Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 324 del 17/6/2003
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(Arresto di cinque extracomunitari a Badia Polesine (Rovigo) in seguito al ritrovamento di materiale esplosivo - n. 3-01847)

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'interno, onorevole Mantovano ha facoltà di rispondere all'interrogazione Innocenti n. 3-01847 (vedi l'allegato A - Interrogazioni sezione 4).

ALFREDO MANTOVANO, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, onorevoli deputati, l'interrogazione riguarda il ritrovamento di esplosivo al plastico a Badia Polesine in provincia di Rovigo.
In questa località il 22 gennaio 2003 militari dell'Arma dei carabinieri, durante una perquisizione in un casolare, hanno rinvenuto e sequestrato circa un chilogrammo di esplosivo al plastico e hanno arrestato cinque cittadini marocchini sorpresi sul posto, due dei quali in possesso di regolare permesso di soggiorno e tre in corso di regolarizzazione.
Durante una perquisizione successiva nella sede dell'associazione culturale Bhajan, adibita a luogo di preghiera nello stesso comune, sono state rinvenute carte geografiche di Verona e di altre aree del nord est, tra cui le città di Padova, Verona e Treviso - indicate con centri concentrici e numeri -, nonché fotocopie di passaporti e permessi di soggiorno intestati a cittadini britannici e pakistani di religione musulmana.
La procura distrettuale di Venezia, non escludendo che potessero configurarsi reati di terrorismo internazionale, aveva in un primo tempo avocato gli atti del procedimento penale. Il successivo 31 marzo, tuttavia, tali atti sono stati restituiti alla procura della Repubblica di Rovigo, in quanto le indagini espletate non hanno consentito di acquisire al momento elementi idonei a dimostrare la sussistenza di quel tipo di reati.
Il 9 aprile quattro dei cinque stranieri ammessi al rito alternativo dell'applicazione della pena su richiesta sono stati condannati per detenzione di esplosivo a quattro mesi di reclusione con la concessione dei benefici di legge e, quindi, sono stati scarcerati. Il quinto straniero, condannato a otto mesi di reclusione non è stato scarcerato perché colpito da precedenti condanne e da altri provvedimenti limitativi della libertà personale.
Sono in corso accertamenti per altri aspetti connessi con la vicenda coperti da segreto di indagine.
A seguito del rinvenimento dell'esplosivo sono state emanate apposite direttive alle autorità provinciali di pubblica sicurezza che hanno intensificato i servizi informativi e investigativi e quelli relativi al controllo del territorio al fine di prevenire eventuali azioni terroristiche.
Inoltre, sono state potenziate le misure di vigilanza nei confronti della basilica del Santo a Padova e nei confronti di altri obiettivi religiosi e artistici delle città del Veneto ritenute a rischio.
Desidero sottolineare in linea generale che la minaccia terroristica di matrice islamica è alla costante attenzione del Governo e delle forze dell'ordine.
Per contrastare il fenomeno sono state individuate procedure operative volte a garantire l'immediato e costante interscambio di informazioni tra le unità specializzate e le articolazioni preposte al controllo del territorio anche al fine di prevenire possibili infiltrazioni di elementi dell'Islam più radicale nei luoghi di culto e negli altri centri di aggregazione delle comunità di fede islamica.
Anche per evidenti motivi di tempo richiamo integralmente le analisi e gli approfondimenti del ministro dell'interno nel corso dell'audizione svolta il 27 gennaio di fronte alle Commissioni I e IV riunite della Camera dei deputati che


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costituisce una rappresentazione esauriente sulla presenza del terrorismo islamico in Italia, sia sotto il profilo delle nuove strategie di prevenzione e di contrasto sia sotto il profilo dei risultati investigativi conseguiti dopo l'11 settembre 2001.
Gli episodi richiamati dagli interroganti rafforzano, inoltre, la convinzione della necessità, da un lato, di avviare con la comunità musulmana moderata presente nel nostro paese un dialogo costruttivo volto a porre le basi per una convivenza serena e reciprocamente rispettosa e, dall'altro, di contrastare le manifestazioni estremiste con la fermezza necessaria al fine di neutralizzare ogni possibile legame tra radicalismo politico e religioso e terrorismo di matrice islamica.

PRESIDENTE. L'onorevole Ruzzante, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare.

PIERO RUZZANTE. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un episodio che dimostra come il rischio e la preoccupazione per il terrorismo a volte vengano riportati dai mass media in modo da diffondere un allarme non sempre giustificato. Dalla sua risposta ho avuto l'impressione, poiché è stata comminata una pena di quattro mesi ad alcuni immigrati ed una di otto ad altri, che si trattasse di normale criminalità e non di terrorismo; se così non fosse, mi sembra che la pena non sia assolutamente congrua. È evidente, pertanto, che non si è trattato di terrorismo, come, invece, è stato affermato dai mass media, e con riferimento a tale episodio non vi era alcun rischio effettivo per la basilica del Santo o per gli altri obiettivi segnalati in quelle cartine geografiche. Inoltre, non si sono riscontrati episodi che confermassero queste tesi.
Condivido anche la parte della risposta sulla comunità islamica moderata con la quale bisogna rafforzare i rapporti. Mi piacerebbe che questa fosse la posizione di tutti i partiti che compongono la Casa delle libertà ed il Governo perché, signor sottosegretario, le assicuro che questa posizione non viene teorizzata dal movimento della Lega nord soprattutto nella mia regione, nel Veneto. In tutto il nord la Lega nord teorizza ed espone pubblicamente posizioni che non procedono in questa direzione, tendendo a criminalizzare qualsiasi diversa religione.
Si sta discutendo in merito ad una proposta di legge sulla libertà religiosa che prima o poi mi auguro giungerà all'esame di questa Assemblea; in quell'occasione vedremo se effettivamente anche il movimento della Lega nord difenderà questa posizione di dialogo verso le comunità islamiche moderate. È una posizione che condivido, come condivido la fermezza nei confronti di quei movimenti islamici estremisti che rappresentano un elemento di pericolosità e di rischio, innanzitutto per la stessa comunità islamica; è un rischio per loro stessi perché, in qualche modo, offrono l'immagine di un credo religioso diverso dalla realtà.
Credo siano giuste anche le preoccupazioni espresse nei confronti della relazione del ministro Pisanu nelle Commissioni I e IV riunite (ero presente) in merito al rischio relativo al rapporto che può correre tra criminalità e terrorismo e all'infiltrazione di alcuni personaggi anche nell'ambito della criminalità organizzata per favorire atti di terrorismo.
Devo dire la verità e mi rivolgo anche alla Presidenza: non posso dichiararmi soddisfatto, nonostante abbia condiviso la risposta del sottosegretario. Nella mia interrogazione, infatti, avevo posto una domanda molto chiara e precisa alla quale avrei avuto piacere che lei rispondesse, ma la risposta non mi è stata fornita (tornerò a formularla in un nuovo atto di sindacato ispettivo): avevo chiesto se era vero che di questi cinque extracomunitari alcuni fossero in attesa di essere regolarizzati in base alla legge Bossi-Fini.

ALFREDO MANTOVANO, Sottosegretario di Stato per l'interno. L'ho detto all'inizio.

PIERO RUZZANTE. Mi scusi, non ho colto questo punto nella velocità della risposta.


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Mi scusi, Presidente, se chiedo al sottosegretario di ripetere quanto ha affermato precedentemente al riguardo.

ALFREDO MANTOVANO, Sottosegretario di Stato per l'interno. Ho detto che, dei 5 cittadini marocchini, due erano in possesso di regolare permesso di soggiorno e tre in corso di regolarizzazione.

PIERO RUZZANTE. Perfetto. Tenevo molto a quest'ultimo punto e, pertanto, mi dichiaro soddisfatto della risposta.
Vorrei sottolineare un aspetto strettamente collegato e connesso ai temi che vengono spesso riportati sulle pagine dei giornali: anche la regolarizzazione di cui alla legge Bossi-Fini, come d'altra parte è accaduto anche nel passato per le regolarizzazioni previste dalle leggi Martelli o Turco-Napolitano, mi auguro possa rappresentare un elemento che consenta anche ai criminali, a persone che compiono furti o altri reati di percorrere la strada della regolarizzazione.
Ci tenevo a sottolineare questo aspetto perché credo vada in qualche modo portato nel dibattito generale. Mi dichiaro quindi soddisfatto per la risposta fornita.

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