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algerine di ospitare superterroristi e lo stesso ambasciatore italiano ad Algeri ha affermato che «... ci rinfacciano continuamente che in Italia li facciamo vivere come signorini» -:
il quotidiano Libero riferisce che da anni vivono indisturbati in Italia numerosi terroristi algerini collegati ad Al Qaida, posti a capo della cupola organizzativa del Gruppo islamico armato (Gia) e del Gruppo salafista per la predicazione e il combattimento (Gspc), e condannati nel loro Paese per essersi macchiati di efferati crimini;
tra i tanti, Deramchi Othnman, uno dei più temibili capi e membro esecutivo del Fronte di salvezza islamico (Fis), organizzazione dichiarata fuorilegge dalla corte d'appello di Algeri nel marzo 1992, ha ottenuto nel marzo del 2001 durante il Governo di centrosinistra lo status di rifugiato politico nel nostro Paese;
Lounici Djamel, leader del fondamentalismo, ritenuto l'ispiratore della linea oltranzista all'interno delle moschee che le rese, anche in Italia, negli anni '90, focolai di rivolta armata, risiede da diversi anni a Sesto San Giovanni, in provincia di Milano;
l'Italia è uno dei Paesi, insieme a Svizzera e Germania, accusato dalle autorità
se sia a conoscenza di quanto riferito, se non ritenga opportuno intervenire al riguardo, verificando le modalità con le quali sono stati attribuiti gli status di rifugiati politici e se tutt'ora sussistano le condizioni perché venga mantenuto tale status, e comunque, anche in considerazione delle recrudescenze terroristiche degli ultimi anni e a tutela della popolazione italiana, se non ritenga opportuno che siano effettuati dei controlli tali da garantire che i terroristi collegati ad Al Qaida non proseguano in qualche forma la loro attività eversiva.(3-02411)
(24 giugno 2003)