Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 340 del 15/7/2003
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(Esame dell'articolo 2 - A.C. 3297)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 2 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 3297 sezione 5).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

STEFANO SAGLIA, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere contrario su tutte le proposte emendative presentate.

PRESIDENTE. Il Governo?

GIOVANNI DELL'ELCE, Sottosegretario di Stato per le attività produttive. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Gambini 2.4.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Quartiani. Ne ha facoltà.

ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Signor Presidente, l'articolo 2 del provvedimento al nostro esame reca norme sul regime delle attività del settore energetico. L'emendamento da noi proposto sostituisce i primi due commi, i quali segnerebbero un passo indietro nel processo di liberalizzazione del settore del gas naturale, per il quale il decreto legislativo n. 164 del 2000 (il cosiddetto decreto Letta) prevedeva la piena liberalizzazione delle attività di importazione, esportazione e via dicendo.
Pertanto, proponiamo la riscrittura di tale articolo, perché tutte le attività descritte nei primi due commi in realtà sono da considerarsi libere, ma devono essere sottoposte al regime dell'obbligo di servizio pubblico.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Russo Spena. Ne ha facoltà.

GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, interverrò anche per illustrare le proposte emendative che il gruppo di Rifondazione comunista ha complessivamente presentato all'articolo 2 del provvedimento al nostro esame, poiché tale articolo, nel definire i princìpi fondamentali relativi al regime delle attività del settore energetico, ripropone, di fatto, i princìpi del mercato, in base ai quali le attività di produzione, di importazione, di esportazione, di stoccaggio, di acquisto e di vendita sono libere, e su di esse i privati possono liberamente speculare e fare profitti.
Con le nostre proposte emendative, invece, intendiamo ricondurre tali attività al rango di interesse pubblico, sia per evidenti ragioni legate alla funzione strategica dell'energia elettrica nella vita quotidiana (come ho già esposto in precedenza, illustrando gli emendamenti presentati all'articolo 1), sia soprattutto per evitare che i consumatori industriali e domestici siano


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costretti a pagare nel prezzo della fornitura di tale bene anche il costo della speculazione e del profitto.
La storia recente ci insegna, tanto per ricordare la vicenda della California, che quando tali attività sono libere e soggette al mercato e alle speculazioni, non è più garantita neanche la certezza della fornitura.
Diversa è la storia più remota: essa ci indica che se nel 1962 l'Italia ha voluto avere la possibilità di svilupparsi, ha dovuto nazionalizzare le 1942 imprese elettriche private che gestivano liberamente il settore dell'energia elettrica, in quanto incapaci, proprio per ragioni di interesse privato, di fornire energia in tutto il paese a parità di prezzo.
Inoltre, vorrei far osservare che, nel comma 2 dell'articolo 2, il Governo propone che le attività di trasporto e dispacciamento dell'energia, nonché la gestione delle reti rimangano di interesse pubblico e, quindi, sottoposte agli obblighi di servizio pubblico. Con tale scelta, nei fatti, le attività remunerative passano ai privati che fanno affari, mentre quelle che hanno dei costi restano in capo allo Stato ed alla collettività. Quindi, ancora una volta, siamo in presenza di una scelta di politica economica ed industriale che privatizza gli utili e socializza le perdite.
Riteniamo questi emendamenti particolarmente importanti e li segnaliamo all'Assemblea per evitare che l'ulteriore liberalizzazione di queste attività faccia compiere al paese un salto all'indietro di cinquant'anni, riconsegnando al profitto ed alla speculazione un bene di interesse pubblico indispensabile alla vita di ogni giorno delle nostre cittadine e dei nostri cittadini.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gambini 2.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 428
Maggioranza 215
Hanno votato
198
Hanno votato
no 230).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Realacci 2.5.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vernetti. Ne ha facoltà.

GIANNI VERNETTI. Signor Presidente, con l'articolo 2, comma 1, si stabilisce che siano libere anche le attività di trasformazione delle materie fonti di energia. Noi riteniamo che questa dizione sia vaga e confusa; la stessa, però, poi trova una corrispondenza nel prosieguo del disegno di legge (e ciò ci preoccupa ancora di più), quando si fa riferimento allo smaltimento delle cosiddette farine animali ed altri combustibili tra cui quelli derivanti da rifiuti o da altri residui di lavorazione industriale.
Introduco un argomento che attraverserà costantemente il confronto e la discussione su questo disegno di legge. Noi usciamo da un regime confuso e contraddittorio ben rappresentato dalla triste vicenda delle fonti cosiddette assimilate nel CIP 6. Con questo disegno di legge vediamo costantemente rientrare dalla finestra le fonti assimilate e, pertanto, la possibilità che vi siano condizioni di favore per quelle attività di produzione di energia non da fonti rinnovabili ma da fonti assolutamente sporche ed inquinanti. Avremo poi modo di illustrare bene le successive proposte emendative, ma riteniamo questo emendamento di chiarificazione e di semplificazione formale.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Realacci 2.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 423
Votanti 419
Astenuti 4
Maggioranza 210
Hanno votato
192
Hanno votato
no 227).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vernetti 2.6, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 425
Votanti 418
Astenuti 7
Maggioranza 210
Hanno votato
192
Hanno votato
no 226).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Alfonso Gianni 2.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 431
Votanti 429
Astenuti 2
Maggioranza 215
Hanno votato
199
Hanno votato
no 230).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Quartiani 2.7.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Quartiani. Ne ha facoltà.

ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Signor Presidente, noto che vi è un relativo disinteresse nel dibattito sulla parte che riguarda i principi e gli obiettivi generali che lo Stato dovrebbe realizzare. Non si tratta di un richiamo ai colleghi e, soprattutto, ai colleghi del Comitato dei nove; probabilmente, si aspetta di esaminare quella parte un po' più attuativa, all'interno della quale si trovano motivi e momenti di differenziazione anche all'interno della maggioranza. Credo, invece, che anche sulla questione dei principi e degli obiettivi vi sia qualche differenziazione che, giustamente, dovrebbe emergere in Assemblea.
Tuttavia, mi soffermo sull'emendamento 2.7 perché, anche se apparentemente sembra di carattere puramente letterale e stilistico, in realtà vi è una ratio: è meglio dire «energia» anziché «energia a rete» perché quest'ultima definizione delimita l'interesse pubblico. Pensiamo, ad esempio, alla questione del dispacciamento e del trasporto, ma anche al GPL da riscaldamento nelle zone alpine, appenniniche o nelle isole. Forse, lì non vi è un interesse ed un obbligo di servizio pubblico, quindi meglio rendere più chiara la norma e parlare di energia anziché di energia a rete.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Quartiani 2.7, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 428
Votanti 427
Astenuti 1
Maggioranza 214
Hanno votato
195
Hanno votato
no 232).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento


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Quartiani 2.8, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 427
Votanti 426
Astenuti 1
Maggioranza 214
Hanno votato
200
Hanno votato
no 226).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Gambini 2.9.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Quartiani. Ne ha facoltà.

ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Intervengo semplicemente per precisare che l'emendamento in esame cerca di raccordare il testo a quello dell'articolo 6, lettera a), dove si fa riferimento alla trasmissione ed al dispacciamento nazionale dell'energia elettrica. Riportiamo questo testo anche nella parte riguardante il regime.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gambini 2.9, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 431
Maggioranza 216
Hanno votato
201
Hanno votato
no 230).

Prendo atto che l'onorevole Garagnani non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 2.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 442
Votanti 440
Astenuti 2
Maggioranza 221
Hanno votato
231
Hanno votato
no 209).

Prendo atto che l'onorevole Bova non è riuscito a votare.

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