...
l'Italia si appresta ad assumere la responsabilità di guida dell'Unione europea nel prossimo semestre. Anche in relazione a tale ruolo istituzionale e politico e, in generale, alla situazione europea, recentemente sono stati rinnovati appelli e iniziative in ordine al dramma costituito dal genocidio della popolazione della Cecenia;
nei diversi Stati nazionali e al Parlamento europeo nei confronti dei Paesi membri della Comunità e degli altri organismi internazionali, il 13 maggio 2003 è stato promosso, su iniziativa del deputato radicale al Parlamento europeo Olivier Dupuis, un manifesto al fine di sostenere il piano di pace «per l'indipendenza condizionata» presentato, afferma l'appello, «dal Ministro degli affari esteri della Repubblica cecena d'Ichkeria, Ilyas Akhmadov, che propone l'istituzione di un'amministrazione provvisoria delle Nazioni Unite, sulla base del disarmo dell'insieme delle forze cecene e del ritiro di tutte le forze militari e dell'amministrazione civile russe»;
tale proposta è stata sottoscritta da numerose personalità politiche e culturali della comunità internazionale e dell'Europa e sarà fra i prossimi temi di confronto nel Parlamento europeo, al pari dall'appello promosso da Adriano Sofri (il quale ha anche sottoscritto l'iniziativa di Dupuis), pubblicato sul quotidiano la Repubblica il 20 maggio 2003, per una manifestazione internazionale sulla tragedia russo-cecena;
una manifestazione, ha scritto Adriano Sofri ed hanno sottoscritto esponenti politici e istituzionali della comunità internazionale e dell'Italia (fra i quali il sindaco di Roma, Walter Veltroni, che ha invitato a Roma rappresentanti di tutte le culture politiche per un incontro internazionale che dovrebbe tenersi a giugno 2003), che sia «contro un genocidio in Europa, contro la degradazione di una fiera lotta per l'indipendenza in un capitolo del terrore internazionale (...). Le orribili stragi dei giorni scorsi provano ancora, se ce ne fosse bisogno, che non ci sarà pacificazione di quel martoriato Paese attraverso la repressione o la resistenza militare»;
tali appelli richiedono sia un'ampia mobilitazione civile e politica, sia immediati e opportuni interventi istituzionali, in primo luogo dell'Europa -:
quali siano gli impegni che il Governo italiano intenda promuovere e assumere, sia nella sua responsabilità di guida dell'Unione europea, nel prossimo semestre, sia quale Paese membro nei diversi organismi internazionali (in primis, l'Onu), o anche in sede bilaterale nei confronti della Russia, affinché tali appelli alla pace e al riconoscimento del diritto alla vita e alla democrazia del popolo ceceno abbiano un coerente e tempestivo esito istituzionale e politico. (3-02323)
(27 maggio 2003).