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La seduta, sospesa alle 12,55, è ripresa alle 15.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata a cui risponderanno il ministro per i rapporti con il Parlamento, il ministro dell'economia e delle finanze, il ministro del lavoro e delle politiche sociali e il ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
PRESIDENTE. L'onorevole Deiana ha facoltà di
ELETTRA DEIANA. Signor Presidente, intanto io protesto per l'ennesima assenza del ministro Martino al question time su questioni che attengono con particolare pregnanza al suo incarico ministeriale. Questo non ha niente a che vedere ovviamente con il gradimento del ministro Giovanardi, è un problema di fondo che più volte l'opposizione ha sollevato e di cui si è occupato anche il Presidente della Camera.
PRESIDENTE. Onorevole, la invito a concludere. Mi dispiace, ma il suo tempo è scaduto.
ELETTRA DEIANA. Concludo, Presidente. Io voglio sapere dove sono finiti questi proiettili e se siano stati usati contro l'Iraq (provenienti dal territorio italiano).
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, distinguiamo le due fattispecie: uranio impoverito; proiettili all'uranio impoverito. L'esercito italiano non ne ha a disposizione, l'esercito degli Stati Uniti sì, probabilmente anche a Camp Darby, però la pericolosità dell'uranio impoverito - per capirci - è molto inferiore alla radioattività che viene assorbita da un cittadino di Roma. Se a Torino un cittadino avesse nel cortile un blocco di uranio impoverito assorbirebbe meno radiazioni di quanto ogni giorno un cittadino di Roma assorbe dalla radioattività di base di questo territorio. Molto, molto superiore è
la radioattività che si assorbe a Roma. Quindi, l'uranio impoverito, utilizzato anche in multiformi attività civili - per esempio, le racchette da tennis - non comporta alcun danno per la salute, anche se - torno a dire - l'esercito italiano non ne ha a disposizione.
PRESIDENTE. L'onorevole Deiana ha facoltà di
ELETTRA DEIANA. Signor Presidente, l'abilità del ministro Giovanardi ad evitare le domande è straordinaria. Io non gli ho chiesto se l'uranio impoverito in condizioni di inerzia produca danni - è tutto da dimostrare ma non è questo il quesito - , io gli ho chiesto dove siano andati a finire i proiettili all'uranio impoverito che erano nella base di Camp Darby alcuni mesi fa in quantità superiori a quante ce ne sono oggi, secondo quanto ha asserito il colonnello Ilio Venuti al presidente della regione Toscana. Questa è la mia domanda.
La mia interrogazione riguarda il rapporto tra la base americana di Camp Darby, collocata nel nostro paese, e le operazioni di guerra che da lì sono partite o da lì sono state supportate - a seconda dell'interpretazione più o meno benevola che se ne può dare - , dirette in Iraq.
In particolare, la mia domanda riguarda la quantità di proiettili, di ordigni nucleari e all'uranio impoverito collocati nella base. Un'ampia e dettagliata inchiesta del Christian Science dimostra che questi proiettili, questi ordigni, sono stati utilizzati durante i bombardamenti. Il colonnello Venuti al presidente della regione Toscana, in visita al campo, ha dichiarato che oggi ce ne sono di meno di quanti non ce ne fossero mesi fa...
Per le armi nucleari, invece, il discorso è un po' più complesso. È noto che nell'ambito della NATO, dell'Alleanza Atlantica - la NATO è un'alleanza militare che possiede armi nucleari, anche se in maniera limitata - , in tutti questi decenni le armi nucleari sono state mantenute e conservate in siti di massima sicurezza; infatti, storicamente non è mai capitato alcun minimo incidente riguardante questo armamento nucleare, né per quanto concerne la sicurezza militare né per la sicurezza civile né per quella ambientale. Naturalmente, l'Italia, facendo parte di una alleanza militare, è tenuta a comportamenti collettivi in base ai trattati che ha liberamente sottoscritto, ovviamente sempre nell'ambito della massima sicurezza che riguarda la conservazione di questo strumento di deterrenza politica e militare.
Dov'è finito questo uranio impoverito? Dove sono finiti questi ordigni e proiettili? È questa la domanda che io, caro ministro Giovanardi, rivolgo al Governo. Il Ministero della difesa dovrebbe ovviamente saperlo, a meno che non si voglia smentire il colonnello Ilio Venuti dicendo che ha detto una stupidaggine. Pertanto, se la quantità di questi ordigni non è più quella di alcuni mesi fa, quando io e altri parlamentari ci siamo recati a Camp Darby e il colonnello Venuti, comandante italiano della base, ha negato che ci fossero questi ordigni e ha detto che non ne sapeva nulla, allora, pongo la seguente domanda: se la quantità di questi ordigni è diminuita, questi ordigni dove sono andati a finire? Sono stati trasferiti in un altro sito sul territorio nazionale oppure sono stati utilizzati nei bombardamenti durante la guerra in Iraq? Queste sono le domande che ho posto al Ministero della difesa; e, come sempre, tale ministero, sulle questioni che riguardano la guerra, fa dei balletti, inventa stupidaggini e risponde fischi per fiaschi.
Signor ministro, non sono soltanto insoddisfatta per la sua risposta ma sono veramente scandalizzata di questo modo di procedere che assomiglia ad un balletto su questioni che, al contrario, dovrebbero richiedere una maggiore serietà nel rispondere alle domande che vengono rivolte dai parlamentari al Governo.


