Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 324 del 17/6/2003
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(Misure per prevenire atti di terrorismo a bordo di navi private - n. 3-01147)

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per la difesa, onorevole Berselli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione


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Delmastro Delle Vedove n. 3-01147 (vedi l'allegato A - Interrogazioni sezione 7).

FILIPPO BERSELLI, Sottosegretario di Stato per la difesa. Signor Presidente, il fenomeno del terrorismo marittimo è stato affrontato con la Convenzione per la repressione degli atti illeciti contro la sicurezza della navigazione marittima, promossa dall'Italia a seguito della vicenda dell'Achille Lauro e i cui lavori si sono tenuti a Roma il 10 marzo 1988.
Dopo i tragici attentati negli Stati Uniti dell'11 settembre 2001, tuttavia, la delicata materia è stata riesaminata dall'Organizzazione marittima internazionale (IMO), organizzazione intergovernativa di cui l'Italia è parte attiva, ed in particolare dal Maritime safety committee. Il comitato ha dedicato al tema della sicurezza dei trasporti marittimi sia la sessione del maggio 2002, sia quella tenuta a Londra, unitamente alla conferenza diplomatica sulla Convenzione SOLAS del dicembre 2002.
L'aspetto di maggior interesse emerso dai lavori della citata conferenza è stato l'introduzione di emendamenti alla Convenzione SOLAS del 1974, il cui nuovo approccio si caratterizza per la decisione di riservare un'analisi più attenta e dettagliata agli aspetti concernenti la sicurezza della navigazione in relazione alla minaccia terroristica, che si affiancano, così, alle problematiche legate alla salvaguardia della vita in mare in precedenza prevalenti.
Al riguardo, tra le innovazioni di rilievo si colloca la proposta presentata da Francia, Germania e Regno Unito riguardo alla cosiddetta threat on ships. Essa trae origine dall'attacco alla nave Limburg, avvenuto recentemente in acque yemenite, e prevede l'introduzione di una regola che contempli il caso di attacchi a navi in corso di navigazione.
In particolare, è stato adottato il principio secondo cui il rischio di attacco alla nave deve essere valutato da parte del Governo nelle cui acque territoriali la nave stessa si trovi o stia per entrare e sul quale incombe, altresì, il compito di adottare le necessarie misure di sicurezza.
Tuttavia, poiché tali procedure potrebbero intaccare l'istituto del «passaggio inoffensivo», si è convenuto sulla necessità di un'analisi più dettagliata della materia in seno ad un gruppo di esperti giuridici.
Il termine fissato per l'attuazione delle misure di sicurezza in ambito SOLAS, concordate in occasione della menzionata conferenza, è il 1o luglio 2004. Inoltre, sono all'attenzione del comitato giuridico dell'IMO anche altre proposte di emendamenti alla Convenzione del 1988, presentate dagli Stati Uniti al fine di aggiornare questo strumento alla luce dell'accresciuta minaccia posta dal terrorismo marittimo. L'Italia contribuirà attraverso un idoneo coordinamento in sede G8, in considerazione dell'adozione, al vertice di Kananaskis tenuto nel giugno 2002, del piano cooperativo per la sicurezza dei trasporti, contenente un insieme di misure per promuovere una maggiore sicurezza del trasporto su terra, mare e di cielo.
Sempre in sede G8, la riunione plenaria del gruppo di esperti antiterrorismo (gruppo di Roma) e del gruppo di esperti contro il crimine transnazionale organizzato (gruppo di Lione), svoltasi a Firenze nel novembre 2001 sotto la Presidenza italiana, ha adottato il piano d'azione contro il terrorismo in 25 punti, delineando una strategia di interventi in una prospettiva di breve, medio e lungo termine, tenendo conto delle crescenti interconnessioni tra terrorismo, crimine organizzato, narcotraffico e riciclaggio di denaro.
Successivamente, sotto la Presidenza canadese ed in continuità con l'azione italiana, gli Otto si sono concentrati sul costante aggiornamento del piano d'azione, con particolare riferimento alla cooperazione legale, alla lotta al finanziamento del terrorismo, alle nuove minacce chimico-batteriologiche, informatiche e alla sicurezza dei trasporti.
A livello nazionale, il 19 novembre 2002 è stato istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri il comitato interministeriale per la sicurezza dei trasporti e delle infrastrutture, che annovera, tra i suoi principali compiti, quello di valutare le problematiche concernenti la sicurezza


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dei trasporti, anche in conseguenza di iniziative internazionali, e di coordinare le attività degli specifici comitati interministeriali per la sicurezza dei trasporti nei diversi settori: terrestre ed infrastrutture (il cosiddetto CIST), aereo e degli aeroporti (CISA), marittimo e dei porti (CISM). Quest'ultimo è stato istituito con decreto del ministro delle infrastrutture e dei trasporti in data 29 novembre 2002.
Tali organismi potranno, quindi, contribuire alla formulazione della posizione italiana nell'ambito del negoziato per l'aggiornamento della Convenzione di Roma del 1988.
Da quanto illustrato si rileva come quella del rischio connesso con il terrorismo marittimo non sia affatto una problematica sottovalutata. Su di essa vi è un costante confronto a livello internazionale, alla ricerca delle migliori soluzioni per un efficace contrasto della minaccia.
Ciò detto, con particolare riferimento al quesito posto dall'onorevole interrogante, in merito all'ipotesi di intervento di navi da guerra nei casi di terrorismo marittimo, si osserva che, allo stato, l'intervento di unità della marina militare per la tutela di navi battenti bandiera italiana è pienamente legittimato dalle disposizioni previste dagli articoli 200 e successivi del codice della navigazione, riguardanti la «Polizia sulle navi in corso di navigazione marittima».
Tuttavia, si deve rilevare che l'intervento di tali unità nell'ipotesi di azione terroristica in atto, non potrebbe che essere finalizzato all'esclusivo trasporto, nel teatro d'operazioni, di reparti speciali adeguatamente addestrati ed equipaggiati per la lotta a tale forma di crimini, nonché a fornire agli stessi il necessario supporto navale.
È di tutta evidenza, infatti, che l'intervento «diretto» di navi militari in caso di terrorismo marittimo, oltre a risultare inadeguato, ovvero controindicato a fronte di eventuali tentativi di soluzione incruenta della vicenda, potrebbe determinare pericoli per l'incolumità dei membri dell'equipaggio e dei passeggeri della nave obiettivo dell'azione terroristica.

PRESIDENTE. La ringrazio, sottosegretario Berselli.
L'onorevole Delmastro Delle Vedove ha facoltà di replicare.

SANDRO DELMASTRO DELLE VEDOVE. Onorevole sottosegretario, mi compiaccio per la risposta indubbiamente analitica ed organica, non certo burocratica e di maniera, che ella ha voluto dare al mio atto di sindacato ispettivo. Me ne compiaccio, perché ho avuto la prova, di cui peraltro non dubitavo, dell'interesse profondo del nostro Governo e del nostro ministero all'affinamento e all'attualizzazione dei sistemi antiterroristici in un particolare settore quale quello della navigazione e del trasporto marittimo, che, così come già è avvenuto nel caso della terribile ed indimenticata vicenda dell'Achille Lauro, può creare seri problemi anche in termini di operatività.
Concordo anche con l'impostazione secondo cui, al di là del costante monitoraggio, anche con gli altri paesi, circa le tecniche e le strategie da adottare nei confronti di eventuali azioni di gruppi terroristici internazionali, sia opportuno prevedere, in termini estremamente moderni, che le navi debbano in evenienze di questo genere trasportare reparti ad alta specializzazione, per evitare che un maldestro tentativo di abbordaggio possa creare danni agli equipaggi, ai passeggeri e a quanti sono a bordo di navi oggetto di azioni terroristiche.
È evidentemente un lavoro di ricerca intelligente, che mi sembra che il Governo italiano, insieme ai governi alleati, attraverso i suoi uffici ed il Ministero della difesa, stia perseguendo con estrema attenzione, così come mi è parso di cogliere dalla analiticità della risposta offerta dal sottosegretario. Sicché, nel prendere atto delle rassicurazioni che il Governo ci ha offerto circa l'intelligente opera di quotidiana ricerca svolta con gli alleati, con piacere non posso far altro che dichiararmi soddisfatto della risposta fornitami.

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