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PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'interno, onorevole Mantovano, ha facoltà di
ALFREDO MANTOVANO, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come sottolineato dall'onorevole Ruzzante nell'interrogazione, effettivamente nell'ottobre dello scorso anno a Padova sono state compiute sei rapine, tutte con modalità simili, ai danni di esercizi commerciali ed agenzie bancarie. A seguito di tali episodi sono stati intensificati i controlli nel territorio ed è stata avviata un'accurata attività di indagine, tuttora in corso, finalizzata ad individuarne gli autori.
con un incremento del 12,74 per cento rispetto al 2001; vi è quindi un più esteso controllo del territorio.
PRESIDENTE. L'onorevole Ruzzante ha facoltà di
PIERO RUZZANTE. Ringrazio anche in questo caso il sottosegretario, anche se questa volta non mi potrò esprimere positivamente sulla risposta.
rispetto all'incremento di furti e rapine avvenuti nel Veneto, il quadro evidenzia una situazione particolarmente problematica, che ho ritenuto di sollevare attraverso questa interrogazione parlamentare relativamente a quanto avvenuto tra l'8 e il 10 ottobre, anche se potrei presentare ogni settimana un'interrogazione di questo genere in quanto, purtroppo, tali episodi si ripetono e crescono. Infatti, anche i dati relativi all'inizio del 2003 confermano questo trend di aumento e di crescita, probabilmente legato al fatto che Padova è sicuramente una città di importanza strategica dal punto di vista del commercio e, in generale, dal punto di vista economico. Quindi, tale città, oltre ad attrarre fenomeni positivi dal punto di vista economico, attrae anche la presenza di una criminalità particolarmente agguerrita.
L'analisi dei fenomeni criminosi a Padova e provincia evidenzia che i reati più ricorrenti sono quelli di tipo predatorio, particolarmente i furti che rappresentano circa il 65 per cento del totale. Tali reati risultano ascrivibili in prevalenza a tossicodipendenti, a nomadi giostrai e ad extracomunitari. Anche i furti e le rapine compiute in ville isolate sono risultati opera di bande composte in prevalenza da stranieri di etnia slava spesso provenienti da province limitrofe.
I dati statistici disponibili relativi all'intera provincia denotano un incremento costante del numero complessivo dei reati denunciati negli ultimi anni fino ai 34.977 del 2002. I reati contro il patrimonio rappresentano la tipologia criminale che più contribuisce a tale tendenza. I furti sono stati 22.693 nel 2002 (erano stati 19.465 nell'anno precedente). Nei primi quattro mesi del 2003 i furti sono stati 7.815 (erano stati 7.072 nello stesso periodo dell'anno precedente). Le rapine sono state 489 nel 2002 (erano state 290 nel 2001), mentre nei primi quattro mesi del 2003 sono state 179 (erano state 146 nello stesso periodo dello scorso anno).
Va detto che le rilevazioni definitive del 2002 hanno evidenziato sostanziali diminuzioni di alcune fattispecie criminose come i delitti contro la persona. Gli omicidi, in particolare, sono stati 4 nel 2002, tutti commessi nei primi quattro mesi dell'anno, contro i 14 del 2001.
Nei primi quattro mesi del 2003 gli omicidi sono stati 5, tutti ai danni di extracomunitari uccisi in occasione di risse o di liti. Le estorsioni denunciate sono state 23 nel 2002, contro le 30 del 2001; nei primi quattro mesi del 2003 sono state però denunciate 17 estorsioni, a fronte delle 7 dello stesso periodo dell'anno precedente, ma questo non è, a mio avviso, un segno negativo, bensì il segno di una maggiore capacità di reazione, perché il dato sull'estorsione è un dato relativo alla denuncia di estorsione.
I dati definitivi dello scorso anno denotano, inoltre, una diminuzione degli attentati incendiari o dinamitardi, pari al 70 per cento rispetto al 2001 (3 episodi contro 10). Risultano, tuttavia, in sensibile crescita gli indici relativi all'attività contro il crimine, posta in essere dalle forze di polizia: nei primi quattro mesi del 2003 sono state denunciate 2851 persone, a fronte delle 2557 denunciate nello stesso periodo dell'anno precedente e ne sono state arrestate 614, a fronte delle 517 dello stesso periodo dell'anno precedente.
Sempre nel periodo compreso tra il 1o gennaio e il 30 aprile 2003 sono state identificate 118.105 persone, in occasione di posti di blocco o di altri servizi di polizia, con un incremento dell'8,7 per cento rispetto all'anno precedente. I controlli hanno interessato 95.598 autovetture,
Per quanto riguarda le attività di contrasto al traffico degli stupefacenti, le operazioni svolte hanno messo in luce il consistente coinvolgimento di extracomunitari, specialmente di nazionalità marocchina, nigeriana, tunisina e albanese. Il numero complessivo di persone denunciate per tali reati nel 2002 è stato di 451, di cui 353 stranieri, in sensibile aumento rispetto all'anno precedente nel quale erano state 351, di cui 269 stranieri. Per quanto concerne l'anno in corso, le persone denunciate per reati connessi al suddetto traffico alla fine del mese di maggio ammontavano a 163; nel corso di quest'anno sono state eseguite 80 operazioni antidroga nella città di Padova. Complessivamente, i dati definitivi relativi al 2002 evidenziano un forte aumento anche della quantità complessiva di sostanze stupefacenti sequestrate, che è stata di oltre 302 chilogrammi, a fronte dei 212 chilogrammi del 2001, in gran parte dovuto all'aumento dei sequestri di hashish e marijuana.
Per i servizi di prevenzione generale il dispositivo di controllo del territorio della Polizia di Stato si è avvalso anche di contingenti del reparto operazione crimine veneto della Polizia di Stato, che ha impiegato nel 2002 complessivamente 1.892 equipaggi per un totale di 5.676 unità; dal 1o gennaio al 30 aprile 2003 sono stati impiegati altri 376 equipaggi, per un totale di 1.128 unità. Anche i reparti territoriali dell'Arma dei carabinieri sono stati regolarmente integrati da contingenti dei battaglioni mobili Lombardia, Puglia e Toscana dell'Arma, per un numero complessivo di 180 militari.
Dal 18 dicembre 2002 è stata avviata nella città di Padova la sperimentazione del servizio di poliziotto e carabiniere di quartiere e si sta operando per effettuare l'interconnessione delle sale operative delle forze di polizia, che consentirà la visualizzazione in tempo reale della posizione di tutte le pattuglie in servizio, consentendo una più razionale distribuzione sul territorio e una più rapida attivazione, in caso di necessità di intervento, delle pattuglie più vicine.
Nel contesto delle attività finalizzate alla tutela delle attività economiche più rischio e alla vigilanza dei punti più critici della città, il 20 dicembre scorso è stato sottoscritto un protocollo di intesa tra le forze di polizia e la Polizia municipale di Padova, per la gestione di un progetto di telesorveglianza e di multivideoconferenza, che si aggiunge al protocollo di intesa stipulato nel 1998 tra la prefettura e l'amministrazione comunale in tema di sicurezza urbana.
Infine, per quanto riguarda la Polizia di Stato, è in programma la costituzione di un nuovo ufficio territoriale nella periferia della città, che avrà sede nei locali messi a disposizione dall'amministrazione comunale, che saranno utilizzati anche dalla Polizia municipale. A tale riguardo, è già stato individuato un contingente di 20 unità della Polizia di Stato che costituirà l'organico del nuovo ufficio.
Tuttavia, lo ringrazio per aver evidenziato, con i dati che ha fornito, che ci troviamo di fronte ad una situazione particolarmente difficile e grave.
In tutta l'area del nordest vi è un dato sicuramente preoccupante per quanto riguarda l'aspetto relativo alla sicurezza. Conosco bene i dati della mia regione - come risulta dalla relazione della procuratore generale del Veneto - in cui, nel corso del 2002, si è registrato un incremento del 6 per cento di furti e rapine. Signor sottosegretario, ciò significa che, in Veneto, si verificano un furto o una rapina ogni 4 minuti; quindi, siamo di fronte ad una situazione assolutamente preoccupante.
Se a questo aggiungiamo che, nella città di Padova, il dato è ancora superiore
Tuttavia, signor sottosegretario, vorrei sottolineare un punto. I dati da lei forniti dimostrano che stiamo assistendo ad un salto di qualità della criminalità. In particolare, i dati relativi al numero delle rapine a mano armata evidenziano un incremento assai elevato di tale crimine.
La sensazione che si ha - a partire dal governo locale fino ad alcune dichiarazioni rese in questi giorni da ministri - è che si continui ad inseguire il venditore di accendini o l'immigrato irregolare che non crea particolari problemi di carattere sociale o legati alla sicurezza, senza comprendere che, in questi ultimi mesi, si è assistito ad un vero e proprio salto di qualità delle organizzazioni criminali, che sono passate dal furto dell'autovettura, del motorino o della bicicletta a vere e proprie rapine a mano armata, con una conseguente pericolosità sociale decisamente più rilevante rispetto al passato.
Il motivo per cui non mi ritengo soddisfatto della risposta fornita dal Governo alla mia interrogazione sta nel fatto che, ancora oggi, si tende ad inseguire ciò che può fornire più successo dal punto di vista massmediatico, senza incidere sulle radici, molto più profonde e pericolose, relative alla criminalità organizzata.
Ritengo che anche in tema di estorsioni, nel corso degli ultimi mesi, vi sia stato un salto di qualità. In particolare, nella provincia di Padova, si sono registrati due o tre episodi di incendi appiccati a negozi e non si è giunti all'individuazione dei colpevoli. Tra l'altro, anche le denunce della popolazione si sono ridotte, in quanto i cittadini hanno perso la fiducia nelle istituzioni.
Voglio comunque ringraziare le forze dell'ordine - i carabinieri, la Guardia di finanza, la polizia - per il lavoro svolto e sono assai dispiaciuto degli attacchi rivolti nei loro confronti; ad esempio, vi è stata un'assurda polemica sul fronte locale nei confronti del questore.
Credo che non si possano, in qualche modo, demandare le proprie responsabilità ai servitori delle forze dell'ordine. Quindi, signor sottosegretario, in questo caso non posso dichiararmi soddisfatto, né credo che lei possa dichiararsi soddisfatto per quanto sta avvenendo nel territorio della provincia di Padova. Siamo molto distanti dall'obiettivo che avevate proposto in campagna elettorale, vale a dire quello delle città più sicure. Padova e la sua provincia sono diventate più insicure da quando governate, su scala nazionale e su scala locale. Non voglio addossarvene la responsabilità; però, questi sono i dati e sono davanti agli occhi di tutti. Quindi, credo ci debba essere uno sforzo aggiuntivo.


