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PRESIDENTE. L'onorevole Pannella ha facoltà di
PIETRO CANNELLA. Signor Presidente, signor ministro, il quotidiano Libero riferisce che, da alcuni anni, vivono indisturbati in Italia parecchi terroristi algerini, molti dei quali collegati ad Al Qaeda, posti a capo della struttura organizzativa del GIA (Gruppo islamico armato) e condannati nel loro paese per essere stati protagonisti di crimini efferati. Tra gli altri, due di questi sono Deramchi Othnman e Lounici Djamel. Il primo è uno dei capi del FIS (Fronte islamico di salvezza), organizzazione posta fuori legge dalla corte d'appello di Algeri nel 1992. Othnman ha ottenuto, nel marzo 2001, durante il Governo di centrosinistra, lo status di rifugiato politico in Italia. Il secondo, Djamel, è considerato uno dei principali esponenti della linea oltranzista islamica e uno degli agitatori che ha fatto delle moschee in Italia potenziali focolai di rivolta.
PRESIDENTE. Onorevole Cannella...
PIETRO CANNELLA. Vorremmo sapere se il Governo sia a conoscenza di tali fatti, se essi rispondano a verità e se sussistano tuttora i requisiti perché i terroristi presenti sul territorio abbiano lo status di rifugiati politici.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cannella. Scusate, interrompo i colleghi ma i tempi sono quelli che sono.
BEPPE PISANU, Ministro dell'interno. Signor Presidente, i limiti di tempo mi costringono a sintetizzare al massimo le complesse vicende giudiziarie evocate dagli onorevoli interroganti. I due personaggi in questione, arrestati dai carabinieri del ROS nel giugno 1995, sono stati condannati il 22 marzo 2002 dal tribunale di Napoli, che ha inflitto in primo grado otto anni di reclusione per associazione a delinquere finalizzata al traffico di armi e alla falsificazione di documenti. Nel frattempo, la corte di Milano aveva accolto, il 13 dicembre 1995, una richiesta di estradizione francese a carico di Djamel per partecipazione ad organizzazione terroristica. Djamel è rimasto in carcere fino al 22 dicembre 1997, quando la corte d'appello di Milano gli ha concesso gli arresti domiciliari presso l'abitazione del suocero, misura poi revocata nell'aprile 1999. Infine, nell'aprile 2001 il Ministero della giustizia ha revocato il decreto di estradizione. Attualmente, il Djamel è assoggettato al divieto di espatrio, con l'obbligo di presentarsi tre volte a settimana presso gli uffici di polizia.
PRESIDENTE. L'onorevole Cannella, cofirmatario dell'interrogazione ha facoltà di
PIETRO CANNELLA. Signor Presidente, signor ministro, la sua puntuale e precisa osservazione pone il problema di una presenza sul nostro territorio di cellule estremamente pericolose. Un altro autorevolissimo quotidiano oggi ha riferito dell'allarme lanciato dai nostri servizi segreti per la presenza di potenziali terroristi che, mossi da Al Qaeda, stanno preparando qualcosa sul nostro territorio.
PRESIDENTE. La ringrazio anche per la sua brevità.
Il ministro dell'interno, onorevole Pisanu, ha facoltà di
Deramchi Othnman, già leader del Fronte islamico di salvezza e, perciò, detenuto nel suo paese, ottenne lo status di rifugiato nel marzo 1993, dopo essere fuggito dall'Algeria che aveva messo al bando il FIS. A questo riguardo, preciso che attualmente le richieste di riconoscimento dello status di rifugiato sono esaminate con il massimo rigore, soprattutto dopo gli eventi dell'11 settembre, e particolare attenzione viene dedicata ai soggetti ritenuti a rischio.
In questa ottica il dipartimento della pubblica sicurezza, costantemente impegnato nell'attività di prevenzione e contrasto del terrorismo di matrice islamica, il 5 novembre 2001 ha chiesto alla competente commissione centrale di avviare la revoca dello status di rifugiato, per la quale, tuttavia, non sussistono attualmente le condizioni previste dalla legge.
Ecco perché abbiamo voluto segnalare e lanciare un allarme affinché le maglie della nostra sicurezza debbano essere ancora più strette per garantire, appunto, la sicurezza del nostro paese.


