Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 321 del 10/6/2003
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(Onerosità dei contratti conclusi dalla RAI con alcuni personaggi dello spettacolo - nn. 2-00442, 3-00792, 3-01242)

PRESIDENTE. Avverto che l'interpellanza di Teodoro n. 2-00442 e le interrogazioni Delmastro Delle Vedove nn. 3-00792 e 3-01242, che vertono sullo stesso argomento, saranno svolte congiuntamente (vedi l'allegato A - Interpellanze e interrogazioni sezione 2).
L'onorevole Di Teodoro ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-00442.

ANDREA DI TEODORO. Signor Presidente, rinuncio ad illustrarla.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per le comunicazioni, onorevole Innocenzi, ha facoltà di rispondere.


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GIANCARLO INNOCENZI, Sottosegretario di Stato per le comunicazioni. Signor Presidente, rispondo congiuntamente alle interrogazioni dell'onorevole Delmastro Delle Vedove e all'interpellanza dell'onorevole Di Teodoro.
Al riguardo, si ritiene opportuno far presente che, sebbene le problematiche riguardanti la gestione aziendale della RAI esulino dalla competenza di questo ministero, tuttavia, allo scopo di poter disporre di elementi di valutazione in merito a quanto rappresentato dagli interpellanti, si è provveduto ad interessare la predetta concessionaria, la quale ha precisato di ritenere di non rendere noti i compensi riconosciuti ai propri collaboratori esterni, in quanto gli stessi sono determinati da valutazioni di carattere industriale e di opportunità, la cui divulgazione potrebbe arrecare nocumento all'azienda sul piano della concorrenza e ai diretti interessati su quello della tutela della privacy.

PRESIDENTE. L'onorevole Di Teodoro ha facoltà di replicare per la sua interpellanza n. 2-00442.

ANDREA DI TEODORO. Signor Presidente, diciamo che sotto il profilo delle competenze del Governo mi dichiaro soddisfatto. Infatti, quando io con alcuni altri colleghi ho presentato l'interpellanza mi rendevo conto dell'assenza di una competenza diretta da parte del ministero delle comunicazioni, ma chiedevo una valutazione politica da parte dello stesso ministero e del ministro, in quanto responsabile politico di una funzione di vigilanza sul fenomeno della radiotelevisione nel nostro paese. Quindi, assolvo il Governo, il ministero e il sottosegretario, mentre non posso che dichiararmi insoddisfatto per la risposta data direttamente dall'azienda. Mi rendo conto delle ragioni aziendali, ma ritengo che una risposta del genere sarebbe andata benissimo in bocca a un rappresentante di un'azienda privata, ma un po' meno bene in bocca all'azienda concessionaria del servizio radiotelevisivo pubblico, in quanto finanziata con l'esazione di un canone, che è una vera e propria tassa che pagano i cittadini. Quindi, ritengo che l'uso che delle risorse economiche l'azienda fa deve essere rendicontato al Parlamento, dove siedono i rappresentanti dei cittadini, che quell'azienda finanziano attraverso il canone.
Dunque, non mi ritengo soddisfatto del comportamento dell'azienda RAI, di cui ribadisco l'assenza di un criterio etico-politico nella programmazione della propria politica industriale in ordine agli ingaggi dei professionisti; tuttavia, condivido la risposta fornita dal sottosegretario, onorevole Innocenzi, sotto il profilo della non competenza diretta del ministero su questo tipo di problema e cioè sulla contrattualizzazione dei professionisti del mondo dello spettacolo.

PRESIDENTE. L'onorevole Delmastro Delle Vedove ha facoltà di replicare per le sue interrogazioni nn. 3-00792 e 3-01242.

SANDRO DELMASTRO DELLE VEDOVE. Signor Presidente, onorevole sottosegretario, sono certo che non me ne vorrà se non mi limito a dichiarare la mia insoddisfazione, ma dichiaro pubblicamente, pur facendo parte della maggioranza che sostiene questo Governo, la mia assoluta indignazione. Ad ispirare queste mie interrogazioni sui cachet miliardari percepiti da giornalisti e da artisti è stato, certamente in modo del tutto involontario, probabilmente Michele Santoro. Ho riflettuto, infatti, sulla battaglia che egli dice di voler combattere per la libertà di informazione, e devo ammettere che mi ha convinto; voglio anch'io godere della libertà di informare i lavoratori, i disoccupati, gli sfrattati, i disagiati e le fasce più deboli della società civile italiana, sui compensi incassati da giornalisti e artisti che militano dichiaratamente a sinistra.
Onorevole sottosegretario, nelle mie interrogazioni faccio presente che il «compagno» Roberto Benigni per la sua esibizione - fra l'altro, discutibilissima - al festival di Sanremo 2002 ha incassato esattamente 11.760.000 vecchie lire al minuto. Io sono un deputato di Biella, città tessile per eccellenza, e nelle fabbriche


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della mia provincia i «compagni» lavoratori - quelli veri - impiegano all'incirca sei mesi e mezzo di lavoro, a 40 ore settimanali, per incassare quello che il «compagno» Roberto Benigni ha introitato a Sanremo nel 2002 per ogni minuto della sua esibizione. È stata un'esibizione, fra l'altro, vagamente truffaldina, e mi stupisce che la concessionaria non se ne sia accorta e non abbia conseguentemente agito, considerato che l'unica vera informazione alternativa di questa strana Repubblica - il telegiornale Striscia la notizia - ha dimostrato che molte delle battutaccie di Benigni erano penosamente ripetute e, quindi, altrettanto penosamente riciclate.
Il gruppo parlamentare di Alleanza nazionale denuncia questa autentica vergogna ringraziando, in questo caso, il quotidiano Libero che, isolatissimo, è l'unica voce che divulga queste preziose informazioni.
Onorevole sottosegretario, 11.760.000 vecchie lire al minuto costituiscono un insulto rivolto alla povera gente, e ciò è tanto più vergognoso se si pensa che tale somma è incassata dai chi quotidianamente fa i gargarismi con i concetti di solidarietà e di socialità. Tuttavia, è la RAI che deve provvedere alla bonifica morale di questo sito maleodorante e pericoloso. È bene ricordare ai «compagni veri» in ascolto che, altri compagni, quelli dei circoli esclusivi della televisione di Stato, incassano addirittura miliardi per non svolgere le prestazioni contrattualmente previste.
Onorevole sottosegretario, non è agevole, anche alla luce della risposta fornita dal Governo, spiegare al popolo italiano questa realtà indegna. È più agevole spiegare che questi riccastri sono di sinistra; e sono ormai lustri che la ricchezza, accumulata con poca fatica, alberga a sinistra, e che lo scandalo dei miliardi regalati riguarda la sinistra.
Non sono più i tempi austeri di Palmiro Togliatti, ma i tempi delle regate nautiche di Massimo D'Alema. La sinistra è cambiata: è una sinistra che si coniuga con il denaro guadagnato con poca fatica.
Ma è bene che la RAI prenda atto dell'indignazione del popolo italiano; è bene che Santoro - che prossimamente saremo costretti a rivedere - dedichi una delle sue velenosissime serate ai compensi suoi, di Enzo Biagi, di Roberto Benigni e di tutta la sinistra televisiva, e che dia la parola agli operai, a quelli veri, agli operai come quelli della mia città, che impiegano appunto sei mesi e mezzo, a 40 ore settimanali, per guadagnare ciò che il compagno Benigni guadagna in un minuto di stolta apparizione televisiva. E si trattava di quella apparizione, neppure troppo elegante, nella quale, come massimo dell'esibizione, Roberto Benigni, per 11.760.000 vecchie lire al minuto, dedicò agli italiani lo spettacolo di una forte presa rugbistica dei testicoli di Pippo Baudo!
Bene, vien da dire che se tutto questo è la spettacolarità, onorevole sottosegretario, io mi offro di fare la stessa cosa, con un risparmio che indico sin d'ora del 90 per cento: prendo solo il 10 per cento, faccio le stesse cose e penso di poter riservare allo Stato risorse finanziarie degne di miglior causa!
Vede, oltretutto...

PRESIDENTE. Onorevole Delmastro Delle Vedove...

SANDRO DELMASTRO DELLE VEDOVE. Ho concluso, signor Presidente - non rinuncio neppure ad un'indagine più seria, perché mi sembra di comprendere che comunque vi siano dei contratti, e mi pare che tali contratti - salvo che addirittura la concessionaria non si permetta anche di fare qualcosa che potrebbe essere messo in discussione dal punto di vista tributario - debbano essere sottoposti a registrazione, e come tali sono pubblici.
Se è così, anche la risposta del Governo è una risposta particolarmente insoddisfacente. Svolgerò personalmente tale indagine, ed in ogni caso ritengo sia una vergogna che, dietro l'usbergo della privacy, la radiotelevisione di Stato e, soprattutto, i compagni di questa sinistra riccastra, che nulla ha più a vedere con i lavoratori, nascondano la vergogna di


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compensi che urlano vendetta in tutto il paese. La ringrazio, onorevole sottosegretario.

PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Delmastro Delle Vedove: mi auguro che questo suo nuovo impegno - questa sua offerta alla televisione di Stato - non la distragga troppo dall'attività parlamentare.

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