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PRESIDENTE. L'onorevole Cè ha facoltà di
ALESSANDRO CÈ. Signor Presidente, è in corso, nel paese, un ampio dibattito sulla legislazione in materia di detenzione di armi da fuoco.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, i recenti e drammatici episodi hanno comunque evidenziato l'esigenza di una maggiore attenzione nell'applicazione del sistema di concessione delle autorizzazioni di polizia necessarie per la detenzione ed il porto d'armi. Si è reso, quindi, necessario impartire, con la circolare ricordata dall'onorevole Cè, specifiche direttive ai prefetti ed ai questori, che sono stati sensibilizzati ad uno scrupoloso controllo dei requisiti personali di ordine psicofisico prescritti dalla legge per il rilascio ed il rinnovo delle licenze di porto d'armi nonché per il rilascio del nulla osta all'acquisto delle stesse.
PRESIDENTE. L'onorevole Cè ha facoltà di
ALESSANDRO CÈ. Signor Presidente, ci riteniamo parzialmente soddisfatti. Io credo che anche nel caso di episodi così gravi non bisogna decidere sull'onda dell'emozione e, in assoluto, non bisogna discriminare chi detiene armi, soprattutto se le detiene per legittima difesa o per attività sportive, anche perché vorrei ricordare che la caccia è una tradizione di certe aree del paese e anche un indotto non indifferente.
collettivo che dovrebbero avere sia la maggioranza sia il Governo (la sinistra in passato ha fatto ben poco da questo punto di vista).
Vi è molta confusione, ingenerata dai recenti gravi fatti di sangue, che rischia di mettere sullo stesso piano episodi profondamente diversi fra loro, come quelli relativi a gesti di follia rispetto a quelli derivati da disperata e legittima difesa della propria incolumità fisica.
La procedura riguardante la concessione di permessi di porto o di detenzione di armi per uso sportivo o di caccia è già molto costosa e burocraticamente complicata; peraltro, non è legittimo criminalizzare chi, per sport o diletto, voglia possedere un'arma da fuoco. Per contro, si ritiene necessario concentrare gli sforzi per impedire la diffusione di armi detenute illegalmente dalla malavita e dalla delinquenza.
Chiedo, pertanto, anche alla luce della recente circolare emanata dal ministero, quale risposta si voglia dare alle problematiche da noi sollevate.
Tali autorizzazioni, com'è noto, sono subordinate alla prova dell'idoneità psicofisica del richiedente, secondo le modalità di cui alla legge n. 89 del 1987 ed al decreto del Ministero della sanità del 28 aprile 1998. Più specificamente, quest'ultimo richiede l'assenza di alterazioni neurologiche, di disturbi mentali, di personalità e comportamentali e la non dipendenza da sostanze stupefacenti, psicotrope o alcoliche. Costituisce, altresì, causa di non idoneità l'assunzione anche occasionale di sostanze stupefacenti e l'abuso di alcool o di psicofarmaci.
Con la circolare menzionata, le autorità di pubblica sicurezza sono state invitate a valutare adeguatamente ogni segnalazione qualificata relativa ad eventi o situazioni che possano far dubitare del possesso o della permanenza dei requisiti di affidabilità richiesti dalla legge nei confronti delle persone autorizzate al porto di armi o alle quali è consentito di detenerle nell'abitazione od in altro luogo, procedendo, ove del caso, alla revoca dell'autorizzazione rilasciata ed all'eventuale adozione del divieto di detenzione (purtroppo, abbiamo visto che, in alcuni casi, segnalazioni, da parte di vicini, di situazioni patologiche non sono state prese in tempo nella dovuta considerazione).
Inoltre, è stata disposta una revisione straordinaria di tutte le licenze di porto d'armi rilasciate, con puntuale verifica, caso per caso, dei presupposti richiesti dalla legge in vigore. Nell'ambito della verifica, che sarà condotta dalle stesse autorità provinciali di pubblica sicurezza, ai titolari di licenza con validità pluriennale (come quella per il porto di fucile per uso di caccia) che non siano state rilasciate o rinnovate negli ultimi 12 mesi sarà chiesto di esibire un certificato medico aggiornato attestante la salute fisica e mentale del titolare. Tale onere, quindi, riguarda unicamente coloro che dispongono di una licenza pluriennale di porto d'armi non rilasciata o rinnovata nell'ultimo anno solare e trova un'evidente giustificazione nell'esigenza di garantire una maggiore sicurezza alla collettività ed agli stessi interessati.
Ma il Governo naturalmente concorda con gli interroganti sulla necessità di non criminalizzare assolutamente né di gravare di onerosi vincoli chi, per sport o per diletto o anche per esigenze di difesa personale, detenga ed usi legittimamente un'arma. Quindi, bisogna trovare un equilibrio, bisogna contemperare queste due esigenze.
Comunico infine che il Ministero dell'interno intende procedere ad un organico e complessivo riesame dell'intera disciplina in materia di armi, munizioni ed esplosivi e che a tal fine è stata costituita un'apposita Commissione tecnica interministeriale.
Noi siamo d'accordo sul rispetto rigoroso della prima parte della circolare emanata dal ministero, cioè quella sul rigore delle visite mediche eccetera, sapendo però bene, perché bisogna anche essere realisti, che nulla può sostituire la deontologia professionale dei medici e che molto resta da fare sulla prevenzione delle malattie psichiatriche. Questo è un impegno
Invece, ministro, ci sono delle critiche molto forti sulla seconda parte della circolare, perché è assurdo prevedere che per l'acquisto di ogni nuova arma debbano essere prodotte nuovamente le certificazioni. Io credo che sia un errore della circolare, perché è assolutamente sbagliato che si preveda una revisione straordinaria, che è indefinita da un punto di vista temporale e casuale per quanto riguarda i soggetti coinvolti, oltre al fatto che non è scritto che si tratta di una revisione gratuita (perché non possiamo gravare ulteriormente coloro che vogliono detenere armi di ulteriori tasse). Questo significa, in termini concreti, più oneri per i cittadini, più burocrazia e molto personale sottratto ad impieghi molto più importanti e produttivi, quali quelli volti ad individuare la delinquenza, il traffico di armi (in particolare, faccio riferimento alla delinquenza extracomunitaria che svolge traffico d'armi).
Tra l'altro, trovo assolutamente ingiustificata la revisione obbligatoria anche per quei soggetti che hanno licenza pluriennale - gli sportivi, i cacciatori - che sono già sottoposti di per sé a moltissime limitazioni, a molti oneri e - lo voglio ripetere - a molte pratiche burocratiche.
Concludo, Presidente. Proprio in base a queste argomentazioni noi chiediamo al Governo di prestare sì massima attenzione su questo tema, ma di rivedere radicalmente la seconda parte della circolare, perché è assolutamente discriminatoria e vessatoria nei confronti di alcune categorie di cittadini (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).


