Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 340 del 15/7/2003
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Seguito della discussione del disegno di legge: Riordino del settore energetico, nonché deleghe al Governo in materia di produzione di energia elettrica, di stoccaggio e vendita di GPL e di gestione dei rifiuti radioattivi (3297) e delle abbinate proposte di legge: d'iniziativa popolare; Stucchi; Di Gioia; Armani e Saglia (8-1378-2219-2567) (ore 16,45).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge: Riordino del settore energetico, nonché deleghe al Governo in materia di produzione di energia elettrica, di stoccaggio e vendita di GPL e di gestione dei rifiuti radioattivi; e delle abbinate proposte di legge d'iniziativa popolare; d'iniziativa dei deputati Stucchi; Di Gioia; Armani e Saglia.
Ricordo che nella seduta del 19 giugno scorso è stata respinta la questione pregiudiziale di costituzionalità Gambini ed altri n. 1.

(Esame degli articoli - A.C. 3297)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli articoli del disegno di legge, nel testo della Commissione.
Avverto che la I Commissione (Affari costituzionali) ha espresso il prescritto parere, che è distribuito in fotocopia (vedi l'allegato A - A.C. 3297 sezione 2).
Avverto che la V Commissione (Bilancio) ha espresso il prescritto parere, che è distribuito in fotocopia (vedi l'allegato A - A.C. 3297 sezione 3).
Avverto, inoltre, che la Commissione bilancio ha revocato la condizione volta a sopprimere il comma 4 dell'articolo 19.


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Avverto, altresì, che, prima della seduta, sono stati ritirati gli emendamenti Lazzaro 13.2 e Gastaldi 13.3.
Avverto che la Presidenza non ritiene ammissibile, in quanto incongruo rispetto al sistema delle fonti del diritto del nostro ordinamento, l'emendamento Quartiani 29.43 (vedi l'allegato A - A.C. 3297 sezione 1), che prevede la possibilità che un decreto legislativo rimetta ad un ulteriore decreto legislativo, anziché ad un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, l'esercizio di un potere sostitutivo.
La Presidenza non ritiene, altresì, ammissibile il subemendamento Quartiani 0.8.25.1 (vedi l'allegato A - A.C. 3297 sezione 1), in quanto le modifiche da esso apportate all'emendamento 8.25 della Commissione renderebbero l'emendamento stesso del tutto privo di portata innovativa rispetto alla legislazione vigente.
Informo, infine, l'Assemblea che, in relazione al numero di emendamenti presentati, la Presidenza applicherà l'articolo 85-bis del regolamento, procedendo in particolare a votazioni per principi o riassuntive.
A tal fine, i gruppi di Rifondazione comunista e Misto (per la componente politica dei Verdi-l'Ulivo) sono stati invitati a segnalare gli emendamenti da porre comunque in votazione.

PIERO RUZZANTE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, prima di iniziare l'esame delle singole proposte, vorrei sollevare una questione che più volte abbiamo segnalato alla Presidenza e che riguarda anche la giornata di oggi.
Le riunioni delle Commissioni bicamerali non tengono assolutamente conto dell'inizio dei lavori in Assemblea e dell'obbligo per i deputati di essere presenti in aula. Abbiamo segnalato questo fatto più volte (un paio di settimane fa è stato rilevato anche da un collega del gruppo della Lega). Riteniamo che le regole che valgono per le Commissioni permanenti debbano valere anche per quelle bicamerali, altrimenti il deputato si sente tra due fuochi, tra il dovere di partecipare ai lavori della Commissione bicamerale e la possibilità di esprimersi attraverso il voto in aula su provvedimenti anche molto importanti.
Oggi, la Commissione d'inchiesta sulla Telekom Serbia si è riunita dalle ore 14 alle ore 16. Vorrei farle presente, Presidente, che un membro del mio gruppo, la collega Zanotti, ha posto la questione al presidente della Commissione bicamerale che ha deciso di proseguire i lavori della Commissione. Riteniamo che la questione debba essere affrontata da entrambe le Presidenze. Infatti, non ritengo corretto che, nel caso in cui il presidente della Commissione bicamerale è il Presidente Senato - per richiamare un esempio -, lo stesso sia attento solo ai lavori in corso al Senato e non a quelli della Camera, e viceversa. Credo debba esserci un criterio univoco da parte delle Commissioni bicamerali per consentire loro di lavorare ed ai singoli deputati di partecipare ai lavori dell'Assemblea - lo ripeto -, non nella fase di discussione sulle linee generali, ma nel corso delle votazioni in aula.
Credo che ciò vada assolutamente affrontato da parte delle due Presidenze in maniera tale da consentire ai colleghi di partecipare alle Commissioni bicamerali e contemporaneamente o successivamente di partecipare ai lavori dell'Assemblea.

PRESIDENTE. Onorevole Ruzzante, sono totalmente d'accordo con le sue osservazioni. Faremo in modo che questa difficoltà venga superata. Del resto, tale difficoltà ha consentito a Sant'Antonio di farsi un nome, perché era contemporaneamente a Padova a predicare a Madrid a curare i lebbrosi. Era una condizione superiore alla forza media.
Siamo d'accordo e faremo in modo che le Commissioni vengano sconvocate e che i relativi presidenti, per quanto riguarda la


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loro attività, effettuino le loro scelte coerentemente con i lavori d'aula. Le sono grato anche di questa osservazione.

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