle compensazioni non solo la volgare monetizzazione, ma anche il tema del riequilibrio ambientale e territoriale. Da questo punto di vista, aggiungo la mia firma in calce a tale emendamento ed esprimo un'indicazione di voto, a nome del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo, favorevole.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Polledri. Ne ha facoltà.

MASSIMO POLLEDRI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, aggiungo la mia firma in calce all'emendamento, ma al contempo vorrei riportarlo su un terreno più consono, dal momento che mi sembra che i colleghi stiano cercando di «deragliare» rispetto allo spirito della proposta emendativa.
Credo che le ragioni dell'economia e quindi della produzione dell'energia debbano coniugarsi con un bene pubblico; in tal senso, quest'ultimo è rappresentato dalla disponibilità ambientale e dalla salute quale bene primario.
Pensare ad una misura di riequilibrio e di compensazione soltanto in termini di denaro significa sposare probabilmente più le ragioni dell'economia e probabilmente quelle meno nobili - questo si crea quando alcuni colleghi parlano di misure di compensazione che sarebbero «ribaltate» sulla bolletta -; noi siamo invece convinti che misure di compensazione troverebbero spazio nell'ambito del costo di impresa.
Pertanto, nell'aggiungere la firma in calce a tale emendamento, intendiamo riportare questa proposta emendativa nel terreno che gli è proprio.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Quartiani 4.25, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 434
Votanti 433
Astenuti 1
Maggioranza 217
Hanno votato
418
Hanno votato
no 15).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Alfonso Gianni 4.5.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Russo Spena. Ne ha facoltà.

GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con questo emendamento, come con il successivo, noi riteniamo che sia necessario introdurre all'interno di questo disegno di legge, la definizione di un piano energetico nazionale che indichi gli obiettivi in generale di politica energetica che possono solo derivare dalla definizione del reale fabbisogno di energia a fronte di indicazioni chiare, di obiettivi di risparmio e di incremento consistenti in produzione di energia da fonte rinnovabile. Ci sembra questo un quadro programmatorio indispensabile; peraltro, esso può permettere la coerenza con gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra stabiliti con il protocollo di Kyoto e con la limitatezza delle fonti fossili.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Alfonso Gianni 4.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 437
Votanti 436
Astenuti 1
Maggioranza 219
Hanno votato
196
Hanno votato
no 240).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.35 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 445
Votanti 436
Astenuti 9
Maggioranza 219
Hanno votato
281
Hanno votato
no 155).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Vigni 4.9.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vianello. Ne ha facoltà.

MICHELE VIANELLO. Discuteremo più approfonditamente, quando sarà il momento, la parte inerente alle quote legate alle energie rinnovabili. In questa sede, mi preme ricordare come gli indirizzi assunti all'interno del provvedimento in esame siano assolutamente insufficienti. Nel corso di questi giorni è apparsa con grande forza ed energia la necessità di aumentare sempre di più, anche di fronte al blackout avvenuto, la quantità di fonti rinnovabili che il nostro paese deve cominciare a produrre. Troviamo, all'interno del provvedimento, una quota indicata assolutamente bassa ed insufficiente. Non solo ci troviamo ancora di fronte ad un atteggiamento schizofrenico da parte del Governo, ma abbiamo anche un provvedimento con alcune quote indicate dal ministro Marzano, e poi un atto approvato dal CIPE, su iniziativa del Ministero dell'ambiente, dove viene indicato un altro piano di avanzamento verso l'aumento delle quote di energia rinnovabili in Italia. Quindi, anche all'interno della stessa maggioranza, in seno al Governo, vi sono posizioni assolutamente contrastanti.


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In questa sede di principi generali, riteniamo necessario ribadire di attenersi strettamente ai principi stabiliti, indicati dal Protocollo di Kyoto, che non possiamo scoprire solo ogni tanto. L'Italia ha aderito al Protocollo, questo Parlamento ne ha votato la ratifica, e riteniamo sia ormai necessario applicare quanto previsto. E la prima cosa è aumentare anche - insisto per i problemi evidenziatisi in questi giorni di fronte al blackout -, la quantità di fonti rinnovabili prodotte dal nostro paese (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vigni 4.9, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 432
Maggioranza 217
Hanno votato
204
Hanno votato
no 228).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Lion 4.18, Vernetti 4.26 e Gambini 4.27.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lion. Ne ha facoltà.

MARCO LION. Signor Presidente, seguo a ruota l'intervento dell'onorevole Vianello sui richiami a questo articolo che dovrebbero, secondo noi, avere un chiaro punto di riferimento anche in una normativa che pure l'Italia si è data, tenuto conto del Protocollo di Kyoto dei programmi di azione comunitaria europei. Non riusciamo a capire la ragione per cui il Governo e il relatore tendano ad escludere da questo articolo questi punti di riferimento. Noi riteniamo, infatti, che richiamare, come fatto al comma 1, lettera i), il rispetto della normativa comunitaria e nazionale debba comportare chiari punti di riferimento, e cioè debba comportare sicuramente l'applicazione concreta dei principi comunitari in materia di tutela ambientale, ribaditi e anche rafforzati proprio recentemente dal sesto programma d'azione comunitaria in materia ambientale, poi adottato con decisione del Parlamento e del Consiglio europeo, la n. 1600 del 2002. Questo è un quadro di riferimento certo, sicuro; però se, come sembra, secondo questo Governo e questa maggioranza, le fonti energetiche rinnovabili si identificheranno con il carbone miscelato con l'acqua, gli scarti della raffinazione o le farine animali, certamente non rientreremo all'interno di logiche stabilite a livello comunitario. Quindi, mi auguro che si vada incontro a delle serie procedure di infrazione per questa forma di energia «creativa» che vediamo sostenere da parte di questo Governo. Dopo una finanza creativa, abbiamo ora anche delle fonti rinnovabili «creative».

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gambini. Ne ha facoltà.

SERGIO GAMBINI. Signor Presidente, i colleghi che hanno seguito più o meno attentamente i lavori svolti sino a questo punto, avranno notato che tutte le volte in cui, da parte dell'opposizione - Democratici di Sinistra, Verdi, Margherita -, vengono presentati emendamenti con al centro il tema delle energie rinnovabili o quello della tutela e della salvaguardia ambientale, rendendo compatibile questo principio con quello dello sviluppo della capacità di generare energia in Italia, la maggioranza - il relatore nella specie ma la maggioranza nel suo complesso - si chiude a riccio e rifiuta tale tipo di impostazione.
Ora, è necessario svolgere un ragionamento al riguardo, visto che difficilmente possono essere considerate infondate le sottolineature che abbiamo svolto in sede di indicazione di principi generali, come


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abbiamo fatto fino a questo momento con riferimento agli articoli 1, 2, 3 e 4. C'è un orizzonte culturale diverso. Vi è, da parte della maggioranza, la difficoltà di tenere assieme questi due elementi, vale a dire lo sviluppo della capacità del nostro paese di creare energia e, nello stesso tempo, di tutelare e di salvaguardare l'ambiente. Questi due principi non sono in contraddizione, non possano essere vissuti in contraddizione! Altrimenti, in questo paese, non vi sarà nessuno disponibile ad accettare la realizzazione e la creazione di nuove centrali se l'orizzonte culturale è quello di considerare la creazione di nuove centrali un nemico dell'ambiente, un fattore distruttivo di risorse ambientali.
Precedentemente, avete respinto una proposta emendativa che stabiliva che non possono essere realizzate centrali in parchi naturali. È del tutto evidente che non possono essere realizzate centrali in parchi naturali! Eppure, voi avete respinto questa proposta emendativa. State facendo la stessa cosa con le proposte emendative che, al riguardo, presentiamo, come questa, assolutamente ragionevole, legata alle energie rinnovabili e alla necessità di promuovere ed agevolare l'energia prodotta da fonti rinnovabili.
Credo che dovreste riflettere su ciò, perché in questo modo mettete a rischio gli stessi obiettivi che vi proponete. Perché non si costruiscono nuove centrali? Perché le collocate all'interno di quell'orizzonte culturale, quello che fa confliggere gli interessi di sviluppo produttivo, industriale ed energetico del nostro paese con quelli di tutela e di salvaguardia dell'ambiente (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)!

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Lion 4.18, Vernetti 4.26 e Gambini 4.27, non accettati dalla Commissione né dal Governo e sui quali la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 424
Votanti 423
Astenuti 1
Maggioranza 212
Hanno votato
192
Hanno votato
no 231).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Quartiani 4.28.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Quartiani. Ne ha facoltà.

ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Signor Presidente, l'emendamento in esame riporta l'attenzione sulla localizzazione di nuovi impianti di produzione, in particolare di energia elettrica, stabilendo che, esclusivamente per questi ultimi, sia prevista la possibilità di concludere accordi che individuano misure di compensazione e, essendo quest'ultima questione prioritaria, di riequilibrio ambientale. La nostra proposta è di escludere dalle compensazioni il repowering e la ristrutturazione degli impianti, giacché questi devono rispondere a norme adeguate, migliorative che comportano un miglioramento nel campo sia delle immissioni sia delle condizioni della tutela della salute e dell'ambiente. Dalle compensazioni, quindi, vanno escluse repowering e ristrutturazioni degli impianti.
L'emendamento in esame tende, inoltre, a mettere in disparte un vincolo rigido che è posto nel disegno di legge, un vincolo che fa riferimento alla coerenza con la politica energetica nazionale per quanto attiene la funzione ed il ruolo degli enti locali e delle regioni, un vincolo alla politica energetica nazionale che non può non essere interpretato come il potenziamento in stile dirigista del benestare del ministero o dei ministeri agli accordi tra enti locali e imprese in fatto di localizzazione e di compensazione di riequilibrio ambientale.
Quindi, è un richiamo questo, se volete, di tipo eccessivamente dirigista, gerarchico,


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molto somigliante al più generico interesse nazionale, non si sa da chi e come definito (forse, da future leggi di revisione costituzionale, ma certamente non contenuto in quelle attualmente vigenti).
Ecco perché la formulazione dell'emendamento tende a riportare sul terreno proprio anche la definizione di questo rapporto tra Stato centrale ed enti locali in materia di compensazione e di localizzazione di nuove centrali, di nuovi impianti.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Quartiani 4.28, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 428
Votanti 427
Astenuti 1
Maggioranza 214
Hanno votato
188
Hanno votato
no 239).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Quartiani 4.29.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cazzaro. Ne ha facoltà.

BRUNO CAZZARO. Signor Presidente, la pregherei di concordare con i suoi collaboratori come fare, perché io non posso sbracciarmi o mettermi ad urlare per potere intervenire. Veda un po' lei come risolvere il problema.
In questo emendamento si fa riferimento al testo del comma 2, ai sensi del quale le regioni e gli enti locali territorialmente interessati dalla localizzazione di nuove infrastrutture energetiche o dal potenziamento o trasformazione di infrastrutture esistenti possono concludere accordi che individuino misure di compensazione e riequilibrio ambientale. L'emendamento propone di escludere da tali accordi le infrastrutture energetiche che già insistono su zone assoggettate a parco naturale per le quali sia stato programmato lo smantellamento. Ci sembra una norma di buon senso.
Vorrei ricordare, altresì, con riferimento a quanto ha detto, poco fa, il presidente Tabacci, che si può progettare meglio il futuro anche guardando agli errori od agli orrori del passato. Mi pare sia davvero il caso di porsi su una strada nuova, anche approvando questo emendamento!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Vianello. Ne ha facoltà.

MICHELE VIANELLO. Signor Presidente, desidero apporre anche la mia sottoscrizione all'emendamento Quartiani 4.29.
Qualche mese fa, abbiamo approvato, in quest'aula, un provvedimento nel quale venivano indicati alcuni territori e le centrali, ivi esistenti, che, nel tempo, saranno dismesse. Ora, se si dà la possibilità ad alcuni territori di avere compensazioni ulteriori, la tentazione a tornare indietro rispetto a provvedimenti che già sono stati approvati da questo Parlamento potrà diventare fortissima. Il presidente Galan, ad esempio, ha fatto la campagna elettorale dicendo alcune cose. Se, in quei territori, si dice: non si fa più il parco perché, in cambio, non vi facciamo pagare più la bolletta, voi capite che si possono introdurre in Italia, in Veneto, meccanismi assolutamente difficili.
Ricordo al presidente Tabacci che il problema non è ...

PRESIDENTE. Onorevole Vianello...

MICHELE VIANELLO. ...la singola centrale: è il carico di centrali, il carico di impianti inquinanti in un'area che non ci va bene! Quindi, chiederei di votare a favore di questo emendamento.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Quartiani 4.29, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Prego i colleghi di prendere posto ciascuno al proprio banco.

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 422
Votanti 421
Astenuti 1
Maggioranza 211
Hanno votato
191
Hanno votato
no 230).

Passiamo alla votazione del subemendamento Quartiani 0.4.40.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Quartiani. Ne ha facoltà.

ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Signor Presidente, intervengo soltanto per dire che qui c'è un'affermazione che, da una parte, può essere considerata pleonastica e, dall'altra, indice di una mentalità, di una cultura centralista di chi ha scritto l'emendamento.
Stipulare accordi con le aziende o con altri soggetti che operano nel territorio è un diritto che gli enti locali hanno già e che nessuno nega loro. Quindi, scrivere che «hanno diritto a stipulare» mi sembra un tantino eccessivo: è bene riportare nel testo la parola «possono», la quale lascia intendere che gli enti locali hanno la facoltà, sono liberi di concludere accordi a livello con aziende e soggetti che operano in quel territorio.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Quartiani 0.4.40.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 434
Maggioranza 218
Hanno votato
197
Hanno votato
no 237).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.40 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 440
Votanti 436
Astenuti 4
Maggioranza 219
Hanno votato
244
Hanno votato
no 192).

Prego il relatore di leggere la riformulazione dell'emendamento Polledri 4.30, alla quale ha accennato in sede di espressione del parere.

STEFANO SAGLIA, Relatore. Signor Presidente, al comma 2, dopo la parola «accordi», aggiungere le seguenti «con i soggetti proponenti.» Chiediamo quindi ai presentatori di togliere le parole «le infrastrutture».

PRESIDENTE. Onorevole Polledri, accetta la riformulazione proposta dal relatore?

MASSIMO POLLEDRI. Sì, Signor Presidente.

PRESIDENTE. Sta bene
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Polledri 4.30, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 435
Votanti 294
Astenuti 141
Maggioranza 148
Hanno votato
273
Hanno votato
no 21).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Grotto 4.19.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grotto. Ne ha facoltà.

FRANCO GROTTO. Signor presidente, questo emendamento è simile all'emendamento 4.29 illustrato dal collega Cazzaro. Praticamente al comma 2 si dice che le regioni e gli enti locali interessati alla localizzazione di nuove infrastrutture energetiche o trasformazione di impianti esistenti possono concludere accordi che individuano misure coerenti con gli obiettivi generali di politica energetica nazionale. Con questo emendamento si intende stralciare da questi accordi quelle infrastrutture energetiche che insistono su zone assoggettate a parco naturale, per le quali, in accordo con le regioni e gli enti locali interessati, deve essere programmata nel tempo la loro dismissione.
Non voglio fare arrabbiare ulteriormente il presidente Tabacci, credo che nessuno di noi voglia oggi chiudere la centrale di Porto Tolle e le centrali in generale; ci rendiamo conto dell'importanza dell'energia, però io credo che un provvedimento di questo tipo - che ha l'ambizione di ridisegnare tutto il comparto energetico, sapendo che l'energia poi è direttamente collegata e conseguente al sistema del territorio ambientale - debba necessariamente contenere alcuni principi fondamentali, proprio per evitare gli errori che sono stati fatti nel passato.
Del resto noi - quando dico noi penso anche alle popolazioni interessate del territorio del delta del Po - già abbiamo accolto il progetto dell'ENEL di ambientalizzazione della centrale di Porto Tolle. Ci rendiamo conto che la centrale di Porto Tolle è importantissima, non solo per il Veneto, ma per tutta l'alta Italia, il nord est in particolare; però crediamo che un impianto di quel tipo non possa nel tempo sostenere gli equilibri ambientali, sostenere un territorio che ha bisogno di essere tutelato, tanto è vero che la stessa ENEL con la regione Veneto hanno già predisposto una convenzione, un accordo dove è prevista la dismissione di quell'impianto nel 2018. Certamente da qui al 2018 lo Stato dovrà provvedere alla costruzione di nuovi impianti per soddisfare le esigenze energetiche evitando però di costruirli nuovamente in territori come il delta del Po. Dico questo perché noi stiamo assistendo ad una confusione di richieste di nuovi insediamenti e nel Veneto, lo denunciava l'assessore Pra, ci sono nuove richieste di nuove centrali, in particolare proprio nell'area deltizia.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gambini. Ne ha facoltà.

SERGIO GAMBINI. Signor Presidente, vorrei insistere anch'io su questo emendamento. Torniamo alla questione delle compensazioni e le affrontiamo in sede di indirizzi generali, nella sede più opportuna e più appropriata. Avremo la possibilità di discutere nuovamente del tema delle compensazioni; per noi andrebbero qui collocate, qui definite, qui indicate, lasciando poi ai comuni, alle province, alle comunità locali le scelte successive. Perciò in questa sede, in quella degli indirizzi, avremmo l'obbligo di dare indicazioni precise, forti, perché l'azione successiva, quella che viene fatta a livello amministrativo dai poteri locali, possa obbedire a principi ed indicazioni precise indicate in questa sede. Ora, se così ragionassimo, cioè se ragionassimo nella maniera corretta - quella che farebbe funzionare i provvedimenti, non costringendoli invece ad insabbiarsi, come è avvenuto per i provvedimenti che sono state assunti nel corso dei mesi e degli anni precedenti -, allora dovremmo dare degli indirizzi precisi.


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In questo caso dovremmo dare indirizzi che consentano di tutelare i beni ambientali come essi vanno tutelati. In questo senso le cose che sono state sostenute precedentemente dal collega Vianello e quelle che sono state dette poco fa dal collega Grotto sono chiarissime. Se non si esclude dall'incentivo, se non si escludono dalla compensazione alcune aree come quelle che sono tutelate per la presenza di un parco naturale, è del tutto evidente che si introduce un elemento che finisce per invogliare in maniera indebita le comunità locali che si trovano a poter scambiare il valore del bene ambientale con quello rappresentato da convenienze economiche che sono distribuite e spalmate nei confronti di esse. Questo sarebbe un principio importante e significativo che deve essere riaffermato grazie all'emendamento in questione al fine di escludere che le compensazioni abbiano questo tipo di funzione, cioè quella di manomettere valori ambientali di primaria grandezza.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Realacci. Ne ha facoltà.

ERMETE REALACCI. Signor Presidente, intervengo per preannunciare il mio voto favorevole su questo emendamento sebbene riconosca che lo stesso è mal formulato. Comprendo che dietro molte di queste proposte emendative c'è un oggetto preciso: la centrale di Porto Tolle; questione che va attentamente valutata esaminando i passaggi al fine di giungere ad una soluzione. Però, escludere tutte le infrastrutture energetiche che insistono su zone assoggettate a parchi naturali mi sembra una cosa che francamente non si può fare perché il termine infrastrutture energetiche può significare tutto. Possono essere ricompresi in esso impianti di cogenerazione ben strutturati come ad esempio il parco del Vesuvio intorno ai quali risiedono centinaia di migliaia di cittadini. Possono essere ricomprese centrali idroelettriche, impianti eolici e così via. Dico ciò per sottolineare che non tutti gli impianti di produzione di energia hanno un impatto ambientale incompatibile con l'ambiente; ciò vale anche con riferimento ad ambienti protetti come sono ad esempio i parchi nazionali. In qualche caso, la presenza di impianti energetici può anche ridurre l'impatto complessivo; difatti, se ad esempio facciamo riferimento ad impianti di cogenerazione o tubogas o cicli combinati di piccole dimensioni o piccoli impianti idroelettrici integrati nel territorio, non si può escludere la loro compatibilità con aree naturali protette o con parchi nazionali.
Voto, quindi, a favore dell'emendamento in esame perché comprendo quale sia l'oggetto del contendere e la legittima aspettativa di una programmazione per quel dato territorio; però, se dovessi interpretare alla lettera l'emendamento non sarei d'accordo.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grotto 4.19, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 418
Votanti 417
Astenuti 1
Maggioranza 209
Hanno votato
184
Hanno votato
no 233).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Alfonso Gianni 4.8.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Alfonso Gianni. Ne ha facoltà.

ALFONSO GIANNI. Signor Presidente, abbiamo presentato questo emendamento con la presunzione di concorrere a raggiungere due finalità. La prima è quella di impedire che la localizzazione delle nuove centrali termoelettriche si possa


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realizzare in contrasto o comunque aggirando gli strumenti ordinari di pianificazione urbanistica e degli enti locali. Affermiamo questo con spirito di coerenza con quanto previsto dall'articolo 117, comma 3, della Costituzione in ordine alla competenza riconosciuta alle regioni in materia di governo del territorio, e dall'articolo 118, comma 1, della Costituzione in ordine al ruolo attivo riconosciuto agli enti locali in materia di funzioni amministrative.
Il combinato disposto (come si suol dire con un linguaggio un po' «paludato») di questi due articoli può servire ad evitare che, anche in materia energetica, al centralismo decisionale statale, come quello enunciato dal contestato decreto-legge sblocca centrali, si sostituisca un centralismo regionale che non riconosca un ruolo attivo agli enti locali nelle procedure autorizzatorie degli impianti energetici.
Questa è la condizione per rendere concretamente attuabile quanto riportato nel comma 2 dell'articolo 4 del disegno di legge al nostro esame, relativamente agli accordi che individuino misure di compensazione e di riequilibrio ambientale previste per gli enti locali territorialmente interessati dalla localizzazione di nuovi impianti di produzione di energia, ovvero di potenziamento o trasformazione di impianti di produzione esistenti.
La seconda questione è quella che solleviamo relativamente alla necessità che l'autorizzazione dei nuovi impianti energetici e delle relative localizzazioni sia coerente con gli strumenti di programmazione e di intervento in materia di risanamento della qualità dell'aria, la cui competenza è riconosciuta, in base alla nota normativa esistente, sia alla regione, sia agli enti locali.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Alfonso Gianni 4.8, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 404
Maggioranza 203
Hanno votato
173
Hanno votato
no 231).

Passiamo all'emendamento D'Agrò 4.31.
Chiedo all'onorevole D'Agrò se acceda alla proposta di ritiro del suo emendamento 4.31 formulata dal relatore.

LUIGI D'AGRÒ. Signor Presidente, non è mia consuetudine creare problemi, e dunque accedo all'invito al ritiro, tuttavia vorrei far presente che la mia proposta emendativa tende a riordinare il sistema delle accise e delle imposte erariali. Infatti, contiamo ad affermare che sussiste la necessità di contenere i costi, e soprattutto di contenere i prezzi dell'energia, e ritengo che gli oneri fiscali sulle fonti energetiche del nostro paese siano i più alti sia in senso assoluto sia in Europa, e questi vanno inevitabilmente ad incidere sul costo del chilowattora; purtroppo, tali oneri vanno ad incidere soprattutto sulle bollette dei soggetti più deboli.
Pertanto, rivolgo al Governo l'invito a tenere in considerazione questa prospettiva, utile per giungere alle condizioni che stanno alla base anche di questo provvedimento, vale a dire l'abbattimento dei costi finali all'utente dell'energia.

PIERO RUZZANTE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, a nome del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, faccio mio l'emendamento D'Agrò 4.31, però con una motivazione. Mi rivolgo al collega D'Agrò e anche ad altri parlamentari: questa proposta emendativa è assolutamente condivisibile nel merito (ricordo che il provvedimento al nostro esame ha subito molteplici modifiche), e sono assolutamente condivisibili anche le


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parole che ha pronunciato il collega D'Agrò, quando ha affermato che in Italia gli oneri fiscali sono decisamente superiori rispetto ai valori medi europei.
Tuttavia, l'elemento forte di tale emendamento è l'idea di un regime fiscale agevolato, soprattutto per le persone che versano in condizioni economiche disagiate. Ritengo, pertanto, che questo emendamento meriti veramente l'appoggio del nostro gruppo ed anche di tutta l'opposizione. Pregherei il collega D'Agrò di ritornare sui suoi passi, poiché questo provvedimento è stato più volte modificato, e crediamo che questa proposta emendativa meriti il sostegno non solo del collega D'Agrò, ma mi auguro anche del gruppo dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro e degli altri gruppi di maggioranza.
Crediamo che questo emendamento vada decisamente approvato proprio perché rappresenta una risposta alla richiesta che gli oneri fiscali italiani arrivino a livelli medi europei.
Credo che sia una richiesta...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ruzzante...

PIERO RUZZANTE. ...assolutamente condivisibile.

STEFANO SAGLIA, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

STEFANO SAGLIA, Relatore. Signor Presidente, vorrei permettermi soltanto di far presente all'Assemblea che si tratta di una tematica particolarmente rilevante che la X Commissione ha ritenuto, sì, di accogliere nei suoi princìpi, anche in altri passaggi, ma ha deciso di rinviare tutta la problematica relative alle accise, come è corretto, all'interno delle attività del Governo riferite alla delega fiscale; tra l'altro, vedo in aula anche il sottosegretario Contento, il quale, come sappiamo, si sta occupando della riforma delle accise.
Pertanto, vorrei segnalare che è attraverso la delega fiscale che è possibile andare incontro anche alle esigenze sollevate da questa proposta emendativa, per cui ritengo inopportuno inserire un'ulteriore delega all'intero di questo disegno di legge di riforma.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ruggeri. Ne ha facoltà.

RUGGERO RUGGERI. Signor Presidente, intervengo per chiedere di sottoscrivere l'emendamento D'Agrò 4.31 ritirato dal proponente e fatto proprio dall'onorevole Ruzzante, proprio perché anche con riferimento al precedente articolo la filosofia era quella di aiutare le famiglie che si trovano in condizioni disagiate.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Lettieri. Ne ha facoltà.

MARIO LETTIERI. Signor Presidente, in quest'aula il tema delle accise sui prodotti petroliferi ritorna periodicamente e lo sa bene il sottosegretario Contento. Credo che l'emendamento, al quale chiedo di poter apporre anche la mia firma, vada accolto, perché effettivamente le imposte sui prodotti petroliferi sono eccessivamente gravose, contribuiscono a rendere più alto il costo della vita e, quindi, incidono anche sull'inflazione che nel nostro paese è ancora assai alta.
Credo che, in particolare, a favore delle zone in cui vengono estratte le risorse petrolifere - mi riferisco alla Val d'Agri in Basilicata che soddisfa il 10 per cento del fabbisogno nazionale - vada prevista una riduzione. Ritengo che ciò debba valere almeno per quelle aree che danno - lo ripeto - un notevolissimo contributo. Ho posto questo problema in altre occasioni e, purtroppo, ho sempre trovato resistenze e orecchie non attente.
Signor Presidente, vi è questo problema: pertanto, invito ad approvare questo emendamento che contribuisce ad abbassare il costo della benzina alla pompa,


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favorendo tutti i contribuenti che sono sostanzialmente persone normali e non grandi detentori di reddito i quali possono pagare anche di più.
Dobbiamo farci carico di questo problema. Ancora una volta, il sottosegretario Contento non può sfuggire a tale problema, perché conosce bene la sua delicatezza.
Non possiamo rinviare sempre a date future. Ora, approviamo questo emendamento che è di estremo buon senso, tant'è che lo stesso onorevole D'Agrò lo ha presentato: ora non ne può fare una questione di maggioranza; anche egli ne deve fare una questione di opportunità e di doverosa presa d'atto di un'esigenza vera.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento D'Agrò 4.31, ritirato dal proponente e fatto proprio dall'onorevole Ruzzante a nome del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 408
Votanti 403
Astenuti 5
Maggioranza 202
Hanno votato
184
Hanno votato
no 219).

Passiamo alla votazione dell'articolo 4.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Polledri. Ne ha facoltà.
Onorevole Polledri, le chiedo solo un po' di sintesi perché dovremmo sospendere l'esame di questo provvedimento alle ore 20.

MASSIMO POLLEDRI. Signor Presidente, il canovaccio della discussione da parte dell'opposizione sarebbe quello di accreditare un nuovo modello di Carcarlo Pravettoni da parte del centrodestra pronto a non considerare le ragioni dell'energia rinnovabile e pronto a sostenere il settore più becero dell'energia.
Vorrei riferirmi soprattutto all'intervento del collega Gambini con cui abbiamo condiviso gran parte di questo provvedimento. Onorevole Gambini, per quanto riguarda le energie rinnovabili, deve essere ben chiaro che il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio ha stanziato 258 milioni di euro a favore dell'energia solare fotovoltaica. Si tratta di un'energia molto cara perché, pur mettendo assieme questo contributo, dobbiamo ricordare a chi ci ascolta che per un chilowatt questa energia ci verrebbe a costare circa 5 mila o 7 mila euro; pertanto, una famiglia dovrebbe spendere 15 mila euro.
Vorrei ricordare al collega Gambini che la regione è titolare degli incentivi per il fotovoltaico. Ebbene, la regione da cui lei proviene, da circa quattro anni, non destina una lira per favorire gli investimenti sul solare, mentre la regione Lombardia, a diversa guida, destina tutti gli anni risorse per favorire questa forma di produzione dell'energia.
Ho detto ciò per riportare nell'ottica della ragione la discussione ed evitare contrapposizioni tra coloro che sarebbero a favore dell'ambiente (il centrosinistra) e coloro che sarebbero contrari (il centrodestra).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 4, nel testo emendato.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 407
Votanti 406
Astenuti 1
Maggioranza 204
Hanno votato
229
Hanno votato
no 177).

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