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PRESIDENTE. L'onorevole Borriello ha facoltà di
CIRO BORRIELLO. Signor Presidente, signor ministro, lo stimolo alla presentazione della suddetta interrogazione è dato dal documento della regione Campania, denominato «Il governo del rischio vulcanico nel piano regionale territoriale», che si riferisce a 18 comuni della cosiddetta zona rossa vesuviana. Esso è finalizzato prevalentemente a ridurre la popolazione nelle aree a rischio, con programmi strutturati su cadenze di 5, 25 e 50 anni, prevedendo, tra l'altro, il pagamento di buoni casa di 25 mila euro alle famiglie non proprietarie di un alloggio che attualmente risiedono nella zona rossa e vogliono acquistarne una al di fuori della medesima.
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Borriello.
CIRO BORRIELLO. Chiedo al ministro di rispondere ai seguenti quesiti.
PRESIDENTE. No, non vada avanti. I quesiti sono già indicati nel suo atto di sindacato ispettivo.
CIRO BORRIELLO. Uno: se vi siano fatti nuovi a conoscenza del Governo che giustifichino l'allarmismo della giunta regionale su un prossimo rischio vulcanico. Due:...
PRESIDENTE. No, onorevole Borriello, non continui. Adesso il ministro le fornirà la risposta (i quesiti sono indicati nella sua interrogazione).
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, onorevole Borriello, per coloro che vivono in quel contesto non vi è alcun rischio attuale, alcun allarme vesuviano perché i parametri fisico-chimici che caratterizzano il vulcano non mostrano anomalie di alcun tipo o variazioni significative rispetto alle osservazioni dei periodi precedenti.
regionale e alla definizione degli strumenti operativi, anche attraverso l'utilizzo di risorse.
PRESIDENTE. L'onorevole Borriello ha facoltà di
CIRO BORRIELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei ringraziare il ministro per la puntualità e la precisione con le quali ha risposto ai quesiti posti e in particolare sono soddisfatto di poter tranquillizzare le popolazioni residenti nell'area vesuviana. Sono soddisfatto anche per quanto riguarda la questione dei 25 mila euro che bisognerebbe dare alle popolazioni.
Ciò rappresenta una ulteriore drammatizzazione del problema della congestione edilizia nella zona vesuviana e, come era facilmente prevedibile, ha suscitato tensioni e inquietudine tra le popolazioni interessate in relazione sia all'effettivo stato della sicurezza pubblica sia alle reali prospettive future di vita civile.
Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di
Non c'è quindi alcuna relazione fra il protocollo di intesa che è stato sottoscritto dalla regione Campania con il Ministero delle infrastrutture che è riferito a danni che possono essere imminenti. Il programma invece è, come noto, volto a ridurre la densità abitativa sulle falde del vulcano in prospettiva di eventuali rischi futuri per decongestionare quell'area, arrivando ad una progressiva pianificazione territoriale che permetta una riduzione del numero dei soggetti residenti in quell'area. In tal senso, per essere nelle condizioni ideali, occorre combattere l'abusivismo, predisponendo un sistema viario che consenta eventualmente la possibilità di un rapido deflusso dall'area. Questi sono gli obiettivi che si pongono. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti in questo protocollo si è impegnato a partecipare attivamente alla formazione del programma
Per quanto riguarda lo specifico argomento dei circa 50 milioni di vecchie lire, 25 mila euro, che verrebbero date alle famiglie degli affittuari per abbandonare la zona e trasferirsi altrove, e non ai proprietari, il Governo può esprimere soltanto grande perplessità rispetto a questa misura che pone una serie di punti interrogativi per cui non si comprende perché si dica a chi è in affitto di andare via, perché la zona è a rischio, mentre ciò non avviene per i proprietari. I proprietari hanno sicuramente deprezzato il loro immobile e si apre quindi una questione sulla quale occorre una riflessione seria.
Il Governo ha firmato il protocollo, ma non ha preso parte alla decisione di stanziare 25 mila euro per gli affittuari che intendono trasferirsi.
Sarebbe preferibile spendere questi soldi rafforzando le infrastrutture, potenziando le vie di fuga e l'individuazione di ostacoli all'esodo in caso di pericolo. Molto resta da fare in queste zone in termini di realizzazione di strade, di eliminazione dei passaggi ferroviari e soprattutto nel potenziamento della viabilità all'interno dei comuni.
Occorre poi predisporre collegamenti fra il trasporto marittimo, quello ferroviario e su gomma ed adeguare, come ricordato dal ministro, la legislazione urbanistica in materia. Soprattutto, è necessario prevedere agevolazioni, e non soldi, per le nuove abitazioni all'esterno della zona a rischio e facilitazioni nell'inserimento nel mondo del lavoro per le persone residenti nella zona a rischio.


