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La seduta, sospesa alle 15,25, è ripresa alle 15,30.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, alle quali risponderanno il ministro dell'interno, il ministro dell'ambiente e tutela del territorio, il ministro per i rapporti con il Parlamento ed il ministro della giustizia.
Poiché il ministro dell'interno, onorevole Pisanu, competente a rispondere alle interrogazioni Leoni n. 3-02410 e La Russa n. 3-02411, le prime all'ordine del giorno, si è momentaneamente allontanato dall'aula, procederemo con l'interrogazione Emerenzio Barbieri n. 3-02409.
PRESIDENTE. L'onorevole Emerenzio Barbieri, al quale ricordo che ha un minuto a disposizione, ha facoltà di
EMERENZIO BARBIERI. Signor ministro, credo che l'aspetto a metà tra il comico e il tragico di questa vicenda sia rappresentato dal fatto che il sindaco, che si è comportato bene, nel senso che ha fatto il suo dovere di rappresentante dei cittadini, viene condannato. Al contrario, coloro che hanno fatto affari su questa discarica, mi riferisco in modo prioritario, così come documentato anche da giornali nazionali nelle settimane scorse, alla lega delle cooperative - e tutti sanno quale sia il rapporto che esiste nelle regioni «rosse», in particolare in Emilia-Romagna, tra l'ex PCI e la stessa lega delle cooperative - vengono, nella sostanza, assolti da ogni
tipo di responsabilità politica. Mi interessa conoscere l'opinione del Governo in merito.
PRESIDENTE. Il ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, onorevole Matteoli, ha facoltà di
ALTERO MATTEOLI, Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio. In merito all'interrogazione in esame, riferisco che il sito è stato prescelto dalla provincia, tra i tanti possibili, dopo che una società collegata alla lega delle cooperative lo aveva acquistato per 40 milioni di lire, in realtà, pagando sottobanco oltre un miliardo di lire, come emerge dalle indagini compiute dalla guardia di finanza.
PRESIDENTE. L'onorevole Emerenzio Barbieri ha facoltà di
EMERENZIO BARBIERI. Ritengo di potermi dichiarare soddisfatto della sua risposta, signor ministro; tuttavia vorrei aggiungere che dalla ricostruzione, da lei effettuata, emergono davvero dei fatti che definire inquietanti è presumere la metà
della verità. Perché è vero che la provincia di Modena procede ad individuare questo, tra i vari siti, tra il 1992 e il 1994, ma si vede che qualcuno lo sapeva prima, perché l'acquisto del terreno a cui lei fa riferimento, nella sua risposta, è avvenuto nel giugno del 1991. Ciò vuol dire che la bretella di collegamento tra le amministrazioni pubbliche (nello specifico la provincia di Modena) e la lega delle cooperative funziona, e mi pare che funzioni anche molto bene.
PRESIDENTE. Onorevole Barbieri, la invito a concludere.
EMERENZIO BARBIERI. ... che, se il Governo - e lei, signor ministro, per il Governo - andrà avanti su questa linea, ciò sarà un fatto di grande soddisfazione per tutti. Non vorrei che la persecuzione avvenisse perché si tratta di uno dei pochi sindaci non rossi dell'Emilia-Romagna.
La società, successivamente, chiese, per rivendere il terreno precedentemente acquistato, oltre 7 miliardi di lire. A fronte di questa situazione è seguita una giustificata ribellione popolare, sia per le procedure di scelta del luogo, inquinate sin dall'inizio dell'affare, per i grossi interessi economici sottesi, sia perché il sito non risulta idoneo, per i vincoli di tipo ambientale ed archeologico.
Il sindaco, per far fronte alla grave situazione, ha messo in atto ogni legittima azione, compreso il ricorso all'ordinanza, per impedire che le proteste dei cittadini degenerassero in violenze e, a tal fine, ha vietato l'accesso al sito, in presenza di manifestazioni popolari.
Proprio per tale ordinanza, che riteniamo legittimamente emessa dal sindaco per tutelare l'incolumità pubblica, si avviò, già da allora, un'indagine giudiziaria, per falso ideologico in atto pubblico e abuso d'ufficio, che si è recentemente conclusa con la condanna del sindaco stesso a dieci mesi di reclusione, condanna che, francamente, ha sorpreso, ed ad una provvisionale di 15 mila euro.
Le richieste del comune di Prignano, dirette alla provincia ed alla regione, di approfondire i profili attinenti ai vincoli ambientali ed archeologici hanno avuto quale risposta la richiesta di emissione di decreto di occupazione d'urgenza diretto all'esproprio per pubblica utilità, sulla quale si è fermamente opposto il sindaco.
Dopo un contenzioso durato circa 15 anni, va evidenziato che anche la provincia di Modena, con deliberazione n. 358 del 17 dicembre 2002, pur ribadendo la pubblica utilità, urgenza e indifferibilità della realizzazione dell'opera, ha prospettato la possibilità del potenziamento della termocombustione dei rifiuti urbani con recupero di energia, esaminando l'eventualità di costruire un combustore nel comune di Sassuolo, adiacente all'impianto di pretrattamento.
È, infine, doveroso riferire che un comitato di cittadini ha presentato un ricorso al TAR contro il piano di smaltimento dei rifiuti predisposto dalla provincia e il TAR ha accolto la richiesta del comitato, bocciando il predetto piano. Le motivazioni di tale pronuncia si rinvengono nella scelta della località individuata per la discarica, che il tribunale amministrativo regionale ha ritenuto non idonea per i vincoli ambientali ed archeologici. La provincia, appellandosi al Consiglio di Stato, ha chiesto la sospensiva, che, peraltro, è stata negata ed attualmente siamo in attesa che il Consiglio di Stato si pronunci nel merito.
Sulla base delle vicenda sin qui sinteticamente ricostruita, si ritiene che la questione meriti un riesame, al fine di valutare la possibilità di una serena composizione della controversia, sulla base della comparazione degli interessi implicati. Allo scopo di fornire un fattivo contributo per la risoluzione della controversia, il dicastero che rappresento si sta attivando per ottenere e fornire maggiori delucidazioni sul caso, collaborando con tutti gli enti territoriali interessati, affinché si trovi un'alternativa alla costruzione della discarica.
Devo dire, poi, che l'atteggiamento della regione Emilia-Romagna è ai limiti del tragico, o del ridicolo (dipende dai punti di vista!), perché che si vieti al sindaco di poter portare i rifiuti del proprio comune in qualunque discarica dell'Emilia-Romagna, costringendo il sindaco stesso a portare i rifiuti in discariche della Lombardia, credo sia uno degli atteggiamenti più incredibili a cui è dato di assistere. Il problema ritengo sia davvero molto serio e, quindi, non vi è ombra di dubbio ...


