Allegato A
Seduta n. 333 del 2/7/2003


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INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

(Sezione 1 - Riduzioni della quantità di uranio impoverito presente nella base di Camp Darby)

DEIANA e RUSSO SPENA. - Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che:
il colonnello Ilio Venuti, comandante italiano nella base di Camp Darby, ha ammesso, questa volta apertamente, incontrando il presidente della regione Toscana, Claudio Martini, che nella base c'è attualmente una quantità di uranio impoverito, sia pure minore di quanto non vi fosse nel febbraio 2003, quando alcuni parlamentari, gli onorevoli Deiana, Cento e Bulgarelli, si recarono a visitare Camp Darby;
la base di Camp Darby continua ad avere per le forze armate statunitensi un ruolo fondamentale e strategico di primaria importanza, in stretta correlazione con quanto succede a livello mondiale, come ha confermato il colonnello Carrol Walton del 22o gruppo Setaf di Vicenza, da cui dipende il comando di Camp Darby;
durante tutta la guerra in Iraq, dal porto di Livorno hanno preso il largo armi, munizioni e attrezzature logistiche, molte in uscita dalla base di Camp Darby, come riportato dalla stampa nazionale ed estera;
nei bombardamenti sul territorio irakeno sono stati usati proiettili e ordigni all'uranio impoverito, come dimostrato dall'ampia e dettagliata inchiesta del Christian Science del 15 maggio 2003 -:
se la riduzione del quantitativo di uranio impoverito all'interno della base di Camp Darby sia da imputarsi allo spostamento in altra base o sito all'interno del territorio nazionale dello stesso uranio e degli armamenti che lo contenevano o se, invece, la diminuita presenza all'interno della base non sia riconducibile all'uso che ne è stato fatto durante i bombardamenti aerei nella guerra contro l'Iraq e se e quando sarà consentito al Parlamento di conoscere le reali situazioni di armamenti nucleari e scorie radioattive all'interno delle basi statunitensi, Nato o di qualsiasi altra natura situate sul territorio nazionale, al fine di garantire la salute ambientale e dei cittadini e il controllo su attività militari dirette o collaterali in cui l'Italia si trova coinvolta. (3-02457)
(1o luglio 2003)