Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 315 del 28/5/2003
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(Iniziative volte al riconoscimento del diritto alla vita e alla democrazia del popolo ceceno - n. 3-02323)

PRESIDENTE. L'onorevole Boato ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3- 02323 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 6).

MARCO BOATO. Signor Presidente, signor ministro, la tragedia del popolo ceceno, l'orribile genocidio che è in corso, è sotto gli occhi di tutti in Europa, ma sembra che nessuno se ne renda conto e nessuno se ne accorga, nessuno reagisca. Se ne parla solo quando ci sono le altrettanto orribili vicende del terrorismo fondamentalista.
Il 13 maggio scorso l'europarlamentare radicale Olivier Dupuis si è fatto promotore, insieme a molte personalità internazionali e mondiali, di un appello a sostegno del documento del ministro degli esteri ceceno Ilyas Akhmadov a favore di un piano per l'indipendenza condizionata, in modo che si arrivi all'istituzione di un'amministrazione provvisoria delle Nazioni Unite in Cecenia.
Pochi giorni dopo, Adriano Sofri, dal carcere di Pisa, il 20 maggio, su Repubblica, ha scritto un appello perché si arrivi ad una grande manifestazione popolare internazionale a sostegno della pace in Cecenia, a sostegno del popolo ceceno e del popolo russo perché finisca il genocidio in atto.
Molti hanno risposto positivamente a questi due appelli. Chiedo, pertanto, quale possa essere e quale debba essere l'iniziativa del Governo italiano alla vigilia dell'inizio del semestre di Presidenza italiana dell'Unione europea.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.


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CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, onorevole Boato, la situazione in Cecenia, sotto il profilo della tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali, forma oggetto di costante attenzione da parte dell'Italia e degli altri partner comunitari.
La comunità internazionale sta seguendo con interesse l'iniziativa del Presidente Putin volta alla riorganizzazione istituzionale di quella Repubblica con un ampio grado di autonomia, ma sempre nel rispetto dell'integrità territoriale russa esprimendo, inoltre, la speranza e l'attesa che essa possa rappresentare un primo passo verso la pacificazione e la stabilizzazione della regione.
In occasione dei lavori della LIX sessione della Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite, conclusasi a Ginevra il 25 aprile scorso, l'Unione europea ha presentato un nuovo testo di risoluzione sulla situazione dei diritti umani in Cecenia; testo che è stato respinto, come del resto è avvenuto lo scorso anno, con 21 voti contrari, 15 a favore e 7 astensioni. Il documento intendeva esprimere profonda preoccupazione per il persistere di una situazione nella regione caratterizzata da gravi violazioni dei diritti umani. Da parte dell'Italia e dell'Unione europea si è adoperato il massimo sforzo negoziale per accogliere sufficienti consensi al testo presentato bilanciando la ferma condanna per gli attacchi terroristici posti in essere da gruppi ceceni con il richiamo, alla parte russa, ad una maggiore collaborazione con i meccanismi dell'ONU competenti in tema di diritti umani.
Nell'esprimere preoccupazione per le gravi violazioni dei diritti umani in atto e le sofferenze causate dalla popolazione civile il documento, sottolineando la necessità di pervenire in tempi ristretti ad una soluzione politica della crisi, invitava, inoltre, le autorità russe ad adottare immediate ed adeguate misure atte a prevenire ulteriori violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario, ad investigare tutte le presunte violazioni commesse dai membri delle forze federali ed accertare le relative responsabilità e assicurare l'adeguata punizione dei colpevoli. Alle autorità russe veniva anche richiesto libero e sicuro accesso in Cecenia per il personale delle organizzazioni internazionali e ai mezzi di comunicazione.
In ambito delle Nazioni Unite, la proposta dell'Italia e degli altri partner europei di attivare i meccanismi dell'ONU competenti in materia di diritti umani affinché fossero direttamente coinvolti nel conflitto ceceno non ha conseguito al momento, purtroppo, i risultati attesi dopo il recente mancato accoglimento, da parte del massimo organo delle Nazioni Unite in materia di diritti umani - la Commissione di Ginevra -, di questo testo di risoluzione; pertanto, è oggettivamente difficile prevedere a breve nuove iniziative europee sulla problematica.
L'Italia intende comunque continuare ad adoperarsi nel quadro delle consultazioni con gli altri partner comunitari affinché la situazione dei diritti umani in Cecenia continui ad essere oggetto di perdurante e specifica attenzione.

PRESIDENTE. L'onorevole Boato ha facoltà di replicare.

MARCO BOATO. Signor Presidente, la risposta fornita dal ministro Giovanardi per alcuni aspetti può considerarsi positiva, mentre per altri è radicalmente insoddisfacente perché c'è stato detto, sia pure sottolineando la gravità della situazione in Cecenia, che è stato presentato un documento alla Commissione dei diritti umani a Ginevra ed esso è stato bocciato - al riguardo, occorrerebbe conoscere come è composta quella Commissione: io non ho il tempo di spiegarlo - e che adesso non ci sono possibilità di assumere altre iniziative. Questa è la parte che ritengo radicalmente insoddisfacente. Mi piacerebbe dire ciò al Presidente del Consiglio, onorevole Berlusconi, il quale da 56 sedute - dall'inizio della legislatura - non si presenta in quest'aula per il question time, e al ministro degli affari esteri, il quale si fa sostituire dall'incolpevole ministro per i rapporti con il Parlamento. Io,


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invece, ritengo che delle iniziative si debbano e si possano assumere; in questo senso voglio essere di stimolo e di incoraggiamento al ministro e al Governo.
Leggo poche righe di questo documento approvato e sottoscritto da molte personalità internazionali: riteniamo intollerabile che la comunità internazionale continui ad ignorare l'incalzare quotidiano di questo dramma assoluto della Cecenia. Non è ammissibile continuare a chiudere gli occhi e a sottrarsi ulteriormente alle proprie responsabilità. Sottoscriviamo il piano per l'indipendenza condizionata presentato dal ministro degli affari esteri della Cecenia, Ilyas Akhmadov, che propone l'istituzione di un'amministrazione provvisoria delle Nazioni Unite. Ilyas Akhmadov fa parte del Governo Maskhadov che il Presidente Putin ha totalmente delegittimato, dopo che era stato eletto nel gennaio 1997. Ad esso si è sostituito un Governo fantoccio e si è svolto un referendum farsa. Per questo motivo, ritengo che con il Presidente Putin bisognerebbe avere un'interlocuzione molto più sollecita.
Concludo, leggendo le poche righe finali dell'appello lanciato da Adriano Sofri su la Repubblica, a cui hanno risposto positivamente Valter Veltroni, Piero Fassino, Francesco Rutelli e a cui mi auguro possano rispondere positivamente cittadini di qualunque appartenenza politica.

PRESIDENTE. Onorevole Boato, si avvii a concludere.

MARCO BOATO. Le parole sono queste: «Le parole d'ordine sono per una volta chiare e comuni: pace in Cecenia, no all'occupazione russa, no al terrorismo, proposta di una amministrazione transitoria dell'ONU, appoggiata dal Parlamento europeo in questa prospettiva».

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Boato...

MARCO BOATO. Mi auguro che il Governo italiano possa agire in questa direzione.

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