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PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per la salute, senatore Cursi, ha facoltà di
CESARE CURSI, Sottosegretario di Stato per la salute. La riorganizzazione della rete ospedaliera e, quindi, anche dell'attività di emergenza territoriale, rientra - come è noto - nella sfera delle attribuzioni regionali.
PRESIDENTE. L'onorevole Migliori ha facoltà di
RICCARDO MIGLIORI. Signor Presidente, signor sottosegretario, colleghi, vorrei esprimere due riflessioni rispetto a questa esauriente, completa risposta del sottosegretario Cursi rispetto alla quale esprimo entusiastica soddisfazione. La prima concerne una questione di ordine metodologico: come sa il Presidente, le interrogazioni presentate dai parlamentari sono sottoposte preventivamente al vaglio di ammissibilità da parte della Presidenza e reputo che da parte del Governo vi debba essere, una volta che l'interrogazione è oggetto di risposta, una valutazione tutta di merito rispetto ad un giudizio di ammissibilità che la Presidenza della Camera preventivamente esprime. Dico ciò
perché, a volte, ma non è il caso della risposta a questa interrogazione, vi è una sorta di riflesso condizionato nell'assegnare responsabilità e competenze ad altri enti ed istituzioni, in primis alle regioni, rispetto al Governo che finisce per rendere nullo lo strumento ispettivo.
PRESIDENTE. La ringrazio onorevole Migliori.
La normativa nazionale in materia, infatti, è limitata alla definizione di standard o di indirizzi tesi a garantire un giusto equilibrio tra le macroaree dell'assistenza sanitaria (territoriale, ospedaliera, di prevenzione).
La competenza regionale in tema di pianificazione ed organizzazione dei servizi sanitari si è ulteriormente consolidata a seguito dell'entrata in vigore della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione), la quale, com'è noto, ha dato nuovo impulso alla programmazione regionale.
Allo stato attuale, pertanto, spetta alle regioni assumere, sul tema in esame, le decisioni più appropriate, tenendo conto delle diverse situazioni e, naturalmente, nei limiti e nel rispetto della normativa vigente.
A tale ultimo proposito giova rammentare quanto il Governo ha fatto, in particolare il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 29 novembre 2001 «Definizione dei livelli essenziali di assistenza», che include l'attività di emergenza sanitaria territoriale tra le prestazioni di assistenza sanitaria garantite dal servizio sanitario nazionale.
Inoltre, detto provvedimento richiama l'atto di intesa tra Stato e regioni di approvazione delle linee guida sul sistema di emergenza sanitaria in applicazione del decreto del Presidente della Repubblica del 27 marzo 1992, documento, quest'ultimo, con cui - si rammenta - sono state fornite indicazioni sui requisiti minimi organizzativi e funzionali della rete di emergenza, ai quali si debbono attenere tutte le regioni.
Per quanto riguarda, più specificamente, la difficoltà di collegamento stradale che, in base a quanto denunciato dall'onorevole interrogante, caratterizzerebbe una parte del territorio della ASL n. 10 e, più in generale, della regione Toscana, si fa presente che il comunicato relativo al decreto del Presidente della Repubblica del 27 marzo 1992, recante atto di indirizzo e coordinamento alle regioni per la determinazione dei livelli di assistenza sanitaria di emergenza, stabilisce che, per quanto attiene al soccorso sanitario primario, esso dovrà estrinsecarsi in un periodo di tempo non superiore agli otto minuti per gli interventi in aree urbane e di venti minuti per le zone extraurbane (salvo particolari situazioni di complessità orografica).
Inoltre, è stato sollecitato l'ufficio territoriale del Governo di Firenze a reperire elementi di risposta specifici all'interrogazione in esame, presso l'assessorato regionale alla sanità.
Riferisco i passaggi più significativi, in ordine all'atto in esame, della nota preparata dal citato assessorato.
Anzitutto si chiarisce che la riorganizzazione del servizio 118 nel comune di San Casciano Val di Pesa da parte dell'azienda USL n. 10 di Firenze non è dettata da valutazioni di ordine economico, bensì tende alla ricerca della massima appropriatezza dell'intervento nel sistema 118.
La proposta è mirata all'ottimizzazione dell'impiego delle risorse professionali mediante l'individuazione della rete di soccorso territoriale, costituita da livelli di risposta, diversificati ed integrabili, in base alla capacità di intervento.
Inoltre, si fa presente che il numero dei medici per emergenza sanitaria territoriale nell'azienda USL n. 10 di Firenze è in continua diminuzione: rispetto alle postazioni attualmente attive, mancano in organico circa 15 medici.
Ad avviso della regione, l'integrazione fra medici ed infermieri si sarebbe dimostrata molto efficace nelle regioni del nord Italia.
Nella nota si rileva, tra l'altro, che la figura dell'infermiere nell'emergenza ha avuto un grande successo in tutto il mondo, in particolare nei paesi del nord Europa, come la Svezia e l'Olanda.
Per quanto attiene al collegamento stradale, si fa presente, che la cittadina di San Casciano Val di Pesa, 16.800 abitanti distribuiti in un comune di 108 chilometri quadrati, è stata appositamente scelta quale sede per il riordino del servizio 118 per la sua particolare situazione viaria.
Infatti, pur essendo San Casciano un comune rurale - afferma la nota dell'UTG secondo le notizie trasmessegli dall'assessorato regionale alla sanità - risulta ben raggiungibile da due strade, una, la cosiddetta Chiantigiana, (SS. n. 2) e l'altra, la superstrada Firenze-Siena.
Ambedue le strade consentono di giungere alla zona sud di Firenze ove, nel comune limitrofo di Bagno a Ripoli, è posto uno dei grandi ospedali di Firenze, quello della SS. Annunziata, Dipartimento di emergenza ed Urgenza (DEU) di 1o livello, dotato di letti di terapia intensiva, ortopedia, chirurgia d'urgenza e base di eliambulanza regionale.
In particolare, è stata accuratamente testata la possibilità di raggiungere l'ospedale in tempi brevi. Questi sono stati stimati, sempre in base alla nota dell'assessorato alla sanità, in circa 13 minuti (i chilometri da percorrere fino all'arrivo in ospedale sono 13,8 con una velocità media stimata prudentemente nell'ordine di 60-65 chilometri orari, poiché 11,3 chilometri di questo percorso sono di autostrade e superstrade). È, peraltro, importante rappresentare, cosa che sarà premura fare, in sede di Conferenza Stato-regioni le difficoltà del collegamento stradale che rappresenta una priorità per quanto riguarda l'organizzazione territoriale del servizio di urgenza. Quanto sopra, nel pieno rispetto dell'autonomia delle regioni, ma anche nella prioritaria garanzia e salvaguardia della salute e sicurezza dei cittadini che spetta ancora allo Stato garantire.
Vi è poi una seconda questione, tutta di sostanza, che motiva anche la soddisfazione per la risposta del sottosegretario Cursi. Abbiamo presentato la suddetta interrogazione forti - e lo sottolineo - di alcune valutazioni oggettive (riguardanti la collocazione particolarmente difficile dal punto di vista viario del complesso del territorio comunale di San Casciano la cui condizione collinare rende difficoltosi i collegamenti con l'ospedale di riferimento del comune di Firenze, quello di Ponte a Niccheri), nonché di un movimento di carattere locale che ha comportato oltre 5 mila firme a sostegno della necessità di modificare il sistema del servizio medico d'urgenza (118) della nostra realtà; si è tenuto conto anche del fatto che l'eliminazione della presenza del medico a bordo del servizio del 118 ha reso e sta rendendo estremamente difficoltosa la tutela del diritto fondamentale alla salute dei cittadini in quella parte della provincia di Firenze.
La riconferma da parte del sottosegretario dei decreti della Presidenza del Consiglio dei ministri sui livelli essenziali, sui risultati della Conferenza Stato-regioni circa i requisiti minimi ci conferma che il servizio del 118 nella nostra provincia è fuorilegge perché si trova al di fuori degli ambiti applicativi di carattere ottimale prescritti dalle normative al riguardo, nonché dall'accordo Stato-regioni.
Pensare di poter raggiungere l'ospedale in pochi minuti, come è stato affermato nella sconclusionata nota dell'assessorato regionale alla sanità, trasferita all'ufficio territoriale di Governo di Firenze, significa percorrere la superstrada Firenze-Siena a velocità da Schumacher. Siamo di fronte a parole in libertà che sicuramente i cittadini che sono stati attivati nella contestazione al riguardo considereranno come tali, come un contributo umoristico purtroppo di fronte a situazioni di natura particolarmente grave nel rapporto fra istituzioni locali e cittadini per ciò che concerne il diritto alla salute.
Prendo atto con soddisfazione dell'impegno del Governo a rinnovare, nelle prossime occasioni di confronto tra Stato e regioni, le preoccupazioni circa il dato orografico ed il collegamento per la tempistica necessaria al raggiungimento dei dipartimenti dell'urgenza ospedaliera.
Esprimo nuovamente la soddisfazione per la sostanza della risposta fornita dal sottosegretario Corsi.
È così esaurito lo svolgimento dell'interpellanza e delle interrogazioni all'ordine del giorno.
Sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 16.


