Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 324 del 17/6/2003
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(Aggressione di stampo razzista avvenuta il 12 ottobre 2002 a Padova - n. 3-01493)

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'interno, onorevole Mantovano, ha facoltà di rispondere all'interrogazione Ruzzante n. 3-01493 (vedi l'allegato A - Interrogazioni sezione 3).

ALFREDO MANTOVANO, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, onorevoli deputati, alle 19 del 12 ottobre 2002, a Padova, alcuni passanti segnalavano ad una pattuglia della polizia municipale che nelle vicinanze di un cinema sito nel centro della città era in atto una rissa. Giunti sul posto, gli agenti della


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polizia municipale individuavano un gruppo di persone, tra le quali un giovane extracomunitario di nazionalità senegalese che brandiva una spranga metallica, rivolgendola verso altri individui dal volto coperto. Immediatamente tutti i partecipanti alla rissa, o meglio a quella che a prima vista era sembrata una rissa, accortisi del sopraggiungere della pattuglia della polizia municipale, si davano alla fuga. Gli agenti inseguivano il giovane senegalese, lo raggiungevano e ne effettuavano l'identificazione.
In un secondo momento, alcuni passanti facevano presente al personale della pattuglia che il giovane fermato era rimasto vittima, insieme ad altri connazionali, di un'aggressione da parte di una ventina di persone travisate. Questa circostanza, come riferita, e la verosimiglianza con quanto, pur nella concitazione del momento, gli stessi agenti avevano notato, inducevano a lasciar andare il giovane senegalese. Nessuna delle parti offese nella circostanza ha fatto ricorso a cure sanitarie, rifiutando nell'immediato di presentare denuncia, sporta invece a qualche giorno di distanza dal fatto.
Le successive indagini che l'autorità giudiziaria ha delegato alla DIGOS di Padova, grazie al contributo e alla testimonianza dei cittadini presenti, hanno consentito di chiarire che quel 12 ottobre i tre cittadini senegalesi, poi aggrediti, si erano ritrovati nella zona pedonale del centro storico di Padova con altri connazionali per fare acquisti, dirigendosi, infine, alla fermata dell'autobus per tornare a casa. In quel frangente, passando per piazza Garibaldi, erano stati affrontati da una ventina di giovani tutti travisati che, dopo aver proferito frasi razziste, ponevano in essere l'aggressione. L'attività investigativa svolta finora per individuare gli autori del fatto ha condotto ad identificare e a deferire all'autorità giudiziaria, quale compartecipe all'aggressione, un giovane minorenne aderente agli ambienti degli skinhead locali e delle frange più accese del tifo calcistico padovano. Le indagini proseguono e sono chiaramente indirizzate ad individuare gli altri componenti del gruppo.
Sulle dichiarazioni rilasciate alla stampa da un dirigente padovano del movimento Forza nuova in merito all'ipotizzata organizzazione di squadre di militanti per filmare di notte le attività sospette degli extracomunitari, queste assurde affermazioni sono rimaste finora allo stadio delle intenzioni. È ovvio che, se trovassero traduzione nei fatti, non resterebbero prive di sanzioni.
Venendo agli aspetti di carattere generale sollevate dall'interrogante, il Governo non sottovaluta anche il più piccolo degli episodi violenza o di illegalità ed è particolarmente attento ad ogni forma di intolleranza razzista. Sul piano della prevenzione e del contrasto alla criminalità politica ed alla discriminazione razziale, etnica e religiosa, le forze dell'ordine continuano a vigilare in modo rigoroso sulle attività e sulle iniziative di ogni formazione estremista. In particolare, nei confronti dell'attività del movimento Forza nuova l'attenzione è costante e le forze dell'ordine hanno informato e informeranno l'autorità giudiziaria a fronte di eventuali iniziative del movimento che abbiano carattere di illegalità. Ricordo che proprio a Padova le attività di Forza nuova sono state oggetto, dal 1996 al 1999, di un'intensa attività di indagine delegata alla DIGOS di Padova dall'autorità giudiziaria di Verona, prima, e da quella di Padova, successivamente.
In risposta all'ultimo quesito dell'interrogazione, l'ordinamento vigente consente l'adozione di provvedimenti di scioglimento di organizzazioni fasciste sotto qualsiasi forma esclusivamente a seguito di sentenza penale irrevocabile che abbia accertato nei confronti dell'organizzazione destinataria della misura l'avvenuta riorganizzazione del disciolto partito fascista ovvero lo svolgimento di un'attività volta a favorire reati in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa.
Allo stato attuale non si è a conoscenza di pronunce giurisdizionali che consentano


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l'adozione di un provvedimento di tale natura nei confronti del movimento Forza nuova.

PRESIDENTE. L'onorevole Ruzzante ha facoltà di replicare.

PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, signor sottosegretario, a conferma di quello che dicevo con riferimento alla precedente interrogazione, qui siamo al 12 ottobre, a distanza di due giorni dagli episodi prima denunciati, con un altro episodio di una certa importanza accaduto nella città di Padova. Anche qui siamo alla dimostrazione di quanto in qualche modo affermavo già prima. In altre parole, l'attenzione delle forze dell'ordine - nella città di Padova, in particolar modo, da parte del corpo di polizia municipale - nei confronti di fenomeni che, lo ripeto, possono essere illegali ma che rappresentano un elemento di preoccupazione sociale molto basso - il classico venditore di accendini o di prodotti con griffe falsificate, cose che appartengono, lo ripeto, al terreno dell'illegalità, ma che non rappresentano nessun elemento di preoccupazione sociale - si spinge a tal punto che vi è la sensazione che ci sia un eccesso di attenzione in questa direzione, il che rischia di portare agli errori che sono stati denunciati in questa interrogazione parlamentare. Infatti, in questo caso l'immigrato non è il colpevole ma è l'aggredito, la vittima, e da aggredito e vittima rischia di passare, nell'episodio che abbiamo in qualche modo denunciato, come colui che viene immediatamente controllato e al quale viene chiesto di esibire i documenti. Tutto questo denota un rischio di una deformazione dal punto di vista dei nostri stessi tutori dell'ordine pubblico, che di fronte all'italiano che scappa e all'immigrato che resta a terra ipotizzano subito, automaticamente, che il colpevole è comunque la persona di colore. Io credo che tutto ciò vada compreso e vi è un aspetto della sua risposta che non ho particolarmente apprezzato, quello relativo alla denuncia ritardata di questo immigrato. Vorrei vedere se ciascuno di noi, che, una volta aggredito, viene fermato per la richiesta dei documenti, non ci penserebbe 24 o 48 ore prima di recarsi di nuovo in questura per sporgere denuncia per il reato che ha subito. Proviamo a ipotizzare che la stessa situazione capiti ad un italiano in un qualsiasi paese del mondo e comprenderemo fino in fondo il perché di questa denuncia ritardata.
Ringrazio, invece, il sottosegretario Mantovano fino in fondo per la parte di risposta relativa al movimento di Forza nuova e agli skinhead che in qualche modo sono stati responsabili di quanto è avvenuto nell'episodio denunciato nell'interrogazione. La ringrazio perché le sue parole sono state molto chiare e molto nette e come sottosegretario all'interno le fanno onore. Infatti, signor sottosegretario, non tutti gli esponenti del suo stesso partito su questo episodio, nei giorni successivi, anche sulla stampa locale, hanno avuto o hanno lo stesso atteggiamento nei confronti di un movimento come quello di Forza nuova che teorizza e scrive nei propri documenti e volantini parole che inneggiano molto spesso alla violenza e al razzismo. Lei stesso ha ricordato come l'attenzione da parte delle forze dell'ordine sia tale da monitorare questo movimento.
Quindi, da questo punto di vista credo che ciò dimostri la pericolosità di un movimento che, non dimentichiamolo, ha anche degli addentellati e dei punti di riferimento a livello europeo in movimenti che in Italia sarebbero dichiarati fuori dalla Costituzione, perché richiamano alla ricostituzione del partito nazista. Pertanto, da questo punto di vista io ritengo che sia giusto un controllo elevato nei confronti di questo movimento perché inneggia al razzismo.
In alcuni casi, inoltre, può anche rappresentare un pericolo per quanto riguarda i rapporti con aree del mondo extracomunitario dove si osservano religioni e credi diversi dal cristianesimo.
Quindi, mi dichiaro soddisfatto per la risposta del sottosegretario all'interrogazione


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anche se rimane la denuncia nei confronti dell'atteggiamento tenuto dalle nostre forze dell'ordine.
Inoltre, ringrazio particolarmente il sottosegretario per la parte di risposta relativa al movimento Forza nuova che, mi auguro, continui ad essere monitorato da parte delle nostre forze dell'ordine.

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